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L'AFORISMA - La pastorale non è l'arte del compromesso e del cedimento: è l'arte della cura delle anime nella verità. - Card. Giuseppe Siri (1906 - 1989) 


Le meraviglie della Medaglia Miracolosa

di Roberto de Mattei - Chiunque si rechi a Parigi ha la possibilità di visitare la cappella della Medaglia miracolosa, al numero 140 rue du Bac, dove nel 1830 la Beata Vergine Maria apparve più volte ad una umile suora, poi elevata agli altari, Caterina Labouré. Da queste apparizioni ha origine la Medaglia miracolosa, così detta non solo per la sua origine celeste, ma per i suoi straordinari effetti sulle anime e sulla società. Caterina era una giovane novizia di ventiquattro anni, di umili natali, che aveva coronato da pochi mesi il suo ardente desiderio di entrare nelle Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli.


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In difesa della Fede e della Tradizione

COMUNICATO DELLA CORSIA - Facciamo presente che nella homepage di questo sito (colonna di destra) campeggia la scritta Ubi Petrus ibi Ecclesia, con ciò ad indicare che, pur non essendo affetti da papismo, la vera Chiesa di Cristo è quella apostolica romana, con al Suo vertice UN Papa che ci si aspetta faccia IL Papa, cioè il Vicario di Cristo. Precisiamo inoltre che la Corsia dei Servi non è un'associazione o una sorta di confraternita facente parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X (i cui molti sacerdoti sono peraltro da noi stimati). Parimenti, la Corsia dei Servi non ha nulla a che fare col sedevacantismo che, anzi, rigetta. Lo stesso dicasi di corsiadeiservi.it, organo della Corsia. Il fatto poi di definirci “lefebvriani” (o “cripto-lefebvriani” che dir si voglia) per il solo fatto che difendiamo e promuoviamo la Messa in rito antico (l'unica Messa che dovrebbe avere diritto di cittadinanza nella Chiesa cattolica, mentre invece si assiste all'esatto contrario dal momento che su di Essa si riversa un odio che ha dell'incredibile se si pensa proveniente dalla maggior parte di prelati e vescovi tutti dediti ad annientarla!) rappresenta per noi un vanto dal momento che mons. Lefebvre è stato un uomo santo...


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Il baluardo

dalla rubrica ...Da leggere - In questo libro (250 pagine, 14 euro) si trovano raccolte le omelie e le conferenze del porporato apparse dal 1951 al 1960, cioè durante gli anni in cui iniziava la penetrazione del neomodernismo nel vertice della Chiesa”, il quale si proponeva di abbattere i bastioni che separavano la Chiesa dalla Modernità soggettivista e relativista. Contro questa mentalità di resa al Mondo moderno Ottaviani si eresse come un Baluardo, proprio come lo Stendardo di Cristo si erge contro quello di Lucifero negli Esercizi Spirituali di S. Ignazio da Loyola (nn. 136-148, I due Stendardi). [...] Il card. Giuseppe Siri commenta: «in lui [Ottaviani], la fermezza delle decisioni si esprimeva in aspetti oratori piuttosto forti: non aveva paura di niente, il suo temperamento in difesa della verità lo rendeva molto battagliero». 

 


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Parole chiare

di Mons. Athanasius Schneider - Durante il Sinodo c'erano stati momenti di manipolazione manifesta da parte di alcuni chierici che detenevano posizioni chiave nella struttura editoriale e di Governo del Sinodo. La relazione intermedia (Relatio post disceptationem) era chiaramente un testo prefabbricato, senza alcun riferimento alle vere dichiarazioni dei padri sinodali. Nelle sezioni su omosessualità, sessualità e sui divorziati risposati con la loro ammissione ai sacramenti, il testo rappresenta un'ideologia neo-pagana radicale. Questa è la prima volta nella storia della Chiesa che un testo così eterodosso è stato effettivamente pubblicato come documento di una riunione ufficiale dei vescovi cattolici sotto la guida di un papa, anche se il testo aveva solo un carattere preliminare. 


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La religione dei modernisti postconciliari - caratteristiche

di Oreste Sartore - Molte dichiarazioni e azioni della gerarchia cattolica che si susseguono ad un ritmo sempre più incalzante sono sempre meno spiegabili come deviazioni marginali dalla retta dottrina. Sembra piuttosto emergere una versione umanitaria della nostra Santa Religione, la quale gradatamente, con il plauso dei teologi e degli operatori della comunicazione , ha conquistato il centro della scena fino ad essere apertamente predicata come dottrina corrente della Chiesa. Le idee-vettori del modernismo inoculati nel cattolicesimo sull’onda della rivoluzione giovannea hanno agito in questi anni conciliari operando una trasmutazione alchemica del cattolicesimo, da religione rivelata avente come scopo la salvezza delle anime a umanesimo filantropico di supporto al potere mondano.


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INTERVISTA A FRANCESCO COLAFEMMINA

1 – Partiamo dal fenomeno/effetto Bergoglio: le sue parole, i suoi atti, rappresentano una contraddizione vivente: dinanzi a pronunciamenti dal deciso tenore cattolico (anche se su molti di essi dovrebbe riscontarsi una certa ovvietà, dal momento che a pronunciarli è un pontefice di santa romana chiesa), ve ne seguono altri impregnati di ambiguità e confusione sicché sembra di assistere al classico “un passo avanti e due indietro”. Risultato: una Chiesa in preda a confusione e disorientamento con l'effetto di distruggere tutto ciò che nei secoli è stato costruito. Che ne pensa?

Francamente credo che il pontificato di Bergoglio coincida con un progetto chiarissimo: introdurre la Chiesa nella realtà del cosiddetto nuovo ordine mondiale. Non intendo dire con fare paranoico che ci sia una specie di “complotto”, quanto piuttosto una necessità politica o geopolitica. Viviamo in un mondo sempre più dominato dalle élite finanziarie e dal potere della tecnologia. In questo mondo che ha cancellato la cultura classica, che non poggia più sulle radici culturali dell’Europa, ma sui diktat di un amorfo indifferentismo culturale e morale, la Chiesa ha due possibilità, finire schiacciata dalla cultura dominante oppure cercare di sopravvivere e per farlo deve assumerne in una sorta di mimetismo esiziale le medesime caratteristiche: contraddizione, provvisorietà, astoricità, entropia. In particolare quest’ultima che a dire di un grande sociologo quale Zygmut Bauman è la chiave di volta della “cultura” delle élite finanziarie. 


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Quel clero che ci vuol far crescere come un albero storto

dalla rubrica Per aspera ad astra - Il problema della Chiesa dei nostri tempi è il clero: lo si dica senza tanti giri di parole e con drammatica serenità: di sacerdoti cattolici, oggi, ce ne sono gran pochi e quei pochi sono sempre più perseguitati dalla stessa Chiesa odierna (!) e spesso cacciati negli angoli più remoti della terra quasi a volerne disinnescare l'operato santo che sono capaci di realizzare animati da vera Fede e amore per la Verità. Il problema della Chiesa dei nostri tempi è il clero: non ci sono dubbi in proposito perché quel clero è il risultato della devastazione presente nei seminari che, sostituendo l'insegnamento e l'approfondimento di San Tommaso d'Aquino con personaggi del calibro di Rahner fino ad arrivare alle letture prese a modello (sic!) del card. Martini, Tettamanzi o del signor Bose, hanno di fatto rinunciato alla capacità di formare e preparare i novelli sacerdoti alla grande battaglia contro il Nemico per strappargli anime da presentare al Buon Dio. Di fatto una resa al Nemico per trenta denari raffiguranti una vita priva di fastidi, scocciature e piena di comodità, vizi ed agiatezze imbarazzanti per uomini consacrati.


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Intolleranza dottrinale

di Card. Louis Edouard Pie - Un saggio ha detto che le azioni dell'uomo sono figlie del suo pensiero, e noi stessi abbiamo stabilito che tutti i beni come pure tutti i mali di una società sono frutto delle massime buone o cattive che essa professa. La verità nello spirito e la virtù nel cuore sono pressoché inseparabili ed in stretta relazione: quando lo spirito è in preda al demone della menzogna, il cuore, se pure non ha dato inizio da sé all'ossessione, è assai prossimo a lasciarsi andare in balia del vizio. L'intelligenza e la volontà infatti sono due sorelle per le quali la seduzione è contagiosa; se si vede che la prima si abbandona all'errore, si stenda un pietoso velo sull'onore della seconda.


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