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Schiviamo il peccato e mortifichiamoci

Dobbiamo sempre avere in orrore la superbia, la maldicenza, la calunnia, l’invidia, come pure la bugia, l’usura e la frode. Dice infatti lo Spirito Santo: Quanti rapiscono i beni altrui, sono sempre in bisogno.

Amiamo la vita ritirata e nascosta, perché così eviteremo i discorsi cattivi, le parole oziose e tanti peccati di bestemmia e disonestà.

Ricordiamoci che il bestemmiare in vita è un funesto segno di avere a bestemmiare dopo morte eternamente nell’inferno.

Custodiamo gelosamente gli occhi, che sono come le finestre, per cui tante volte entrano in noi le tentazioni e tanti pensieri vani e pericolosi.

Mortifichiamo gli altri sensi del corpo, specialmente la gola con l’evitare l’intemperanza nel mangiare e nel bere, affinché la carne stia soggetta allo spirito; ricordiamoci che bisogna (come dice san Francesco di Sales) mangiare per vivere e non vivere per mangiare.

Pensiamo che chi non sa mortificare la gola, o non custodisce e frena la lingua, né sa rinunciare alla propria opinione, non farà mai profitto nella vita spirituale. Reprimiamo le passioni disordinate, soprattutto la dominante, che è quel vizio il quale ci fa cadere più frequentemente in colpe gravi.

Pensiamo a ciò che dice il divino Redentore: Il regno dei cieli soffre violenza, e solo quelli che si fanno violenza, lo rapiscono; cioè soltanto coloro che conducendo una vita mortificata faranno di tutto per frenare le loro cattive inclinazioni saranno salvi.

Tanto più avanzeremo nella perfezione, quanto più avremo amata la mortificazione; una virtù è tanto più meritoria dinnanzi a Dio, quanto più il suo esercizio costa fatica, ossia quanto maggiore abnegazione si richiede per acquistarla.


Manuale di Filotea

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