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La vita terrena e i miracoli di Gesù Cristo

Che fece Gesù Cristo nella sua vita terrena? Gesù Cristo, nella sua vita terrena, c’insegnò con l’esempio e con la parola a vivere secondo Dio, e confermò coi miracoli la sua dottrina; infine per cancellare il peccato, riconciliarci con Dio e riaprirci il Paradiso, si sacrificò sulla Croce, “unico mediatore tra Dio e gli uomini” (1 Tm 2,5).

Per salvarsi occorre compiere la divina volontà “vivendo secondo Dio”. Il Redentore, nostro Maestro, ci insegnò con l’esempio e con la parolaquale sia la divina volontà e come la si metta in pratica. 
Gesù, per oltre trent’anni, nella povera casa di Nazareth pratica la dottrina e la virtù che poi insegnerà con la predicazione durante la vita pubblica. Chi soltanto insegna è piccolo nel Regno dei Cieli; invece è grande colui che prima fa ciò che insegna, e quindi ammaestra (Mt 5, 19). 
All’insegnamento dell’esempio segue quello orale; durante la vita pubblica, Gesù Cristo fece conoscere le verità necessarie da credere, le virtù da praticare, la legge divina da osservare. 
Per dimostrare che la sua dottrina era divina e veniva da Dio, Gesù operò molti miracoli, una parte dei quali sono riportati nel Vangelo, affinché anche noi possiamo credere. Se non volete credere a Me, credete almeno alle mie opere, affinché crediate e conosciate che il Padre è in Me e Io nel Padre (Gv 10, 38-39). 

Commettendo il peccato (originale e attuale), l’uomo diviene nemico di Dio, debitore insolvibile della divina giustizia e si chiude per sempre le porte del Paradiso. Fu necessario che il Figlio di Dio si facesse uomo e che, per la sua natura divina e umana, si ponesse tra Dio e l’uomo, facesse da mediatore e via, e a nome dell’uomo peccatore e impotente desse a Dio quella soddisfazione e riparazione che solo Egli poteva dare. 
Sulla Croce, Gesù Cristo compì l’opera di mediazione, cancellò il peccato e ci riconciliò con Dio, dandoci di nuovo la possibilità di andare in Paradiso. 

RIFLETTO: 

Maria Santissima per la sua santità e missione fu associata all’opera redentrice e mediatrice di Cristo e divenne la Corredentrice del genere umano. Praticamente, è impossibile conseguire i frutti della redenzione senza una vera e filiale devozione alla Madre Celeste. 

Che cos’è miracolo? Miracolo è un fatto sensibile, superiore a tutte le forze e leggi della natura, e perciò tale che può venire solo da Dio, Padrone della natura. 

Il miracolo è qualcosa che avviene realmente, è un fatto storico e scientificamente accertabile. E’ un fatto sensibile, quindi riconoscibile tramite i sensi: si può vedere o ascoltare o toccare. E’ un fatto straordinario, che desta meraviglia, e appunto per questo si chiama miracolo. 

Le forze della natura non possono creare dal nulla. Prendiamo ad esempio la moltiplicazione dei pani e dei pesci scritta nel Vangelo. Moltiplicare il pane senza farina, senza forno né fornaio è un fatto che nessuna legge della natura può compiere. Oppure. La natura con le proprie forze può ridare la salute ad un ammalato, mediante le medicine o anche il riposo... ma non potrà mai restituire la vita ad un cadavere, per giunta sepolto da quattro giorni. Il ritorno di un morto alla vita è un fatto straordinario, sensibile, meraviglioso, che supera immensamente le forze della natura e dunque può essere compiuto solo da Dio. 

Talora anche i Santi operano prodigi. San Benedetto con un Segno di Croce spense un incendio, san Francesco d’Assisi con poche parole addomesticò un lupo feroce... il vero e primo autore del miracolo però è sempre e solo Dio, che talora agisce direttamente, talvolta servendosi della mediazione dei Santi. 

RIFLETTO: 

I miracoli sono operati da Dio per provare la verità della rivelazione a quelli che non credono. Beati quelli che credono per il solo dono della fede, senza bisogno di miracoli! 

Con quali miracoli specialmente Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di essere vero Dio? Gesù Cristo confermò la sua dottrina e dimostrò di essere vero Dio, specialmente col rendere in un attimo la vista ai ciechi, l’udito ai sordi, la parola ai muti, la salute ad ogni sorta di infermi, la vita ai morti; con l’imperare da padrone ai demoni e alle forze della natura, e soprattutto con la sua risurrezione dalla morte.

Quando Giovanni Battista mandò a Lui due discepoli perché vedessero coi loro occhi che Egli era il Messia promesso a atteso, il Maestro divino, dopo aver guarito molti da infermità, da piaghe, da spiriti cattivi, e aver restituito la vista a molti ciechi... rispose loro: “Andate a riferire a Giovanni ciò che avete veduto e udito: i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono mondati, i sordi odono, i morti resuscitano, e ai poveri è annunziata la buona novella” (Lc 7, 21-23). 

Il Vangelo ha registrato tre resurrezioni dai morti operate da Gesù Cristo: quella della figlia di Giairo (Mt 9, 18-19.23-25); del figlio della vedova di Naim (Lc 7, 12ss.) e di Lazzaro (Gv 11, 1ss.). 

Il massimo prodigio operato da Gesù Cristo fu la sua Risurrezione da morte, miracolo che offre la base incrollabile alla nostra fede. Solo Dio poteva resuscitare il suo corpo chiuso nel sepolcro da tre giorni. 

I Vangeli non registrano che una minima parte dei miracoli operati da Gesù. Tuttavia raccontano ben sette miracoli compiuti per liberare persone possedute dai demoni, dieci miracoli sulle forze della natura, quindici per guarire malattie varie, tre resurrezioni da morte e la resurrezione che operò per Sé.

RIFLETTO: 

La lettura e la meditazione dei miracoli evangelici ravvivi e confermi la nostra fede nella parola del Maestro divino.

 


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X

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