Home / Dottrina Cattolica / Mariologia / L'Immacolata Concezione e la purezza

L'Immacolata Concezione e la purezza

Il giorno 8 di dicembre la Chiesa celebra la festa dell’Immacolata Concezione. Che cosa vogliono dire queste due parole, che Santa Bernadette riferì al sacerdote per dare la prova di avere visto Maria Santissima? E perché costituiscono una prova?

Innanzitutto, la concezione è il momento nel quale Dio dà la vita ad una nuova creatura; è il momento, dunque, nel quale l’anima si unisce al suo corpo, che ancora immaturo si presenta come una minuscola cellula nel grembo materno.

Immacolata vuol dire senza macchia. Quale “macchia” può esserci, nell’anima, al momento della concezione? Quella del peccato originale, che ogni uomo contrae da Adamo per naturale discendenza; l’unica ad essere stata preservata da questo peccato fu proprio Maria Ss., la Madre di Gesù.

Capiamo bene dunque il significato di “Immacolata Concezione” e perché il sacerdote di Santa Bernadette credette all’apparizione della Madonna.

Maria Santissima fu dunque preservata dal peccato originale, e si preservò durante tutta la sua vita dal peccato attuale, cioè dal peccato che si commette da che si ha l’uso della ragione.

Per capire - in modo infimo! - la grandezza di Maria Santissima, dobbiamo tenere presente che Lei, la Senza Macchia, poiché la sua anima fu preservata dal peccato originale, non fu mai priva del ricordo di Dio, della sua vicinanza, del suo amore, della sua luce, della sua sapienza; l’anima di Maria poté dunque comprendere e amare sin dal momento della sua Concezione, quando ancora il suo corpo non aveva preso fisionomia.

Maria Santissima E’ la Vergine. E’ l’Unica. E’ la Perfetta. E’ la Completa. Pensata tale. Generata tale. Rimasta tale. Incoronata tale. Eternamente tale. E’ la Vergine. E’ l’abisso dell’intangibilità, della purezza, della grazia, che si perde nell’Abisso da cui è scaturito: in Dio, Intangibilità, Purezza, Grazia perfettissime.

Impariamo da Maria Santissima una virtù poco conosciuta, la più trascurata, la più oltraggiata e talvolta anche la più derisa: la purezza. Questa virtù valse l’Incarnazione di Dio in un grembo di creatura...

E’ bello riflettere il fatto che Dio non volle nascere in una reggia, non volle neanche comparire in tutta la sua maestosità in cielo, su un trono di stelle: si contentò di un grembo senza macchia, il più puro, il più santo, quello di Maria Santissima.

La Madre di Dio conservò questa purezza sia nell’anima che nel corpo, mantenendo la sua verginità e rimanendo la Vergine prima, durante e dopo il parto.

Noi, poiché nati col peccato d’origine, pur avendo riacquistato la Grazia di Dio con il Battesimo, siamo soggetti alle tendenze della carne e dunque al peccato: la cicatrice infatti che sussiste anche dopo il primo Sacramento causa questa nostra propensione verso ciò che è male.

Dobbiamo imparare dunque, se vogliamo guadagnare la Vita Eterna, a rendere schiava la nostra carne, il nostro corpo, per non farci abbindolare dai piaceri terreni e per accrescere in noi la Grazia di Dio e santificarci - che è il fine per il quale siamo stati creati!-.

Ovviamente, per “rendere schiavo” il nostro corpo non si intende trascurarlo, perché ciò sarebbe l’estremo, e l’estremo non è mai caritatevole; l’uomo è stato creato con anima e corpo, ciò significa che anche il corpo ha il suo valore, come Tempio dello Spirito Santo. Proprio per questo motivo, dobbiamo avere riguardo per il nostro corpo, preservandolo da azioni impure che offenderebbero non solo noi stessi, ma Dio, che abita in noi.

Che cosa fu la carne per Maria (come per Gesù)?

Fu un semplice velo d’acqua sullo spirito trionfante, carezza di vento sullo spirito re, cristallo che isola lo spirito-signore e non lo corrompe, impulso che solleva e non peso che opprime. (...) Meno pesante e sensibile di una veste di lino, lieve sostanza interposta fra il mondo e lo splendore dell’io soprumanato, mezzo per operare ciò che Dio voleva. Null’altro.

Un mezzo efficacissimo per conservare la purezza si ha nel coltivare una tenera devozione a Maria Santissima. La nostra devozione a Lei non deve consistere solo nell’esercizio di pie pratiche, ma, soprattutto, nell’imitazione delle sue virtù, specialmente della purezza, nella sua elezione a modello di santità, e nel pregarLa spesso, invocandoLa, in modo particolare, nel momento delle tentazioni impure.

Maria Santissima, la Madre purissima, la Madre castissima, la sempre Vergine, la Vergine delle vergini, la Mediatrice di tutte le grazie ci otterrà, certamente, dal suo diletto Figlio di conservare nel nostro corpo e nel nostro spirito la virtù della purezza, donandoci di gustare, nello stesso tempo, la beatitudine proclamata da Gesù: “Beati i puri di cuore” (Mt. 5 - 8).

Dio è Purezza. Il Paradiso è Regno di Purezza. Niente di impuro può entrare in Cielo dove è Dio. Perciò se sarete impuri non potrete entrare nel Regno di Dio. (..) Colui che è puro ha dalla terra un principio di Cielo perché Dio si curva sul puro e l’uomo dalla terra vede il suo Dio. Non conosce sapore di amori umani, ma gusta, fino all’estasi, il sapore dell’amore divino, e può dire: “Io sono con Te e Tu in me, onde io ti possiedo e conosco come sposo amabilissimo dell’anima mia.”. Chi ha Dio ha inspiegabili, anche a se stesso, mutamenti sostanziali per cui diviene santo, sapiente, forte, e sul suo labbro fioriscono parole, e i suoi atti assumono potenze che non sono della creatura, ma di Dio che vive in essa. Cosa è la vita di colui che vede Dio? beatitudine. E vorreste privarvi di simile dono per fetide impurità?

Giova molto compiere, in una determinata circostanza, una totale e solenne consacrazione a Maria di tutto noi stessi, anima e corpo, e rinnovarla quotidianamente nelle nostre preghiere.

Che Maria Santissima illumini con la sua grazia i nostri cuori, specialmente quelli dei giovani, e ci aiuti a conservare e aumentare in noi quella grande virtù che è la purezza.

 

Veronica Tribbia

Share |