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Le facoltà degli angeli

Si chiamano potenze o facoltà dell'anima sia l'intelligenza che la volontà. Queste sono come due ali che  trasportano l’anima nelle regioni superiori. Lo spirito angelico è ovviamente provvisto di queste due ali e non potrebbe essere altrimenti, perché esse sono il complemento necessario di ogni essere spirituale. Nell’angelo, esse sono tanto più potenti e più rapide perché egli è spirito puro.

Tra l'intelligenza e la volontà umane, e l'intelligenza e la volontà angeliche, vi è la stessa differenza tra le ali ripiegate dell'insetto e l'apertura d’ali delle grandi aquile. Poiché la nostra conoscenza degli angeli non è possibile che per via di paragone con noi stessi, noi andremo a studiare l'intelligenza umana, ne riconosceremo i lati imperfetti, e, comprendendo che queste imperfezioni ci sono proprie, noi le elimineremo dall'idea che occorre farsi dell'intelligenza angelica a cui noi arriveremo, in tal modo noi capiremo un poco le facoltà degli angeli.

Lo spirito umano nell'infanzia è quasi totalmente addormentato; esso si sveglia, colpito dalle immagini delle cose sensibili; ed all'inizio esso non è accessibile che alle impressioni materiali del piacere e del dolore.

Gradualmente si rivela la razionalità: l'uomo prende coscienza di se stesso, acquisisce l'idea d'un bene che non è il piacere, d'un male che non è il dolore; egli passa allo stato di essere morale. Poi la sua intelligenza si apre a poco a poco, egli cerca di penetrare la verità su tutte le cose; aiutato dall'insegnamento, egli concepisce chiaramente che, partendo dal mondo materiale, vi è un mondo aperto al solo pensiero; e questo mondo, egli si sforza di penetrarlo. E, anche nelle concezioni che acquisisce così laboriosamente delle cose spirituali, l'uomo trascina sempre con lui qualche cosa di sensibile di cui non può sbarazzarsi. Attaccato ad un corpo, il suo pensiero ha bisogno di prendere un punto d'appoggio nel mondo sensibile per lanciarsi nel mondo intellettuale.

Queste molteplici imperfezioni non esistono nell'intelligenza angelica. Puro spirito, l'Angelo non conosce questo letargo dello spirito in un corpo. La sua intelligenza non ha mai dormito, e mai dorme: dal primo istante della sua esistenza, essa ha prodotto il suo atto, essa si è divertita negli splendori del mondo intellettuale che era il suo proprio elemento. Non c'è stato negli Spiriti angelici formazione intellettuale. Dio ha dato loro, congiuntamente con la natura, le idee di base di ogni scienza. Ed è bastato all'Angelo in un attimo per prendere possesso del campo della scienza offerta alla sua penetrazione, come basta un colpo d'occhio all'uomo posto su di una prominenza per abbracciare un immenso orizzonte.

Questo non vuol dire che la scienza dell'Angelo non sia suscettibile di aumento; ma essa si estende senza sofferenza, senza sforzo, agli oggetti che gli sono presentati, e che entrano nel campo del suo raggio visivo. San Tommaso non teme di affermare che, presa in se stessa e relativamente al suo oggetto naturale, questa scienza è al riparo da ogni errore; perché d'un solo colpo essa raggiunge un oggetto nel suo fondo, ed essa l'abbraccia in tutte le sue qualità.

Essa non procede in effetti con dei ragionamenti laboriosi, ma da un'intuizione sicura di se stessa. Laddove lo Spirito angelico poteva errare, era in rapporto alle cose soprannaturali e divine che non fossero della sua sfera. Infine la scienza degli Angeli è una scienza pura, cioè esente da ogni immagine sensibile che non potrebbe che affievolire la purezza ed il vigore del raggio intellettuale. L'angelo conosce tutto spiritualmente, anche le cose materiali; al contrario l'uomo conosce tutto materialmente, anche le cose spirituali. La differenza è grande, lo si vede.

Essa è così grande che San Tommaso pone una più larga distanza tra la conoscenza d'un Angelo e quella dell'uomo più sapiente, che tra la conoscenza dell'uomo più sapiente e quella del più ignorante. Così riunite questi tre termini: un Angelo, un san Tommaso, un illetterato. L'Angelo sarà ad un grado incomparabilmente più elevato al di sopra di San Tommaso, di quanto San Tommaso sia al di sopra dell'illetterato: Si può dare una miglior idea della trascendenza della scienza angelica?

Consideriamo ora la volontà angelica. La volontà segue l'intelligenza, e trascina lo spirito verso l'oggetto la cui bellezza gli è rivelata. L'intelligenza umana essendo spesso incerta, la volontà umana è esitante; la si vede attaccarsi ad un oggetto, poi essa lo lascia; essa è libera, ma la sua libertà è  diminuita dall'impulso delle passioni che nascono dall'appetito sensuale. Se, come si è visto, l'intelligenza angelica differisce dall'intelligenza umana per la sua prontezza e la sicurezza delle sue concezioni, la volontà degli angeli differisce dalla nostra per l'energia e l'inesprimibile tenacia delle sue risoluzioni. L'Angelo è incontestabilmente libero; e la sua libertà è più distaccata della nostra, non essendo accessibile che all'attrattiva dei beni immateriali; essa non prova  queste fluttuazioni, che risultano dalle tendenze opposte che nascono nello spirito e nella carne.

Essendo libero e superiormente libero, l'Angelo si determina da se stesso a tale od a talaltro scopo. Ma egli vi si determina con una potenza di volontà così assoluta che la sua determinazione diventa subito irrevocabile. L'Angelo d'altronde non è affatto impeccabile. Questo è un privilegio della natura divina di non poter assolutamente cadere. Ogni essere creato può cadere allontanandosi dal suo Creatore,  come può con la grazia perfezionarsi avvicinandosi a lui.

 

Don Marcello Stanzione

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