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V - Doveri speciali del cristiano nei diversi suoi stati

I. Obblighi dei genitori e padroni

1°. I genitori devono amare i propri figli senza ingiuste parzialità, procurando ad essi vitto, vestito e professione o mestiere secondo la loro condizione e stato: lo stesso si faccia dai padroni riguardo ai propri sottoposti. A tal dovere mancano quelli che hanno il vizio del gioco o del bere disordinato, peccati gravissimi in ogni caso, ma soprattutto nei padri di famiglia, che di regola ordinaria divengono crudeli e tiranni coi loro figli, negando loro fin anche la libertà della scelta del loro stato, specialmente se da Dio sono chiamati allo stato religioso.

2°. Istruirli o farli istruire nei principali Misteri della nostra santa Fede; nei Comandamenti di Dio e della Chiesa; nel modo di fare orazione e nel ricevere i santi Sacramenti; nel modo di trattare tutti con giustizia, rispetto e carità cristiana. Per questo procurino che quel gran libro d'oro, il Catechismo, vero ristretto del Santo Vangelo, sia spesso in mano dei loro figli.

3°. Usare vigilanza ed attenzione sui propri figli e dipendenti, onde non abbiano a perdere la bella veste dell'innocenza; perciò fare di tutto per tenerli lontani dai divertimenti pericolosi, quali sono i balli, i teatri e gli amoreggiamenti, proibire i modi troppo liberi e famigliari con le persone ed il conversare segreto tra figli e figlie; cosa assai pericolosa fin anche nei fanciulli di pochi anni.

4°. Far loro le dovute correzioni a tempo e luogo, e ricorrere anche ai castighi, quando sia necessario; il tutto però con dolcezza e carità paterna, perché lo Spirito Santo dice: Chi perdona alla verga, odia il suo figlio; ed ancora: Se uno non ha cura dei suoi e massime di quelli della sua casa, ha rinnegato la fede, ed è peggiore d'un infedele.

5°. Zelare la santificazione delle feste con proibire il lavoro (salvo il caso di vera necessità da approvarsi dal prete), procurando che tutti quelli di famiglia e dipendenti assistano devotamente alle funzioni della Chiesa, ascoltino attentamente la parola di Dio e frequentino i Ss. Sacramenti.

6°. Tenerli sempre lontani dall'ozio, permettendo loro bensì qualche onesto divertimento, purché però non entri mai in casa chi in parole od in opere dia scandalo alla famiglia: come pure non lasciar entrare in casa né immagini, né libri o fogli, in cui vi sia qualche cosa contraria alla Ss. Religione o all'onestà.

7°. Prontamente soccorrerli nelle loro necessità e massime in quelle dell'anima; procurando di raccomandarli tutti i dì ai SS. Cuori di Gesù e di Maria.

8°. Dare loro buon esempio, e astenersi da qualunque opera o parola che possa essere di scandalo; quindi insegnare ad essi e colle parole e colle opere il santo timor di Dio e la pratica delle virtù cristiane, e così coltivare in loro la pietà, eccitandoli ad ascoltare, per quanto è possibile, anche nei giorni settimanali, la Santa Messa, a portar odio al peccato, specialmente alla bestemmia e disonestà; inoltre guardarsi bene dal mandare imprecazioni ai figli o dipendenti.

9°. Osservare esattamente i precetti della Chiesa e specialmente l'astinenza dalle carni ed il digiuno.

10°. Schivare possibilmente le liti e mantenere pace e concordia in casa e coi vicini.

11°. Far elemosina secondo le proprie forze, guardarsi dalla doppiezza, usura e frode nei contratti, e pagare puntualmente la mercede agli operai.

II. Obblighi dei maritati

1°. Devono amarsi a vicenda d'un amore puro e costante sin da giovani come da vecchi, sia da sani come da ammalati, non dando luogo a peccato di gelosia e discordia; il loro tenore di vita sia di guardarsi bene da quanto può offendere e macchiare la santità del matrimonio con peccati d'impurità e d'infedeltà: perciò si facciano istruire da un pio e dotto Confessore sui particolari doveri e sopra i pericoli di commetter peccato nello stato da loro scelto.

2°. Vivere in pace e concordia tra di loro sopportandosi vicendevolmente nei propri difetti, mantenendo perfetta pace con tutti quelli della casa e soprattutto portando l'amore e il dovuto rispetto ai genitori e superiori della famiglia.

3°. Darsi vicendevolmente buon esempio nelle pratiche di Religione e nell'esercizio di tutte le cristiane virtù; così, e colla preghiera ben fatta e la frequenza ai Ss. Sacramenti, avranno da Dio la grazia di allevar cristianamente la propria figliolanza per divenire tutti un giorno cittadini del Cielo.

4°. Ricordarsi infine che il matrimonio, da essi celebrato ai piedi del Santo Altare, vien detto a ragione Sacramento Grande, perché figura l'unione intima e perfetta di Gesù Cristo con la sua sposa, la Chiesa.

III. Obblighi dei figli di famiglia

1°. Devono i figli e le figlie, per esser cari a Dio, considerare i propri genitori come veri rappresentanti di Dio: perciò devono portare ad essi rispetto, amore ed ubbidienza in tutto quanto non è offesa del Signore.

2°. Esser sempre pronti ad eseguire i comandi dei genitori, come pure aiutarli nelle loro necessità spirituali e temporali e pregare per essi, anche dopo la morte.

3°. Essere amanti del lavoro e della preghiera, ricevere con docilità gli avvisi dei propri genitori e di chi ne fa le veci, anche circa la scelta dello stato salvo il caso di dover fare altrimenti, secondo la chiamata di Dio, riconosciuta per mezzo del Confessore; chi si regolerà in tal modo, avrà da Dio le ispirazioni necessarie quanto alla scelta dello stato, e così non correrà pericolo di dannarsi.

4°. Assistere devotamente alle S. funzioni in Chiesa ed accostarsi colle dovute disposizioni ai Ss. Sacramenti, mettendo sotto i piedi il maledetto rispetto umano, ché così verrà custodita la vera e soda pietà; inoltre star sempre lontani dalle cattive compagnie, dai pericolosi divertimenti, dalle vanità e da ogni sorta di peccato, specialmente dalla disonestà.

5°. Esser veri devoti della Vergine SS. e mettersi fin dai primi anni della gioventù sotto la protezione di una sì gran Madre, per conservare nel cuore la bella virtù della santa modestia; e sovente a Lei ricorrere con tutta confidenza specialmente quando il mondo, il demonio o le passioni cercano di trascinarli al peccato.

N.B. In generale i sottoposti hanno quasi le stesse obbligazioni verso i loro superiori.

IV. Obblighi dei negozianti, artisti e contadini

1°. Devono costoro contentarsi d'un onesto guadagno, operando sempre con giustizia e senza inganno; ed offrire a Dio il loro lavoro fin dal principio d'ogni giorno, onde tutto riesca meritorio per il Paradiso.

2°. Osservare attentamente i giorni di festa con astenersi dal lavoro, eccetto il caso di vera necessità da approvarsi solo dal sacerdote.

3°. Tenere non solo il cuore distaccato dalle ricchezze ma anche le mani pure e monde dalla roba altrui, guardandosi dal rubare e dal portar danno qualsiasi al prossimo.

4°. Imitare i Santi Protettori della loro arte o professione; perciò se stanno bene di fortuna, allarghino la mano ai poveri; se poi sono nelle strettezze, non si lamentino della divina Provvidenza, ma diano uno sguardo al nostro caro Gesù, fattosi poverissimo per noi.

5°. Ricordarsi ben di sovente che Dio ci vede; mentre tal verità li conforta nei travagli, nelle malattie e nei patimenti, li incoraggia a praticar il bene, a schivare il peccato e soprattutto a santificare il loro lavoro, in vista del Paradiso, ampia ricompensa dei sudori e delle fatiche sostenute in questo mondo.


Manuale di Filotea