Home / Rubriche / La Corsia ha intervistato... / Intervista a MARIO PALMARO

Intervista a MARIO PALMARO

La Corsia dei Servi intervista Mario Palmaro*

 

1 Di questi tempi pare che l’urgenza sociale sia quella del riconoscimento dei diritti alle coppie omosessuali in materia di matrimonio e adozione dei figli. Solo i cattolici (pochi per la verità) tengono duro sulla difesa della legge naturale. Come spiegare l’urgenza della difesa della legge naturale? 

La legge naturale è il fondamento della società civile. È la legge voluta dal Signore; prima ancora che da un punto di vista soprannaturale è la legge del mondo umano: una volta distrutta, il destino della società civile è segnato. La sua importanza emerge anche da un punto di vista storico, basti pensare ad esempio anche alla Rivoluzione francese. Il pensiero illuminista, infatti, nonostante sia causa della Rivoluzione francese, tuttavia in origine non nasce contro la legge naturale anche se porta con sé il virus della separazione tra la legge naturale e Dio. Questo rispetto anche solo parziale della legge naturale ha fatto sì che le leggi degli Stati conservassero un riflesso nitido della legge naturale stessa; possiamo anche ricordare che nonostante la presenza di governi massonici nell’800, spesso in quelle nazioni c’era rispetto della legge naturale.

Oggi invece constatiamo l’epilogo del movimento rivoluzionario con l’allontanamento completo dalla legge naturale (e a questa dissoluzione, va detto, ha contribuito anche il mondo cattolico). Dunque quale è l'urgenza del mondo d'oggi (ma che dovrebbe essere l'urgenza di sempre)? Difendere la Verità, difendere il bene, difendere la legge naturale. Perchè che cosa si intende per legge naturale? In estrema sintesi significa ammettere che la ragione umana è in grado di riconoscere il bene e il male in qualsiasi ambito. Se vogliamo, l’unica forma di ecumenismo sana è proprio questa perché rende possibile in una stessa nazione la convivenza di persone con convinzioni religiose differenti.

 

2 Passiamo a trattare una delle piaghe del mondo giovanile di oggi: le convivenze e la scelta di vivere la sessualità disordinatamente rigettando quella grande virtù che è la castità la quale gioverebbe invece alla buona riuscita di un rapporto di coppia.

Nel nostro tempo si sente spesso il richiamo alla crisi economica come se questa fosse l’urgenza più impellente o comunque la cosa più importante: in realtà ciò che precede la crisi economica è la crisi di valori e della morale. Si fa spesso ricorso alla precarietà del lavoro giovanile sostenendo che è la causa dell’instabilità affettiva e matrimoniale quando invece è vero il contrario: il rifiuto di un impegno per tutta la vita genera una società che pensa in modo individualista, ripiegata sui propri bisogni edonistici e priva di un progetto di vita a medio e lungo termine. La convivenza è il simbolo proprio di questa società liquida nella quale coloro che credono di vincere ne escono puntualmente sconfitti. L’esempio tipico è quello relativo alla condizione della donna che attraverso l’emancipazione ha eguagliato l’uomo nei suoi vizi e aspetti deteriori ma alla fine si trova con un desiderio irrisolto di amore e stabilità e spesso senza la gratificazione della maternità. Anche qui, anche in questi temi, purtroppo va detto che si registra la latitanza della pastorale da parte di tanti sacerdoti: che fine ha fatto la dottrina della Chiesa?

Per quanto riguarda poi il valore della castità in ambito prematrimoniale è fondamentale aiutare le persone a riscoprire che non si tratta di un'impuntatura moralistica né di un sacrificio imposto ai fidanzati per il gusto di mortificarli, né di una prescrizione formalistica, priva di qualsiasi giustificazione razionale. Come sempre quando la Chiesa insegna una verità morale, la castità al di fuori del matrimonio ha un profondo significato antropologico: è proposta perché 'fa bene' all'uomo, rispetta e promuove la sua più intima natura, lo aiuta a comprendere in profondità l'essenza del matrimonio.

 

3 Ci sono tante persone che si dicono cattoliche ma poi nei fatti contraddicono l’insegnamento della Chiesa ad esempio in materia di aborto, di contraccezione, ricorso all’inseminazione artificiale…Come è possibile leggere questa contraddizione? 

L’aspetto più grave non è l’incoerenza pratica, che pure è un bruttissimo segnale, ma alla quale può porre rimedio la Misericordia di Dio; la vera tragedia sta nel fatto che non solo si sbaglia ma si giustifica il proprio sbaglio, si vuole giustificare la propria incoerenza. È inutile negare che oggi ci troviamo anche di fronte ad una grave crisi nella presentazione della dottrina cattolica cioè al modo con cui la Chiesa oggi insegna se stessa. Non si può amare ciò che non si conosce! 

 

4 Parliamo allora della crisi della Chiesa. Si tratta di una crisi particolarmente perniciosa perché interna, provocando ogni giorno che passa sempre più disorientamento nei fedeli perché si corre spesso il rischio di trovarsi con due opinioni diverse nella stessa materia oggetto della questione.

La crisi della Chiesa investe due ambiti o trova la sua spiegazione su due cause: la prima è la crisi della liturgia; la seconda è la crisi dottrinale. Brevemente: la crisi della liturgia ha effetti devastanti perché quando si parla di liturgia si parla di Messa e la Santa Messa è il centro e il cuore della Chiesa. Un esempio può chiarire meglio il concetto: quando si è di fronte ad un guasto l’ingegnere controlla per prima cosa la centralina dell’impianto, il suo organo principale. Così è per la crisi che stiamo trattando: se voglio capire e riparare il guasto che affligge la Chiesa devo esaminare il suo organo principale: la Messa. Ma la crisi è, come detto, anche di natura dottrinale. Bisogna conoscere, approfondire, amare la dottrina cattolica. Oggi ci troviamo un cattolicesimo senza dottrina dove, per ovvia conseguenza,  non c’è più l’eresia, l’errore…assistiamo alla perdita dell’importanza sacramentale… ma l’uomo concreto, se non si aggrappa ai sacramenti, come fa ad avere la vita di grazia? Come fa perciò a salvarsi? Senza la Confessione, senza i doni dello Spirito Santo, senza coltivare le virtù…come si può raggiungere la salvezza?  Tutto questo oggi non assume più alcun valore, o è stato dimenticato, o non si conosce affatto.

 

5 Che cosa è e perché si è deciso di fondare il Comitato verità e Vita?

Il Comitato verità e Vita è un’Associazione aconfessionale e apartitica che promuove su tutto il territorio nazionale convegni, incontri, dibattiti, iniziative culturali, formative e sociali e qualunque altra attività finalizzata a diffondere la cultura della vita. Lo scopo è quello di affermare in ogni circostanza tutta la verità sull'uomo e sulla sua dignità, al di là di ogni tentazione compromissoria. In estrema sintesi due sono gli obiettivi: difendere la vita e difendere la retta dottrina sulla vita umana. Oggi infatti registriamo tanto volontariato per la carità ma molto poco per la verità. Possiamo affermare che c’è una deriva nel campo della vita: se aiuti qualcuno te lo lasciano fare, se devi insegnare cosa è giusto o sbagliato non te lo lasciano fare. Per realizzare tali obiettivi si sono fondati i Centri aiuto alla vita e il Telefono verde sos vita (24 ore su 24) per aiutare concretamente chi fosse in cerca di aiuto (ad esempio giovani donne di fronte ad una gravidanza inattesa e che spaventa…). 

 

Monza, Luglio 2013

 

*Mario Palmaro è Presidente nazionale del "Comitato Verità e Vita". E’ docente di Filosofia del diritto, Filosofia Teoretica, Etica e Bioetica nell’Università Europea di Roma. E’ editorialista de "Il Timone" e autore di numerosi saggi con il giornalista Alessandro Gnocchi.