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Progetto Mondo piccolo. Un’idea per vivere guareschianamente

Cominciamo con una semplice notizia di cronaca. Sabato 1° dicembre, alle ore 16, nella Sala Consiliare di Vignola (MO) in via Bellucci 1, staremo insieme per parlare di un uomo a cui vogliamo veramente bene, Giovannino Guareschi. All’incontro, che ha il patrocinio del Comune, parteciperanno Paolo Gulisano, Fabio Trevisan, Alessandro Gnocchi e altri amici per raccontare e testimoniare come sia possibile e sia bello “vivere guareschianamente”. Faticoso, difficile, certo, ma bello: perché “vivere guareschianamente” vuole dire declinare la libertà in modo cristiano, cioè nell’unico modo possibile di essere liberi. Insomma, cercheremo di mostrare come sia possibile progettare Mondo piccolo e viverci.

Ma, prima di arrivare a questo, vogliamo partire da un testo guareschiano che ci è molto caro, la Favola di Natale. Ancora oggi i lettori di Giovannino Guareschi, che sia la prima o l’ennesima volta che iniziano a leggere questo racconto, con quel suo inimitabile incipit“C’era una volta un prigioniero… No: c’era una volta un bambino… Meglio ancora: c’era una volta una poesia”, si sentono trasportati in un altro mondo. Dal dicembre del 1944, sembra che non sia trascorso un solo giorno, eppure è passata la guerra, è passato il lager, è passata la pace e sono arrivati nuovi lager, nuove guerre e forse nuove paci. Ma siamo tutti ancora lì, dietro a quel reticolato che poteva tenere prigioniero il corpo di Giovannino Guareschi, prigioniero numero 6865333, ma non il suo spirito.

Chiunque legga queste pagine rimane a bocca aperta davanti a un uomo che, dentro ai campi di concentramento, riesca ad accostare con tanta levità la storia di un prigioniero, un bambino e una poesia. Come se la realtà di quel prigioniero non fosse poi così distante dal mondo innocente e spensierato della fanciullezza. In realtà, il piccolo mondo che il prigioniero Guareschi si porta dentro il cuore vola alto sopra i reticolati e, come ci dice lui stesso, non può essere controllato da nessuno, nemmeno dalle guardie tedesche. Gli basta poco per dire ciò che è stata la sua esperienza nei lager. Nessun giro di parole, nessun comizio, nessun autocompiacimento: racconta una favola.

Tutto questo lo si trova nel volume Giovannino nei lager, un bellissimo volume illustrato di grande formato che contiene la Favola di NataleDiario Clandestino e Ritorno alla Base. Appena pubblicato da Rizzoli, è tanto più struggente in quanto, come curatori, porta la firma di Alberto e Carlotta. Perché la Pasionaria, che tanto amore aveva dedicato alla ricostruzione e alla custodia degli anni trascorsi dal suo babbo nei lager, è ancora qui, insieme a lui e insieme ai suoi lettori.

Leggere la storia del miracolo del Natale, in cui Giovannino intravede Maria, Giuseppe e il somarello in cerca della capanna perché “Il Figlio di Dio possa, ancora una volta, schiudere gli occhi alla luce degli uomini”, ci fa intuire come, attraverso la fede, quest’uomo abbia trasfigurato la desolazione in cui era costretto a vivere in quel periodo nella cornice perfetta per la storia più bella di tutte. E attraverso i suoi disegni ci si rende conto di quanto una tale cornice non sia più quella cruda della realtà, ma quella umoristica della fantasia. Le Cornacchie tedesche di ronda la notte, il Boscaiolo cattivo che prende a schiaffi gli alberi, i Funghi Velenosi che vogliono farsi mangiare dai protagonisti per ottenere una “stupenda vittoria difensiva”, trasformano un mondo di distruzione e follia in una sorta di circo delle assurdità, reso ancora più comico dalla mano esperta di Guareschi, che mostra, attraverso le illustrazioni, le cose per ciò che sono realmente.

Diario clandestino e Ritorno alla base, in questa bellissima edizione, ci dicono le stesse cose. È davvero una scelta editoriale saggia quella di raccogliere  in un solo volume questa trilogia dei lager e del ritorno.

PROGETTO MONDO PICCOLO Tutto questo parla ancora oggi, non solo alla generazione vicina a quella di Giovannino, ma anche ai giovani. Perché la fede e la speranza nei racconti del suo Mondo piccolo, sia esso dentro o fuori dal lager, sono attuali e toccano in cuore dell’uomo che con il passare degli anni e dei secoli è sempre lo stesso.

Per non lasciare cadere un’eredità tanto preziosa, insieme a un piccolo gruppo di suoi appassionati lettori, abbiamo deciso di creare “Progetto Mondo piccolo”, un’associazione che si pone come obiettivo quello di trasmettere i valori e gli insegnamenti dello scrittore della Bassa facendo conoscere le sue opere. Per i giovani abbiamo studiato format, itinerari di apprendimento e laboratori da adottare nelle scuole, negli oratori e nelle associazioni. Per gli anziani abbiamo approntato progetti specifici per case di riposo e gruppi ricreativi. Oltre questo siamo al lavoro con giornate di presentazione dell’opera guareschiana, mostre dedicate alla sua vita e altre iniziative. Tutto improntato al motto “Vivere guareschianamente”, che ricorda il celebre “Non muoio neanche se mi ammazzano”. Ciò significa che abbiamo deciso di dedicare la nostra vita a quest’opera di apostolato, cercando, un passo alla volta, di creare un piccolo laboratorio di attività e iniziative per vivere secondo quanto ha insegnato Guareschi e per tenere viva la sua memoria, perché il seme che ha gettato continui a fiorire, per prima cosa in noi.

Attraverso il nostro sito http://www.progettomondopiccolo.com/ o la nostra casella e-mail progettomondopiccolo@gmail.com potete contattarci per saperne di più. Potete prender parte al Progetto chiamandoci nella vostra città per presentare Guareschi e il suo Mondo piccolo attraverso una delle nostre attività e creando un sodalizio fondato sull’amicizia e la dedizione a un uomo a cui tutti noi dobbiamo qualcosa. 


Luca Biffi & Chiara Gnocchi (riscossacristiana.it)

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