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Il quarto dei Re Magi

In Occidente generalmente si ritiene che i Re Magi, che andarono ad adorare Gesù Bambino, siano stati tre: Gaspare, Melchiorre, Baldassarre; in Oriente invece ne annoverano un quarto. Sapiente, ricco e generoso, aveva anch’egli aspettato la stella profetizzata ed al suo apparire si era, come gli altri, messo in viaggio, ma mentre i primi arrivarono in tempo per adorare Gesù nella culla, egli giunse tardi, assai tardi a Gerusalemme. 

Non per colpa sua, che anch’egli seguiva fedelmente per monti e per piani la sua guida. Ma la sua stella spesso ed insistentemente si fermava. Si fermava ogni qualvolta sul suo cammino si incontrava qualche miseria da lenire e qualche dolore da confortare. Ed il quarto si fermava anche lui. Qua vi era un povero viandante affamato, ed il quarto si fermava per offrirgli un po’ di pane; là vi era un pellegrino assetato, ed il quarto si fermava per dargli un po’ d’acqua; altrove vi era un pezzente lurido e stracciato che tremava per il freddo, ed il quarto si fermava per rivestirlo del suo mantello; altrove vi era un uomo afflitto che lacrimava, ed il quarto si fermava per consolarlo con parole di pace e di speranza. Poi incontrò ignoranti e si fermò ad istruirli, incontrò schiavi e, pagando il loro riscatto, si fermò a spezzarne le catene.

Così per molti anni, per trentatré anni! tanto durò il viaggio. 
Perciò giunse molto tardi a Gerusalemme, ove la sua stella disparve. 
Ansioso, si mise ad interrogare la gente del luogo: 
“Avete visto il Re annunciato dalla stella? Sapete dirmi dov’egli sia?”. 

Scrollarono il capo, quasi per canzonarlo. Un abitante di Gerusalemme, che pochi giorni prima aveva assistito all’esecuzione di Cristo sul Golgota ed aveva letto sulla croce la scritta: “Gesù di Nazareth, Re dei Giudei” gli disse ridendo: 
“Troppo tardi tu arrivi; ha finito di regnare da tre giorni il tuo Re; da tre giorni l’han messo nel sepolcro”. Ed il quarto si afflisse dicendo: 
“Non potrò dunque vederlo? Non potrò dunque conoscerlo? A che è servito il mio lungo pellegrinare?”. Ma uscito appena dalla città, una figura celeste gli posò la mano sulla spalla e gli sussurrò all’orecchio: “O, perché ti rattristi in questo modo?”. 

“Mi affliggo perché troppo tardi sono giunto a Gerusalemme! Perché son giunto troppo tardi per poter vedere ed adorare il mio Re, il Cristo Redentore promesso alle genti!” 
“Dimmi - riprese lo sconosciuto - dimmi non hai tu incontrato lungo il tuo cammino un povero, con cui hai spezzato il pane?”. 
“L’ho incontrato.” 
“Era lui. Non hai incontrato un pellegrino assetato, cui offristi acqua da bere?” 
“L’ho incontrato.” 
“Era lui. Non hai incontrato un pezzente, che ricopristi col tuo mantello?” 
“L’ho incontrato.” 
“Era lui. Non hai incontrato un afflitto che hai consolato?” 
“L’ho incontrato.” 
“Era lui. Non hai incontrato un ignorante, che hai istruito?” 
“L’ho incontrato.” 
“Era lui. Non hai incontrato un prigioniero, cui spezzasti le catene?” 
“L’ho incontrato.” 
“Era ancora lui. O figlio d’Oriente, rallegrati, tu l’hai incontrato, l’hai conosciuto, l’hai servito assai più di coloro che l’aiutarono nella culla e gli offrirono oro, incenso e mirra.” 

“Perché o sconosciuto mi parli così? Non ti capisco.” 
“In verità, in verità, - continuò lo sconosciuto - in verità ti dico che quanto hai fatto al minimo fra gli uomini, l’hai fatto a me.” 

Il quarto sussultò a questi accenti sublimi: “Sei forse il Re che io cerco invano? Qual è il tuo nome?”. E sollevò lo sguardo verso lo straniero. Ma non lo vide più, né più l’udì: era scomparso. Però quasi a risposta alla sua domanda, il velario di nubi, che si stendevano sul Calvario, si squarciò in quell’istante e la stella riapparve in tutto il suo splendore e col suo raggio illuminò una croce. Alla sua luce il quarto considerò quella croce greve e grossolana e sopra la croce vide una corona di spine insanguinata ed una scritta greca, latina ed ebraica con queste parole: “Gesù Nazareno, Re dei Giudei.”

 


dalla rivista Il Crociato

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