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L'obbedienza cieca non è cattolica

di Mons.Marcel Lefebvre - Io non ho mai smesso di ripeterlo: se qualcuno si separa dal Papa, quello non sarò certo io. La questione si riassume così: il potere del Papa nella Chiesa è un potere supremo, ma non assoluto e senza limiti, in quanto è subordinato al potere divino, che si esprime nella Tradizione, nella Sacra Scrittura e nelle definizioni già promulgate dal magistero ecclesiastico. Infatti il potere pontificio trova i suoi limiti nel fine per il quale è stato dato sulla terra al vicario di Cristo, fine che Pio IX ha chiaramente definito nella costituzione Pastor Aeternus del Concilio Vaticano I.

Sicché io, affermando questo, non esprimo una teoria personale. Nessuno è esentato dalla responsabilità per aver obbedito agli uomini invece che a Dio, accettando ordini da un'autorità superiore, fosse pure quella del Papa, qualora essi si rivelino contrari alla volontà di Dio tal quale la Tradizione ce la fa conoscere con certezza. Non si potrebbe certo pensare ad una tale eventualità, quando il Papa v'impegnasse la sua infallibilità; ma egli lo fa soltanto in un ristretto numero di casi. È un errore pensare che tutte le parole uscite dalla bocca del Papa siano infallibili.

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Documento stampato il 18/02/2020