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La crisi attuale della Chiesa cattolica: domande e risposte/2

Che cos'è la fede?

La fede è una virtù soprannaturale per cui crediamo, sull'autorità di Dio, ciò che Egli ci ha rivelato e ci propone a credere per mezzo della Chiesa.

[…] Le verità rivelate da Dio, che sono l'oggetto della fede, superano le capacità naturali della nostra intelligenza. Quindi non è possibile aderirvi senza aiuto di Dio, che chiamiamo grazia.

 

La Sacra Scrittura è l'unica fonte della Rivelazione?

Dire che la Sacra Scrittura è l'unica fonte della Rivelazione è un errore protestante. L'insegnamento impartito oralmente dagli Apostoli, che è detto Tradizione apostolica, è anch'esso, accanto alla Sacra Scrittura, un'autentica fonte della Rivelazione.

Il Concilio di Trento insegna che la Rivelazione è contenuta “nei libri scritti e nelle tradizioni non scritte che, raccolte dagli apostoli dalla viva voce di Cristo stesso e degli apostoli stessi, sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, tramandate quasi di mano in mano sono giunte fino a noi” (DS 1501). Questo insegnamento è ripreso dal Concilio Vaticano I (DS 3006).

 

Qual è la conseguenza della negazione di un dogma?

Colui che nega anche un solo dogma perde la fede, perché non accoglie la Rivelazione di Dio, ma si costituisce egli stesso giudice di ciò che bisogna credere.

[…] La fede non si fonda sul nostro giudizio personale, ma sull'autorità di Dio che si rivela e che non può né ingannarsi né ingannarci. Perciò occorre accettare tutto ciò che Dio ci ha rivelato e non prendere solo quello che ci piace. Colui che si rifiuta di accettare la Rivelazione di Dio nella sua interezza, operando una scelta nel deposito rivelato, impone a Dio dei limiti, perché lascia l'ultima parola al suo giudizio personale. Agendo così, non ha più la fede soprannaturale, ma solo una fede umana.

 

Cosa si deve pensare dello slogan molto diffuso secondo cui, nei nostri rapporti con i cristiani che si sono separati dalla Chiesa cattolica, dobbiamo guardare a ciò che ci unisce piuttosto che a ciò che ci divide?

Quando si tratta della fede, è assolutamente falso e contrario all'insegnamento tradizionale della Chiesa dire che bisogna guardare quello che è in comune piuttosto che quello che divide: questo atteggiamento dà l'impressione che le differenze riguardino dei dettagli di poca importanza, mentre in realtà ciò che è in gioco è la pienezza della verità rivelata.

 

La fede non è un sentimento?

L'idea che la fede sia un sentimento nato dal subconscio che esprime il bisogno del divino è uno degli errori del modernismo, condannato da San Pio X nel 1907 nell'enciclica Pascendi. L'atto di fede, secondo la dottrina tradizionale della Chiesa, non è un sentimento, ma l'atto cosciente e volontario con cui si accoglie la Rivelazione divina quale essa si presenta all'uomo nella Sacra Scrittura e nella Tradizione.

 

Cos'è la Rivelazione per i modernisti?

Per i modernisti, la Rivelazione ha luogo quando il sentimento religioso passa dalla sfera del subconscio a quella della coscienza. In quest'ottica, la fede è solo qualcosa di sentimentale e di soggettivo, e la Rivelazione non viene dall'alto, ma è qualcosa che scaturisce dall'interno dell'uomo.

 

Dove si può trovare l'insegnamento tradizionale della Chiesa su questo punto?

Nel giuramento antimodernista prescritto da San Pio X e che tutti i sacerdoti, fino al 1967, erano tenuti a pronunciare prima della loro ordinazione (quest'obbligo fu soppresso nel 1967 da Papa Paolo VI), si afferma: “Ritengo certissimamente e professo sinceramente, che la fede non è un cieco sentire della religione che erompe dalla profondità della subcoscienza, sotto la pressione del cuore e dell'inflessione della volontà moralmente informata, ma un vero assenso dell'intelletto alla verità ricevuta dall'esterno, ascoltata, per il quale, cioè, crediamo che le cose, dette, attestate e rivelate da un Dio personale, nostro Creatore e Signore, sono vere, per l'autorità di Dio sommamente verace”.

 

La fede può cambiare?

Secondo i modernisti la fede può cambiare, perché i dogmi non sono che l'espressione di un sentimento e di un bisogno religioso: quindi devono essere adattati e formulati in modo nuovo quando cambiano i sentimenti e i bisogni religiosi. Invece, se i dogmi esprimono infallibilmente le verità di fede, come insegna la Chiesa, è evidente che non possono essere cambiati, perché ciò che era vero ieri non può essere falso oggi, e viceversa. Come la verità, così la vera fede è immutabile. Perciò San Paolo ha scritto: “Se noi stessi o un angelo del cielo venisse ad annunziarvi un Vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato noi, sia egli anatema!” (Gal.1,8). “Iesus Christus heri et hodie, ipse et in saecula – Gesù Cristo è il medesimo ieri e oggi, ed anche per tutta l'eternità” (Eb.13,8).

 

Lo Spirito Santo non può insegnare alla Chiesa nuove verità?

La Rivelazione si è chiusa alla morte degli apostoli. Da allora lo Spirito Santo non insegna nuove verità, ma fa in modo che la Chiesa penetri sempre più profondamente la verità che Cristo le ha insegnato. Certe verità rivelate, ad esempio, che fino ad allora avevano avuto nella Chiesa un ruolo di secondo piano, possono passare in primo piano in un altro momento storico. [...]

 

Quali sono le norme che regolano questo sviluppo della fede?

Lo sviluppo della dottrina può precisare ciò che è stato insegnato in precedenza, ma mai contraddirlo né modificarlo. Una volta definito un dogma, in seguito non può diventare falso, senza valore, o assumere un senso nuovo.

 

Possono più religioni possedere la vera fede?

Dal momento che le varie religioni si contraddicono tra di loro su dei punti fondamentali, da cui fanno dipendere la salvezza eterna degli uomini, necessariamente una sola di esse può essere quella vera, ed è la religione cattolica. Di osi è rivelato in Gesù Cristo, non in Budda o Maometto, e Gesù Cristo ha fondato una sola Chiesa con lo scopo di comunicare agli uomini, fino alla fine del mondo, il suo insegnamento e la sua grazia. La fede nel Dio trinitario, la fede in Cristo e la fede nella Chiesa formano dunque un'unità indivisibile.

 

Le contraddizioni tra le diverse religioni sono davvero così insolubili?

O Dio è Trinità, o non lo è. Se Dio è Trinità, è evidente che tutte le religioni non cristiane sono false. Le confessioni cristiane non cattoliche, inoltre, non solo si contrappongono alla Chiesa cattolica, ma si contraddicono anche tra loro stesse: alcune non credono alla presenza reale del Corpo e del Sangue di Cristo nel sacramento dell'eucarestia, ecc. Delle professioni di fede che si oppongono su punti così essenziali sono, con tutta evidenza, incompatibili.

 

Professare la vera fede è quindi di estrema importanza?

Senza ombra di dubbio. Quando si tratta della professione della vera fede, la posta in gioco è la salvezza o la dannazione eterna dell'anima.

 

Don Matthias Gaudron (Catechismo della crisi nella Chiesa)