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Le colonne portanti del modernismo

di Catholicus - Il modernismo del clero che si è infiltrato all’interno della Chiesa Cattolica, e di coloro che, per timore, opportunismo, collusione in aperta malafede, seguono pedissequamente tale clero sbandato, si regge su quattro colonne: 1) filoprotestantesimo, teso a trasformare il cattolicesimo in un vero e proprio protestantesimo (Novus Ordo Missae, ridimensionamento della Madonna, libera interpretazione della "parola", esegesi biblica con metodo storico-critico ecc.)... 


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Il lessico politicamente corretto dei liberali

di Oreste Sartore - Dopo aver esaminato le caratteristiche generali del politically correct (vedi qui), scendiamo ora ad illustrare i modi in cui esso viene declinato: ne esistono diversi dato che ogni ideologia accettata e ogni gruppo di potere in essere ha dato il suo contribuito specifico. Cominciamo con i laico-liberali.


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8° Pellegrinaggio della Tradizione alla Madonna di Oropa

Pubblichiamo il video dell'omelia di don Alberto Secci in occasione del Pellegrinaggio alla Madonna di Oropa in cui ha partecipato anche la Corsia dei Servi. Buon ascolto.


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La Messa di sempre e l'inganno del Summorum Pontificum

dalla rubrica Per aspera ad astra di Stefano Arnoldi - “Dietro ai modi diversi di concepire la liturgia ci sono modi diversi di concepire la chiesa, dunque Dio e i rapporti dell'uomo con Lui. Sono convinto che la crisi ecclesiale in cui oggi ci troviamo dipenda in gran parte dal crollo della liturgia”. Queste le parole che il card.Ratzinger espresse nel libro-intervista Rapporto sulla fede. Divenuto pontefice, quella riflessione sulla crisi ecclesiale prese forma con il Motu proprio Summorum Pontificum: un'occasione - si pensava - per rimettere al centro della vita della Chiesa la Tradizione quale rimedio alla crisi spirituale diffusasi come un'epidemia nel mondo cattolico. Come non ricordare infatti le sferzanti parole di Papa Benedetto XVI il Venerdi Santo del 2005, durante la IX stazione della Via Crucis al Colosseo: “Quanta sporcizia nella Chiesa e proprio anche tra coloro che nel sacerdozio dovrebbero appartenere completamente a Lui”.


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Intervista al Superiore generale della Fraternità San Pio X

Intervista a don Davide Pagliarani, Superiore generale della Fraternità San Pio X su sanpiox.it - Come vede la Fraternità San Pio X, che dovrà dirigere per dodici anni? La Fraternità ha in mano un tesoro. Più volte è stato ripetuto che questo tesoro appartiene alla Chiesa, ma penso che si possa dire che appartiene di pieno diritto anche a noi: è nostro ed è per questo che la Fraternità è perfettamente un’opera di Chiesa, già adesso! La Tradizione è un tesoro, ma per custodirlo fedelmente dobbiamo essere coscienti di essere dei vasi d’argilla. La chiave del nostro futuro è qui, nella consapevolezza della nostra debolezza e della necessità di vigilare su noi stessi. Professare la fede nella sua integrità non basta se le nostre vite non sono un’espressione fedele e concreta di questa integralità della fede. Vivere della Tradizione vuol dire difenderla, lottare per essa, battersi perché possa trionfare prima di tutto in noi stessi e nelle nostre famiglie, per poter poi trionfare nella Chiesa tutta. Il nostro desiderio più sentito è che la Chiesa ufficiale cessi di considerare la Tradizione come un fardello o un mucchio di anticaglie obsolete, ma che guardi a essa come l’unica via possibile per rigenerarsi...


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Per purificare la Chiesa non serve la macchina del tempo, ma la santità

di Aldo Maria Valli su aldomariavalli.it - La corruzione morale nella Chiesa non nasce certamente in questo nostro tempo, ma arriva da lontano, e affonda le sue radici nella mancanza di santità. Alessandro Gnocchi, che dalle pagine di Riscossa cristiana segue e commenta le vicende della Chiesa con passione e onestà intellettuale, è una delle poche voci che riescono a giudicare la crisi attuale secondo una prospettiva storica. Così facendo, spiega che quanto monsignor Viganò ha rivelato al mondo circa la situazione attuale ha un precedente: la denuncia di Emanuele Brunatto, il primo figlio spirituale di Padre Pio.


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L'ermeneutica impedisce il giudizio

Editoriale di radicatinellafede.blogspot.com - Viviamo ormai da tanti, troppi decenni, in un tempo di riforma perenne della Chiesa. Non sapremmo nemmeno più definirla, la Chiesa, se non dentro un continuo ed estenuante cambiamento: “chi si ferma è perduto” sembra ironicamente diventato il nuovo e onnicomprensivo comandamento. Una riforma a tutti i suoi livelli e sotto tutti gli aspetti fu invocata e attuata perché, dicevano, la Chiesa potesse venire in contatto con la società degli uomini in perenne mutamento; perché potesse venire in contatto con essa in modo più libero e puro. La riforma fu chiesta e poi propagandata per motivi “pastorali”, perché la Chiesa non continuasse ad emarginarsi in un rifiuto della modernità.


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SUORE CONSOLATRICI DEL SACRO CUORE

Siamo nate ufficialmente nel 1961 in un clima di fervore e di entusiasmo o meglio, di tutto ciò che di bello, di grande e di nobile può sbocciare dalla giovinezza illuminata e resa forte dalla Grazia.
Il nostro fondatore, P. Basilio Rosati Passionista, aveva saputo trasmettere nei nostri cuori il fuoco di un grande ideale: “Consolare il Cuore divino di Gesù” tanto amareggiato per l’ingratitudine, la freddezza, gli oltraggi, i tradimenti di tante anime a lui particolarmente care perché redente dal Suo Sangue preziosissimo.
Per saperne di più LEGGI LA PRESENTAZIONE 
Per una donazione inviare un bonifico bancario sul c/c intestato a Associazione Consolatrici del Sacro Cuore di Gesù 
IBAN: IT 22 L 03069 72711 100000000121

Scelta dello stato di vita

Consigli pratici per il buon cristiano - Portiamo onore, ubbidienza ed amore ai nostri genitori, superiori, e soprattutto al Confessore datoci da Dio per guidare la nostra anima al Paradiso. Trattandosi però di scegliere lo stato, è certo, come insegna san Tommaso d’Acquino, che noi non siamo tenuti ad obbedire ai genitori. Se un giovane è chiamato a farsi religioso, ed i parenti sono contrari, è obbligato ad obbedire a Dio e non più ai parenti, i quali per loro interessi e fini propri si oppongono al bene spirituale dei figliuoli. Questi parenti sconsigliati, scrive san Bernardo, preferiscono che i figli loro vadano dannati in eterno, anziché lascino la loro casa.

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Domenica XXI dopo Pentecoste

Commenti al Vangelo - Mt (18, 23-35) In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli questa parabola: Il regno dei cieli assomiglia ad un re, il quale volle fare i conti coi suoi servi. E avendo principiato a far i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Ma non avendo costui modo di pagare, il padrone comandò che fosse venduto lui, sua moglie, i figliuoli, e quanto aveva, e così fosse saldato il debito. Il servo però, gettatosi ai suoi piedi, lo supplicava: Abbi meco pazienza, e ti soddisferò interamente. Mosso il padrone a pietà, lo liberò, condonandogli il debito. Ma il servo, partito di lì, trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari: e, presolo per la gola, lo strozzava dicendo: Pagami quello che devi. E il compagno, prostrato ai suoi piedi, lo supplicava: Abbi meco pazienza, e ti soddisferò interamente. Ma quegli non volle, e lo fece mettere in prigione, fino a tanto che l'avesse soddisfatto. Ora, avendo gli altri compagni veduto tal fatto, grandemente se ne attristarono, e andarono a riferire al padrone tutto quel che era avvenuto. Allora questi lo chiamò a sé e gli disse: Servo iniquo, io ti ho condonato tutto quel debito, perché me ne hai pregato: non dovevi dunque anche tu aver pietà d'un tuo compagno, come io ho avuto pietà di te? E sdegnato, il padrone lo diede in mano ai carnefici fino a tanto che avesse pagato tutto il debito. Nella stessa guisa, farà con voi il mio Padre celeste, se ognuno di voi non perdona di cuore al proprio fratello.

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Novena a Maria Santissima d'Oropa

Preghiere e devozioni - Fra tutti i santuari d'Italia, uno dei primi è quello di Oropa, presso Biella in Piemonte. Nel IV secolo, fu S. Eusebio Vescovo di Vercelli, esiliato dagli Armeni, che scoprì in Oriente tre statue rappresentanti Maria Santissima col Bambino in braccio, scolpite in legno di cedro dall'Evangelista S. Luca. Dopo la morte del persecutore Costanzo, S. Eusebio poté ritornare nella sua sede vescovile e donò la prima di queste statue ad Oropa, la seconda a Crea e la terza a Cagliari. Il santuario d'Oropa fu dai Sommi Pontefici elevato al grado di Basilica, ed ai Cristiani, che visitavano la Vergine Santissima e le dodici cappelle lì esistenti, sono concesse molte Indulgenze, anche Plenarie, purché confessati e comunicati preghino, ecc.

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I Comandamenti di Dio/1

Elementi di catechesi - I Comandamenti di Dio o Decalogo sono le leggi morali che Dio nel Vecchio Testamento diede a Mosè sul monte Sinai, e Gesù Cristo perfezionò nel Nuovo Testamento. Dobbiamo servire Dio con la mente e con la volontà: la mente, viene guidata dalla fede, mentre la volontà è guidata dalla legge di Dio, che si dice “morale” perché regola tutti i nostri costumi (in latino “mores”). La legge morale è una regola promulgata da chi ha a cuore il bene della comunità, ossia da chi la dirige; quando infatti venisse a mancare colui che comanda (come ad esempio il padre per la famiglia) ciascuno seguirebbe il proprio capriccio, e sarebbe impossibile la concordia dei membri della comunità e il conseguimento del fine comune.

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Cause del modernismo

Contro il modernismo - E' utile conoscere da dove questo male del modernismo è nato e si è irrobustito. Analizzando i mali morali che ne hanno dato origine, prima tra tutte è l'aberrazione dell'intelligenza, causata dalla curiosità e dalla superbia. La curiosità, infatti, può essere un male se non è saggiamente frenata: essa può condurre l'umana ragione ad applicarsi in nuove cose al di fuori della Chiesa cattolica, e tutto ciò che è fuori la Santa Chiesa (dove vi è la certezza assoluta della verità) cade inevitabilmente nell'errore. Ma ancor più della curiosità, a trarre in inganno l'animo umano è certamente la superbia.

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La vite e l'olmo: la preghiera del ricco e del povero

Per i più piccoli... - Andando per il campo e osservando un olmo e una vite, meditavo su di essi e i loro frutti. Mi apparve il pastore e mi disse: “Mediti sull'olmo e sulla vite?”. “Penso, signore, che sono adatti l'uno all'altra”. “Questi due alberi sono un simbolo per i servi di Dio”. “Vorrei conoscere – dico – il simbolo di questi alberi cui accenni”. “Vedi l'olmo e la vite?”. “Li vedo, signore”. “La vite porta il frutto, l'olmo è un albero senza frutto. Ma la vite, se non sale sull'olmo, non può dare frutti in abbondanza, giacendo per terra. Il frutto che poi porta, se non è sospeso all'olmo, marcisce. La vite che si attorciglia all'olmo produce frutto da parte sua e da parte dell'olmo. Vedi, dunque, che l'olmo produce molto frutto, non meno della vite, e forse di più”.

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