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S. Pietro Apostolo

Aforisma

"Voi dunque, o fratelli, istruiti per tempo, siate in guardia, affinché trascinati dall'errore degli stolti non abbiate a vacillare nella vostra fermezza. Anzi crescete nella grazia e nella conoscenza del Signor nostro Gesù Cristo. A Lui gloria, adesso e nel giorno dell'eternità. Amen."

San Pietro è l'apostolo che Gesù Cristo scelse come primo papa della Chiesa. 
“E voi,” chiese loro “chi dite che Io sia?”. Simon Pietro rispose: “Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio vivente”. Gesù gli replicò: “Tu sei beato, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E Io ti dico che tu sei Pietro e sopra questa pietra edificherò la mia Chiesa, e le porte dell'inferno non prevarranno contro di essa. Io ti darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che tu legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che tu scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. (Mt 16, 15-19) 
La grandezza di S. Pietro consiste proprio nell'esser stato nominato Primo Sommo Pontefice, Vicario di Cristo, Capo visibile della Chiesa di Dio, pietra angolare su cui si regge la Chiesa. Nessun successore ha voluto chiamarsi Pietro, per rispetto al santo apostolo.

La vita

Nacque a Bethsaida in Galilea, ed era un pescatore del lago di Tiberiade insieme a suo fratello Andrea. Il nome di S. Pietro era Simone, che in ebraico significa “Dio ha ascoltato”. Era sposato e adottò un piccolo discepolo di Gesù, di nome Marziam. S. Pietro conobbe Gesù Cristo tramite il fratello Andrea, che, dopo aver ascoltato l’esclamazione di Giovanni Battista “Ecco l’Agnello di Dio!” indicando Gesù, si era recato a conoscerlo ed ascoltarlo; convintosi, condusse anche Simone da Gesù. Pietro e Andrea furono i primi Apostoli che Gesù chiamò a sé.

Andrea, fratello di Simon Pietro, era un dei due che avevano udite le parole di Giovanni e avevano seguito Gesù. Imbattutosi pertanto con suo fratello, Simone, gli disse: “Abbiamo trovato il Messia” (che tradotto vuol dire “il Cristo”), e lo portò da Gesù. E Gesù, fissando bene in lui lo sguardo, disse: “Tu sei Simone, figliuolo di Giona: tu ti chiamerai Cefa” (che vuol dire “Pietro”). (Gv 1, 40-42)

S. Pietro era sicuramente fra i più intraprendenti e forse il più impulsivo degli Apostoli; era un uomo semplice, schietto, sincero. Quando, ad esempio, Gesù nell'Ultima Cena si chinò per lavargli i piedi, S. Pietro rifiutò un po' bruscamente, per poi chiedere che gli venisse lavato il capo e le mani una volta compreso il significato di quel prezioso gesto. Ancora, quando Gesù avvertì S. Pietro che la sua fede sarebbe stata messa a dura prova durante la Passione, S. Pietro replicò deciso: “Signore, son pronto ad andare con Te e in prigione e alla morte”. Ciononostante, anche lui fu colto da molta paura e, come Gesù gli aveva predetto, lo rinnegò tre volte prima del canto del gallo. S. Pietro però pianse amaramente, e Gesù Cristo, dopo la sua Resurrezione, confermò il suo primato facendogli riparare con un triplice atto d'amore il triplice rinnegamento.

Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?” Egli gli rispose: “Sì, Signore, Tu sai che io ti amo.”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Di nuovo gli domandò: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”. Gli rispose: “Sì, Signore, Tu sai che io ti amo.”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli.”. Per la terza volta gli chiese: “Simone di Giovanni, mi ami tu?”. Pietro si attristò perché gli aveva detto per la terza volta “Mi ami tu?”, ed esclamò: “Signore, Tu sai ogni cosa, Tu sai che io ti amo.”. Gli disse Gesù: “Pasci le mie pecore. In verità, in verità ti dico: quando tu eri più giovane ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio, tenderai le mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non vorrai.”(Gv 21, 15-18) 

Dopo l'Ascensione di Gesù al cielo, S. Pietro scelse di nominare un dodicesimo apostolo, di modo che il posto occupato indegnamente dal suicida Giuda Iscariota fosse riparato. Con l'aiuto della preghiera, S. Pietro assegnò il compito di apostolato a Mattia.
Nel giorno della Pentecoste, S. Pietro e tutti gli Apostoli vennero battezzati dallo Spirito Santo e, colmi della grazia di Dio, iniziarono a predicare il Vangelo in tutte le lingue a tutte le genti. S. Pietro convertì e battezzò in un solo giorno tremila anime, e la sua parola veniva sovente accompagnata da miracoli. Negli Atti degli Apostoli, si legge ad esempio la guarigione dello storpio, che suscitò entusiasmo nel popolo e preoccupazione nel Sinedrio. 

Pietro disse: “ Non ho né argento né oro; ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo il Nazareno, alzati e cammina”. E, presolo per la man destra, l'aiutò ad alzarsi; e in quell'istante, le piante e le caviglie dei piedi gli diventarono forti. (At 3, 6-7) 

S. Pietro venne catturato dal Sinedrio e poi rilasciato perché il popolo glorificava Dio per quanto accadeva in nome di Gesù Cristo tramite i suoi apostoli: gli infermi guarivano, i posseduti erano liberati dagli spiriti immondi, i morti resuscitavano. Crescendo sempre più il numero dei discepoli, gli apostoli nominarono Stefano, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmena e Nicola per aiutarli nel loro uffizio, e la parola di Dio si diffondeva sempre di più, e il numero dei discepoli di Gerusalemme aumentava grandemente. Con il martirio di S. Stefano, iniziò una grande persecuzione della Chiesa di Cristo, ad opera di Saulo, che imprigionava quanti credevano nella parola di Dio. Ma i fedeli si dispersero, e il Vangelo si diffuse di luogo in luogo. Saulo, poi, partito per dirigersi a Damasco, venne folgorato dal Signore e si convertì, diventando insieme a S. Pietro il fondatore della Roma cristiana: S. Paolo. 
Un giorno avvenne che S. Pietro ricevette una visione, che gli insegnò a non chiamare profano o impuro alcun uomo. Quella visione avvenne per far sì che Pietro battezzasse il centurione romano Cornelio con i suoi parenti e più intimi amici. Gli apostoli iniziarono così a convertire anche i pagani. 

Sentendo fame, (Pietro) desiderava di prender cibo; e, mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi; e vide il cielo aperto e scenderne un oggetto simile a un gran lenzuolo, il quale tenuto per le quattro estremità, s'abbassava verso terra; e dentro c'era ogni sorta di quadrupedi, retili della terra e uccelli dell'aria. E una voce gli disse: “Su, Pietro, uccidi e mangia!”. Ma Pietro rispose: “Non sia mai, Signore: io non ho mai mangiato nulla di profano e di impuro”. E la voce disse ancora: “Quel che Dio ha purificato, tu non lo chiamar profano”. (At 10, 10-15) 

Intanto, oltre alle conversioni che si sparsero fino in Grecia, continuavano anche le persecuzioni dei cristiani. S. Pietro venne fatto rinchiudere in carcere dal re Erode, ma la Chiesa continuava a pregare Dio per lui. Allora avvenne che, durante la notte, sopraggiunse nella cella di Pietro un angelo del Signore, che lo svegliò e lo liberò dalla prigionia, facendolo uscire. Saputo che S. Pietro era uscito di prigione, Erode condannò al supplizio le sentinelle che dovevano tenere in custodia l'apostolo, ma il malvagio re morì pochi giorni dopo, colpito da un angelo del Signore. 
S. Pietro fece il primo Concilio di Gerusalemme, dove, riunitosi con gli apostoli e i più anziani insieme anche a S. Paolo, dichiarò che lo Spirito Santo non faceva alcuna differenza tra gli uomini, avendone purificati i cuori con la fede, e che perciò non era d'obbligo far circoncidere i Gentili.

“Quindi il giudizio mio è che non si dia molestia a coloro che dal gentilesimo si convertono a Dio; ma si prescriva loro d'astenersi dai cibi immolati agli idoli, dalla fornicazione, dagli animali soffocati e dal sangue.” (At 15, 19-20) 

Negli Atti degli Apostoli, non sono raccontati altri episodi della vita di S. Pietro. Secondo le omelie di S. Clemente, S. Pietro si recò dopo il Concilio ad Antiochia, e lì rimase circa sette anni: S. Pietro è infatti il fondatore della Chiesa di Antiochia e considerato il suo primo vescovo (Natalis cathedrae sancti Petri apostoli qua sedit apud Antiochiam).
Secondo antichi racconti cristiani, S. Pietro giunse a Roma quando era imperatore Nerone, circa nell'anno 54. Qui, si racconta sia stato ospitato a casa del senatore Pudente, dove S. Pietro celebrò l'Eucarestia, e nella casa di Aquila e Priscilla. L'attuale basilica di S. Sebastiano è venerata da tempi antichissimi come Domus Petri, e un'iscrizione del papa Damaso afferma che lì abitarono i santi Pietro e Paolo. La chiesa di Santa Marta in via Lata, invece, sorge dove un tempo abitarono i santi Pietro, Paolo e Luca, dove qui scrisse gli Atti degli Apostoli. 

S. Pietro venne incarcerato durante la persecuzione di Nerone nel carcere Mamertino, dove poi sorse la chiesa di “S. Pietro in carcere”. S. Pietro fuggì dal carcere, e si diresse verso la via Appia, nei pressi delle terme di Caracalla; ferito per la stretta delle catene, in quel luogo perse una fascia che gli stringeva le piaghe ai piedi, oggi custodita nella chiesa dei santi Nereo e Achilleo a Roma. 
Lungo la via Appia, S. Pietro incontrò Gesù Cristo, e gli chiese dove fosse diretto. “A Roma, per essere crocifisso di nuovo.” S. Pietro capì dunque che sarebbe dovuto tornare indietro per affrontare il martirio, dando la sua vita come fece Gesù. Tornato a Roma, Pietro venne nuovamente imprigionato. 
S. Pietro fu crocifisso sul colle Vaticano nel circo Neroniano, a testa in giù, come lui stesso chiese, non ritenendosi degno di morire nello stesso modo del Signore. 
Il corpo di Pietro venne sepolto a destra della via Cornelia, dove fu poi innalzata la Basilica Costantiniana.

Approfondimenti

Da umile pescatore, divenne pescatore di uomini, e si trovò a guidare la nascente Chiesa in un periodo cruciale dove si affermava il paganesimo.

Il primo simbolo che caratterizza la figura di Pietro e dei suoi successori è la ‘Cattedra’, segno della potestà di insegnare, confermare, guidare e governare il popolo cristiano.
Il secondo simbolo, più diffuso, è lo stemma pontificio, comprendente una tiara, copricapo esclusivo del papa, con le chiavi incrociate. La tiara porta tre corone sovrapposte, quale simbolo dell’immensa potestà del pontefice (la tiara indica il papa come padre dei principi e dei re, rettore del mondo cattolico e Vicario di Cristo). Le chiavi simboleggiano invece la potestà di aprire e chiudere le porte del Regno dei cieli.

Nella Basilica Vaticana, nella cripta sotto il maestoso altare con il baldacchino del Bernini, vi sono le reliquie di S. Pietro.
Sulla destra dell’immensa navata centrale, vi è la statua bronzea, opera attribuita ad Arnolfo di Cambio, raffigurante l’Apostolo assiso in cattedra; essa si trovava originariamente nel mausoleo che all’inizio del V secolo l’imperatore Onorio volle costruire sul lato sinistro della basilica, per stare accanto alla tomba del martire; durante le cerimonie pontificie essa viene rivestita con i paramenti papali.

La solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo del 29 giugno, è una delle più antiche e più solenni dell’anno liturgico. Essa venne inserita nel messale ben prima della festa del Natale e vi era già nel secolo IV l’usanza di celebrare in questo giorno tre S. Messe: la prima nella basilica di S. Pietro in Vaticano, la seconda a S. Paolo fuori le mura e la terza nelle catacombe di S. Sebastiano, dove le reliquie dei due apostoli dovettero essere nascoste per qualche tempo, per sottrarle alle profanazioni barbariche.

 


Veronica Tribbia

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