L'Aforisma

Dopo la nostra morte, non si chiederà se siamo stati sapienti, se abbiamo avuto impieghi onorevoli; ma soltanto se ci siamo occupati a studiare Gesù Cristo e ad imitarlo. Se Dio non trova in noi tratti di rassomiglianza col Divin Modello, saremo rigettati; ci glorificherà invece se saremo a lui uguali. - San Giovanni Gabriele Perboyre  

In primo piano

 

Scimus Christum surrexisse a mortuis vere 

 

Sappiamo che Cristo è veramente risorto da morte (seq. Victimæ Paschali) - Ai confratelli e a tutti i lettori della Corsia l'augurio di una Santa Pasqua in nostro Signore Gesù Cristo. 

La Chiesa, che ogni anno rinnova nella sua liturgia il ricordo degli avvenimenti della vita del Salvatore, ai quali ci invita a partecipare, celebra nella festa di Pasqua il trionfo di Gesù, vincitore della morte... 

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Le sofferenze fisiche di Nostro Signore

John Henry Newman a cura della Redazione - Le sofferenze fisiche di Gesù superano quelle di qualsiasi altro martire, perché Egli così volle. Ogni pena del corpo dipende, tanto nel suo essere sentita quanto nell'essere sentita in questa o in quella misura, dalla natura dell'anima che vive in quel corpo. I vegetali non sentono, perché non hanno un'anima vivente, uno spirito. Le bestie sentono più o meno nella misura che intendono. L'uomo sente più degli animali perché ha un'anima; l'anima di Cristo sentì in maniera più intensa di quella di qualunque altro uomo, perché era innalzata all'unione personale con il Verbo di Dio. Cristo sentì il dolore corporeo con più acutezza di qualsiasi altro uomo, così come l'uomo sente il dolore con più acutezza di qualsiasi altro animale...


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Il digiuno accetto a Dio

Per i più piccoli... a cura della Redazione - Mentre digiunavo e stavo seduto su di un monte a ringraziare il Signore per tutto ciò che ha fatto per me, vedo il pastore che mi si siede accanto e dice: "Perché mai di buon'ora sei venuto qui?". "Perché ho stazione, signore". "Che significa stazione?". "Digiuno, signore". "Cosa è questo digiuno?". "Come si suole, così io digiuno". "Non sapete, dice, digiunare per amore di Dio, né è digiuno questa cosa inutile che fate a lui". "Perché, signore, dici questo?". "Ti dico che non è digiuno questo che vi sembra di fare. Ti insegnerò quale è il digiuno completo e accetto al Signore"...


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S. Caterina da Siena

Santi della Chiesa cattolica a cura della Redazione - È davvero impossibile raccontare tutte le opere stupende, i doni singolari e i privilegi particolari che riguardano la vita di questa grandissima Santa: pertanto, cercheremo di narrare i fatti della vita che più si ricordano di santa Caterina. Nella città di Siena, nell'anno 1347, nacque da Jacopo Benincasa e da Lapa sua moglie la piccola Caterina, assieme alla sua gemella, di nome Giovanna, che Dio chiamò a Sé poco dopo aver ricevuto il Battesimo. L'inclinazione dimostrata da Caterina fin dalla più tenera età alla pietà e alle altre virtù cristiane, fece sì che gli abitanti di Siena la soprannominassero “piccola Santa”. Appena ebbe imparata la preghiera della salutazione angelica, la piccola Caterina amava recitarla spesso scendendo la scala in ginocchio, ripetendola con grande affetto ad ogni gradino...


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Focus e articoli scelti dalla rete

 

 

SUORE CONSOLATRICI DEL SACRO CUORE

Siamo nate ufficialmente nel 1961 in un clima di fervore e di entusiasmo o meglio, di tutto ciò che di bello, di grande e di nobile può sbocciare dalla giovinezza illuminata e resa forte dalla Grazia.
Il nostro fondatore, P. Basilio Rosati Passionista, aveva saputo trasmettere nei nostri cuori il fuoco di un grande ideale: “Consolare il Cuore divino di Gesù” tanto amareggiato per l’ingratitudine, la freddezza, gli oltraggi, i tradimenti di tante anime a lui particolarmente care perché redente dal Suo Sangue preziosissimo.
Per saperne di più LEGGI LA PRESENTAZIONE 
Per una donazione inviare un bonifico bancario sul c/c intestato a Associazione Consolatrici del Sacro Cuore di Gesù 
IBAN: IT 22 L 03069 72711 100000000121

Semplicissima spiegazione della Messa secondo il rito romano

di don Mauro Tranquillo
su fsspx.it
Questo testo deriva da un corso di catechismo tenuto a dei ragazzi. Non vuole essere in nessun modo un testo scientifico, né ha la pretesa della completezza. Gli studiosi e gli esperti di liturgia non vi troveranno nessun apparato scientifico. Questo opuscolo vuole essere solo un testo di divulgazione, un rapido sussidio per il fedele che si avvicina alla Messa di rito romano e vuole avere un’idea più chiara del senso dei riti che vede compiere.
L’unica pretesa che vogliamo avere è quella di una certa esattezza, anche se si capirà che data la natura dell’opera molte cose discusse sono date per certe e molte cose complesse sono date per semplici. Ogni affermazione però vuole avere per fonte, oltre ai testi liturgici stessi, degli autori antichi e moderni di sicuro valore, cui rimandiamo coloro che vorranno approfondire: lo Jungmann, il Righetti, il Moroni, il Card. Bona, il Card. Schuster, e tanti altri. Speriamo che la comprensione più esatta dei riti serva a ciascuno per conoscere meglio colui che da questi riti è rappresentato e significato, Nostro Signore Gesù Cristo...

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Tradizione e Chiesa

Editoriale di Radicati nella fede 
su radicatinellafede.blogspot.com
Da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; e ogni spirito che non riconosce pubblicamente Gesù, non è da Dio, ma è lo spirito dell’Anticristo…” 1 Giovanni 4,2-3. Se c'è una cosa urgente, se c'è una cosa non rimandabile è proprio questo riconoscere Gesù Cristo venuto nella carne. Non potremmo dare a questa quaresima e alle prossime feste pasquali contenuto più adeguato; come non potremmo trovare lavoro più essenziale a tutta nostra vita...

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Reverendi sacerdoti, ci spiegate perché la chiesa dovrebbero salvarla i laici?

di Alessandro Gnocchi
su riscossacristiana.it 
In questo periodo ho ricevuto parecchie lettere che mi chiedono di essere più presente su Riscossa Cristiana, “specialmente”, dicono alcuni lettori, “con le Trenta righe settimanali”. Non sto a raccontare ancora una volta i fatti miei, ma devo confessare che ho deciso di riprendere subito la rubrica quando don Maurizio D. ha concluso la sua affettuosa richiesta dicendo quello che proprio non vorrei mai sentirmi dire da un sacerdote. “Torni a scrivere con più frequenza, caro dottor Gnocchi, perché sarete voi laici a salvare la Chiesa”.

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