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X - Sacramento della Comunione

La SS. Comunione è l'azione più sublime, più perfetta e più santa che un uomo possa praticare qui in terra. Quando ci presentiamo alla mensa eucaristica, noi riceviamo nel nostro cuore il Figlio di Dio, Gesù Cristo, e con Lui il Padre e lo Spirito Santo, la Santissima Trinità, Dio unico, vivente ed eterno: perciò presentiamoci alla Santissima Comunione, ma con le dovute disposizioni e con frequenza.

. Presentiamoci alla SS. Comunione, che Gesù ci invita tutti senza distinzione di persone, e ci minaccia di morte eterna, quando da noi si venisse a disubbidire, poiché esclama: “Se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo, non possederete la vita”. Il nostro corpo non può vivere lungamente senza cibo; e come potrà l'anima nostra vivere lungamente in grazia e perseverare nella santità, senza questo cibo celeste? Quanti fedeli sarebbero languidi! Quanti cadrebbero in gravi disordini! Quanti sarebbero caduti e morti da disperati, se non fossero stati sostenuti col pane dei forti, con questa manna celeste!

. Presentiamoci alla SS. Comunione, ma con le dovute disposizioni; Dio ci guardi dal comunicarci malamente! Una cattiva comunione è il più grande peccato che possa commettersi dal cristiano: il primo peccatore sacrilego fu Giuda, di cui Gesù disse: “Meglio sarebbe stato per lui, non fosse mai nato!”. È senza dubbio un gran delitto vivere lontano da Gesù Cristo, lontano dai Sacramenti; ma questo delitto è molto minore di quello di una comunione sacrilega, che tradisce Gesù Cristo, lo insulta e lo disprezza orrendamente. Per non commettere sacrilegi, accusiamoci con sincerità nelle nostre confessioni di tutti i nostri peccati, vincendo la vergogna: che se per disgrazia qualcuno di noi avesse fatto qualche comunione sacrilega, vi rimedi al più presto possibile con una confessione umile e sincera, accompagnata da un vero dolore di sì grave offesa fatta al Signore!

. Frequentiamo la SS.Comunione; poiché quel cristiano che spesso si accosta alla mensa eucaristica, si rafferma talmente nella santità, che è quasi impossibile abbia a cadere nel peccato mortale ed essere tizzone dell'inferno. I dannati non sapranno che rispondere, quando il divin Giudice farà loro vedere il torto che essi hanno avuto nello star lontani dalla SS. Comunione; poiché era loro così facile il mantenere in vita l'anima col cibarsi del pane eucaristico, che Egli aveva loro lasciato a tal fine: invece non seppero approfittarne ed eccoli eternamente perduti. “Miserabili - dirà Egli - come siete voi morti e diventati tizzoni d'inferno, avendo avuto a vostra disposizione il cibo della vita?

Qui ascoltiamo quanto dice San Francesco di Sales, riguardo alla frequente Comunione, a tutti i cristiani in generale: “Se voi siete ben prudenti, non vi è né madre né moglie né marito né padre che possa impedirvi la Comunione frequente, perché nel giorno della vostra Comunione voi non lascerete di avere quella cura che si conviene alla vostra condizione e voi sarete più rispettosi verso di loro con fare quanto siete obbligati; questo lo dico anche per le persone maritate, mentre nei primi tempi della Chiesa i cristiani si comunicavano ogni giorno, ancorché fossero maritati”. Per comunicarsi ogni otto giorni basta, secondo sant'Alfonso de' Liguori, non avere sull'anima alcun peccato mortale. Per la Comunione quotidiana invece o per quella che si fa più volte nella settimana, si ricerca che, tolto dal cuore anche l'affetto al peccato veniale e superata la maggior parte delle cattive inclinazioni, si abbia un grande desiderio di comunicarsi e di crescere nella cristiana perfezione, e la Comunione si faccia col consenso del confessore.

San Filippo Neri, che spese la sua vita nel condurre anime al cielo e specialmente nel mantenere casti e fedeli a Dio i cuori della gioventù, attesta che la frequente Comunione, insieme con la vera devozione verso la Santissima Vergine, è l'unico mezzo per conservare un'anima nei buoni costumi e nella luce della fede, per rialzarla dalle sue cadute e per riparare le sue debolezze: alla gioventù poi, onde si mantenga ben costumata, ferma nella fede e possa ben custodire il bel giglio della purità, è molto necessaria la frequenza alla S. Comunione.

Dunque non si portino più da nessuno né scuse né pretesti per coprire la sua negligenza ed accidia nel frequentare la Santissima Comunione. A chi poi ci criticasse, che frequentiamo i SS. Sacramenti, rispondiamo con San Francesco di Sales, che due sorta di persone devono comunicarsi sovente; i perfetti per conservarsi nella perfezione e gli imperfetti per giungere alla perfezione; calpestiamo il rispetto umano, perché non è al mondo che dobbiamo piacere, ma bensì a Dio solo! Corriamo con santa avidità e soventi volte (sempre però secondo il consiglio del confessore)a cibarci delle carni dell'Agnello immacolato, ché in tal modo avremo il paradiso qui in terra, essendo uniti con Dio; e saremo poi ammessi dopo morte al possesso del nostro sommo bene, a godere l'eterna beatitudine del cielo.


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