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VII - Il cristiano faccia meditazione

La meditazione è un'attenta e devota riflessione che il cristiano, con mettersi alla presenza di Dio e con l'assistenza della sua grazia, fa sopra le verità della nostra salvezza per ben conoscerle, e per risolversi a vivere con Dio. La meditazione vien detta orazione mentale e può dirsi più cara e gradita a Dio dell'orazione vocale, poiché con questa noi parliamo a Dio, ed invece coll'orazione mentale è Dio che parla a noi. Perciò noi dobbiamo avere nella maggior stima la meditazione, per i molti e salutari vantaggi che ci apporta quando sia ben fatta.

Davide esclamava: "Chiunque mediterà giorno e notte la legge del Signore, sarà a guisa d'un albero piantato lungo le acque, che darà a tempo opportuno i suoi frutti" (Salm.1). Gesù Cristo poi non solo ce ne diede luminosi esempi, poiché egli passava le notti nell'orazione, ma ancora vivamente raccomandò tal salutare pratica agli Apostoli con dir loro: “Venite in disparte in luogo solitario e riposatevi alcun poco”. Gli Apostoli, i primi cristiani ed i santi tutti facevano della meditazione il loro cibo d'ogni giorno.

Una sola massima ben meditata fece risolvere S.Antonio e S.Francesco d'Assisi a lasciar il mondo e a darsi a Dio; la considerazione fatta sul cadavere della regina Isabella fu causa che S.Francesco Borgia lasciasse il suo impiego presso la reggia e si facesse religioso; e per tacere di tanti altri, Pelagia da gran peccatrice diventò una gran Santa per la meditazione sul giudizio universale. Ben con ragione S.Alfonso Dottore della Chiesa ebbe a dire: “Meditazione e peccato mortale non possono stare insieme... e si tenga come perduto quel giorno, in cui si lascia l'orazione mentale”.

La Chiesa nostra madre e maestra raccomanda a tutti la meditazione ogni giorno, presentandoci così un mezzo sicuro non solo per allontanarci dal peccato, ma per infiammare il nostro cuore d'amor di Dio e far risolvere la nostra volontà alla pratica del bene; ed accorda speciali indulgenze a chi attende a questo santo esercizio. Il Sommo Pontefice Benedetto XIV (16 dicembre 1746) accorda l'indulgenza plenaria una volta al mese per chi fa una mezz'ora od almeno un quarto d'ora di meditazione al giorno; come pure la stessa indulgenza plenaria a chi assiduamente insegna ad altri l'orazione mentale ed anche a chi assiduamente la sta imparando, purché confessato e comunicato, ecc. Inoltre è concessa l'indulgenza di 7 anni ed altrettante quarantene per ogni volta a chi insegna ed a chi impara tal modo d'orazione.

Circa il modo poi di far la meditazione, si sappia che essa ha tre parti:

1° Colla preghiera detta di preparazione dobbiamo metterci alla presenza di Dio, riconoscendoci indegni di stare davanti alla sua infinita maestà e, pieni di dolore per tanti nostri peccati, domandare umilmente a Dio la grazia che Egli parli al nostro cuore ed apra gli occhi della nostra mente, per poter conoscere ed amare il nostro Dio; dobbiamo anche ricorrere alla SS.Vergine, all'Angelo Custode, al Patriarca S.Giuseppe ed ai Santi nostri protettori. Dopo si legga attentamente punto per punto la meditazione su qualche libro devoto, oppure non sapendo leggere, od in mancanza di libro adatto, si richiami alla memoria una qualche verità della nostra Santa Fede.

2° Giunti alla seconda parte, chiamata corpo della meditazione, dobbiamo servirci delle tre potenze dell'anima, ossia dell'intelletto per formarci una giusta ed esatta cognizione della verità proposta nella meditazione, e delle altre due potenze, memoria e volontà, per venire a praticare risoluzioni non generali, ma speciali ed individuali, che mirino particolarmente a combattere il vizio predominante in noi.

3° Si viene infine alla parte così detta di conclusione, che consiste nel ringraziare Dio delle buone ispirazioni avute e risoluzioni prese, pregandolo della sua grazia per poter metterle in pratica, e facendo anche perciò ricorso a Maria SS. Quindi, a somiglianza di colui che dopo aver passeggiato per un delizioso giardino prima di uscirne sceglie alcuni dei più deliziosi fiori e li porta con sé per profumare il lungo giorno, così dalla meditazione si raccolga un mazzolino spirituale, ossia uno o due pensieri fra quelli che ci fecero più impressione, per ricordarli durante il giorno e farne oggetto dell'esame generale della sera.

Qui giova notare alcuni utilissimi avvertimenti che ci dà il gran direttore delle anime, S.Francesco di Sales: Facciamo spesso la meditazione sul vizio predominante in noi. Il detto Santo per venti e più anni meditò sul vizio dell'ira ed appunto da tal continua meditazione, ne uscì, colla grazia di Dio, tanto pieno di dolcezza e mansuetudine che poté convertire moltissimi Protestanti.

Accadrà a noi come anche ai Santi, e specialmente S.Teresa, di provar tentazioni, noie ed aridità nella meditazione, ma non perdiamoci di coraggio col lasciare l'orazione mentale, che anzi facciamo violenza a Dio con fervorose Giaculatorie, ed il nostro nemico spirituale finirà per andarsene via, e maggiori saranno i meriti che ci acquisteremo. Chi infine si lagna di non saper come passare il tempo della meditazione, procuri di pensare ai propri peccati e piangerli sinceramente, ed avrà fatta una meditazione assai cara al Signore.


Manuale di Filotea

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