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Il carabiniere in chiesa, avanguardia dell'orda

Riprendiamo due articoli relativi a quanto è avvenuto a Gallignano, frazione di Soncino, in provincia di Cremona, dove un carabiniere ha tentato di interrompere una Santa Messa in corso nella chiesa di San Pietro Apostolo. Si tratta di due riflesisoni: la prima postata sul sito di Maurizio Blondet (maurizioblondet.it), la seconda su quello di Aldo Maria Valli (Duc in altum) a firma dell'avvocato Antonino Ennio Andronico.

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Palesemente, il giovane carabiniere che ha interrotto la Messa a  Gallignano presso Cremona, non capiva cosa stava avvenendo lì  dentro.  Nemmeno la minima consapevolezza che si stava muovendo davanti alla Presenza Reale. Né perché quell’ometto grassottello era vestito in quel modo strampalato, e pronunciava  bizzarre  parole: a chi poi? All’aria. E non capiva  perché  l’ometto mascherato  non volesse interrompere quella cosa incomprensibile (quindi  gà sospetta), del tutto priva di senso, che stava  facendo. Gli ha anche offerto il telefonino, durante la consacrazione: “Guardi, parli col sindaco…”.  Il povero don Lino: “Ora non posso, sto pregando”.

Abbiamo visto in azione il Barbaro Verticale di cui tante volte abbiamo paventato l’avvento: quei figli nostri che ad ogni generazione invadono la società da dentro, dalle culle, a cui la nostra società dovrebbe insegnare la sua lingua, la sua storia, il suo diritto, il patrimonio di saggezza accumulato nella comunità, gli elementi-base della sua cultura, di rispetto del prossimo, di senso dell’onore militare (non si è nemmeno tolto il basco e anche del galateo, la sua religione  almeno come fatto culturale. Insomma educarlo alla civiltà in cui è entrato senza nulla sapere di questo splendido artefatto costruito nei secoli dagli antenati.

Abbiamo tante volte paventato che  la società progressista e trasgressiva non sa civilizzare questi suoi barbari verticali –anzi non vuole: proprio perché è progressista, ha come programma la rottura col passato, quindi spregia la “consegna”  (traditio) ai suoi figli della  cultura ricevuta dalle generazioni precedenti. Adesso, nella chiesetta, abbiamo visto coi nostri occhi il risultato di quella pedagogia: un trentenne che nulla sa del cristianesimo, né ha la minima idea che il prete stava esercitando  un diritto costituzionale garantito, superiore alla direttiva del sindaco.  Un  mongolo, un tartaro,  un unno venuto dalle steppe asiatiche (i barbari orizzontali) non si sarebbe  comportato altrimenti: un po’ stranito da quel  che vede e non capisce, perché viene da un’altra storia, e non si sente parte di quella che si esplica nella chiesa. Non sa nemmeno che deve rispettarla come   libertà. Libertà di culto? Libertà di religione? Sì, ne avrà sentito parlare  in qualche  breve corso: ma come una libertà che bisogna riconoscere agli ebrei, ai musulmani – gente con cui il neo-barbaro ha imparato a essere prudente perché reagiscono, la difendono la loro libertà.  Ma a noi italiani, evoluti, sviluppati, moderni? C’è gente fra noi ancora a questo punto, che crede a queste cose? Non è oscurantismo, senza alcun diritto di fronte alle norme sanitarie? “Parli col sindaco, lei, don…”

E sono tanti i barbari verticali in azione in questi giorni, sicurissimi di esercitare un dovere impedendo le libertà primarie de loro simili, perché lo ha ordinato il sindaco,il governo, i suoi esperti con dei decreti che non sono leggi, ma lui non sa la differenza. Non conosce il tema della “gerarchia delle fonti del diritto, nemmeno capirebbe di cosa si parli.

A quel magistrato che ha spiegato d’essere uscito per andare in chiesa, il barbaro verticale in divisa, dopo essersi rabbonito davanti alla tessera  dell’interlocutore  (“Una istituzione, come me..”),  non ha potuto fare a meno di chiedergli: “Ma non può pregare a casa sua?”. Non ha la minima idea di cosa servono (servivano) le chiese; quegli edifici insoliti che punteggiano il paesaggio in cui è cresciuto, senza chiedersi perché sono lì, senza alcuna curiosità che  vada oltre l’assoluto e momentaneo presente – “oggi” c’è il virus  da combattere “col distanziamento sociale” e non andando “per strada”, e tutto il resto non conta.

Diciamo subito che non è colpa loro,  dei barbari verticali che la inciviltà  ha messo in divisa  senza civilizzarli prima. Quelli in azione sono in modo evidente barbari figli di barbari, anzi nipoti di barbari verticali: non civilizzati di terza generazione. Il che significa:    anime “depurate” da ogni briciola del passato, ossia  del  minimo sospetto che possano esistere dei valori superiori alla salute sanitaria,  diritti anteriori e  più fondamentali  di quelli concessi dalle “normative vigenti” dettate dalle Regione; ovviamente, nessuna distinzione sanno fare tra diritto naturale e diritto “positivo”; e peggio, sono privi delle nozioni più elementari di cristianesimo, ossia di educazione se non alla  carità, alla  compassione per il povero e l’oppresso, per l’innocuo cittadino e dei suoi diritti.

“Diritti”? Ha imparato, il barbaro, che si devono rispettare “i diritti dei gay”,  i diritti dei Rom (attenti, perché quelli vi denunciano e  il magistrato vi fa’ passare  i guai), i diritti degli “Immigrati” (attenti a come li trattate, ha detto il capitano) – sì, nella sua testa i diritti  è qualcosa che spetta agli  LGBT, zingari, negri – che vanno trattati con prudenza, perché i loro diritti sono difesi dai procuratori e dai media e dalle ONG. Ma non ci sono “diritti” speciali per quelli come  noi, che parlano la nostra lingua. Devono capire che c’è il virus,e   le “leggi” che vietano di uscire.

Così i barbari hanno fermato la famigliola che tornava da Pisa perché la  figlia di 8 anni, col cancro,  aveva fatto una visita di controllo, e multato il padre in  cassa integrazione a 500 al mese con 500 euro di ammenda.  Hanno guardato cosa aveva comprato un vecchietto  che si giustificava d’essere uscito per  fare la spesa: due bottiglie di liquore e solo una scatoletta di tonno?  Multa! Hanno multato uno che era uscito dal paese  per andare da suo padre morente: urgenza non giustificata, a giudizio dei barbari verticali. Multato un sessantenne a Torino perché sedeva su una panchina…

Sono nel modo più radicale extracomunitari, estranei alla civiltà e ai suoi valori – che la loro divisa gli ordinerebbe di proteggere.

Chiunque  dovrebbe capire la pericolosità di questi neo-barbari non civilizzati in uniforme. Robotici esecutori di qualunque “direttiva” sempre più atroce, pronti a calpestare diritti fondamentali che nemmeno conoscono, privati di ogni luce superiore. Se arriva l’istruzione del “team di esperti”  del governo, il carabiniere ci mette niente  a  sparare a don Lino,  colpevole di aver agevolato l’epidemia. E dar  la caccia agli untori indicati dal governo: i vecchi che devono avere il  bracciale elettronico,   ma anche i bambini: non si ammalano, dunque sono portatori  sani  del virus – toglierli  alle famiglie,  sono untori.  “Untori”, avete detto? E da dove viene questa parola?  Anategli a spiegare di Manzoni e dlla peste di Milano. Non esiteranno di fronte a nessuna repressione.

Tanto più che sono  mobilitati da neo-barbari non civilizzati che hanno occupato il governo, calpestando ogni diritto dell’opposizione (diritti? L’opposizione? Non ne hanno nemmeno idea), e che “per la salute” stanno applicando – per indicazione di padroni di cui manco sospettano l’esistenza – un programma di ingegneria sociale e di oppressione mai visto, di manipolazione totale delle coscienze attraverso un terrore  fantasmatico, e non cessano di escogitare misure sempre più oppressive delle libertà: i bambini non devono uscire di casa,  le scuole non si devono aprire, sarete tutti promossi, ognuno dovrà avere un’app per farsi tracciare, e chi non la vuole dovrà avere il braccialetto elettronico. Calpestatori dei diritti di libertà iscritti nella Costituzione “Più bella del mondo”, stanno attuando “un massacro sociale, e i responsabili li vediamo in tv mattina e sera, a spiegarci quanto sono buoni e bravi, con giornalisti complici e ruffiani che battono loro le mani invece di inchiodarli alle loro responsabilità”.

Non solo: nella loro azione di devastazione di quel che resta(va) della civiltà, sono approvati da un 30-40 per cento di opinione pubblica autodefinita “progressista”: barbari verticali di terza generazione anche loro,  senza un briciolo di cristiana pietà nel cuore,  che nemmeno sanno  che quella che approvano è una dittatura  totalitaria. Nessuno gli ha insegnato   se non che  i dittatori vengono con la divisa, stivali e baffetti, e si vincono cantando Bella Ciao – quindi che sono queste fisime sui diritti? Bisogna bloccare l’epidemia, fino a quando non ci sarà il vaccino obbligatorio che ci rende liberi.

Per questo sono convinto che il giovane carabiniere entrato in chiesa come  un  tartaro di Genziz Khan, è solo l’avanguardia della  persecuzione della fede che sta per venire: appena si rendono conto di essere orda, cancelleranno e vieteranno quelle “cerimonie”, un culto del passato  perciò  vergognoso e da abolire “per  la salute”.  “E’ vietato essere  cristiani”,  dirà la normativa di Conte-Zingaretti senza sospettare di stare applicando un antico giurisconsulto del Senato Romano: Non licet esse christianos. E loro, i robot, cominceranno a  bastonare, e sparare.

Perche la gerarchia eclesiastica, avendo interrotto il rito e la Eucarestia al popolo, ha dato dimostrazione di considerarla non tanto importante da meritare la difesa, come di un diritto e di  una libertà costituzionale. I diritti dei gay, dei musulmani, degli zingari  non si devono calpestare; ma quelli dei cristiani, nemmeno El Papa li ha difesi; guardate come ha obbedito alle “leggi”  delle “istituzioni”;  lui per primo ha vietato “gli assembramenti” di quelle cose che chiamate Messe... Dunque siano interrotti. L’interruzione del culto? Ma che dite? Potete pregare a casa, guardare in tv la messa di Bergoglio e di Del Pini. Che differenza fa? Presenza Reale? Ma basta con queste superstizioni!

Così, a cominciare dal Papa, ha privato tutti noi de “la sola cosa necessaria”  (Luca 10, 42:  Marta, Marta, tu ti affanni e ti preoccupi di troppe cose! Una sola cosa è necessaria. Maria ha scelto la parte migliore e nessuno gliela porterà via”), palesemente mostrando di crederla superflua. Il buio che seguirà, senza il necessario Pane, sarà una carestia piena di sangue. Da cannibali, da unni, da barbari verticali.


Maurizio Blondet (maurizioblondet.it)

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Caro dottor Valli, le scrivo perché da giurista non riesco più a tacere e soprattutto a sopportare il continuo oltrepassare di ogni limite, soprattutto di quelli costituzionali.

Premetto che la mia indole mi porta a trovarmi bene rinchiuso in casa a lavorare a distanza. Anzi, sono un fautore del mantenimento delle attuali misure di isolamento ancora per un altro mese almeno! La vita e la salute devono prevalere di fronte al dio denaro. 

Ciò che fino a oggi ha ispirato la legislazione emergenziale – per larga parte di tipo amministrativo – è l’interesse alla salvaguardia della vita e della salute pubblica, e si è adottato come criterio quello di non creare assembramenti.

La parola d’ordine è “sospensione”, concetto non giuridico, ma pragmatico e plastico, perciò pericoloso, perché rischia di sembrare innocuo, ma in realtà tende a limitare quei diritti costituzionali sanciti dagli artt. 13 e ss. della nostra Costituzione i quali, come è noto, possono essere limitati solo in rare eccezioni.

Così la libertà personale, di comunicazione, di circolazione eccetera possono essere limitati sulla base di una norma di legge (emanata dal Parlamento si badi, non da un’autorità amministrativa, quale il Governo o la Regione), e sotto il controllo dell’autorità giudiziaria.

Ma ci sono diritti costituzionali dei cittadini “specialissimi” che nemmeno per tale via è possibile limitare, in quanto fanno parte di quel dato genetico distintivo dell’essere umano che non è solo homo faber, ma anche homo religiosus, cioè soggetto capace di un dialogo con un essere soprannaturale che si è rivelato come Dio.

Le Costituzioni ed i Concordati tra Stati e Chiese prevedono appunto una tutela peculiare del “sentimento religioso” poiché facente parte del DNA umano: così l’art. 7 Cost. dichiara lo Stato e la Chiesa cattolica “indipendenti e sovrani” e l’art. 19 Cost. stabilisce che “Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume”. Quindi l’unico limite al culto è dato dal “buon costume”, scrivono i padri costituenti preoccupati, nel 1947, di evitare futuri arbitrii dell’esecutivo!

In Italia, poi, vi sono gli Accordi di Villa Madama del 1985 – un trattato internazionale tra lo Stato e la Chiesa gerarchicamente parificabile alla Costituzione e sovraordinato alla legge e agli atti amministrativi governativi – che all’art. 2 stabiliscono: “La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare, è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica”.

Ebbene, domenica a Gallignano le forze dell’ordine sono entrate in una chiesa, hanno interrotto il culto (non la “cerimonia”, come inettamente scrivono i decreti governativi) e sono stati multati parroco – che per fortuna non si è fatto intimorire – e fedeli.

Atto illecito e illegittimo di una gravità enorme che viola tutti i principi costituzionali e internazionali sopra enunciati (ma molti altri ve ne sarebbero da enumerare), mentre nessuno si preoccupa delle file e degli assembramenti che troviamo giornalmente ai supermercati o alle poste. Si obietterà che bisognerà pur mangiare, ma se è vero che “non di solo pane vive l’uomo” è anche vero che la malattia del Covid-19 non può divenire una scusa per conculcare diritti costituzionalmente garantiti ai singoli ed alle comunità… e fare cassa!

Per chi ci crede veramente – diversamente da quelli per cui il Coronavirus è stata una santa liberazione anche dalle messe domenicali – l’atto religioso, l’esercizio del culto, la partecipazione alla Messa è costitutivo del proprio essere, è l’in sé dell’uomo. È re-ligio, cioè legame con l’essere supremo! Al di là degli abusi di potere e degli articoli del Codice penale che spero si contesteranno a chi si è reso responsabile di simili abusi, voglio laicamente mettere in guardia tutti i cittadini, anche i non credenti: i nostri padri hanno ottenuto col sangue determinati diritti costituzionali, non diamoli per scontati. Tenete con voi una copia della Costituzione e rileggetela, perché non c’è malattia che possa “sospendere” anche solo temporaneamente uno stato di diritto… saremmo già in una dittatura.

Al parroco e ai fedeli di Gallignano la mia vicinanza, solidarietà e sostegno, per la testimonianza civile e di fede resa.


Avvocato Antonino Ennio Andronico (Duc in altum