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Gesù Cristo dopo la Risurrezione

Che fece Gesù Cristo dopo la sua Risurrezione? Gesù Cristo, dopo la sua Risurrezione, rimase in terra quaranta giorni; poi salì al cielo, dove siede alla destra di Dio Padre onnipotente. 


Perché Gesù Cristo, dopo la sua Risurrezione, rimase in terra quaranta giorni? Gesù Cristo, dopo la sua risurrezione, rimase in terra quaranta giorni per mostrare che era veramente risuscitato, per confermare i discepoli nella fede in Lui e istruirli più profondamente nella sua dottrina. 

Quando Gesù Risorto apparve la prima volta agli apostoli, Tommaso non era con loro, e al ritorno non volle credere al racconto degli altri. Otto giorni dopo Gesù apparve nuovamente e volle che lo scettico Tommaso toccasse con mano le cicatrici delle sue mani e del suo costato (Gv 20, 27-30). 
In seguito Gesù apparve ai discepoli intenti alla pesca sul lago di Thiberiade (Gv 21, 1-14); poi sopra un monte della Galilea (Mt 28, 16-20) e molte altre volte, parlando del Regno di Dio e dando prove della sua risurrezione (At 1, 3). L’ultima apparizione avvenne mentre i discepoli erano a tavola (Lc 24, 44-49). 

Nonostante il Signore li avesse rimproverati spesso della loro incredulità, gli apostoli si mostrarono restii nel credere ed ebbero bisogno di tante prove, le quali fortificano e rendono sicura la nostra fede. 

Coloro che dovevano essere i predicatori e i maestri della fede in Cristo, durante la Passione erano fuggiti; e Pietro, che in seguito doveva essere il capo e il maestro di tutti, lo aveva vilmente rinnegato. Gesù, apparendo molte volte agli apostoli dopo la Resurrezione, volle confermare la loro fede e da Pietro volle la triplice confessione di fede e di amore(Gv 21, 15-18). Dopodiché, dal Vangelo sappiamo che nel tempo tra la Resurrezione e l’Ascensione, Gesù diede agli apostoli la facoltà di rimettere i peccati (Gv 20, 21-23) e la missione di predicare il Vangelo a tutte le creature confermando la parola con i prodigi (Mr 16, 15-19). 

Nell’ultima apparizione, Gesù aprì ad essi la mente per intendere la Scrittura (Lc 24, 45); e sempre per ammaestrarli più profondamente nella sua dottrina, si fece vedere dopo la sua passione con molte riprove, apparendo per quaranta giorni e parlando del Regno di Dio, cioè della Chiesa, di cui dovevano essere le colonne e il fondamento assieme a Pietro. 

Per rendere infallibile il loro insegnamento, dopo l’Ascensione mandò loro lo Spirito Santo, il quale li assiste continuamente nella loro persona e in quella dei successori. 

Gesù nell’Ascensione salì al Cielo con tutta la sua persona, e ora, nella duplice natura divina e umana, siede alla destra del Padre Onnipotente, cioè nello splendore e nella potenza di Dio, in modo che la sua sacrosanta umanità, assunta nell’unità della persone del Verbo, siede nella gloria e regna in Cielo. 

RIFLETTO

Prima di ascendere al Cielo, Gesù disse che andava a prepararci il posto che possederemo per sempre se ora siamo uniti a Lui con la fede nella sua parola e con la carità. 

Ora Gesù Cristo è solamente in Cielo? Ora Gesù Cristo non è solamente in Cielo, ma come Dio è in ogni luogo, e come Dio e uomo è in Cielo e nel Santissimo Sacramento dell’altare. 

Essendo Gesù Figlio di Dio, come Dio Padre e come lo Spirito Santo è immenso, e quindi è in cielo, in terra e in ogni luogo. 
Le due nature di Gesù sono inseparabili e inscindibili, e dal momento dell’Incarnazione l’umanità assunta è nella persona divina del Verbo. 

Nell’Eucarestia, Gesù Cristo è realmente presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità. 

RIFLETTO

Gesù ha voluto restare tra noi come amico, compagno, cibo, conforto, Via, Verità e Vita nella SS.ma Eucaristia. 

ESEMPIO

S. Bernardino da Siena racconta che un pio pellegrino volle visitare i luoghi della Palestina santificati dalla presenza del Verbo incarnato. A Betlemme esultò e pianse davanti alla culla di Gesù nella grotta; a Nazareth meditò la vita povera, umile e nascosta del Verbo incarnato; accompagnandosi con la fede, seguì il Redentore per le città, i villaggi e le campagne della Palestina, visitò i tribunali di Gerusalemme, rivisse l’agonia del Getsemani e il dramma del Calvario. Alfine giunse sul monte dell’ascensione, dove il desiderio di seguire Gesù in cielo si fece tanto veemente che il fortunato pellegrino morì in uno slancio di amore. 

 

Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X

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