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Intervista a GIOVANNI ZENONE

La Corsia dei Servi intervista il Prof. GIOVANNI ZENONE Ph. D., direttore della casa editrice FEDE&CULTURA

 

Fede & Cultura è nata nel 2005 dalla volontà di offrire un sevizio culturale di sintesi e riconciliazione tra fede e cultura in un mondo che spesso le vede indifferenti l’una dall’altra o addirittura in conflitto. Perché questa indifferenza e perché questo conflitto?

Credo che le radici di questa indifferenza e conflitto siano abbastanza lontane: in particolare è la Rivoluzione francese che ha voluto opporre la cultura e la ragione alla fede per togliere la fede al popolo e, come obbiettivo ultimo, far precipitare gli uomini all’inferno. Quindi l’indifferenza o addirittura il conflitto sono due facce della stessa battaglia che le forze del male, sia quelle spirituali che quelle umane storiche, fanno contro le forze del bene, che sono le forze della Chiesa, le forze unite al Papa e che seguono Gesù Cristo e la Madonna. Se non riusciamo a rimettere insieme questi due aspetti dell’uomo, rischiamo che vada in frantumi e quindi di far solo del male. Questo è il motivo per cui Fede & Cultura vuole riconciliarle, rimetterle insieme perché il cristianesimo è il cattolicesimo. E cosa vuol dire cattolicesimo? Vuol dire un annuncio universale, che vale per tutti. Non è solo per qualcuno, come quando uno tifa per una squadra e uno per un’altra; Cristo è l’unico Salvatore del mondo, come ha detto l’allora cardinale Ratzinger nella Dominus Iesus. Unico salvatore del mondo: quindi questo annuncio è di fede, e si tratta di una fede che si fa cultura, una fede che è razionale, comprensibile, accessibile e per ciò stesso accettabile anche da chi cristiano non è. Questa unica forma di salvezza, che è quella che ci ha dato Dio stesso, è ciò che noi dobbiamo offrire agli uomini attraverso gli strumenti della cultura, dell’arte, della filosofia.

Fede & Cultura ha come obiettivo l’azione culturale controrivoluzionaria di revisione in campo storico, filosofico, culturale, letterario e spirituale… Il termine “controrivoluzionaria” ricorda il titolo di un libro di Padre Livio Fanzaga “cristianesimo controcorrente”: forse che oggi l’apostolato cristiano sia da intendersi come una vera e propria “battaglia” contro l’offuscamento della Verità derivante anche da certi ambienti cattolici e da certi prelati?

Senza dubbio l’apostolato cristiano è una battaglia; i cristiani si sono sempre considerati dei miles, dei militi, una milizia… una milizia che ha come re Cristo e come regina la Madonna. Anche perché il cristianesimo è sempre stato perseguitato e sempre lo sarà, e lo sarà sempre di più sino al quasi trionfo dell’anticristo, come dice lo stesso Catechismo della Chiesa cattolica, poco prima che ritorni Cristo per chiudere il sipario della storia. Quindi quelli che credono di poter fare pace col mondo o che hanno come progetto di fare pace col mondo, hanno un progetto che è radicalmente anticristiano e anti evangelico. Il mondo, infatti, nella terminologia evangelica, è l’antitesi a Cristo, l’antitesi al cristianesimo… quindi non si può fare pace con l’anticristo: è guerra senza quartiere, fino all’ultimo sangue. E chi è che deve spargere il proprio sangue alla fine? Sono i cristiani, che salvano i nemici attraverso il martirio. Questa battaglia ha dei nemici esterni (che sono gli islamici, i buddisti, gli induisti, gli atei, i laicisti…) che non sono oltretutto i nemici più tremendi nonostante siano assassini, sterminino cristiani a tutto vapore;  i peggiori nemici sono quelli interni, cioè il cattolicesimo deviato, o per meglio dire, eretico che, da sempre proprio nella storia della Chiesa, è quello dell’alto clero innanzitutto (certi cardinali, vescovi, preti). Non va dimenticato che quasi tutte le eresie, scismi, spaccature all’interno della Chiesa sono state fatte da vescovi e preti, raramente da laici! Dunque i più tremendi nemici sono quelli interni perché sono quelli che dall’interno aprono al nemico le porte della cittadella assediata. L’apostolato cristiano va quindi fatto innanzitutto ad intra, ed è per questo che quando il Papa parla di tutti i problemi, dal relativismo al problema della perdita della fede nella transustanziazione (ossia la trasformazione vera durante la Santa Messa del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo) non lo sta dicendo agli atei: loro non ci hanno mai creduto!, lo sta dicendo ai preti, ai vescovi. I problemi più gravi sono all’interno della Chiesa: quando si parla di “battaglia controrivoluzionaria” si intende il combattimento contro la rivoluzione laddove il termine “rivoluzione” significa, secondo le parole di Plinio Correa di Oliveira contenute in quel capolavoro che è “Rivoluzione e Controrivoluzione”, la ribellione contro l’ordine legittimo costituito, che fa capo innanzitutto a Dio. Quindi ogni rivoluzione autentica è, in fin dei conti, una rivoluzione contro Dio e i suoi rappresentanti; ed è per questo che, ad esempio, la Rivoluzione francese, la Rivoluzione bolscevica comunista, la rivoluzione sessuale… hanno sempre come obiettivo di togliere le autorità umane innanzitutto (quindi sostituire il re con le potenze infere, le potenze che vengono dal basso, cioè il consenso popolare) e poi, in ultima analisi togliere di mezzo Dio e tutti i suoi rappresentanti. Questi nemici che fanno rivoluzione si trovano anche dentro la Chiesa e, magari occupando posti di altissima responsabilità (anche i cardinali), combattono però per distruggere la Chiesa dall’interno, per scardinare (bizzarro, un Cardinale che vuole scardinare!) la Chiesa. Perciò se noi siamo fedeli a Cristo - e lo siamo innanzitutto essendo fedeli al Papa - dobbiamo fare una battaglia culturale che metta in risalto questi problemi e ne offra una soluzione, attraverso il Magistero della Chiesa, la preghiera e l’azione culturale.

3 Il Papa è il vero punto di riferimento della Chiesa e di chi si professa cattolico… tuttavia oggi non sono pochi coloro che pur definendosi cattolici cristiani criticano il Magistero, considerando quelle del Papa poco più che semplici opinioni, da seguire o rigettare… Qual è il suo pensiero in merito?

Il pensiero di ogni autentico cattolico è che il Papa è “il dolce Cristo in terra”, come lo chiamava Santa Caterina da Siena; quindi chi segue il Papa sta dalla parte giusta, chi non segue il Papa sta dalla parte sbagliata, anche se fosse un cardinale, anche se avesse un’enorme responsabilità dentro la Chiesa. Nella storia della Chiesa abbiamo visto che ci sono state tante volte delle ribellioni: pensiamo a San Francesco. Egli visse in un periodo in cui erano presenti i Catari che facevano cose molto simili a quelle che faceva lui… con un’ unica differenza: San Francesco va davanti al Papa, si prostra e chiede la sua approvazione. Avendola ottenuta, San Francesco trasforma la Chiesa, porta la santità, lui, infatti, era un santo. I Catari invece erano degli eretici che, criticando magari anche giustamente in alcuni punti la Chiesa, escono sbattendo la porta e la distruggono. Allora, chi segue il Papa, storicamente, sta sempre dalla parte giusta. Chi lo critica e si mette al di sopra del Papa è già fuori dall’ambito cattolico, perché la comunione visibile è nel Papa, che è il vicario di Cristo. Quindi quando ci sono addirittura intere conferenze episcopali, che fanno appello ad esempio per ordinare donne sacerdote, per ordinare preti gli uomini sposati e tante altre boiate, dobbiamo dirlo chiaramente: sono eretici in toto! Perché non sentono con la Chiesa (sentire cum Ecclesia) ma sentono al di fuori, addirittura contro la Chiesa, contro Pietro cioè contro il segno visibile dell’unità. Non dimentichiamo che solo a Pietro è stato dato l’incarico di confermare nella fede i suoi fratelli: quindi quello che dice Pietro, quello che dice il Papa (ovvio non quando si tratta di che squadra di calcio tifare, anche perché evidentemente il Papa non parla di queste cose) è da seguire, è da obbedire. Un esercito in cui ogni soldato, capitano, ogni colonnello pensi di fare la battaglia a modo suo e disobbedisce al generale supremo, è un esercito che è inevitabilmente destinato alla sconfitta. Noi siamo l’esercito di Cristo, la nostra vita è una milizia, e quindi o seguiamo il Papa o siamo al di fuori dell’esercito, cioè non siamo più cattolici.

4 Si parla spesso di coscienza cristiana; ma oggi pare si sia smarrito il concetto stesso di coscienza (pare si voglia vivere incoscientemente, rimandando costantemente ledomande importanti), e per quanto riguarda il termine “cristiano”, come ha detto il Card. Caffarra, è convinzione diffusa che si possa definirsi cristiani qualunque cosa si pensi.Fede & Cultura richiama il concetto di coscienza cristiana: che cosa si intende, dunque, con questa espressione? Cosa significa essere cattolici?

Oggi si dà spesso tanta importanza alla coscienza e anche la Chiesa dà moltissima importanza alla coscienza e lo ritiene un sacrario inviolabile. Esiste una serie di leggi canoniche che proibiscono di violare tale sacrario. Esiste un foro interno ed un foro esterno. Non si può essere giudicati in base al foro interno (cioè alla propria coscienza) ma solo in base ai propri atti esterni o parole esterne (cioè a quello che si fa). Il foro interno è giudicato solamente nel confessionale ma riguardo a quello che si dice al sacerdote, cioè a Cristo, in confessionale, non si può venire giudicati in foro esterno. Purtroppo come sempre avviene, i nemici della fede, i nemici della verità, cioè i nemici di Cristo, (faccio riferimento innanzitutto a quelli interni alla Chiesa cattolica) hanno trasformato la coscienza in qualcosa di altro rispetto a questo. La coscienza che cosa è in realtà? È la nostra interiorità che però non nasce già fatta, ma va formata, formata attraverso una sana formazione. Che cosa è la sana formazione? Il catechismo, l’educazione cattolica, i sacramenti ecc. Come intendono gli altri la coscienza? Intendono le proprie voglie, i propri sentimenti, ciò che vogliono… allora se usiamo lo stesso termine per intendere cose radicalmente opposte, è ovvio che non ci capiamo più o rischiamo di fare molta confusione! Coscienza cristiana significa una coscienza che sia stata formata cattolicamente cioè alla scuola del Vangelo e della Sacra Scrittura, ma anche della Tradizione cattolica e del Magistero vivente. Il Magistero infatti non è solo un monumento, un qualcosa del passato ma è il Magistero vivente, cioè il Papa attuale. Questi sono i tre pilastri su cui si fonda la fede cattolica: Scrittura, Tradizione e Magistero. Se si toglie uno solo di questi pilastri, la pentola col minestrone casca e si rovescia, la fede si perde. Allora la coscienza è questo: non è ciò che io voglio, perché se noi intendiamo solo le nostre voglie, allora tutto diventa lecito e troviamo così, di conseguenza, addirittura dentro la Chiesa chi benedice le nozze omosessuali, chi approva la fecondazione artificiale, tutte le peggio porcate ed eresie vengono approvate… perché? Perché “ah, ma io ho agito in coscienza!” si sente ripetere. Ricordo un vescovo che ha compiuto un’infamia terrificante; io ho cercato di fargli un po’ di correzione fraterna… sono andato e ho parlato con lui dicendogli che il suo comportamento e le sue parole rischiavano di dare scandalo ai fedeli perché la gente ha occhi e orecchie, vede e sente. Vede che vengono eliminati insegnanti cattolici per conservarne certi eretici (che dicono bestialità), che vengono conservati sacerdoti che danno la Santa Comunione ai divorziati risposati (crimine canonico gravissimo che porta all’inferno chi lo commette e vi partecipa) o danno la Santa Comunione ai pastori protestanti e valdesi (altro crimine canonico gravissimo)… Mi sono sentito rispondere da questo vescovo “ ah, ma io ho agito in coscienza”. Ebbene, quel vescovo ha evidentemente una coscienza erronea, cioè una coscienza non formata cattolicamente, anche se ha avuto la consacrazione a vescovo. Allora cosa dobbiamo fare? Io ho forti dubbi che si riesca a far qualcosa, le generazioni che son perdute ormai son perdute: ci pensi Dio. Ma nel nostro piccolo, per le nuove generazioni, cerchiamo di formare i giovani e i nuovi sacerdoti a una coscienza cattolica cristiana autentica. Attraverso sana dottrina, sacramenti, come si deve, tutto quello che sempre la Chiesa ha fatto per duemila anni.

5 Quali sono le insidie in cui può cadere il mondo contemporaneo, in particolare quello cattolico?

Il Papa dice che la più grande insidia dei nostri giorni è il relativismo. Ormai sono pochi coloro che credono nelle bubbole di Marx, del comunismo vero e proprio… anche se rimangono comunisti perché generalmente il comunismo è una malattia da cui non si guarisce, se non tramite una conversione radicale che porta anche ad un cambio non solamente religioso ma anche politico. Oggi il culmine dell’eresia e del male del mondo, che è una bestia con tante teste, è proprio il relativismo: pensare che ciascuno possegga la sua verità. E qui si tira in campo ancora la coscienza, ognuno ha la sua coscienza, e via di seguito, le solite bubbole…Io credo che sia questa l’insidia più grave: che ciascuno diventi re di se stesso, papa di se stesso, parrocchia di se stesso, stato di se stesso, fregandosene dell’autorità legittima costituita, che è l’autorità dello stato, che è l’autorità del Papa, del vescovo, del parroco…ognuno fa quello che gli pare, in nome della sua coscienza. È contro questo che dobbiamo combattere. Con che cosa? Non certo con l’acqua calda del “volemose bene”, dell’ecumenismo a tutti i costi, del trovare i punti che ci accumunano invece di quelli che ci dividono…no, il modo migliore per combattere l’insidia del relativismo è quello di riproporre nella sua integrità l’insegnamento cattolico. Che non è, lo ripeto, solo un insegnamento di fede ma anche culturale tanto è vero che nell’ Aeterni Patris, Leone XIII, di cui alle mie spalle c’è il ritratto, disse che la dottrina comune filosofica della Chiesa è San Tommaso D’Aquino. Bene, come si combatte il relativismo, che è una patologia mentale e spirituale del mondo contemporaneo? Attraverso San Tommaso D’Aquino. Io vorrei vedere in quanti seminari si insegna San Tommaso D’Aquino! Nel seminario di Verona il nume filosofico è Heidegger! Che non è nemmeno un filosofo, ma un letterato che, studiando alla scuola dei Gesuiti, scimiottando qualche cosa che ha ascoltato dai Gesuiti, apprezzatissimo e potentissimo durante il nazismo, è diventato poi il nume, non si sa come, dei comunisti e di tutte le sinistre. Io mi domando come sia possibile una cosa di questo genere; eppure la Chiesa ha parlato chiaro…però il problema è proprio questo: il problema è interno alla Chiesa.

6 Come sono strutturate le pubblicazioni di Fede & Cultura? Quali ambiti trattano? Chi scrive per Fede & Cultura?

Le pubblicazioni di Fede & Cultura toccano diversi ambiti: abbiamo diverse collane.

Una “saggistica”, che è fra le più importanti, tratta diversi temi, sia della Chiesa che di ambito culturale, non prettamente filosofico. Una sana saggistica è fondamentale per rimettere in ordine le idee deviate.

Poi abbiamo una collana “storica” perché noi sappiamo che, come diceva il Card. Biffi, purtroppo nella scuola insegnano a vergognarci della storia della nostra Chiesa. In questo modo fanno perdere la fede a tanti giovani; allora anche nell’ambito storico è fondamentale ripristinare l’ordine e dire come è stata e come è la storia realmente, non come ce l’hanno raccontata gli storici di sinistra che tutt’ora sono imperanti.

Poi c’è la collana “spirituale” perché è  importantissimo alimentare anche la nostra spiritualità, la nostra preghiera. C’è una collana “filosofica”, a cui io tengo in modo particolare e dirigo personalmente, poiché la filosofia è dal punto di vista umano e culturale la più profonda riflessione che ci sia,  ed anche quella è quasi tutta in mano al nemico, in quasi tutte le accademie laiche e cattoliche, dove io ho studiato, imperversano persone filosoficamente deviate.

Abbiamo anche una piccola collana, nata di recente, che è la “Biblioteca Rosmini”, perchéFede & Cultura ha come ispiratore e protettore il beato Antonio Rosmini che ebbe il grande pregio di fare carità intellettuale dichiarando che è importante non soltanto la carità materiale ma anche quella intellettuale. Una carità importantissima perché il cattivo comportamento morale spesso deriva da un cattivo pensiero. Pascal diceva “pensare bene per agire bene”: ma per agire bene bisogna allora che qualcuno ti insegni a pensare bene e se hai studiato cose che ti hanno fatto pensare male, bisogna trovare l’antidoto culturale, filosofico, al cattivo pensiero.

Proseguendo,  siamo dotati anche di una collana letteraria perché constatiamo sempre di più che, dal momento che la maggior parte delle persone non legge, quando lo fa ha tra le mani spazzatura, (gossip, giornalacci, o nei casi più elevati romanzi di avventura). Si constata con rammarico che la letteratura è uno strumento potentissimo per la diffusione di bestialità e odio contro la Chiesa (pensiamo ad esempio ai libracci di Umberto Eco che si è permesso, pochi giorni fa, di insultare pesantemente il Papa: un nano che insulta un gigante!). Dunque abbiamo capito che è importante pubblicare anche buona letteratura, letteratura che ci ridia il piacere di divertirci formandoci nello stesso tempo (per es. ultimamente abbiamo pubblicato “Il padrone del mondo” di Robert H. Benson, un romanzo fantastico, piacevolissimo, che oltre a farci divertire ci fa diventare cattolici, se non lo eravamo, o ci fa diventare più fieri di essere cattolici; altro romanzo stupendo è “Habemus Papam”, di Walter Martin, che ha il pregio di farci sentire in maniera diversa il rapporto con la Chiesa e l’amore al Papa. A breve verrà pubblicato un nuovo romanzo dal titolo “Cattolici, una favola del futuro”; un romanzo di Brian Moore che descrive un futuro ipotetico - in realtà è la descrizione dei nostri tempi - dopo il Concilio Vaticano IV, tempo nel quale la Chiesa ha soppresso la Confessione, la Messa che è diventata solo un cenacolo di compagni di merende… tuttavia un piccolo gruppo di monaci, in Irlanda  su un’isoletta, ancora celebra la Messa tradizionale, ancora insegna quello che si è sempre insegnato nella Chiesa da 2000 anni… ovviamente subito la Chiesa ufficiale, i potenti, i Sommi sacerdoti che hanno ammazzato Cristo, il Sinedrio, si prodigano per cercare di normalizzare questi monaci… non dico altro per non togliere il piacere della lettura!. Dunque la letteratura buona è importantissima per divulgare sana dottrina col mezzo del piacere.

In fine abbiamo anche di una collana di “poesia”.

7 Molta importanza riveste la liturgia:  Fede & Cultura si è resa famosa per la pubblicazione del Messale tradizionale: perché questa scelta?

Perché il Papa ha detto che si fa, e gli unici che hanno risposto all’appello siamo noi! Nemmeno la Libreria Editrice Vaticana ha pubblicato il Messale della Messa antica! Per dire: i nemici sono all’interno! ecco qui un caso palese. La liturgia ha un aspetto fondamentale nella nostra casa editrice e perciò siamo spesso accusati di essere retrò, bigotti. Voglio usare un paragone un po’ bizzarro ma che non è poi così azzardato perché è biblico. Il rapporto di amore che sussiste tra l’uomo, cioè tra la Chiesa e Dio, ha un culmine che è la liturgia (e innanzitutto la Santa Messa) dove Dio si unisce alla sua Chiesa. Bene, questo è analogo, ci dice lo stesso san Paolo, al rapporto d’amore che c’è tra un uomo e una donna, tanto che il matrimonio - e solo il matrimonio - viene chiamato da San Paolo grande Sacramento (non dice grande Sacramento nemmeno del battesimo). E questo perché è la realizzazione sacramentale dell’unione tra Dio e la Chiesa. E qual è il punto culminante del matrimonio? È l’unione sessuale, l’unione coniugale tra l’uomo e la donna. Che è l’analogo della Santa Messa: il momento in cui Dio si unisce alla sua Sposa. Allora può forse un cattolico, come può forse un marito dire “sì, io sono sposato con mia moglie, ci vogliamo bene…ma non facciamo mai l’amore”? questo è assurdo, impossibile… Oppure “lo facciamo secondo le nuove mode” ( matrimonio omosessuale, perversioni, ogni genere di bestialità…)… No, non è così! Come si fa l’amore tra un uomo e una donna? Come si è sempre fatto! Come si fa la Messa? Ma come si è sempre fatta! Quella Santa Messa che ha fatto milioni di santi e ha dato la forza ai di martiri (spesso uccisi durante la Messa, per difendere la Messa, per proteggere il Santissimo Sacramento)! E che tutt’ora (soprattutto grazie al Papa che ha detto non è mai caduta in disuso, che non è mai stata dichiarata invalida, che è stata ripristinata nel Motu proprium summorum pontificum) va celebrata secondo quello che è il canone tradizionale. Per un cristiano è fondamentale la Santa Messa: certamente la Messa riformata è valida perché è stata approvata da un Papa. Però quella tradizionale è stata approvata da quanti Papi? Ben più che uno! Spesso in nome della democrazia si vuole buttare via la Messa tradizionale, buttar via 2000 anni di storia, in nome del nuovo… ma questo non è un criterio cattolico. Il criterio cattolico non è mai la novità; ma la tradizione. Ciò che è sempre stato fatto vale, ciò che è nuovo probabilmente no, fintanto che non venga confermato dal Magistero. E non si può opporre il nuovo, confermato dal Magistero, al vecchio: è esattamente quello che ha detto Papa Benedetto XVI. Egli ha detto che le due forme del rito devono essere complementari e aiutarsi a vicenda. Per questo noi di Fede & Cultura abbiamo pubblicato e ripubblicheremo il Messale tradizionale, perché è un messale che ha fatto santi; la Messa tradizionale è una Messa che sottolinea maggiormente aspetti, come quello sacrificale e quello dell’adorazione, che nella Messa riformata non sono sottolineati o sono addirittura cancellati radicalmente, quando si fanno abusi liturgici. Non dimentichiamo che l’abuso è ormai diventato la norma; un solo esempio per tutti: la Comunione sulla mano, che è la norma da un punto di vista sociologico, non è la norma da un punto di vista liturgico, ma è un indulto, cioè un permesso speciale che paradossalmente è stato ormai dato a tutti. Ma questa è una contraddizione in termini! Un’eccezione che diventi la regola non è più un’eccezione. C’è qualcosa che non ha funzionato, tanto è vero che il Papa ormai sta cambiando il tiro: basta Comunione nella mano, ma Comunione in bocca, Comunione in ginocchio… d’altra parte non dimentichiamo che la Particola non è un pezzo di pane, è Dio! È Gesù Cristo! Davanti a Dio ci si avvicina in ginocchio, non danzando! Noi ci teniamo tanto a questo perché ci tiene Dio, perché ci tiene il Papa!

 
Iota unum, di Romano Amerio, è un testo che ha fatto molto parlare di sé; nel blog di Fede & Cultura Francesco Agnoli dice che tale testo è la risposta a Enzo Bianchi, il cui pensiero si rifà a quell’ottimismo mondano che si è insinuato profondamente nel pensiero ecclesiastico e cattolico nell’epoca del post Concilio. Mondano, specifica Agnoli, perché ignora o sminuisce del tutto l’esistenza del peccato: “Quando la Chiesa, scriveva parecchi anni fa il Cardinal Journet al cardinal Siri, prenderà coscienza sino a che punto lo spirito del mondo è penetrato dentro essa, si spaventerà”. Dunque in che cosa consiste il vero valore di Iota unum?
 
Iota unum è un testo bellissimo e fondamentale per comprendere l’attuale crisi della Chiesa perché mette a confronto la dottrina di sempre, quella irreformabile della Chiesa su diversi temi, con le deviazioni dottrinali che sono avvenute nel post/Concilio, senza per questo attribuirle al Concilio. In che modo lo fa? In maniera, direi quasi, tomistica, come san Tommaso. Questi infatti nella Summa Theologiae, poneva un problema, dava la soluzione erronea (dandola in maniera convincente, non ridicolizzando le opinioni dell’avversario), dopodiché la soluzione giusta, che confutava quella erronea. Questa è l’onestà cristallina di San Tommaso che è ancora la dottrina comune della Chiesa per chi ancora vuole obbedire e seguirla. Bene, Romano Amerio fa la stessa cosa: mette a confronto la dottrina di sempre, non con le bestialità che vengono dette dal preticello o dall’Enzo Bianchi di turno (che non è nemmeno un frate ma un laureato in economia che, essendosi fatto crescere la barba e vestendosi in maniera bizzarra, si fa credere un monaco); no, Amerio mette a confronto dichiarazioni di intere conferenze episcopali ufficiali con articoli pubblicati sull’Osservatore Romano, non su “Verona fedele” (il settimanale della diocesi di Verona, divenuto ormai una sorta di inserto de l’Unità). Da questo confronto emerge con chiarezza la verità. La verità è la dottrina di sempre, quella confermata in maniera irreformabile dai Papi. Per questo Agnoli dice che Iota Unum è l’antidoto a Enzo Bianchi, ma anche al card. Martini, al card. Tettamanzi, all’intera conferenza episcopale austriaca e tedesca… è l’antidoto a tutte le eresie. Perché non dimentichiamo che alla fine le eresie sono sempre quelle, sempre le stesse. Come diceva Messori, con una frase un po’ infelice ma che comunque è interessante, “le posizioni eretiche sono come quelle erotiche, poche e ripetitive”. Le eresie, sia teologiche che filosofiche, sono sempre, sempre le stesse. Il relativismo già c’era al tempo di San Tommaso e questi lo aveva già confutato! Il sensismo già era stato confutato, e via di seguito… tant’è vero che con Aristotele e San Tommaso si è chiusa la storia della filosofia, non c’è più niente da dire. Rimenano la stessa minestra, la riscaldano, la presentano come nuova ma è sempre la solita solfa. E così i teologi che sparano eresie, alla fine si riducono sempre a dire le stesse cose: negare la presenza reale, negare la divinità di Cristo, proporre il sacerdozio per le donne, l’addio al celibato dei preti, no al culto della Vergine Maria ecc… Sempre le stesse menate, sono noiosissimi! La Chiesa però deve sempre stare attenta perché questa bestia anticristica che è l’eresia si presenta sempre con facce nuove, seducenti; è una prostituta che si trucca sempre con nuovi vestiti, sempre più scostumata. La prostituta dell’eresia (e l’eresia, attenzione, è interna alla Chiesa) tenta sempre di sedurre in nuovo modo; per questo è importante avere naso e sentire se c’è odore di santità o puzza di zolfo. Perché che si vesta, si profumi, che si metta quello che vuole, alla fine se si ha naso si sente puzza di zolfo perché l’eresia ha un unico padre: il demonio, padre della menzogna, menzognero e omicida fin dal principio.
 
A sinistra di Dio è un altro libro che è giunto già alla sua seconda ristampa: si tratta di una lettura diversa dal solito, che sviscera in profondità la menzogna e gli errori del pensiero dominante e del politicamente corretto… Scritto per altro proprio da Lei, prof. Zenone; cosa può dirci in proposito?
 
Questo libro mi ha dato tanta soddisfazione perché è il mio long/seller. Non mi ha arricchito perché ci si arricchisce vendendo decine di migliaia di copie; qua se ne vendono poche copie ma comunque tante persone mi hanno molto apprezzato per quello che ho scritto (dei monaci - i monaci di Minucciano - hanno comperato molte copie da distribuire e spesso tornano a chiederne altre per diffonderle ancora. Ho avuto tra l’atro anche qualche buona recensione, pochissime a dire il vero perché la tecnica dell’avversario, quando non può confutarti, non avendo gli elementi perché ha torto, è quella di coprirti di silenzio per poi pugnalarti alle spalle e fare altre cose meschine fin anche sul piano personale. In questo libro ho messo tanto di me perché è frutto di tanti anni di studi e di incontro/scontro proprio con il relativismo, con le ideologie che tutt’ora ammorbano il mondo e la Chiesa… Ho fatto tanti anni di insegnamento poi sono stato fatto fuori proprio dalla mia Chiesa di Verona, per la colpa di essere troppo cattolico… ebbene questo testo, brevissimo peraltro (perché quando si ha qualcosa da dire si può dire in poche parole, quando non si ha niente da dire lo si dice sprecando milioni di parole) esamina, in poche pagine le varie deviazioni di pensiero e dottrinali che ci sono oggi. Poi le confuta in base ad una visione cattolica, ma anche semplicemente razionale: prende in esame l’ideologia gay, il femminismo, l’ecologismo, il pacifismo, il pensiero debole, la manipolazione della vita, il linguaggio politicamente corretto (che è un linguaggio menzognero, occultativo della verità), il relativismo… Esamina questi argomenti che sono di estrema attualità e mostra la loro origine che è la rivoluzione pre/storica, quando Lucifero si è ribellato a Dio…e poiché l’origine è il demonio, l’obiettivo è uno solo: portare la gente all’inferno. La nostra battaglia culturale è perciò giustificata dal fatto che noi vogliamo, con Dio, che le anime si salvino; e quindi vogliamo aiutare a mettere in guardia nei confronti di queste trappole mortali di cui è pieno il mondo. Trappole mortali perché portano alla rovina di questa vita terrena (chi vive nel peccato vive male, soffre terribilmente) ma anche alla rovina dell’anima; quindi è una battaglia “stupenda”perché è veramente una battaglia apostolica.
 
10 Chiesa conservatrice, chiesa progressista: esiste veramente questa “divisione” nella Chiesa?
 
Certamente! La Chiesa conservatrice è quella cattolica, quella progressista non è Chiesa ma un’eresia, anche se numericamente può essere preponderante. Questa divisione, questa polarità, diciamo così, è evidente sotto gli occhi di tutti; dire che non c’è è come negare che piove quando si è sotto l’acquazzone. Quindi qual è il punto di vista di Fede & Cultura e il mio punto di vista? Ci si deve mettere dalla parte della Chiesa cattolica, cioè quella conservatrice, e combattere quella progressista perché non è cattolica, perché è un’eresia. Si smetta di dire “sono punti di vista diversi…”; non è vero: una è l’eresia, l’altra la verità. Chi sta col Papa sta con la verità, chi non sta col Papa (perché i falsi cattolici ormai sempre in maniera più spudorata si mettono contro il Papa) è fuori e non va seguìto. Purtroppo un altro grande problema della Chiesa di oggi è quello legato all’autorità; una volta gli eretici li bruciavano vivi o li “scardinalavano”, oggi, diciamolo chiaro, non si ha più il coraggio di esercitare l’autorità. Li lasciano a pontificare, gli lasciano sedi episcopali e cardinalizie, o cattedre filosofiche e teologiche in accademie ecclesiastiche. Un po’ come se il medico per timore di far soffrire l’ammalato operandolo, lo lasciasse con il cancro che se lo divora a brani. Se non si usa il bisturi si finisce per dover usare la sega per fare una cassa da morto...
 
11 Quelle di Fede & Cultura sono letture che si rivolgono in modo particolare anche ai giovani: come vede oggi la gioventù? Quali i pericoli che può correre di questi tempi? Come può una lettura essere efficace come strumento di aiuto per districarsi nella società odierna dove si vuole che tutto e il contrario di tutto vadano a braccetto?
 
Oggi la gioventù è profondamente in crisi perché è figlia di adulti che si sono formati alla scuola del ’68, alla scuola del post/Concilio, alla scuola di tutte le bestialità che ne sono venute. Lasciamo perdere l’aspetto sociale, della diffusione di internet… io sto parlando dal punto di vista ecclesiale; è una gioventù che non trova più gusto nella Chiesa… perché? Perché se in Chiesa trovano un qualcosa che semplicemente scimmiotta il mondo, il mondo lo fa meglio. Se in Chiesa vado a sentire le canzoncine rock che hanno però come tema Gesù e la Madonna, preferisco ascoltare la musica rock dai professionisti del rock (se proprio sono così cretino da voler ascoltare il rock!). Se voglio andare a ballare vado in discoteca, non vado in Chiesa; se voglio sentire chiasso vado al bar, non vado in Chiesa. Perché oggi la gioventù frequenta poco la Chiesa e l’abbandona verso i 13 anni? ( e forse il fatto che abbandoni una Chiesa così mondana è un ben provvidenziale) Perché in Chiesa trova la brutta copia del mondo. Quale è la soluzione? Innanzitutto che la Chiesa torni a fare quello che ha sempre fatto: in Chiesa niente chiasso, ma silenzio; niente ballo, ma in ginocchio; niente parlare di fregnacce come la socialità ecc., ma parlare di Dio; niente rock, ma canto gregoriano; niente “sesso non importa come” , ma castità… È solo questo il modo con cui si può affascinare la gioventù. Perché c’è il fascino e la seduzione. Il male non è affascinante, è seducente. Quello che la Chiesa ha sempre insegnato è estremamente affascinante. Questo però non lo credono più la maggior parte dei preti e dei vescovi! Si vergognano di essere preti, si vergognano del messaggio cristiano tanto che lo devono mescolare alla mondanità: non si vestono più da preti, trasformano il Sacramento della confessione in una seduta psicologica… non credono più… è un problema di fede: non hanno più fede. Allora qual è la soluzione? L’anagrafe! Quando saranno tutti morti, ci saranno nuove generazioni; siccome non va più di moda bruciare gli eretici, lasciamo che ci pensi l’anagrafe! Però nel frattempo, noi cosa dobbiamo fare? Pregare, senza dubbio, ma anche fare apostolato, cioè fornire strumenti per una sana formazione, perché se lasciamo che ancora si formino nuovi preti sulle dottrine di Ranher, di Küng, di Enzo Bianchi e del card. Martini siamo fritti in padella. Allora e solo allora ci saranno preti che proporranno il silenzio, la castità, l’ascesi invece che il paese dei balocchi. Hanno voluto trasformare l’essere cristiani in una pacchia, nel paese di Bengodi; ma noi sappiamo che chi va al paese dei balocchi diventa un somaro, lo sanno bene Pinocchio e Lucignolo… Essere cristiani non è quello! Gesù Cristo non ci ha promesso di andare nel paese di Bengodi, ma ci ha promesso persecuzioni, martirio, malattie, vecchia e morte… però uniti a Lui è fantastico lo stesso! Ma è veramente bello: i martiri non muoiono disperati, muoiono felici. Chi è che muore infelice? Chi è vissuto e vive nel peccato. Allora per questa gioventù che c’è da fare? Tornare a dare quello che abbiamo sempre dato.
 
12 La Chiesa sta vivendo un periodo difficile poiché è attaccata con virulenza non solo dall’esterno ma anche dal suo interno. Tuttavia ci sono incredibili segnali di ripresa e di nuova testimonianza che provengono da gruppi di cattolici che si coalizzano e, uscendo dal letargo, danno vita a sorprendenti iniziative… Cosa ne pensa, prof. Zenone?
 
Penso che sia proprio così. Noi stiamo vivendo in un periodo che definirei proprio fantastico. Con questo non intendo l’entusiasmo naif di quelli che con il Concilio Vaticano II dicevano “ah, finalmente tutto nuovo, una primavera”… era lo stesso Giovanni XXIII che diceva così, poi però Paolo VI, di lì a pochi anni, disse “ci aspettavamo una primavera, è arrivato invece l’inverno”…un disastro, insomma… per non parlare delle parole del Card. Ratzinger che, poco prima di diventare Papa, diceva “la barca di Pietro è tutta sporca, fa acqua da tutte le parti… bisogna fare pulizia”. Ci troviamo in un momento fantastico non perché non ci sia sporco nella barca di Pietro, non ci siano falle talmente grandi che ormai siamo più sotto che sopra, ma perché ci sono questi piccoli grandi segnali (il più evidente è l’elezione di Benedetto XVI al soglio pontificio): ci sono infatti piccoli gruppi cattolici che vivono in maniera radicale il Vangelo. Il cristianesimo anonimo, il cristianesimo qualunque, che non è cristianesimo, che non è cattolicesimo, lo potremmo chiamare il democristianesimo o democristianismo (che è quello che ha fatto la legge sull’aborto, sul divorzio ecc.) ormai è in calando, decisamente, perché i suoi accoliti hanno tratto le conseguenze delle proprie idee: non vanno più in Chiesa, sono passati tutti a sinistra. E ringraziamo Dio, così la smettono di compiere sacrilegi. Ormai si è capito che se si è cristiani cattolici, siccome è sempre più montante la persecuzione, anche quella esterna (pensiamo all’Islam ad esempio, che ci sta ammazzando a tutto andare, ogni 5 minuti viene ucciso un cristiano per motivo della sua fede), sempre più ci si sta rendendo conto che se si vuole essere cristiani si va incontro a rogne, si va incontro al martirio, si va incontro ad essere ridicolizzati, ad essere sbeffeggiati, ad essere emarginati, innanzitutto all’interno della Chiesa stessa ma anche dal mondo. Ci danno dei retrogadi, degli integralisti, dei bigotti, ma io voglio essere ancora più che bigotto, trigotto, quadrigotto! Queste sono medaglie al petto per i cattolici! Pio XII diceva “la Chiesa o è tradizionalista o non è Chiesa”. Il Cristianesimo, per essenza, è un qualcosa di minoritario perché il sale, nella minestra, è poco: se fosse tutto sale sarebbe immangiabile. E il sale, per dare sapore alla minestra, deve sciogliersi; così i cristiani devono morire al mondo, dare la propria vita al mondo, perché il mondo acquisti sapore. La nascita di questa vera primavera (di questi nuovi gruppi cattolici alle prese comunque con tanti problemi e difficoltà che ci saranno eccome, e sempre più gravi) genera una fiducia enorme: grazie a questi segni, a questo nuovo e santo integralismo cattolico, la Chiesa si è risvegliata dal letargo post/Conciliare, dalla sbornia conciliare, proprio dalla “ciucca”! Alcuni sono ancora alcolizzati senza capacità di uscirne, però le nuove vocazioni, i nuovi giovani che si formano in mondo radicale nella fedeltà al Vangelo e al Papa - lo stiamo vedendo - escono da lì, non dalla Chiesa dell’ecumenismo spinto , del “volemosene bbene”, o dell’“hanno tutti ragione”, o del “diamo le chiese ai musulmani”… No, lì non ci sono vocazioni e quelle poche che ci sono, ringraziando il cielo, tradiscono la Chiesa. Sì, ringraziando Dio, è una provvidenza: cominciamo a chiamare le cose per nome. Che un prete eretico si “spreti” e vada con uomo o una donna, è una benedizione di Dio: mi viene in mente Leonardo Boff, dopo anni anni di sparate eretiche, ha gettato la tunica (mai indossata peraltro) alle ortiche, si è messo con una donna; in altre parole si è reso palese ciò che sempre è stato: dall’eresia scaturisce poi il peccato. Siamo quindi in un momento di grazia; ciò non toglie che le persecuzioni siano sempre più forti perché i nemici interni, vedendo che stanno perdendo seguaci e potere (sebbene detengano ancora quasi tutto il potere amministrativo), sono furibondi come furibondo è satana, di cui sono figli, dal momento in cui viene Cristo. Già nell’Apocalisse vediamo la furia del drago contro la Donna, cioè contro la Chiesa; ma noi sappiamo che la vittoria è nostra. Nostra vuol dire di Cristo; noi sappiamo che chi segue Cristo, anche se perseguitato, o forse proprio perché è perseguitato, vincerà, perché la persecuzione è un segno di elezione. Vince chi è perseguitato, chi sta col Papa, chi sta con Cristo. È in questa direzione quindi che dobbiamo andare, chiedendo persino a Dio di poter morire martiri. Che gioia, avere un posto in Paradiso più alto, più alto degli altri. Perché noi sappiamo che in Paradiso c’è una gerarchia… ebbene allora io voglio il punto più alto. Questo sano orgoglio o fierezza spirituale è cosa buona: desiderare di essere più santi, perché? Perché Dio ci ha chiamati a “sempre di più”, non “a di meno”! non dimentichiamo che una delle forme di martirio più tremenda, che solo grandissimi santi hanno subito, è stata quella di essere martirizzati dalla stessa Chiesa: pensiamo a Giovanna D’Arco, a Padre Pio e ad altri. Quindi quando la Chiesa stessa, quando uomini di Chiesa intendo, ci perseguitano, gioiamo, dobbiamo gioire! Perché se noi rimaniamo fedeli alla Chiesa, cioè fedeli al Papa, in obbedienza, gioiamo perché significa che il Signore ci ha eletti, ci ha chiamati ad una santità grandissima. Chiudiamoci nella preghiera, non andiamo a sbraitare fuori, ancora di più concentriamoci su Gesù, aggrappiamoci alla Madonna e allora sarà veramente fantastico: la vita di questa terra dura un batter d’occhio, ma poi il Paradiso dura per tutta l’eternità! 
 
Verona, Settembre 2011