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L'AFORISMA - Semina un pensiero e raccoglierai un desiderio; semina un desiderio e raccoglierai un’azione; semina un’azione e raccoglierai un’abitudine; semina un’abitudine e raccoglierai il carattere; semina il carattere e raccoglierai il tuo destino. - Toth Tihamer

La Vergine Maria, i misteri dell'infanzia di Gesù e della vita nascosta (9)

di Columba Marmion - Il mistero dell'Incarnazione si riduce a uno scambio, sotto ogni rispetto mirabile, tra la divinità e la nostra umanità. In cambio della natura umana che assume da noi, il Verbo eterno ci rende partecipi della sua vita divina. Bisogna osservare infatti che siamo noi che diamo al Verbo una natura umana. Dio avrebbe potuto produrre, per unirla a suo Figlio, una umanità già pienamente sviluppata nella perfezione del suo organismo, come fu Adamo nel giorno della sua creazione. Cristo sarebbe stato anche in tal caso veramente uomo, perché niente di ciò che costituisce l'essenza di un uomo gli sarebbe stato estraneo; ma non riallacciandosi direttamente a noi con una nascita umana, egli non sarebbe stato propriamente della nostra razza. Dio non volle questo. Quale è stato invece il disegno della divina sapienza? 


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Ma sessant’anni fa erano più avanti di noi

di Lèon Bertoletti - Si dice “miopia” quando uno non vede bene le cose lontane. Si dice “superbia” quando uno ritiene di essere l’inventore del mondo, il primo della storia. Si dice “morale di situazione” quando uno pretende di sostituire, per le questioni etiche della vita, le norme oggettive e gli imperativi comuni con le aspirazioni soggettive e il sentimento personale. Il vaticanosecondismo ha moltiplicato la genìa miope, superba, situazionista. 


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Il futuro della Chiesa: tra la Emmerich, mons. Fellay e i dubia

di Gianluca Di PietroPassiamo alla saga dei 4 Porporati: azione meritevole, indice di un buon senso non totalmente perduto, ma se non c’è riuscito Cristo a convertire i farisei, dubito  riescano i dubia a far cambiare idea a Francesco! Due sono gli scenari che si prospettano: se il Papa dovesse accettare umilmente la “correzione formale” dei Cardinali (cosa improbabile!), tutto come prima, “viva Papa Francesco” e “Te Deum laudamus”? Sono solo cinque i dubia su Francesco, sulle sue parole e suoi gesti?  Non meriterebbe altrettanti dubia la sua pericolosa ecclesiologia? Non si sarebbero dovute esprimere perplessità sin da quel “Dio non é cattolico!”?...


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INTERVISTA A CRISTINA SICCARDI

Intervista esclusiva rilasciata alla Corsia da Cristina Siccardi -  Da più di 50 anni, ossia dal Concilio Vaticano II, la Chiesa, nella continua ansia e tensione di «dialogare» con il mondo e di porre attenzione ai «lontani» si è sempre più allontanata da se stessa, perdendo l’aderenza alla dottrina e, dunque, ai principi che costituiscono la sua propria identità. Tutto ciò ha portato ad una grande confusione all’interno dell’istituzione ecclesiastica, dai più alti vertici gerarchici fino alla base, così da creare nel cattolico un disorientamento che non ha precedenti nella storia della Chiesa, anche se si potrebbero fare delle parziali similitudini con l’Arianesimo del IV e V secolo...


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Una Chiesa con poca attenzione alla dottrina non è una Chiesa più pastorale, ma è una Chiesa più ignorante

di Card. Carlo Caffarra - Se il Papa parlasse contro la coscienza, presa nel vero significato della parola, commetterebbe un vero suicidio, si scaverebbe la fossa sotto i piedi. Sono cose di una gravità sconvolgente. Si eleverebbe il giudizio privato a criterio ultimo della verità morale


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Note sull'attualità

di don Mauro Tranquillo - Tutti siamo a conoscenza dello scandalo di Lund, dove Papa Bergoglio ha offeso Dio in mondovisione, ringraziandoLo per la Riforma protestante ("Ti ringraziamo, o Dio, per le tante intuizioni ispiratrici, teologiche e spirituali, che abbiamo ricevuro per mezzo della Riforma. Ti ringraziamo per le trasformazioni e le riforme positive che sono state promosse dalla Riforma o dalle lotte che le sue sfide hanno richiesto..."). Ringraziare Dio per il male, cioè ritenerlo la causa del medesimo, secondo la teologia morale è una bestemmia ereticale, anzi è l'esempio stesso della bestemmia ereticale in qualsiasi manuale.


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L’occupazione modernista della gerarchia suscita le prime avvisaglie di una resistenza cattolica

di Oreste Sartore - Alcuni fatti recenti insieme a due nuove ricostruzioni degli eventi conciliari ripropongono il tema dell’occupazione modernista della Chiesa di Roma. 


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Di cosa vi stupite? Hanno cambiato prima la Messa!

da Radicati nella Fede - Iniziamo un nuovo anno, come sempre carico di attese. Insieme ad attese è però anche carico di timori, visto il mare incostante di confusione dentro il quale siamo ormai immersi. Confusione perché quasi più nulla è stabile nel mondo e, ed è infinitamente peggio per noi, nella Chiesa. Un tempo la confusione del mondo si infrangeva difronte alla stabilità, rocciosa, della Chiesa di Dio. E gli uomini, che per costruire hanno bisogno di una roccia sicura, dentro la Chiesa ritrovavano quella compostezza stabile che dava loro la sicurezza necessaria per affrontare la lotta nel tempo.


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L'errore è alla radice

dalla Redazione - Quattro cardinali (tra i quali S.E. Card. Caffarra al quale siamo molto legati da sincera gratitudine ed affetto) hanno con coraggio chiesto spiegazioni al Papa (esternando i cosiddetti dubia) in merito ad alcuni passi dell'esortazione Amoris Laetitia, essendo venuta meno la chiarezza in materia di Dottrina. Altre personalità di spicco, tra cui lo stimatissimo S.E. Mons. Schneider, sono intervenute a sostegno dei Porporati.

Tuttavia troviamo sia un colossale errore sottolineare la confusione generata da alcuni documenti e discorsi di Papa Bergoglio indicando al contempo i documenti del Concilio Vaticano II quale punto di riferimento per dirimere ogni questione. Peraltro proprio il Pontefice non perde occasione per sottolineare quanto il suo operato sia in perfetta linea con le indicazioni e lo “spirito” del Vaticano II.

Siamo in presenza di un grande equivoco: c'è evidentemente qualcosa che non va.


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Noi facciamo...Dio sa e vede tutto

dalla rubrica Per aspera ad astra - Mi sono giunte non poche e-mail di fedeli che lamentano quanto sia difficile oggigiorno trovare persone di cui ci si possa fidare e con le quali sia possibile condividere un percorso di fede. Tutto ciò è vero, verissimo: non è per nulla facile fare gruppo, riunirsi, persino aiutarsi vicendevolmente. Per non citare poi che la fedeltà alla parola data (o agli impegni presi) è merce rara. A volte si assiste attoniti a comportamenti e atteggiamenti davvero difficili da comprendere: nelle comunità legate alla Tradizione (cioè di coloro che frequentano regolarmente la Santa Messa tridentina), questi sono piccoli scandali.

Sarà che il mondo è sempre più maligno e il puzzo velenoso che produce è giocoforza respirato da chiunque: nella società, come nella Chiesa, tutto si degrada giorno dopo giorno. È la conseguenza di una crisi spirituale spaventosa che paralizza tutto: annebbia le menti e soprattutto corrompe i cuori.


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Non si può più tacere

di don Pietro Leone - L’analisi di numerose dichiarazioni di Papa Francesco rivela che siamo in presenza di un’eterodossia tale da non poter più avere dubbi nel dire che non vi è continuità con la Tradizione o, in altre parole, che tali dichiarazioni non sono proferite alla luce della Fede cattolica. L’intento dottrinale di tali esternazioni non può essere sminuito affermando che si riferiscono ad un ordine prettamente pastorale, dal momento che anche una dottrina pastorale è comunque una dottrinaI tre munera, o uffici, della Chiesa sono: l’insegnare, il reggere, ed il santificare. Questi uffici vanno esercitati dai ministri della Chiesa per la salvezza delle anime. In quanto si tratta della salvezza delle loro anime, i fedeli hanno l’obbligo di vigilare, per assicurarsi che queNon sti uffici siano esercitati in modo adeguato. Se non lo sono, hanno il diritto di palesarne il fatto. Allo stesso tempo, se un ministro inferiore della Chiesa vede che un prelato abusa del suo munus docendi (non insegnando la Fede o insegnando dottrine ad essa contrarie), ha l’obbligo di esercitare lo stesso munus per rivelarne l’abuso e per comunicare la verità. 


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