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La Prudenza

*Che cos'è la prudenza? La prudenza è la virtù che dirige gli atti al debito fine, e fa discernere e usare i mezzi buoni.

Un ottimo esempio su che cosa sia la virtù della prudenza, lo dà Nostro Signore nella parabola delle dieci vergini che aspettano lo sposo, di cui cinque stolte e cinque prudenti (Mt 25, 1-13). Tutte le vergini hanno lo stesso fine, cioè attendere lo sposo e fargli onore, ma solo cinque di loro scelgono i mezzi adatti per raggiungere tale fine (prendono le lampade, si provvedono di olio, non se ne privano per darne alle compagne imprevidenti).

La prudenza è una virtù soprannaturale che viene infusa con la grazia (del Battesimo in primis) e si rafforza con l'esercizio, diventando acquisita. La prudenza inclina soprattutto a porre un fine soprannaturale (la gloria di Dio, la salvezza delle anime, la riparazione dei peccati, ecc.) a tutte le azioni ; quindi, fa cercare, scegliere e adoperare i mezzi necessari per raggiungerlo.

La prudenza è necessaria per salvarsi: non si può meritare la vita soprannaturale se non si agisce per un fine retto e non si usano i mezzi di grazia indispensabili.

La prudenza ha molte virtù che le fanno da corona:

1. Le virtù o parti integranti: per guidare al retto fine, nel scegliere i mezzi necessari la prudenza si serve di parecchie virtù:

a) la memoria, ricordando esperienze, consigli, letture, ecc.

b) l'intelligenza, fa conoscere i principi secondo i quali la prudenza si deve regolare e le circostanze cui deve tener conto;

c) la docilità rende pronti a seguire i buoni consigli altrui;

d) la solerzia trova subito i mezzi adatti per agire;

e) la ragione trae con prontezza le conseguenze utili per agire;

f) la provvidenza fa prevedere ed evitare gli inconvenienti e gli ostacoli all'azione;

g) la circospezione tiene conto di tutte le circostanze perché non vi siano mancanze nell'onestà di agire;

h) la precauzione fa evitare ciò che può ostacolare l'onestà dell'azione;

2. Le virtù o parti soggettive: sono i vari modi o aspetti in cui si esplica la prudenza:

a) prudenza naturale, che si serve della sola intelligenza naturale;

b) prudenza soprannaturale, infusa nel Battesimo, si serve soprattutto dei lumi della fede;

c) prudenza monarchica, o personale, che inclina l'uomo a ben governare se stesso;

d) prudenza governativa, che inclina a ben governare gli altri.

3. Le virtù o parti potenziali: sono come aiutanti a servizio della prudenza:

a) eubulia, che inclina a consigliarsi nel caso di dubbi;

b) sinesi, inclina a vagliare attentamente i mezzi proposti dall'eubulia, giudicando secondo le leggi comuni;

c) gnome, fa giudicare rettamente nelle circostanze straordinarie, ma sempre secondo la mente del legislatore.

Si può peccare contro la virtù della prudenza o per difetto o per eccesso. I vizi che peccano per difetto sono:

a) la precipitazione, che spinge ad agire senza aver riflettuto e deliberato sul fine e sui mezzi;

b) l'inconsiderazione, che non tiene conto delle circostanze che possono viziare la bontà dell'azione;

c) l'incostanza, che inclina a mutare fine e mezzi senza motivo;

d) la negligenza, che trascura i consigli dell'intelletto.

I vizi che peccano per eccesso:

a) la prudenza della carne, che cerca con cura i mezzi e li usa per soddisfare passioni malvagie;

b) l'astuzia, che si serve di mezzi ingiusti, come l'inganno, per conseguire scopi cattivi.

L'uomo prudente pensa e riflette prima di parlare e prima di agire.

ESEMPIO:

Tra i monaci della Tebaide era sorta una disputa sulla virtù più necessaria a progredire nella perfezione cristiana. Alcuni assegnavano il primo posto alla penitenza con le astinenze e i digiuni, altri al distacco dalle cose mondane, altri alla solitudine, altri alla misericordia. Sant'Antonio concluse la disputa dicendo: “Tutte le virtù che voi esaltate meritano grandissima lode. Ma l'esperienza di tanti errori e passi falsi, che ho veduto commettere da molti, mi persuade che la virtù più necessaria di tutte a progredire nella perfezione è la prudenza, che è come la direttrice e la guida di tutte le altre. Quando manca la prudenza non tardano a giungere l'errore e il peccato”.


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X