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Nascita di Maria Santissima

Nove mesi dopo il suo concepimento, nacque alla luce del mondo, secondo la più comune opinione a Nazareth, questa gran Vergine. Nulla vi fu che rendesse grandiosa agli occhi degli uomini la sua nascita. La povertà, l'umiltà, l'abiezione, il silenzio universale e la noncuranza di tutti gli uomini furono il suo equipaggio e tutta la sua pompa.

E in qual altra maniera conveniva che nascesse Colei, la quale doveva un giorno partorire il Re del Cielo e della Terra in una stalla, e preparare al suo divino parto il riposo su poca paglia in una mangiatoia? Ma se tale è la nascita della Vergine agli occhi del mondo, essa è all’opposto un giocondo e meraviglioso spettacolo agli occhi della Fede, agli Angeli, e a tutto il Paradiso.

Ella compare tra i figliuoli d'Adamo come un giglio tra le spine; perché “Ella è santa prima di nascere”, dice S.Bernardo; dunque la sua nascita si distingue dalla nascita comune di tutti gli uomini, i quali nascono nemici di Dio, e soggetti alla sua collera. Ella nasce col corteggio delle più eminenti virtù; e sotto le apparenti miserie e corporali debolezze comuni a tutto il genere umano, Ella nasconde i più preziosi tesori delle celesti benedizioni, e sino dal principio del suo vivere Ella è piena di grazia e di Spirito Santo.

La santa Chiesa ravvisa nella gran Vergine che nasce, quella benedetta aurora che annunzia vicino il desiderato Sole di giustizia; vi contempla come i primi raggi della speranza dei peccatori; e come i preludi di quella vittoria che il suo divin Figliuolo riporterà un giorno su tutte le podestà infernali, sotto la cui tirannia gemevano i miseri figli di Adamo.

E perciò la medesima Chiesa e specialmente la Chiesa Romana sin da antichissimo tempo e sicuramente da dieci e più secoli addietro, ha istituita la Festa in onore della Natività della Vergine nell'ottavo giorno di Settembre. Alla qual festa fu poi da Innocenzo IV, nel Concilio generale di Lione del 1344, aggiunta l'Ottava, in riconoscenza d'una segnalata grazia ottenuta dalla SS.Vergine alla Chiesa universale. In tale solennità attesta la Chiesa la sua allegrezza, e i motivi che essa ha, cantando fra le altre queste lodi alla gran Madre di Dio: “La vostra natività, o Vergine Madre di Dio, ha riempito di gaudio l'Universo; poiché da Voi è nato il Sole di giustizia Cristo nostro Iddio, il quale, sciogliendo il genere umano dalla maledizione cui era soggetto, l'ha ricolmato di benedizione, e debellando la morte, ci ha donato la vita eterna”.

A dire il vero, se anche nel mondo si suol celebrare con solennità e con gioia il giorno natalizio dei principi della Terra, dandosi con ciò dai sudditi ai loro Sovrani un contrassegno d'ossequio e di rispetto; a maggior ragione conveniva che la santa Chiesa celebrasse il giorno natalizio della Regina del Cielo e della Terra, e desse le più sincere e le più autentiche testimonianze della sua devozione a questa incomparabile Benefattrice del genere umano, e Interceditrice efficacissima delle più particolari grazie a beneficio dei fedeli!

Onoriamo dunque la Santissima Vergine, che nasce al mondo umile, povera e sconosciuta, e seppure disprezzabile agli occhi carnali, Ella è grande e sublime al cospetto di Dio, perché ricca di singolari celesti prerogative, perché adorna di eminente santità.

Si confonda a questa vista l'umana superbia, la quale tanto aborrisce e tanto si vergogna d'una nascita povera e abbietta, e tanto si vanta di quel vano lustro e splendore che accompagna il nascere dei ricchi e dei grandi del mondo. Ciò che rende veramente miserabile e disprezzabile la nascita comune degli uomini di qualunque condizione essi siano, è il peccato, col quale essi nascono, e che non si toglie con tutte le pompe e le grandezze del mondo. La nascita invece della Vergine è la più sublime, la più nobile di tutte, perché nella sua bassezza è senza peccato, e ricolma di divine virtù.

Rendiamo dunque grazie devotissimamente alla divina bontà, la quale dando al mondo la Vergine, ha provveduto, dice S.Bernardo in un sermone fatto appunto nella natività della gran Madre di Dio, “ha provveduto, dico, in tutto e per tutto a noi miserabili; consola il nostro timore, eccita la nostra Fede, corrobora la speranza, sbandisce la diffidenza, incoraggia la nostra umiltà. Tu forse temevi - segue a dire il Santo - d’accostarti al Padre celeste, e atterrito al solo udirLo, fuggivi, come Adamo, per nasconderti: Egli ti ha dato per mediatore Gesù. Che cosa non otterrà appresso un tal Padre un tal Figliuolo? Egli sicuramente sarà esaudito per il suo umile rispetto. Perché il Padre ama il Figliuolo. E che forse temi d'accostarti anche a Lui? Sappi, ch'Egli è tuo Fratello, Egli è carne tua, Egli ha provato ogni tentazione, fuorché il peccato, acciocché fosse misericordioso. Questo Fratello te lo ha dato Maria. Ma forse anche in Lui temi la divina maestà, perché sebbene s'è fatto uomo, non ha però lasciato d'essere Dio? Vuoi tu dunque avere un avvocato presso di Lui? Ricorri a Maria. Perché in Maria v'è l'umanità pura, pura non solo da ogni contaminazione, ma pura ancora per la singolarità della nascita. Né te lo dico dubbioso, sarà Ella pure esaudita per il suo umile rispetto. Esaudirà senza alcun fallo il Figliuolo la Madre, e sarà il Figliuolo esaudito dal Padre.

Questa è la scala dei peccatori, questa è la mia massima fiducia. - segue a dire il Santo - Qualunque cosa dunque tu prepari da offrire al Signore, ricordati di raccomandarla a Maria. Perché forse le tue mani sono o tinte di sangue, o in altra maniera imbrattate. Dunque quel piccolo dono, che tu brami di presentare a Dio, affidalo alle mani di Maria, mani gratissime, e sommamente degne d'essere gradite, se non vuoi che sia rigettato. Sono quelle mani come candidissimi gigli, onde il celeste Sposo, che ama di stare tra i gigli, non potrà dire di non avere trovato fra i gigli tutto ciò che troverà nelle mani purissime di Maria”.


Padre Carlo Massini