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A proposito di conversione...

Spett.le Redazione,

ringraziandoVi per il Vostro apostolato, vorrei inviare questa mia riflessione sperando che possa essere utile ai lettori e ai "confratelli" della Corsia.

Faccio parte di coloro che hanno abbandonato la Messa Nuova per fare ritorno a quella Antica. Dico ritorno non perché frequentassi prima la Messa tridentina: l'ho scoperta dopo essere entrato in crisi a causa proprio della Messa imposta dal Concilio Vaticano II e delle celebrazioni indegne di cui sono stato testimone, non solo nella mia parrocchia. La Provvidenza (chi altro?) mi ha condotto un giorno in una Chiesa in cui si celebrava il Rito tridentino... e mi sono sentito a casa: ecco perché parlo di ritorno...

Basta assistere ad una Messa in rito antico e ad una Messa riformata dal Vaticano II per accorgersi della distanza abissale che sussiste tra i due riti: la domanda su quale delle due sia la vera Messa è superflua perché di un'evidenza cristallina. Semmai l'interrogativo che sorge spontaneo è il seguente: come è possibile che i fedeli che hanno conosciuto e vissuto la Messa di sempre abbiano accettato senza battere ciglio la soppressione di fatto di quel rito per accoglierne un altro che non solo corrisponde per molti versi al suo esatto contrario ma che soprattutto ha perso quanto di più prezioso esista per la vita dell'uomo, e cioè la Grazia santificante?

Possiamo parlare di ignoranza religiosa, certamente, quella mancanza di volontà di indagare e approfondire tutto ciò che riguarda la vita spirituale; oppure si può immaginare una sorta di cambiale in bianco firmata in buona fede dai fedeli, per eccesso di fiducia nei sacerdoti di Santa Romana Chiesa e nel Concilio Vaticano II... Possiamo proseguire nell'elencare una serie di ipotesi ma temo che la vera ragione non sia che una sola: si è lasciato che mani umane sabotassero la Messa "di sempre" perché il cuore dei fedeli, prima ancora che quello di molti sacerdoti, era già contaminato dal male. Quando il cuore dell'uomo si indurisce, il male trova terreno fertile per attecchire, creando l'ambiente ideale per sviluppare i suoi frutti mortiferi. 

Purtroppo questo vale anche per tutti quei fedeli che assistono alla vera Messa perché nessuno è dispensato dal dovere interiore di prendersi cura della propria anima, seguendo con scrupolo l'insegnamento di Cristo. Il fatto di partecipare alla Messa in rito antico non è condizione sufficiente per ritenersi al riparo dal male e pensarsi in stato di Grazia. Proprio la Grazia, di cui tutti necessitiamo, normalmente non può investirci se trova davanti un cuore chiuso e falsamente aperto al cambiamento. Nel Vangelo, ogni miracolo compiuto da Cristo al peccatore di turno presupponeva sempre un cuore aperto ad accoglierlo: “La tua fede ti ha salvato” ripeteva Gesù. Questa era ed è la condizione. Ma senza fede e desiderio di cambiamento si perde quella giusta predisposizione necessaria alla ricezione della Grazia miracolosa. In tal caso nemmeno la vera Messa può, di nuovo sottolineo, normalmente (perché Dio può folgorare chiunque: si pensi alla conversione di San Paolo), nemmeno la Santa Messa può convertire chi non vuole faticosamente mettere in gioco il proprio io, chi non intende accettare gli sforzi di migliorare prima di tutto se stesso... questo è il motivo per cui anche nelle comunità che frequentano il rito antico ci possono essere divisioni e mancanza di fraternità. Si finge devozione e contrizione interiore durante la celebrazione, salvo poi uscire di Chiesa e ritornare ad assumere comportamenti velati di ipocrisia, di falsità, di invidia, di rancore... L'ambiguità torna ad essere il clima ideale dove sguazzare, ritenendo la furbizia il miglior stile di vita...

Benché sia iniziato il Giubileo della Misericordia, Dio non ci sta facendo Misericordia; Dio ci sta castigando, perché siamo gente dal cuore duro, gente ipocrita. Ed il fatto che la Chiesa attuale sia governata sin dai vertici da sacerdoti indegni e traditori che evidentemente ci meritiamo, non è che un richiamo di Dio alla vera conversione. L'uomo ha bisogno come l'ossigeno di un luogo santo dove incontrarLo e ricevere le Sue Grazie: è la Messa tridentina quel luogo. Ma occorre in aggiunta la volontà di sincera conversione per accogliere quelle Grazie. Ci si converte facendo penitenza e mostrandosi sinceri dinanzi al Signore e dinanzi al prossimo, non fingendo di essere veri cattolici quando non lo si è, nè tanto più rivendicando dal Cielo misericordia per poter continuare a peccare ed essere ipocriti come e più di prima.

 

Alessandro Erbaglio

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