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Pawel e le parole del suo confessore

“Tutte le grazie necessarie vengono date, ma tu devi chiederle a Nostro Signore. Alla tua porta giunge un ospite, ma sei tu che devi invitarlo dentro la tua casa”.

“Io chiedo e chiedo e chiedo, eppure le tentazioni ritornano”.

“Stai fraintendendo qualcosa, figlio mio. Spesso desideriamo fare una piccola preghiera e trovare che la tentazione o la difficoltà se ne spariscano. Presto! Eco che se n'è andata”.

“Non per me. Ritorna”.

“Sì, ritorna, e questo perché la grazia non è una bacchetta magica. La grazia è l'amore di Dio che scorre dentro di me, e la tua risposta alla grazia deve essere l'amore che scorre in risposta verso di Lui”.

“Ma perché semplicemente Egli non mi cambia?”.

“Lui ti sta cambiando, giorno per giorno”.

“Io non vedo cambiamento”.

“I nostri occhi sono così accecati dall'oscurità attorno a noi e dentro di noi. Ascolta, figlio mio, magari questa lotta contro il male è un dono di Dio per te”.

“Uno dono?”.

“Ogni giorno tu ti rechi da Colui che ti ama, e ogni giorno Gli chiedi la grazia di fare il bene, solamente il bene. Egli la dà. Piano, piano – magari per tutta una vita – si approfondisce sempre più la tua comprensione che Egli è qui, tuo Padre e Signore, che Egli ti ama di un amore totale e non ti abbandonerà mai. Assieme realizzate questa unione di fiducia; la fiducia non è una magia: la fiducia si costruisce piano, piano con pazienza e attenzione”.

“Ma c'è una voce, padre. Una voce che mi parla e mi dice una cosa che distrugge tutta la fiducia”.

“Che cosa dice questa voce?”.

“Dice che tradirò il Signore”.

“Con le voci bisogna andarci molto cauti. Quel messaggio è già stato detto in precedenza, lo sai”.

“A Giuda”.

“A tutti gli apostoli. Ti ricordi il passo dove Gesù disse agli apostoli che uno di loro l'avrebbe tradito?”.

“Sì”.

“E quale fu la loro risposta?”.

“Non ricordo”.

“Ciascuno si rivolse al Signore e chiese: - Sono forse io, Signore? -. Capisci?”.

“Non ne sono sicuro”.

“Ciascuno di loro aveva riconosciuto la propria capacità di tradimento; ciascuno nel proprio cuore sapeva che, date le sbagliate circostanze, avrebbe potuto tradirLo. Persino dopo tanti miracoli, i segni stupefacenti, e le parole di Dio che rimbombavano come tuoni, loro ancora dubitavano. Non siamo così forse anche noi?”.

“Sì”.

“Di tutti gli apostoli, qual è stato l'unico che ha domandato senza sincerità: - Sono forse io, Signore? -.

“Giuda”.

“Questo perché egli aveva già messo in moto le forze che avrebbero catturato nostro Signore; lo aveva già tradito nel suo cuore, e mancava solo l'ultimo atto di tradimento. Capisci, era già fatto: questa è la ragione per cui il Signore lo disse con tanta certezza”.

“Non ci avevo pensato”.

“Giuda scelse di tradirLo. Hai tu scelto questo, in qualsiasi modo possa essere?”.

“No”.

“Tieniti stretto a questo”.

“Ma quelle parole: erano le parole più terribili che mi si potessero dire”.

“Ed è proprio per questo che probabilmente ti sono state dette”.

“Dopo averle udite ero nella disperazione”.

“Pure questo bisognava aspettarsi. E non è forse vero che anche qualche tentazione è sopraggiunta sulla scia della disperazione?”.

“Sì, è così. Come fa a saperlo?”.

“È un antico inganno del nemico. Se riesce a farti credere che sei perduto allora può prendersi tutto in un sol colpo”.

“È comunque orribile. Come posso essere certo?”.

“Sei libero, la tua volontà è tua. Scegli la verità ogni momento.”.

“ma che fare se non conosco la verità di una situazione? Che fare se questa risulta offuscata?”.

“Vedo che hai paura di molte cose. Ricordati che l'amore perfetto scaccia via la paura”.

“Come trovare l'amore perfetto in un tempo come questo?”.

“Non c'è mai stato un tempo perfetto per l'amore: lo scegliamo a ogni svolta. Lo scegliamo ancora e ancora; è così che l'amore cresce in forza”.

“Ma perché l'amore cresca forte occorre una vita di scelte. È troppo tardi per me”.

“Comincia ora: ad ogni istante il mondo comincia di nuovo”.

“Sono troppo distorto. Non so come amare”.

“Magari Nostro Signore ti sta insegnando una lezione profonda e difficile, e te la sta insegnando in fretta, perché il tempo potrebbe essere breve. Desidera conquistarti alla fede, e non alla conoscenza o al potere o al successo. Devi imparare ad avere fiducia in Lui”.

“Ha scelto uno strano modo per rendermi fiducioso”.

“Pensala come una scorciatoia per la tua anima: è un cammino arduo ma benedetto. Uno potrebbe passare una vita a rassicurarti, come si fa con un bambino spaventato che vada tenuto in braccio di continuo. Hai dei bambini?”.

“No”.

“Molti padri di famiglia vengono da me. Se tu avessi dei bambini, sapresti che di tanto in tanto bisogna rassicurare, ma che se uno protegge troppo – se il bambino non è aiutato a imparare la lezione, a superare le sue paure – questi avrà bisogno di medicine di consolazioni sempre più grandi: non crescerà. Non potrebbe essere che il Signore ti stia chiedendo di crescere molto in fretta? Sembra che Egli si fidi di te abbastanza da darti questa prova”.

Nel pozzo della mente di Pawel fu come se fosse stata accesa una candela.

 

 

(IL LIBRAIO cap. 15 – Michael D.O'Brien)

Padre Elia Schafer 

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