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L'AFORISMA - Comprendiamo il valore della nostra anima dagli sforzi che il demonio fa per corromperla - Santo Curato d'Ars


Un po' di chiarezza sul Corano

dalla rubrica L'Islam e i musulmani - Dove ci sentiamo di dover fare chiarezza è su una “convinzione” che la cultura dominante sta da tempo esprimendo e in questi giorni ribadendo: un conto sarebbe il terrorismo islamico altro l’islam; un conto sarebbe la violenza altro la sacralità del Corano e quindi il rispetto che si deve ad esso. Una convinzione, questa, che purtroppo è tanto diffusa quanto sbagliata. Spesso si dice che bisogna differenziare tra un islam moderato ed un islam fondamentalista. Non è così. Piuttosto ci possono essere musulmani moderati e musulmani fondamentalisti. Ci sono anche musulmani che non farebbero del male neppure ad una mosca; ma –e qui sta il punto- l’islam non può non essere fondamentalista. Non si può negare che tante giustificazioni di atti abominevoli commessi da terroristi musulmani trovino la loro “giustificazione” proprio nel Corano.

 

 


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Il linguaggio della Tradizione e quello del Vaticano II (6)

di Padre R.T. CalmelI primi venti Concili con le loro definizioni, protette dai relativi anatemi, hanno esplicitato, senza modificarlo, il dato della Rivelazione. Queste esplicitazioni concernenti il mistero dell'unico Dio in tre Persone, l'Incarnazione, la Vergine Maria, il peccato originale, insomma questi sviluppi della nostra Fede sono rigorosamente omogenei alla Parola di Dio. Nicea o Efeso, Calcedonia o Orange (sinodo provinciale tenuto nel 529 le cui decisioni furono riprese dal Concilio di Trento) dicono la stessa cosa che dicono i quattro Evangeli, gli Atti degli Apostoli, le Epistole e l'Apocalisse.


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Crisi del sacerdozio: come si è arrivati a questo punto?

di Mons. Marcel Lefebvre - Il liberalismo ed il modernismo hanno influenzato molti sacerdoti a causa della loro mancanza di spirito soprannaturale e della loro tiepidezza spirituale. Fin da prima del concilio, la Chiesa ha subito una crisi, come indica la mancanza di fede nei mezzi soprannaturali. Allora, com’era prevedibile, evidentemente i sacerdoti si sono rivolti ai mezzi naturali. Hanno cercato di organizzare delle cose, ma come potrebbero fare dei protestanti o una setta qualunque, cioè senza che questo poggi sulla preghiera, sullo spirito di Dio, sullo spirito soprannaturale. Quello che ha rovinato il sacerdozio, è questa tiepidezza. Si vuole essere sacerdoti e al tempo stesso si vuole essere del mondo. Si vuole godere di ciò di cui godono quelli che sono rimasti nel mondo, che non sono del clero o che non hanno fatto professione religiosa. I sacerdoti vogliono essere sacerdoti e al contempo uomini del mondo, ma questo non è possibile. E’ contrario all’essenza del sacerdote. Il sacerdote è un uomo distaccato. Il sacerdote è un uomo povero, un uomo casto, un uomo obbediente. 


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Europa e Islam

dalla rubrica L'islam e i musulmaniIl cardinal Giacomo Biffi qualche tempo fa ha pubblicato due interessantissimi libretti (Islàm e Cristianesimo, 6 agosto 2000. La città di San Petronio nel terzo millennio, 12 settembre 2000) ed è stato uno dei primi ad aver scritto che il problema della migrazione di massa d’interi popoli musulmani (che non vogliono rinunciare alle loro tradizioni, anzi vogliono imporle) in Europa e in Italia è molto grave, drammatico e reale. Occorre, perciò, affrontarlo con realismo e coraggio. Questa non è arabo-fobia, provocata dalla guerra bushista (2003) contro l’Iraq, poi (2011) la Tunisia, la Libia e l’Egitto e da quella israeliana contro la Palestina ed oggi la Siria (2012-2013), cioè contro i Paesi arabi laici e non teocratici, con il risultato di mandare al potere gli integralisti sciiti in Iraq, di rafforzare, dopo averla creata, Hamas in Palestina e di installare regimi di guerriglieri integralisti negli altri Paesi succitati. L’Europa e l’Italia non sono diventate un deserto – continua il porporato – senza storia né tradizione, da popolare indiscriminatamente, senza rispettare il loro patrimonio culturale e spirituale che non deve andar smarrito, ma non è difeso proprio da coloro che dovrebbero farlo (i Governanti e i Chierici).


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Se gli uomini di Chiesa aprono alla rivoluzione modernista e anticattolica

di Oreste Sartore - Posto che essenza del modernismo è la sua particolarità di non essere una dottrina, ma una modalità di azione di natura aggressiva, in sostanza una rivolta contro l’ordinamento soprannaturale, ne discende che per la Chiesa l’aver aperto le braccia ai missionari del neo-teologia è stato un atto di puro autolesionismo. Il virus antinomico e anti divino penetrato nei piani alti si è infatti diffuso rapidamente nell’intero corpo ecclesiale, condizionando la formazione del clero, ormai quasi totalmente guadagnato alla causa modernista. Ripercorriamo qui la svolta avvenuta, considerandone le origini e gli aspetti preminenti.


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La superstizione del divorzio

dalla rubrica G.K.Chesterton - scelse proprio quel termine – superstizione – solitamente attribuibile a gesti scaramantici spesso irrazionali, per anteporlo alla profonda e vasta ragionevolezza del matrimonio tra un uomo e una donna: L’amore di un uomo e di una donnanon è un’istituzione che possa essere abolita, o un contratto da potersi rescindere. E’ qualcosa di più antico di tutte le istituzioni e di tutti i contratti, e che certamente sopravvivrà loro”. Sorprendentemente, a distanza di due anni (1922) dalla sua adesione ufficiale alla Chiesa cattolica, Chesterton non intendeva affatto argomentare basandosi su temi religiosi ma piuttosto analizzando le ragioni del contendere, sforzandosi di comprendere cosa fosse davvero il matrimonio: Ho cominciato chiedendomi cosa sia il matrimonio e siamo ora in condizione di poterci chiedere più chiaramente cosa sia il divorzio”. Desiderava in modo schietto e diretto che le indagini fossero condotte in modo approfondito a partire dalla natura, dall’essenza del matrimonio e lo faceva facendo balenare l’illusorietà del pragmatismo: “Si pensa che cominciare dall’inizio sia davvero poco pratico e produttivo … per qualche strana ragione si pensa sia poco pratico aprire il dibattito chiedendosi cos’è?”. 


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Lettura dei tempi presenti

di padre Elia Schafer - Già Mons. Luigi Carlo Borromeo (1893-1975), vescovo di Pesaro, nel suo Diario (3 dicembre 1962) scriveva: “Siamo in pieno modernismo. Non il modernismo ingenuo, aperto, aggressivo e battagliero dei tempi di Pio X, no, il modernismo d'oggi è più sottile, più camuffato, più penetrante e più ipocrita. Non vuol sollevare un'altra tempesta, vuole che tutta la Chiesa si ritrovi modernista senza che se ne accorga. […] Il Cristo si salva nel modernismo ma non è Cristo storico; è un Cristo che la coscienza religiosa ha elaborato perché una figura umana, ben delineata e concreta, facesse da supporto ad esperienze religiose che non potevano essere espresse nella loro ricchezza e intensità per via di puri concetti razionali ed astratti. […] Così il Modernismo d'oggi salva tutto il Cristianesimo, i suoi dogmi e la sua organizzazione, ma lo svuota tutto e lo capovolge. Non più una Religione che venga da Dio, ma una Religione che viene direttamente dall'uomo [...]”. 


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La religione dell'uomo contro la religione di Dio

COMUNICATO DELLA CORSIA - Riportiamo alcune riflessioni (tratte dal quindicinale Sì sì no no) che riteniamo abbiano il grande pregio di spiegare perfettamente lo stato attuale in cui versa la Chiesa cattolica. Ne consigliamo vivamente la lettura.

 

 

 

 


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