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L'AFORISMA - Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che che quel che è forte fosse giusto - Blaise Pascal


La Caritas nel World Social Forum marxista

dalla rubrica Lupi travestiti da agnelli - L’allarme è rimbalzato anche sulla stampa italiana: la potente organizzazione cattolica Caritas Internationalis, non solo ha sostenuto dal 2004 l’attività del World Social Forumcon con sede in Brasile, ma dal gennaio 2011 ne fa parte ed oggi è anche membro del suo Consiglio internazionale, fissandone obiettivi, politiche e strategie, tra cui figurano, sin dall’inizio, i cosiddetti «diritti civili» e «sessuali» ovvero ideologia gender, rivendicazioni Lgbt, omosessismo spinto, liberalizzazione universale dell’aborto e delle varie tecnologie riproduttive, controllo globale delle nascite, marxismo, femminismo, ecologismo e dintorni. Le ha sponsorizzate ed appoggiate, aderendo alle varie campagne di mobilitazione, alle varie marce, ai convegni. Smentendo così quanto annunciato nell’home page del suo stesso sito ove afferma di riflettere «la missione sociale ed i Valori di base della Chiesa Cattolica». La quale, però, su questi discorsi ha una posizione esattamente opposta. La denuncia è giunta dall’“ALL-American Life League” statunitense, subito ripresa in Italia, ad esempio, sul quotidiano “La Stampa” da Marco Tosatti.


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Contro i Sinodali

di Alessandro Gnocchi - Sarà pure il sinodo a essere “mala bestia” pari al senato della Roma d’un tempo. In ogni caso, quanto a dottrina cattolica, riesce difficile dare etichetta di “boni viri” a un buon numero di padri sinodali, come Cicerone poteva fare invece con i suoi senatori. Non sono “boni” quei “viri” sinodali che, riuniti per parlare della famiglia, hanno pensato, scritto e proclamato al mondo, gaudium magnum, tutta la virulenza rivoluzionaria dell’ormai celebre “Relatio post disceptationem”. Comunque ora la “Relatio” che venga emendata, attenuata, purificata, rimane il fatto che vescovi e cardinali di Santa Romana Chiesa abbiano potuto mettere nero su bianco un programma di desistenza alle voglie del mondo capace di sorprendere persino la stampa volterriana e quella cattolaicista.


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Il valore del rito romano antico

di Padre Konrad Zu Loewenstein - Per valutare i meriti di un rito di Messa bisogna prima considerare la natura della Messa. Ora, la Santa Messa è nient’altro che il Santo Sacrificio del Calvario: il sacerdote è lo stesso, ossia Gesù Cristo nella persona del celebrante; la vittima è la stessa, ossia Gesù Cristo sotto l’apparenza del pane e del vino. Lo stesso sacerdote, la stessa vittima: lo stesso sacrificio. Ogni rito di Messa della Chiesa Cattolica rende presente questo sacrificio; ci sono molti riti, tra i quali il rito bizantino, il rito ambrosiano, il rito siro-malabarese, il rito nuovo di Paolo VI, ma per valutare un rito particolare bisogna chiedersi quanto esso è adeguato al Sacrificio del Calvario.


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Resistere alla tendenza eretica

di Roberto de Mattei - Cancellato il senso del peccato; abolite le nozioni di bene e di male; soppressa la legge naturale; archiviato ogni riferimento positivo a valori quali la verginità e la castità. Con la relazione presentata il 13 ottobre 2014 al Sinodo sulla famiglia dal cardinale Péter Erdö, la rivoluzione sessuale irrompe ufficialmente nella Chiesa, con conseguenze devastanti sulle anime e sulla società.


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Sulla beatificazione di Papa Paolo VI

COMUNICATO DELLA CORSIA - Riproponiamo e facciamo nostro il Comunicato della Casa Generalizia della Fraternità Sacerdotale San Pio X circa la beatificazione del Papa Paolo VI

 

 

 

 

 


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Le cloache di impurità e il bacio di Giuda

di Francesco Colafemmina - “Cloache d’impurità”: così la Madonna a La Salette, più di 150 anni fa. Se erano considerate cloache d’impurità già allora figuriamoci quale sarebbe oggi il giudizio della Vergine sul clero di Santa Romana Chiesa. “Ma va là – risponderà qualcuno – queste visioni apocalittiche sono ormai superate per sempre, erano espressione di una Chiesa gretta e retrograda che si affidava alle presunte profezie di pastori e ignoranti, oggi tutto è cambiato… oggi guardiamo al Sinodo come all’inizio di una nuova Chiesa”. Certo, il Sinodo. Quello in corso non è che un momento nel processo di creazione della nuova anti-chiesa, il migliore fra i tanti possibili, perché si prendono due piccioni con una sola fava: da un lato l’esaltazione della presunta collegialità con l’intento di ammorbidire il primato petrino, dall’altro l’utilizzo di uno strumento di governo della Chiesa divenuto ordinario dopo il Concilio. Dunque in apparenza nessuna rottura.


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Lettura dei tempi presenti - Intervista al Card. Burke

di Alessandro Gnocchi - Piace poco o nulla al mondo, il cardinale Raymond Leo Burke. E, se possibile, piace ancora meno alla chiesa che piace al mondo. D’altra parte, questo americano di sessantasei anni di Richland Center, Wisconsin, ha fatto di tutto per riuscire cattolicamente nell’intento di ustionare le coscienze cristiane troppo inclini alla tiepidezza. Partecipa alle marce per la vita, dice che non va data la comunione ai politici che sostengono leggi abortiste, denuncia il rapido progredire dell’agenda omosessualista, fa sapere a Papa Francesco che la difesa dei principi non negoziabili non è una moda sottoposta agli umori dei pontefici, sostiene la messa in rito tradizionale. Recentemente ha firmato il libro collettivo “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica”, scritto in aperta polemica con le misericordiose aperture del cardinale Walter Kasper su famiglia e comunione ai divorziati risposati. Nulla di strano, quindi, se il rimpasto curiale pensato da Bergoglio prevede che, da prefetto della Segnatura Apostolica, ora venga esiliato alla carica di cardinale patrono del Sovrano Ordine di Malta. Ma intanto, al Sinodo sulla famiglia, questo finissimo canonista figlio dell’America rurale ha assunto il ruolo di oppositore, verrebbe da dire di katechon, al cospetto della svolta attribuita, senza smentite, alla mens papale. Come recita l’antica “Bibbia poliglotta” aperta sul leggìo del suo studio alla pagina dell’Ecclesiaste: “Ogni cosa ha il suo tempo (…) c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare”.


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Perchè ritornare alla Messa tradizionale?

di Padre Louis DemornexQuando si dice che il nuovo rito della Messa rappresenta, sia nel suo insieme come nei particolari, un impressionante allontanamento dalla teologia cattolica della Santa Messa, quale fu formulata nella sessione XXII del Concilio Tridentino, non si tratta dell’opinione personale di qualche cardinale tradizionalista arretrato, bensí della fede di tutta la Chiesa espressa in quel Concilio dogmatico. Se poi qualcuno se ne volesse allontanare, è pure libero, ma non si chiami piú cattolico, per non confondere i figli della Chiesa. 
Non interessa chi ha scritto quella definizione, interessa la verità sulla Messa. Qualcuno dice che i due riti sono equivalenti. Come se mi dicesse che sono uguali un violino e una chitarra.  


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Effetto domino

di don Dolindo Ruotolo - La fede è inquinata da errori. Lo stato del mondo nel quale viviamo oggi, dolorosamente, non è diverso da quello in cui si ridusse l’uomo dopo il peccato. Mai forse come oggi, il mondo è dominato da satana. Anche nelle nazioni, come la nostra, che si chiamano cristiane, regna l’idolatria del peccato, in tutte le sue manifestazioni più turpi. Il mondo, redento dal sacrificio di Gesù Cri-sto, praticamente lo rinnega e nello svolgimento della vita civile è apostata, in quella della vita religiosa è in profondo decadimento, nonostante la parvenza di attività, che è l’indefettibile vitalità della Chiesa, ma alle quali si mescola non raramente lo spirito del mondo.


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