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Il vero amore

In nomine Patri, et Filii, et Spiritus Sancti.

In una frase profetica, il grande filosofo e oratore romano Cicerone dichiarò: "Due cose rivelano l'amante: colui che fa del bene all'amato e che sopporta la sofferenza di croce; quest'ultima cosa è il segno più grande dell'amore".

Similmente san Pietro Crisologo, Vescovo e Dottore della Chiesa, dice che l'Amore di Dio per l'uomo non sarebbe stato soddisfatto se non avesse sofferto fino alla morte per lui, poiché Dio riteneva che non sarebbe stata sufficiente altra dimostrazione di amore se non la sofferenza; san Gregorio Nazianzieno scrive a proposito: “In nessun altro modo l'amore di Dio per noi poteva essere dichiarato”.

Seguendo san Bernardo, san Bonaventura asserisce, nel suo trattato La vita mistica, le parole seguenti: "Nella passione e nel rosso della Passione si rivela l'ardore della Carità grandissima ed impareggiabile” e continua “Come la rosa chiusa dal notturno gelo, quando il Sole Levante la riscalda, si apre tutta e dai petali aperti mostra, nella sua porpora, un ardore giocondo, così il delizioso Fiore del Cielo, l'ottimo Gesù, che nelle lunghe età da dopo il Peccato di Adamo era chiuso dal freddo notturno e non somministrava ancora pienezza di grazia ai peccatori, finalmente, avvicinandosi la pienezza dei tempi, acceso dai raggi dall'Amore ardentissimo, si aprì tutto in ogni parte del Suo Corpo e la Fiamma della Rosa d'Amore rifulse nel rosso vivo del Sangue".

Quando Nostro Signore Gesù Cristo, il cui Nome sia sempre Benedetto, ci chiede oggi di amarLo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente, ci chiede di amarLo fino alla sofferenza, il segno più grande dell'amore.

Ci chiede, dunque, di seguire i Suoi comandamenti fino alla sofferenza, fino alla lotta contro la nostra natura caduta, contro i nostri desideri bassi e meschini, contro la nostra riluttanza nel fare grandi sforzi per compiere i nostri doveri nel nostro stato di vita, anche quando sembrano insopportabili, “facendo”, nelle parole di santa Teresina ispirate dalla Sacra Scrittura, “quel lavoro che è fra tutti il più penoso e che consiste in quello che si intraprende sopra se stessi per arrivare a vincersi”.

Infine, ci chiede di accettare, senza lamentarsi, ed offrire a Dio, per l’intercessione della Madonna, tutti gli sconforti, tutti i dolori e tutte le sofferenze che Lui, nei Suoi disegni e nel Suo Amore insondabili per noi, si degna di mandarci per amore di Lui, per glorificare il Suo Santo Nome e per la nostra eterna beatitudine.

 

Padre Konrad Zu Loewenstein

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