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Attenzione ai falsi difensori della Tradizione

dalla rubrica Lupi travestiti da agnelli - Non vi è nulla di peggio al mondo di coloro che intendono presentarsi, o vengono considerati, per quello che non sono. 
In tempi in cui anche chi ha le idee confuse riesce ad esporle come se fossero fior di princìpi, si corre il rischio di inseguire l’apparenza piuttosto che alla sostanza. Ciò a maggior ragione in campo religioso dove il rischio di dare credito a dei "falsi d'autore" comporta il risultato di indirizzare le proprie attenzioni a delle autentiche patacche: prima o poi ci si renderà conto di trovarsi tra le mani un pugno di mosche e la certezza di aver perso tempo prezioso, essendosi lasciati condurre in strade a fondo chiuso. Questi personaggi ostinatamente impegnati, con la lettura forzata della realtà, nel coniugare ciò che non si può coniugare, abili professionisti nel mascherare l’intento di fare andare a braccetto fede e propri interessi personali, si ergono ciò nonostante a punto di riferimento del mondo cattolico. 


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Basta otto mille alla neochiesa. La proposta di un lettore

da riscossacristiana.it - È ormai prossima la scadenza annuale per la compilazione della dichiarazione dei redditi e della connessa scelta in merito alla destinazione dell’otto per mille. Per un cattolico si pone la questione se abbia ancora senso operare una scelta a favore della chiesa cattolica o effettuare le cosiddette offerte deducibili. A mio avviso, la risposta non può che essere negativa e mi piacerebbe che sulla questione si aprisse una discussione sui media e social che potremmo definire “di area”


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Pensieri del Cardinale Giuseppe Siri/1

di Card. Giuseppe Siri - Tutti quelli che amano essere chiamati progressisti fanno l’occhiolino al sociologismo anche se non sanno che cosa sia. Esso consiste nel trasferire il fine della vita, il Paradiso, al quale tendere, la molla direttiva delle azioni, dal Cielo alla Terra. Pertanto non è il caso di occuparsi della salute eterna, bensì del benessere terreno, concentrare tutto nel dare tale benessere e godimento egualmente a tutti in questo mondo. La manifestazione esterna di questo sociologismo è fare l’agitatore, il demagogo, il rivendicatore di beni fuggevoli, il consenziente a tutte le manifestazioni che esprimano la foga di questa tendenza. Questo costituisce la più comune ed espressiva nota del progressismo.


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La vera vita è la vita cristiana

di don curzio Nitoglia - Tutti amano la vita, ma che cosa è la vera vita? Vivere non significa vegetare come le piante o trascinare un’esistenza simile a quella degli animali, che mangiano, bevono, si muovono, crescono, si riproducono, hanno una certa sensibilità esterna (vista, gusto, tatto, odorato e olfatto) ed interna (memoria, immaginazione…) e poi muoiono dissolvendosi nel nulla.


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La legittimazione dell’omosessualità, peccato proprio dell’età nostra

da sìsìnono - Sin dai tempi del santo patriarca Abramo l’umanità conobbe il peccato di sodomia provocando la giusta ira di Dio – “propter quod ira Dei venit in filios diffidentiae” (in Praecepta antiquae diocesis rotomagensis) – distruttrice delle città corrotte (Gn. 18, 16-33; 19, 1-29). Non spetta, dunque, alla modernità il tristo vanto d’aver partorito l’immondo peccato; è invece propria di questa nostra età la negazione più radicale della legge naturale sino a disconoscere la perversione dell’ omosessualità.


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I nuovi preti

di Mons.Marcel Lefebvre - I preti vanno sempre più diminuendo, è un luogo comune; anche l'uomo della strada più indifferente alle questioni religiose ne è informato dal suo giornale a intervalli regolari. Ma la situazione è ancora più grave di quel che sembra. Bisognerebbe aggiungere: quanti preti hanno ancora la fede? E forse fare una terza domanda: certi preti ordinati in questi ultimi anni, lo sono veramente? Per dirla in altri termini, le ordinazioni, o quantomeno una loro parte, sono valide? Il dubbio è identico a quello che pesa sugli altri Sacramenti. 


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Domenica di Pentecoste

Commenti al Vangelo - (Gv 14, 23-31) In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: Chiunque mi ama, osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà, e verremo da lui, e faremo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole. E la parola che udiste non è la mia, ma del Padre che mi ha mandato. Queste cose vi ho detto mentre vivevo con voi. Il Paraclito poi, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel nome mio, egli insegnerà a voi ogni cosa, e vi ricorderà tutto quello che ho detto a voi. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace: ve la dò non in quel modo che la dà il mondo. Non si turbi il cuor vostro, né s'impaurisca. Avete udito che io vi ho detto: Vo e vengo a voi. Se voi mi amaste, vi rallegrereste certamente ch'io vado al Padre, perché il Padre è maggiore di me. Ve l'ho detto adesso, prima che succeda: affinché, quando ciò sia avvenuto, crediate. Non parlerò ancora molto con voi, perché viene il principe di questo mondo. Tuttavia può nulla contro di me; ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre ed agisco conformemente agli ordini da Lui datimi.

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S. Agnese, vergine e martire

Santi della Chiesa cattolica - Non è possibile spiegare adeguatamente la santità di Agnese, la quale superò la sua età, vinse il Tiranno e consacrò la sua castità col martirio: è superfluo tesserne gli elogi, con i quali viene lodata dalla Chiesa e dai santi Padri, perché tutta la sua persona è pura, casta e immacolata. Questa piccola “agnella” di Dio, questa candida colomba incontrò la morte a soli tredici anni, e ritrovò la vita perché amò soltanto l'Autore della vita. Sebbene fosse appena una fanciulla, la sua anima era già matura e profondamente sapiente; Agnese era davvero graziosa in volto ma ancor più bella per le preziose virtù che la adornavano.

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La discesa dello Spirito Santo

Festività dell'anno liturgico - Non ci sono voci e rumori nella casa del Cenacolo. Non c’è presenza di discepoli, almeno io non sento nulla che mi autorizzi a dire che in altri ambienti della casa siano raccolte delle persone. Ci sono soltanto la presenza e le voci dei Dodici e di Maria Santissima, raccolti nella sala della Cena. Sembra più ampia la stanza, perché le suppellettili, messe diversamente, lasciano libero tutto il centro della stanza e anche due delle pareti. Contro la terza è spinto il tavolone usato per la Cena, e fra esso e il muro, e anche ai due dei lati più stretti del tavolo, sono messi i sedili-lettucci usati per la Cena e lo sgabello usato da Gesù per la lavanda dei piedi.

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Preziosità delle Giaculatorie

Consigli pratici per il buon cristiano - Oh! quanti atti di virtù possono esercitarsi con la devota recita delle Giaculatorie, e specialmente di questa: Gesù mio, misericordia! Ecco che cosa raccomandava san Leonardo: Al mattino, fate la seguente convenzione con Dio: “Signore, ogni volta che dirò GESÙ MIO, MISERICORDIA, intendo di fare un atto intensissimo d’amor vostro”. Se poi la direte cento o mille volte, saranno altrettanti atti d’amor di Dio. E quindi, oh! quanti meriti potete acquistarvi con sì poca fatica! Con questa giaculatoria si esercita: un atto di fede, poiché chiedendo a Gesù misericordia, si confessa che Egli è vero Dio e nostro Salvatore, che per usarci pietà morì sulla croce; un atto di speranza...

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IL SITO RISCOSSACRISTIANA.IT CI HA INTERVISTATO

di Cristiano Lugli - Corsia dei Servi, un luogo per la buona formazione. Una delle più grandi carenze nell’ambiente cattolico è sicuramente quella della formazione, particolarmente quella rivolta ai giovani. Molte persone vengono a conoscenza della Tradizione grazie alla Santa Messa di sempre, poi, una volta arrivate a comprendere i problemi che affliggono la Chiesa, si trovano perse in un calderone di informazioni che, spesso, non aiutano a formare alla vera dottrina della Chiesa, unico e solido fondamento per affrontare la tempesta in cui ci troviamo in questa epoca di dilagante apostasia. Corsia dei Servi è un sito prezioso che si dedica a colmare questo vuoto formativo. Ma è anche una Confraternita che offre ai suoi membri e ai suoi lettori la possibilità di abbeverarsi alla fonte del vero Magistero. Ne parliamo con Stefano Arnoldi, cofondatore e direttore della Corsia.

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