Home / Attualità / Raccolta anni 2011/2012/2013 / Popoli alla deriva

Popoli alla deriva

La fede cattolica è ormai considerata un sistema di norme morali superate e nocive alle relazioni, come se gli insegnamenti evangelici fossero trattazioni teoriche incomprensibili ed autoritarie, da non imporre alle altrui sensibilità. Ciò è causa della cattiva formazione e della rinuncia alla missionarietà che caratterizzano l’attuale momento storico, in cui molti battezzati, annegando nell’accidia e nell’ignavia, per timore di proclamare la Parola di Dio, che è lo stesso Gesù Cristo, rimangono indifferenti alla vocazione ricevuta.

Mancano, inoltre, la comune volontà di praticare le virtù vitali e l’interesse per la Verità, essendo sviliti sia la sacralità sacerdotale sia il carisma della dottrina cattolica, sottoposti a continue rivisitazioni per essere adeguati alla nuova prassi religiosa meno impegnativa e più adatta all’intercultura.

Il credente dovrebbe adempiere in modo perfetto ai compiti connessi con il proprio stato civile e professionale, dal momento che Dio, esigendo la cooperazione umana, ha fornito, allo scopo, la necessaria conoscenza e le doti intellettuali.

Siamo, perciò, tutti chiamati a prendere la chiara consapevolezza del nostro agire ed a mostrare coraggio deciso nel sostenere i fondamenti cristiani in qualunque circostanza. È il solo modo di orientare l’intera esistenza alla salvezza eterna, cui poterci appellare quando altri cerchino di distogliercene con pressioni, ricatti e derisioni, come accade oggi di frequente.

Sicché nessuna azione del cattolico può essere avventata e tutto deve convergere verso l’alto fine stabilito dal Creatore: è questo obbligo ineludibile, un dover essere, perché l’unica, autentica carità verso Dio e il prossimo in grado di realizzare l’unione tra gli uomini.

La vita così scorrerebbe nella pace, secondo ragioni solide e profonde; ci si arricchirebbe, per di più, di forza, riferendosi anche nella quotidianità al soprannaturale, mentre l’essere assimilati alla Volontà di Dio favorirebbe l’espressione intensa dello spirito.

Nei nostri tempi, invece, ci sentiamo sconfitti nel riconoscere un’Intelligenza Superiore, alla quale uniformarci, pertanto, cerchiamo arrogantemente di affermare la nostra personalità con incerte speculazioni sul sacro che generano dubbi e disordine interiore.

La Redenzione, è noto, non è gratuita per il soggetto passivo, dovendo essere attiva, libera risposta individuale, anche a prezzo di rinunce, sofferenze ed impopolarità; ma, purtroppo, gran parte dell’umanità del terzo millennio, protesa verso vani obiettivi, non è disponibile a rinunciare al piacere, al consenso e all’applauso. Per questo è totalmente ostacolato il piano di Grazia e favorito il peccato sociale che falcidia ogni valore atto a rispondere alle esigenze dell’anima.

Un humus fecondo d’empietà sta ora alimentando specialmente l’Occidente che, recise le sue radici cristiane in funzione delle ideologie libertarie e relativiste, attraversa una svolta epocale della storia. È, infatti, in atto un processo di demolizione del passato del quale siamo tutti responsabili e partecipi, come ci rivela la consuetudine al quietismo di orrore, lo stesso che stiamo mostrando di fronte alle invasioni di altri popoli, in maggioranza musulmani, programmata e veicolata principalmente per stroncare la Fede cattolica tradizionale, nemica per eccellenza del nuovo Ordine Mondiale prossimo venturo.

Non è oscurantismo né razzismo né complottismo pensare che dietro quanto si sta verificando nei nostri giorni ovvero dietro le caotiche immigrazioni di massa vi siano i soliti, astuti burattinai che manovrano i fili delle marionette loro asservite affinché queste ci costringano alla solidarietà verso i nemici di Gesù Cristo nonché all’accettazione rispettosa del moltiplicarsi di moschee e templi massonici persino nella nazione sede del Papato.

Stupidamente si ritiene che con simili aperture e concessioni si possano acquistare considerazione e vantaggi, sebbene la mancanza di coerenza dell’Occidente sia stata sempre motivo di scherno e disprezzo soprattutto da parte dell’Islam, il cui fondamentalismo per altro è usato proficuamente per spodestare il Cattolicesimo, Islam che va distribuendo un po’ ovunque in Europa, in posizioni strategiche, i suoi seguaci in attesa del fischio d’inizio della partita, il cui risultato finale sarà il dominio di Maometto sull’intero continente.

Già l’Italia, dal canto suo, per la posizione geografica e per le leggi lassiste, è divenuta il nord dell’Africa, dove a chiunque, delinquenti inclusi, è permesso di entrare a pretendere e reclamare. La colpa, grave, di ciò è dei pulpiti ecclesiali, dei politici, dei massmedia e dei bombardamenti umanitari che offuscano la realtà ed inducono la pubblica opinione a fare propria una falsa idea di diritto che fa vergognare finanche del pensiero di tutelare la propria appartenenza, per tema dell’accusa di chiusura ed egoismo.

Siamo prigionieri di una trappola e non senza colpa, nulla avendo operato, per decenni, al fine di mantenere viva la nostra identità cattolica, che lo stesso clero ha barattato con la diplomazia e l’inutile dialogo.

Tra qualche anno, dopo aver già detto addio alla Tradizione liturgica e dottrinale della nostra Chiesa, dovremo rinunciare anche ai segni sacri, alle solennità religiose ed alla nostra cultura, sin d’ora considerati elementi discriminatori oltre che provocatori nei confronti delle altre etnie, verso le quali perentoriamente siamo chiamati dalle alte cariche dello Stato e dalla Gerarchia Vaticana a mostrare generosità ed accoglienza incondizionate con civile responsabilità.

È fin troppo palese che la convivenza con migliaia di extracomunitari sbandati è un onere sproporzionato alle nostre possibilità e oltretutto rischioso per la sicurezza delle categorie sociali più indifese, di solito abbandonate a se stesse. L’interesse per gli stranieri, comunque, non scaturisce dall’amore per il prossimo né dalla condivisione delle altrui emergenze, perché, se così non fosse, da parte dei governanti italiani e della Comunità Europea vi sarebbe la medesima, pronta munificenza nei confronti dei pensionati, dei giovani disoccupati e delle famiglie impoverite che, pur costituendo la parte rilevante della popolazione italiana, sono ricordati solo in occasione delle elezioni.

Alla nostra gente, già stremata dalla crisi economica ad arte scatenata, si vogliono elargire nuove privazioni e prove che rientrano nei programmi delle lobby massoniche le quali prevedono, una volta salite al potere, di essere acclamate dal mondo come restauratrici del benessere e della giustizia, da loro stesse soppressi per fomentare il malcontento.

La globalizzazione è il peggiore inganno che si potesse escogitare, appunto perché l’abbattimento delle frontiere non è per il benessere dell’Umanità, bensì per la sua totale sottomissione per mezzo dell’insicurezza materiale e spirituale. L’uomo moderno, infatti, è uno schiavo da sfruttare; per questo si vuole privarlo di Gesù Cristo, il Bene assoluto, la Sorgente unica della libertà e della dignità.

Sui popoli si sta ora rivoltando, come boomerang, il pattume ateo e progressista che tanto ha entusiasmato, ubriacando le coscienze. In Italia, in modo particolare, la battaglia si prospetta dura e non la si vincerà certo con la demagogia dell’unità nazionale, del Tricolore e dell’Inno di Mameli, perché non c’è unità di fede e di valori a fare da barriera all’iniquità.

Le future generazioni ricorderanno di quest’epoca il vuoto, l’inerzia e il bunga bunga, attanagliati da una terribile fame dell’anima che il sistema secolarizzato, avuto da noi in eredità, non potrà saziare; esse, quindi, rischieranno la deriva, se l’Eterno Timoniere non sarà rimesso alla guida delle loro imbarcazioni. L’insulso camaleontismo dei leaders civili e religiosi si rivelerà presto in tutta la sua dannosità ed apriremo gli occhi, ma sarà troppo tardi per tornare indietro. Si comprenderà, finalmente, che la sostituzione dell’uomo a Dio e la fede "politicamente corretta" non apportano che catastrofi, anche naturali, e che il mondo ha collettivizzato il male e l’apostasia, sull’insegnamento dei falsi profeti del duemila.

Pia Mancini 

 

(Fonte: PONTIFEX.it)

Share |