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L'AFORISMA - La grande disgrazia, l'unica disgrazia di questa società moderna, la sua maledizione, è che essa si organizza visibilmente per fare a meno della speranza come dell'amore; immagina di supplirvi con la tecnica, aspetta che i propri economisti e i propri legislatori le forniscano la doppia formula di una giustizia senza amore, di una sicurezza senza speranza. - Georges Bernanos 


Lo scandalo degli scandali nella Chiesa occupata da Giuda

dalla rubrica Per aspera ad astra - Questo è stato il colpo di maestro di satana: non riuscendo a demolire la Chiesa dall'esterno, lo ha fatto dall'interno, riuscendo a corrompere un sempre più elevato numero di pastori che, abbandonando il ruolo di guida e protettori del gregge a loro affidato, hanno appeso la veste al chiodo lasciando che il male deflagrasse e facendosi essi stessi persino propagatori del male, occupando di fatto la Chiesa di Cristo come i mercanti nel tempio. Ma arriverà il tempo in cui verrà Chi li scaraventerà fuori, liberando la Chiesa dagli occupanti oppressori e perditori di anime. Non è possibile infatti che il Buon Dio possa continuare a permettere all'infinito una serie di scandali che si perpetuano in tutta la loro gravità, fino ad arrivare a realizzare lo scandalo degli scandali! Non ci si è limitati infatti a predicare con ossessione alcune eresie dagli effetti devastanti (il falso ecumenismo, l'equiparazione sullo stesso piano di tutte le religioni, l'inutilità del proselitismo cattolico, il -chi sono io per giudicare- il mondo omosessuale...) che equivalgono punto per punto alla negazione di quelli che sono i principi cardine del cristianesimo nel Vangelo e negli scritti di San Paolo, ora si è giunti a prendere di mira persino i bambini nella loro più tenera età. È noto infatti il programma che si intende introdurre nelle scuole che mira all' inserimento del "genere" (direttiva OMS del 2010: da 0 a 4 anni, si prescrive l'apprendimento del godimento e piacere quando giochiamo con il nostro corpo: la masturbazione della prima infanzia. Dai 4 ai 6 anni, si insegnerà ad esplorare le relazioni omosessuali e consolidare l'identità di genere.... e ci fermiamo qui perché ci viene da piangere...). Che orrore e che grave atto di offesa a Dio! Bernanos ha scritto che l'infanzia è il sale della terra. Perda il proprio sapore, e il mondo sarà in poco tempo solo putrefazione e cancrena.


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I Testi del Concilio vaticano II sono accettabili nella loro quasi totalità?

di sì sì no noDurante e dopo la tempesta del Concilio Vaticano II furono molti gli scritti sulla sua opposizione alla Tradizione della Chiesa (card. Alfredo Ottaviani, card. Antonio Bacci, card. Arcadio Larraona, card. Giuseppe Siri, card. Ernesto Ruffini, sua ecc.za Dino Staffa, sua ecc.za Antonio de Castro Mayer, sua ecc.za Marcel Lefebvre, sua ecc.za Luigi Carli, mons. Klaus Gamber, dr. Arnaldo Xavier Vidigal Da Silveira, dr. Romano Amerio, dr. Michel Davies, mons. Francesco Spadafora, p. Cornelio Fabro, p. Michel Guérard des Lauriers, sino ai recenti studi di mons. Brunero Gherardini). 
Questi eminenti teologi chiedevano di correggere o addirittura di abrogare gli errori e le ambiguità che avevano rilevato nei testi del Concilio e nella “Messa del Concilio” promulgata da Paolo VI nel 1969. 


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La S.Messa e la rivoluzione liturgica

di don Pierpaolo Maria Petrucci - Papa Leone XIII, nella sua enciclica sulle ordinazioni anglicane, riassume molto bene il processo messo in atto: «Essi (i riformatori anglicani) sapevano benissimo che legame stretto unisce la fede e il culto, la lex credendi e la lex supplicandi; così, con il pretesto di restaurare la liturgia per renderle la sua forma primitiva, intrapresero la sua alterazione su molti punti per metterla in accordo con gli errori dei novatori. Ne risulta che, in tutto l’ordinario, mai si parla chiaramente di sacrificio, della consacrazione, del sacerdozio, del potere di consacrare e di offrire il sacrificio; al contrario, come abbiamo già detto, si tolse e si soppresse deliberatamente dalle preghiere del rito cattolico, che non erano state puramente e semplicemente eliminate, ogni traccia di questi elementi, come altri simili». Sembra incredibile constatare come in seguito alla rivoluzione nella Chiesa operata dall’ultimo concilio, la stessa strategia sia stata utilizzata per trasformare la fede dei cattolici e condurli alle nuove dottrine, prima fra le quali l’ecumenismo, utilizzando come strumento preferenziale la liturgia con l’imposizione del nuovo rito della messa.


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A chi abbraccia il biritualismo

di don Alberto Secci - La questione della messa è questione di fede. La difesa del rito tradizionale della messa è difesa della fede cattolica, quella di sempre che non può cambiare. Non si tratta di un problema di gusto personale, di scegliere la messa che mi piace. […] È in gioco la fede, e la fede viene prima di tutto, perché è ciò che ci è chiesto per salvarci. Per questo da mesi continuiamo a riferire ciò che successe nell'Inghilterra del XVI secolo, quando, innanzitutto per una riforma liturgica sbagliata, si perse la fede cattolica. Ci sembra che l'analisi di quei fatti sia un grande aiuto per capire la posta in gioco oggi, nella difesa del rito tradizionale della messa.


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Secolarismo cristiano

di Card. Giuseppe Siri - Bisogna dedicare un po’ di attenzione al secolarismo perché esso è entrato in casa nostra. Per questo lo denominiamo «cristiano», in un senso evidentemente improprio.
Il secolarismo sta nel non tener conto di Dio e di quello che lo riguarda; nell’ostentare nel non tenere il divino in alcuna considerazione (l’atteggiamento e il tono hanno una parte dominante); nel respingere, dunque, il valore della dimensione religiosa e la potenza della vita interiore.


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Sermone dell'agnostico

dalla rubrica Il Libraio - Quanti predicatori chiacchieroni, quanti ripetitori del niente! 
Immaginiamo che, per assurdo, nel giorno della festa di santa Teresa di Lisieux, uno di questi insopportabili chiacchieroni, al suo posto faccia salire sul pulpito un non credente, di media intelligenza. "Devoti e devote, io non condivido la vostra fede, ma la storia della Chiesa, della vostra Chiesa, è forse più familiare a me che a voi. Io l’ho letta, ma mi pare che non ci siano molti parrocchiani che potrebbero dire altrettanto. 
Mi sbaglio? Gli interessati alzino la mano!
Fedeli, è bello che voi lodiate i vostri santi. È giusto che voi vi rallegriate per loro. 
Ma scusatemi! Non posso credere che essi abbiano tanto sofferto e combattuto solo per permettervi di fare delle belle feste. E feste, peraltro, che restano solo vostre, giacché migliaia di poveri diavoli non hanno mai sentito parlare di questi eroi. E chi non conosce i santi, permettetemi, non può proprio contare su di voi!
Noi, i non credenti, non conosciamo i santi, ma, scusatemi, mi sembra che neppure voi li conosciate in modo serio. Chi di voi sarebbe capace di scrivere venti righe sul suo Santo protettore?


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Il segreto meraviglioso del Santo Rosario/3

di San Luigi Maria Grignion da MontfortPrecipua cura dell'anima cristiana è di tendere alla perfezione: “Fatevi, dunque, imitatori di Dio quali figli carissimi” (Ef 5,1), ci dice il grande Apostolo.
E' un obbligo, questo, contenuto nell'eterno decreto della nostra predestinazione, essendo l'unico mezzo ordinato per giungere alla gloria eterna.
[…] Per aiutarci nell'importante opera della nostra predestinazione, la Vergine santa ordinò a san Domenico di esporre ai devoti del Rosario i sacri misteri della vita di Gesù Cristo non soltanto perché adorino e glorifichino Nostro Signore, ma soprattutto perché regolino la loro vita sulle opere e virtù di Lui. Come i bambini, infatti, imitano i loro genitori osservandoli e conversando con loro e ne imparano il modo di esprimersi ascoltandoli parlare; come un apprendista impara l'arte guardando lavorare il maestro, così i fedeli confratelli del Rosario, meditando devotamente le virtù di Gesù Cristo nei quindici misteri della sua vita, diventano somiglianti al divino Maestro con l'aiuto della sua grazia e per l'intercessione della Vergine santa.


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Il cavaliere, la principessa e il drago

dalla rubrica L'amore, il fidanzamento, il matrimonio: itinerario della felicità - Ogni storia di draghi e cavalieri che si rispetti contempla un drago cattivo, un cavaliere bello e forte e una principessa bellissima da salvare. Anche questa storia, che vuole nel suo piccolo farsi rispettare, conosce un drago, un cavaliere e una principessa. Sulla cattiveria del drago nessuno ha mai dubitato; sulla forza e la bellezza del cavalieri più o meno tutti; sulla principessa si è dubitato persino esistesse. Ma andiamo con ordine. C’era una volta, e per ogni volta che un uomo nasce e cresce ci sarà sempre, un cavaliere e un drago. Vivono entrambi nello stesso posto, come l’ombra con la figura che proietta, ma vengono da posti diversi. Ed è per questo che il cavaliere cerca da sempre e per sempre cercherà di farlo, di sconfiggere il drago. È una lotta serrata, fatta di inganni e meschinità, di paure e le debolezze, errori, limiti e ferite di ogni tempo. Il drago c’è, nessuno (a parte gli stolti) può negarlo. C’è chi impara a conviverci trasformandosi anch’egli in bestia. C’è chi fa finta di non vederlo, cedendo alle sue illusioni. C’è invece, e questi sono i cavalieri, chi riconosce il drago come drago e in quanto cavalieri lo combattono.


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