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L'AFORISMA - Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli. Roger Scruton 


AVVISO – Nei mesi di luglio e agosto l'aggiornamento delle pubblicazioni sul sito subirà un rallentamento dovuto da un lato al periodo vacanziero estivo, dall'altro alla realizzazione delle opere grafiche di restauro già commissionate. Ringraziamo quanti ci hanno inviato suggerimenti affinché la Corsia sia sempre più bella e ricca di contenuti: a costoro rivolgiamo il nostro più sincero ringraziamento! A tutti i nostri lettori che con costanza e messaggi di incoraggiamento ci spronano a continuare la giusta battaglia apologetica contro il male imperante di questi tempi, inviamo un affettuoso saluto e l'augurio di ogni bene in Christo Domino! 

La Redazione 

 


Seconda Giornata della Corsia/2015

di Veronica Tribbia - La Preghiera. E’ stato questo l’argomento principale della Seconda Giornata della Corsia, su cui si sono basate tutte le ore trascorse a Donoratico, da Padre Konrad. Abbiamo coronato il Primo Venerdì del mese di maggio con quella serenità e letizia che solo l’Altissimo concede ai suoi figli per rinfrancare lo spirito, raccogliendoli tutti nella Sua quiete e nella Sua pace; così, staccando le nostre menti e i nostri cuori dal clima opprimente del mondo, abbiamo pregustato un raggio di Paradiso, dedicando completamente un giorno a Dio.


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Fuori dal matrimonio

Dalla rubrica L'amore, il fidanzamento, il matrimonio: itinerario della felicità - “Vado a rifarmi una vita”. “Mi rimetto in discussione”. “Raggiungo la felicità che tu non mi hai dato”. Tutto molto bello, se vogliamo legittimo, ma sappiamo quali sono le strade lastricate dalle buone intenzioni. I proclami scontano quasi sempre il contrappasso della realtà. Perché magari non si può dire, magari non sta bene dirlo, ma va detto e va fatto a maggior ragione proprio siamo una società ipocrita ed emotiva, quindi dissociata dalla verità non intesa in senso dogmatico ma come sguardo oggettivo sulla realtà: fuori dal matrimonio c’è la miseria. Guardatevi attorno, fatelo con sguardo laico: separati e divorziati fuori dal matrimonio quasi mai combinano niente che abbia il fiato lungo di una relazione degna di questo nome e quasi sempre si riducono a saltare di emozione in emozione collezionano fallimenti su fallimenti.


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Dove sono i sacerdoti che si rifanno al Santo Curato d'Ars?

di don Aldo Rossi - Sappiamo bene che l’unico vero rimedio per l’uomo che porta in sé le conseguenze del peccato originale ha un solo nome: Gesù Cristo, il Sacerdote. Ed Egli continua la sua missione attraverso coloro che partecipano al suo sacerdozio ricevendo il sacramento dell’Ordine. Ma questa opera non si può veramente realizzare se al sacerdozio viene data un’altra orientazione. La missione del sacerdote è quella di Gesù Cristo: la gloria di Dio e la salvezza delle anime. Gesù ha realizzato questa missione in particolare con il Sacrificio del Calvario, il sacerdote lo fa attraverso la santa Messa che è la rinnovazione dello stesso e unico Sacrificio. Ora, i nuovi sacerdoti devono celebrare una nuova messa (novus ordo missae) che non esprime più in modo chiaro questo sacrificio e si orienta (anche fisicamente) non più veramente verso la gloria di Dio ma verso l’uomo (l’assemblea), offrendo non più l’Ostia immacolata, ma i frutti della terra e del lavoro dell’uomo (vedi il nuovo offertorio della Messa). In questo modo la loro missione cambia orientamento avendo come fine principale non più Dio ma l’uomo


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Catechismo della crisi della Chiesa

dalla rubrica ...Da leggere - C’è oggi una crisi nella Chiesa? Come si manifesta e quali sono le sue cause profonde? Come è possibile porvi rimedio? Sono queste, sostanzialmente, le domande a cui Il Catechismo della crisi nella Chiesa cerca di dare una risposta, facendo leva sull’analisi dei fatti, sul buon senso e soprattutto sull’amore di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Insomma, una sorta di compendio per orientare il cristiano nella confusione che regna oggi e renderlo cosciente del grave stato di necessità in cui ci troviamo. Il Catechismo della crisi nella Chiesa, scritto da don Matthias Gaudron, della FSSPX, è un libro di grande attualità. È un’opera di facile comprensione, poiché redatta sotto forma di domanda-risposta che tratta, in circa 300 pagine, in modo esaustivo, di tutte le questioni che un cattolico deve porsi oggi per restare cattolico: obbedienza al Papa, Tradizione, ecumenismo, nuova messa, collegialità, comunione in mano, assoluzione collettiva, libertà religiosa, concilio pastorale e non dogmatico, validità dei nuovi sacramenti, ecc. Quest’opera è un vero compendio della crisi che la Chiesa sta attraversando. 


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Dio castiga?

di padre Serafino Lanzetta - Proponiamo il video di padre Lanzetta, teologo francescano, il quale risponde, con la verità della Rivelazione, alla domanda che da sempre interpella ogni uomo: Dio castiga? oppure: perchè permette il male?... Buona visione.


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Mons.Lefebvre visto da un suo vicino collaboratore - 8

di Marco Bongi - Presentiamo il resoconto di un interessante colloquio con uno dei primi collaboratori di mons. Marcel Lefebvre. Don Emanuel Du Chalard, noto per essere stato il pioniere della presenza FSSPX in Italia e per aver sempre mantenuto contatti diplomatici informali fra la Fraternità e Roma, ci descrive alcuni aspetti della personalità del fondatore, uscendo, forse per la prima volta, dal suo proverbiale ed umile riserbo.


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La malattia più diffusa: la falsità

dalla rubrica Il Libraio - In un mondo dove apparire è più comodo di essere, non rimane poi così difficile stilare una diagnosi sullo stato di salute della società in cui viviamo: il mondo è affetto da falsità. Questa malattia è detestabile: guasta le amicizie, rovina i rapporti rendendoli impossibili perché basati sull'ipocrisia che soppianta la lealtà e la trasparenza... e fa soffrire. La falsità è un mostro con più teste: talvolta si agisce per compiacere gli altri per secondi fini, talaltra si dicono cose che non si pensano per cinico opportunismo, oppure ci si finge amici salvo poi dare libero sfogo alle critiche rivolte a chi non si lascia condizionare, per appagare un incomprensibile risentimento. Sicché, si crede di essere furbi e persino intelligenti seguendo l'arte del “far buon viso a cattivo gioco”, si pensa di dar prova di maturità celando i propri pensieri, magari si ha persino la pretesa di essere dei buoni cattolici predicando bene ma razzolando male (dissimulare sentimenti malevoli sotto una veste di devozione religiosa: un modo di essere quanto mai attuale)... della coerenza, del resto, chi ne sente più parlare?


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L'umiltà e l'orgoglio

dalla rubrica Omelie e catechesi di Padre Konrad Zu Loewenstein - Nel Vangelo Nostro Signore ci parla dell'umiltà e dell'orgoglio: questo è uno dei grandi temi dei Vangeli, della Sacra Scrittura e della nostra vita spirituale, in tutte le sue tappe. Si può definire l'umiltà come “l'agire nella consapevolezza che si è niente, mentre Dio è tutto”. Santa Teresa d'Avila scrive che l'umiltà è la verità; l’umiltà infatti si basa su questa verità: io sono niente e Dio è tutto. Sant'Agostino scrive che l'umiltà è il fondamento dell'edificio spirituale perché, come si può presumere, se si agisce secondo questa verità, questa consapevolezza, si agirà sempre bene, sempre santamente. Ebbene, se l'umiltà deriva dalla certezza che io sono niente, l'orgoglio proviene, ovviamente, dall'idea che io sia tutto, che io sia, in una parola, dio. La scelta tra l'orgoglio e l'umiltà sarebbe dunque la scelta tra l'atteggiamento “che io sia dio” e l'atteggiamento “che io sia niente”, che “io sia il centro dell'universo” o “Dio sia il centro”. Spesse volte però, anche se sappiamo che Dio è tutto (scelta non tanto teorica quanto pratica) non agiamo di conseguenza. Come, dunque, possiamo raggiungere l'umiltà?


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Uno scheletro di Messa per una Chiesa scheletrica

da Radicati nella Fede - Attendevano una nuova Chiesa, per questo si sono messi a cambiare la messa. Volevano una chiesa con nuovi dogmi e nuova morale, allora hanno dovuto ritoccare la messa cattolica, così tanto da renderla uno scheletro di se stessa. E a messa scheletrica, corrisponde uno scheletro di Chiesa, fatta di una dogmatica e una morale scheletriche.


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