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La Passiflora

Il fiore della Passione o Passiflora è un fiore di singolare bellezza. La sua singolarità consiste nella disposizione degli stami e pistilli, che imitano con grazioso effetto l’insieme degli strumenti della Passione. 
Nei pistilli si raffigurano le cinque piaghe che straziarono il Corpo adorabile di Gesù; nel triplice stilo i tre chiodi; nel gambo e nei filamenti che si diramano dal calice la corona di spine.  

In Gerusalemme si compiva un giorno la più grande tragedia che abbiano veduto i secoli. Gesù di Nazareth, vero Dio e vero Uomo, da tre anni andava effondendo fra il popolo la luce eterna della Verità. I ciechi che vedevano, i sordi che udivano, i paralitici che camminavano, i lebbrosi sanati, gli ossessi liberati, i morti risuscitati, i poveri che avevano ricevuto il pane, i peccatori che godevano la gioia del perdono, tutti i beneficiati da Lui, nell’anima e nel corpo, Lo riempivano di benedizioni. 
Ciò nondimeno il mondo non Lo conobbe. I nemici Lo perseguitarono sempre, e non si placarono finché non Lo videro svenato sulla Croce.

Ma Egli era venuto per redimere l’umanità, e quella Croce doveva essere il Suo Trono. Nessuno la potrà più abbassare. Ogni goccia di sangue splenderà come un sole. Il suo trionfo dovrà riempire tutta l’eternità. 

Questo avveniva 2000 anni fa. Ma guardiamoci un po’ attorno. Oggi esistono al mondo circa 6 miliardi di anime. Moltissimi di loro sono pagani, eretici, scismatici o non sanno affatto di religione. Quanti sono i veri fedeli? 

Molti rinnovano a Gesù i dolori della Sua Passione: ancora oggi Gesù è solo e abbandonato come nel Getsemani, i suoi amici più intimi rimangono dormienti, cioè dissipati e svogliati nelle sue chiese, i seguaci di Pilato non hanno il coraggio di difenderlo, i discepoli di Erode lo scherniscono con le colpe impure nella sua bianca veste eucaristica; ancora oggi i deboli suoi amici lo rinnegano, i nemici lo inchiodano deridendolo, mentre Egli invoca, nel Santissimo Sacrificio, perdono per i suoi crocifissori. 

E trova la sua tomba nei Tabernacoli di marmo e nei cuori dei cristiani, spesso più gelidi della pietra. 

La Passione continua nella Santissima Eucaristia e Gesù resterà agonizzante fino alla fine della vita. Quali allora devono essere i nostri sentimenti davanti a Lui? 

Ci deve infiammare il desiderio di amore per quanti non amano; di pregare per quanti non sanno elevare un solo palpito a Dio. Accettiamo tutti i dolori della vita e offriamo qualche sacrificio spontaneo. 

Ripariamo soprattutto con la vita Eucaristica, facciamo delle visite al Santissimo Sacramento, l’adorazione, partecipiamo al divino Sacrificio della Messa, riceviamo frequentemente la Santa Comunione. Uniamoci a Gesù, ai suoi meriti infiniti, e offriamo al Padre questo tesoro; e il Salvatore ci consolerà con le ineffabili delizie del suo eterno Paradiso.

 


Il Crociato

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