Home / Attualità / Raccolta anni 2011/2012/2013 / Il Cielo costringe satana a parlare

Il Cielo costringe satana a parlare

Il 21 febbraio 1984, durante un esorcismo, padre Heinrich Kreuzer interroga il demonio, imponendogli di rispondere in nome della Santissima Trinità. Le risposte raccolte formano un insolito “catechismo” per i nostri tempi.

Esorcista: In nome della Santissima Trinità, del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in nome di Maria, l’Immacolata Concezione, di’ ciò che Dio ti impone di dire; solo la verità, su tutto il resto taci!  
Demonio: Io parlo solo quando l’Altissimo o Quella [si riferisce alla Madonna] lo vogliono e mi costringono a questo. Se dipendesse da me, io non parlerei. Noi non vorremmo mai parlare, non avremmo mai voluto dire tutto ciò che l’ossessa ha dovuto dire. Noi vorremmo tacere... [Grida]. Ma sono costretto a farlo e questo è per me una tremenda umiliazione. È spaventoso dover dire cose che servono alla vostra salvezza.

Esorcista: Di’ ciò che il Cielo ti comanda di dire.  
Demonio: Il Cielo vuole che in questo tempo finale vengano invocati gli Angeli. In questo tempo spaventoso in cui l’Anticristo è già all’opera, anche se non ancora apertamente, è una grave trascuratezza non cercare l’aiuto degli Angeli: può portarvi all’eterna rovina. Questa è una verità che io odio e mi tormenta il dovervela dire, perché reca danno a noi dell’inferno, ma sono stato costretto a dirvela dall’Altissimo e da Quella... [Grida come un pazzo]. Non voglio parlare! 
Gli Angeli possono fare da contrappeso all’inferno, possono neutralizzare le insidie che noi vi tendiamo e il male che cerchiamo di farvi. L’Altissimo ha affidato agli Angeli tutti gli uomini e tutto l’Universo. Per la loro grandezza, maestà e potenza nessun’altra creatura è paragonabile a loro. Gli Angeli sono in Cielo e anche sulla terra, ma la loro azione a vostro vantaggio resta inefficace se voi non li invocate e se non ponete in essi la vostra fiducia. Esiste un’armonia meravigliosa in questo mondo angelico che noi assolutamente non vorremmo manifestare: tutto è armonia e grazia che solo l’Altissimo [guarda all’insù] poteva concepire e donare a voi per venirvi in aiuto. 
Io, Belzebub, sono costretto dall’Altissimo a dirvi questo, anche se non vorrei. Sono costretto a dirvi come sono gli Angeli perché ho visto il loro regno e conosco la loro maestà. Avrei preferito non vedere tutto questo, perché il ricordo della loro gloria mi brucia e mi brucerà per sempre. Anch’io avrei potuto essere come loro, ma non ho voluto piegarmi ai disegni dell’Altissimo, non l’ho voluto servire. No, io non lo servo, non lo voglio servire e per questo dovrò espiare per tutta l’eternità! [urla]. Io non vorrei parlare, ma devo! 
Moltissime grazie vanno perdute per l’umanità perché non prega gli Angeli e in particolare gli Angeli custodi. Sono moltissimi quelli che non pregano nemmeno una volta all’anno il loro Angelo Custode, mentre egli sta loro vicino, li serve continuamente e con sollecitudine porta loro aiuto giorno e notte. Gli Angeli sono spiriti fedelissimi, santi, puri. Nessuna madre, tranne Lei [la Madonna], è così premurosa con le sue creature quanto l’Angelo lo è con voi. È disastroso non accogliere tali grazie e non pregare questi puri spiriti potenti e servizievoli. Ed è disastroso per voi che si parli tanto poco del loro aiuto.

Esorcista: Parla in nome…  
Demonio: Io sono il secondo in altezza [cioè in dignità] e mi trovai d’accordo con la scelta di Lucifero; per questo fui espulso violentemente dalla beatitudine del Regno dei Cieli e fui precipitato nell’oscuro regno dell’inferno. Mille e mille volte al giorno io vorrei recitare le parole degli Angeli, se questo mi fosse possibile e fosse utile. Ma ormai non posso più e anche se potessi non mi servirebbe a niente. Io sono dannato, perduto per l’eternità, perduto per sempre! Purtroppo, per mia sofferenza, per mia umiliazione, oggi devo dirvi ancora una parola su ciò che voi uomini avete dimenticato. Proprio in questo vostro tempo, il tempo non della giusta valutazione, ma dell’esaltazione del corpo, ogni pretesto vi appare buono per peccare contro il pudore e la purezza. Anche lo sport vi aiuta in questo. Pensate alle pattinatrici o alle atlete di altri sport: pur di avere più possibilità di vittoria si svestono in maniera esagerata. Ma la ragione vera è un’altra: non è per conseguire più facilmente la vittoria che si spogliano in quel modo, ma per una questione di vanità. 
Quante donne oggi, per la superbia della carne, mostrano in maniera provocante il loro corpo! Senza pudore! Senza disagio! Con la più grande naturalezza, fingendo di non rendersi conto che stanno provocando scandalo a tante persone e favorendo così la propria e l’altrui rovina eterna. Quanti e quanti uomini, infatti, e quanti e quanti bambini sono portati a guardarle con malizia! Guai a chi pecca e fa peccare in questo modo! Sono costretto a dire che una donna che non è vestita correttamente talvolta pecca senza esserne pienamente consapevole, ma non per questo è senza colpa, perché genitori, sacerdoti ed educatori almeno qualche volta le hanno parlato del pudore e, se anche non fosse stata educata in questo senso, glielo grida la sua coscienza che un certo abbigliamento diventa provocazione e tentazione per chi la vede così poco vestita. E così, quando si ostina ad ignorare questo, induce molti uomini e molti bambini e giovani a pensieri peccaminosi, li rende facilmente vittime della passione della carne e li porta a peccare gravemente. L’Alta [parla della Madonna] a Fatima ha raccomandato: «Vestitevi decentemente e imparate da Me». Ma ora basta, non voglio parlare! 
Quante donne di oggi creano danni irreparabili nelle anime di molte altre persone, per cui, se pentendosi in tempo riusciranno a salvarsi, in Purgatorio dovranno pagare amaramente questo loro peccato: bruceranno in tutte quelle parti del loro corpo che hanno spudoratamente scoperto. I loro torbidi pensieri di oggi e il loro insano e ostinato desiderio di apparire o di provocare daranno vita per loro a un’atroce tortura. Se poi non si convertiranno, bruceranno per sempre all’inferno. La loro pelle si staccherà a brandelli e cadrà. Allora saranno davvero carne nuda, carne sanguinante, se non si saranno pentite, amaramente pentite, finché erano in tempo, se non avranno espiato per quanto hanno rovinato in altre anime. 

Demonio: Tu mi costringi a parlare della tragedia che chiama in causa ogni uomo, obbligato a scegliere tra l’Altissimo e la sua Legge da una parte, e il rifiuto di Lui e della sua Legge dall’altra... tra la gloria eterna e la dannazione eterna. Io sono costretto a ripetere ciò che un santo sacerdote diceva nell’insegnamento della Dottrina ai suoi bambini: «Seguite sempre l’Altissimo in umiltà. Se sarete disprezzati, sopportate questo con umiltà e pazienza, ma fate soltanto ciò che vuole l’Altissimo e osservate sempre i suoi Comandamenti. Osservateli fino alla morte. Siate fedeli fino in fondo e l’Altissimo vi darà la corona della vita eterna» [grida piangendo]. Sono parole tremende, ma vere! Quasi nessuno però ci crede; la mentalità che oggi domina nel vostro mondo è all’opposto: quasi tutti cercano il successo, il potere, il piacere, la ricchezza. Si vuole essere onorati, ammirati. Soprattutto è idolatrata la bellezza. L’Altissimo non esercita più alcun fascino su di voi, ciò che vi affascina oggi è tutto ciò che si oppone a Lui. L’Altissimo vi appare come nemico della vostra gioia e della vostra libertà, gioia e libertà che vi illudete di trovare lontano da Lui e contro di Lui. È questo il grande inganno che siamo riusciti a seminare in tutto il mondo.

Demonio: Chi vive secondo la Legge dell’Altissimo non conta niente, è deriso, è calpestato, è disprezzato. Ma sono anche costretto a dirvi che un giorno si capovolgeranno le sorti: i gaudenti saranno colpiti dalla giustizia dell’Altissimo. Per questo, o uomini, pensate alla vostra fine; la vostra vita e i vostri piaceri passeranno molto più in fretta di quanto non pensiate. Chi invece in questa vita ha sofferto ed è stato umiliato per la sua fedeltà, conoscerà la gloria per la Vita eterna. Sembravano sconfitti, ma appariranno vincitori; sembravano pazzi, ma appariranno come i veri sapienti, perché hanno guardato all’esempio di Colui [si riferisce a Cristo] che li ha preceduti e sostenuti con la sua forza. Dopo una vita di dolori e di disprezzo, di vergogna e di fatica, di tenebre e di croci... raccoglieranno e per sempre la gioia meritata. Il pensiero della loro vittoria ci riempie di rabbia. Ma ora bastaaaaa... non voglio più parlare!  
Chi ora è disprezzato per la sua fedeltà all’Altissimo splenderà di una bellezza impensabile, ma coloro che in vita si sono insuperbiti per la loro bellezza avranno un aspetto terrificante: essi per primi ne proveranno orrore. I loro volti, un tempo affascinanti e ammirati, diventeranno come il viso di un lebbroso; i loro corpi saranno torturati in eterno dai vermi dell’impurità e sarà pestifero l’odore che emaneranno per i loro peccati. Nulla più resterà della loro bellezza. Ogni dannato contribuirà a fare dell’inferno la “mostra degli orrori”. È difficile accettare di essere umiliati; ma io, Belzebub, sono costretto a dirvi: esercitatevi nell’umiltà, coltivate il pudore e osservate tutti i Comandamenti finché siete in tempo. Umiliatevi e lasciatevi umiliare dagli altri anche se non lo avete meritato. Piegate umilmente il capo, anche se siete nel giusto. Piegate il capo tranne nel caso che sia Dio a non volerlo. 
Un sacerdote, ad esempio, deve presentare sempre chiaramente e completamente la Fede, disposto a combattere in difesa delle Verità tradite o taciute dai modernisti che si sono infiltrati nella Chiesa; deve parlare non solo della misericordia, ma anche della giustizia dell’Altissimo; deve parlare del Premio eterno e del castigo eterno; deve parlare degli Angeli e anche di noi, angeli ribelli e dannati; deve parlare del peccato e non tacere, come molti fanno in questo tempo. Naturalmente anche un laico non deve mai piegare il capo quando è in gioco la verità; se poi per questa sua fedeltà incontrerà grandi lotte e penose opposizioni... preghi e si sacrifichi per le persone incredule che lo fanno soffrire. 
Oggi non pochi sacerdoti cattolici si sono smarriti, non sanno più da che parte andare e questo perché, più che restare radicati nella loro Fede, si sono lasciati condizionare dalle varie opinioni del momento. Ci sono oggi troppi sacerdoti superbi nello spirito, non fedeli alla Verità; per questo nel mondo e nella Chiesa c’è una così grande oscurità e così tanta miseria ed è per questo che i cattolici, che sono veramente tali, e i sacerdoti fedeli soffrono molto: vengono messi da parte come valessero nulla, o addirittura sono trattati come persone squilibrate, o come persone che hanno abbandonato la retta via. Ma questo è il pensiero degli uomini, non dell’Altissimo. 
Sono costretto a dirvi: restate fedeli alla verità del Vangelo, sostenete e difendete ciò che è vero e ciò che è buono, anche se verrete calpestati come foste gramigna inutile e dannosa; un giorno avrete gioia e gloria per questa vostra sofferta fedeltà! Verrà il giorno in cui questa “gramigna” calpestata e considerata inutile e dannosa verdeggerà e fiorirà. Poveri quei cristiani e quei sacerdoti che per aver abbandonato la via della Verità sono diventati ciechi! Ma voi perseverate, rimanete fedeli. Verrà la fine, più presto di quanto crediate. Non voglio dire nient’altro!

Demonio: è tanto breve la vostra vita sulla terra! Brevi sono le gioie del peccato e interminabile, eterna è la condanna. Così pure breve è il tempo delle croci, anche se sembra interminabile, mentre eterno sarà il premio a voi concesso per la vostra fedeltà. Quanto poco valgono le gioie del peccato che potete godere in questo mondo, se pensate alla spaventosa situazione che esso porta con sé per l’eternità e spesso già in questa vita! 
Sì, il peccato porta spesso con sé il suo castigo anche in questo mondo. Chi invece soffre in questa vita può essere riconoscente all’Altissimo, perché con le sue sofferenze riduce o elimina del tutto la pena del Purgatorio. Non sottovalutate il Purgatorio: i dolori che là si soffrono sono terrificanti in confronto ai dolori della vita. L’inferno però è ancora più terrificante e non avrà mai fine. Perciò voi, se foste furbi e saggi, cerchereste di cancellare, finché siete nella vita terrena, tutte le pene che altrimenti dovreste patire in Purgatorio.

Pregate l’Altissimo [guarda in su], pregate per avere da Lui la grazia del pentimento e per divenire migliori. Io sono stato costretto a dirvi queste cose; ora tocca a voi saperne approfittare.

Padre Heinrich Kreuze 

 

(Fonte:dalla rivista IL SETTIMANALE DI PADRE PIO)

Share |