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L'AFORISMA - Chiedete e riceverete. La preghiera è infallibile, bisogna pregare. Dio lo ha detto formalmente. Non è un consiglio, ma un ordine. - Beata Elisabetta della Trinità


Una profetica visione di padre Pio

di Cristina Siccardi - Esiste nella storia della Chiesa oltre alla lettura degli accadimenti, realistica o fasulla che sia, anche un’altra lettura, quella dei mistici, i quali hanno il privilegio di poter essere oggetto delle predilezioni divine e, quindi, di essere direttamente informati dal Cielo sugli eventi, facendosi portavoce di annunci soprannaturali e profezie. Negli attuali tempi di confusione, mistificazione, inganno ed errore della e nella Fede diviene molto interessante leggere che cosa Padre Pio da Pietrelcina scrisse al suo confessore, Padre Agostino, il 7 aprile 1913. In questo sofferto scritto il santo descrive un’apparizione di Cristo, agonizzante a causa del comportamento degli indegni sacerdoti: «Venerdì mattina ero ancora a letto, quando mi apparve Gesù.


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Tempo di misericordia. Ma anche di scomuniche.

di Sandro Magister - C’è qualcosa che non torna in questo che è il proclamato “tempo della misericordia”, con l’accesso alla comunione eucaristica consentito o promesso quasi senza più limiti eppure severissimamente interdetto a chi incorre in un paio di nuovi peccati capitali. Il primo di questi nuovi peccati passibili di scomunica è la partecipazione alla messa e ai sacramenti celebrati dalla Fraternità San Pio X, fondata dall’arcivescovo Marcel Lefebvre.


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Lettera d'amore di Dio agli sposi

dalla rubrica L'amore, il fidanzamento, il matrimonio: itinerario della felicità

Dice Dio:

La creatura che hai al tuo fianco, emozionata, è mia.  
Io l’ho creata.  
Io le ho voluto bene da sempre,  
ancor prima di te e ancor più di te.  
Per lei non ho esitato a dare la mia vita.  
Ho dei grandi progetti per lei. Te la affido.  
La prendi dalle mie mani e ne diventi responsabile.

Quando l’hai incontrata l’hai trovata bella e te ne sei innamorato.  
Sono le mie mani che hanno plasmato la sua bellezza;  
è il mio cuore che ha messo dentro di lei la tenerezza e l’amore;  
è la mia sapienza che ha formato la sua sensibilità e la sua intelligenza  
e tutte le qualità belle che hai trovato in lei. 


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Lo scopo della vita umana

dalla rubrica Omelie e catechesi di Padre Konrad Zu Loewenstein - Cosa è la Santità? La Santità è la perfezione della Carità, ossia, la perfezione dell'Amore sovrannaturale; nel senso assoluto dei termini la Santità è solo Dio stesso, Dio è la Santità, Dio è la Carità, e Dio che è la Santità e la Carità ci comanda di essere anche noi Santi: "Siate Santi, perchè Io sono Santo", dice il Signore quattro volte nel Libro del Levitico. Ma cosa è la santità per noi? Cosa è la perfezione della Carità per gli uomini? Nostro Signore Gesù Cristo risponde: "Nessun uomo ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i suoi amici". Egli esprime la santità in termini di quell'atto che Lui ha compiuto da uomo per salvare il mondo. Questa è dunque la santità per noi: dare la nostra vita per i nostri amici.

 

 


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Il regime della menzogna nel Regno della Verità (9)

di Padre R.T. CalmelLa democrazia alla Rousseau è un regime concepito ed attuato in modo che il numero passa avanti al diritto e i veri responsabili, quelli che di fatto esercitano l'autorità, hanno normalmente il mezzo per eclissarsi. I detentori ufficiali del potere, infatti, sono ipocritamente spogliati del potere effettivo; il potere reale è trasferito ad autorità parallele, irresponsabili e sfuggenti. È per ciò che la democrazia alla Rousseau è un regime di menzogna ed è intollerabile nella Santa Chiesa, nel Regno di ogni verità, ancor più che nei regni di questo mondo.


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La bianca terra comune

dalla rubrica G.K.Chesterton - “Signore, fa che io veda”: questa frase del cieco Bartimeo narrata nel Vangelo di Marco potrebbe condensare, fin dalla Dedica alla moglie Frances Blogg, il contenuto della Ballata del cavallo biancoil poema epico composto nel 1911 da Gilbert Keith Chesterton (1874-1936). Il poema infatti, prima ancora che scritto, è “visto e sentito” : “Signora, con un piccolo lume scrutiamo dal ciglio di Alfred e sappiamo che vide, in mezzo al naufragio, il segno che pende dal tuo collo … Dunque, consegno queste rime a te che hai messo la croce nelle mie mani, da allora su di te, fiamma senza macchia, vidi il segno che vide Guthrum …”. Anche Chesterton, come Alfred, vide in mezzo al naufragio della desolazione spirituale della sua giovinezza quel segno “ dove Uno più di Melchizedek morì e non muore mai”. Il poema si apre e si chiude con la visione di Re Alfred: “… vide in una piccola figura, minuscola e lontana, sua madre …. Mostrava a lui un libro molto piccolo, in cui stava Maria, zaffiro tra la paglia, con un Cristo dorato che giocava … lui guardò: ed ecco Nostra Signora …”. Nel contemplare (stare a guardare) sua madre che sfoglia un libro miniato cristiano, si aprono gli occhi ad Alfred, che si era ritirato sull’isola di Athelney.


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Katéchon

di Nicola Peirce - C’è, nella Bibbia, un “personaggio”, molto particolare, strettamente legato alla realizzazione di questi “ultimi tempi”, che ha attirato, recentemente, la mia attenzione: il katéchon. Mi sembra di sentirvi: “il kate …chi?”, il katéchon, ovvero: colui o ciò, che impedisce l’avvento dell’anticristo e con questo la conseguente parusia. Non è chiaro se si parli di qualcuno o di qualcosa perché il termine greco viene usato sia nella forma neutra e significa: “l’impedimento” ma anche quale participio maschile che significa: “chi trattiene” (ndr: chi trattiene l’anticristo).


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Resistere alla tendenza eretica

di Roberto de Mattei - Cancellato il senso del peccato; abolite le nozioni di bene e di male; soppressa la legge naturale; archiviato ogni riferimento positivo a valori quali la verginità e la castità. Con la relazione presentata il 13 ottobre 2014 al Sinodo sulla famiglia dal cardinale Péter Erdö, la rivoluzione sessuale irrompe ufficialmente nella Chiesa, con conseguenze devastanti sulle anime e sulla società.


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Lettura dei tempi presenti - Intervista al Card. Burke

di Alessandro Gnocchi - Piace poco o nulla al mondo, il cardinale Raymond Leo Burke. E, se possibile, piace ancora meno alla chiesa che piace al mondo. D’altra parte, questo americano di sessantasei anni di Richland Center, Wisconsin, ha fatto di tutto per riuscire cattolicamente nell’intento di ustionare le coscienze cristiane troppo inclini alla tiepidezza. Partecipa alle marce per la vita, dice che non va data la comunione ai politici che sostengono leggi abortiste, denuncia il rapido progredire dell’agenda omosessualista, fa sapere a Papa Francesco che la difesa dei principi non negoziabili non è una moda sottoposta agli umori dei pontefici, sostiene la messa in rito tradizionale. Recentemente ha firmato il libro collettivo “Permanere nella verità di Cristo. Matrimonio e comunione nella Chiesa cattolica”, scritto in aperta polemica con le misericordiose aperture del cardinale Walter Kasper su famiglia e comunione ai divorziati risposati. Nulla di strano, quindi, se il rimpasto curiale pensato da Bergoglio prevede che, da prefetto della Segnatura Apostolica, ora venga esiliato alla carica di cardinale patrono del Sovrano Ordine di Malta. Ma intanto, al Sinodo sulla famiglia, questo finissimo canonista figlio dell’America rurale ha assunto il ruolo di oppositore, verrebbe da dire di katechon, al cospetto della svolta attribuita, senza smentite, alla mens papale. Come recita l’antica “Bibbia poliglotta” aperta sul leggìo del suo studio alla pagina dell’Ecclesiaste: “Ogni cosa ha il suo tempo (…) c’è un tempo per tacere e un tempo per parlare”.


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