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Unità di Dio

Che significa Unità di Dio? Unità di Dio significa che c’è un Dio solo. 

Nel Simbolo Atanasiano la nostra fede si esprime così: Non ci sono tre dei, ma un solo Dio. 
Come potrebbero esistere più dei, cioè più esseri infiniti? Non si distinguerebbero tra loro, e per l’infinità delle loro perfezioni sarebbero identici, cioè uno solo... Dio è semplicissimo, non può essere né diviso né moltiplicato. Perciò è uno e unico. 
Che esiste Dio lo sappiamo perché ce lo dicono la divina rivelazione e la nostra ragione. 

La divina rivelazione - Nella Sacra Scrittura, che è la parola rivelata da Dio, leggiamo che prima del peccato originale Dio parlava spesso con i nostri progenitori, Adamo ed Eva. Dopo la prima colpa, Dio si manifestò per pronunciare la sentenza di condanna e per annunciare il futuro Redentore; si manifestò a Caino rimproverandogli il fratricidio; si manifestò ai patriarchi Abramo, Isacco, Giacobbe, ai profeti e a molti altri giusti dell’Antico Testamento. Nel Nuovo Testamento, Dio si manifestò specialmente nell’Incarnazione, poi nell’Epifania, nel Battesimo di N.S. Gesù Cristo e nella Trasfigurazione sul monte Tabor. 
Dio si manifesta, perciò siamo sicuri che Dio esiste. 

La nostra ragione - la nostra ragione riconosce l’esistenza di Dio tramite molti argomenti, di cui ecco i principali: l’argomento di causalità e gli argomenti psicologici. 

Argomento di causalità: Risalendo dagli effetti alle loro cause giungiamo a scoprire la Causa prima, che è Dio. L’argomento di causalità si divide in cinque argomenti: 
1) Argomento del moto - Moto è il passaggio dalla potenza all’atto, cioè un passaggio per acquistare una perfezione che ancora non ha. Ma ciò che si muove dalla potenza all’atto, non si può muovere da sé: ha un movente, che a sua volta è mosso. Non possiamo però risalire all’infinito in una serie di moventi e di mossi, ma dobbiamo per forza fermarci a un Movente primo che non è mosso da altri. Questo Movente o Motore immobile è Dio. 
2) Argomento delle cause efficienti - Tutti gli esseri viventi procedono da altri viventi. I figli procedono dai genitori, che procedono dai nonni, i nonni dai bisnonni, questi dagli avi e così via. Però non possiamo procedere indietro all’infinito, ma dobbiamo fermarci ad una Causa prima, da cui procedono tutti gli esseri viventi e che non procede da nessun’altra causa. Questa Causa prima è Dio. 
3) Argomento degli esseri contingenti - Contingente è ciò che passa, che ha principio nel tempo. Ma ciò che ha un principio, finisce anche. Come i monti che hanno inizio dalle eruzioni vulcaniche e dalle sedimentazioni del mare e finiscono nel corso dei millenni smussati dalle erosioni dell’acqua e dell’aria. O anche gli astri del cielo, che dallo stato di luce bianca passano a quella gialla, poi rossa e infine si spengono dopo aver brillato per miliardi di anni... Tutto ciò che ha avuto un principio, ha anche una fine. Dobbiamo dunque risalire ad un Essere necessario, che è sempre esistito e che esisterà per sempre: Dio. 
4) Argomento dei diversi gradi di perfezione - Noi diciamo che gli esseri creati sono più o meno belli, buoni, sapienti, intelligenti, potenti ecc. a seconda della loro somiglianza con il Modello supremo di Bellezza, Bontà, Sapienza, Intelligenza e Potenza infinita. Questo Modello infinito di tutte le perfezioni è Dio, perfezione infinita. 
5) Argomento dell’ordine delle cose - L’ordine che appare nel creato è meraviglioso: il moto degli astri, lo sviluppo della vita nelle piante, negli animali, negli uomini, l’attività del pensiero umano e angelico ... tutto è regolato da leggi ammirabili e precise. Chi ha posto nella natura queste leggi? Dio. 

Argomenti psicologici: Non solo le leggi che sono fuori di noi ci manifestano Dio, ma anche quelle che sono in noi. Gli argomenti psicologici si dividono in cinque argomenti: 
1) Argomento ideologico - Le idee, che abbiamo delle cose particolari e mutevoli, sono universali e immutabili. L’idea di un uomo, ad esempio, è applicabile a tutti gli individui composti di anima ragionevole e di corpo umano. Le idee dove attingono la loro universalità e immutabilità? Non certo dalle cose che esprimono, perché sono particolari, e nemmeno da noi stessi, perché siamo individui. Esse provengono da Dio, che ha creato la nostra mente e ciò che essa conosce. 
2) Argomento eudemonologico - In ogni uomo vi è il bisogno e desiderio insopprimibile di essere perfettamente felice. Ma questa felicità non si può trovare in nessun essere limitato nel tempo e nelle perfezioni. Deve esserci dunque un Bene sommo, perfettissimo, che ha infuso questo bisogno in noi e che è capace di soddisfarlo: Dio. 
3) Argomento deontologico - In noi vi è una legge costante e universale: ci indica cos’è bene e cos’è male; ci fa provare rimorso quando operiamo e pensiamo male e ci dà una soddisfazione più intima e più pura quando operiamo il bene. Questa legge non ce la siamo data noi. Dio ha connaturato al nostro io quest’esigenza, che nessuna creatura può dare né cancellare. 
4) Argomento morale - La massima parte degli uomini ha sempre ammesso e creduto che Dio esiste. Ora non è possibile che tutti gli uomini sbaglino in una cosa di tanta importanza. Perciò Dio esiste necessariamente. 

IL TAGLIATORE DI SAINT-POINT: 

Un gentiluomo domandò un giorno a un tagliapietre, che lavorava sui monti, lontano da tutti: - Come puoi vivere così solo? - Io, rispose il lavoratore, non mi sono mai sentito solo. Dio mi è sempre presente. - E come ti sei abituato a vivere in tanta familiarità con Dio? - Prima mia madre, e poi altre persone buone mi parlarono di Dio... Il mio catechismo è tutto ciò che mi circonda, perché in ogni cosa io vedo Dio. - Tu vedi Dio? - domandò il gentiluomo stupito. - Se lo vedo! ... Lo vedo come un cielo senza confini, seminato di stelle; come un mare che non ha sponde, dal quale emergono terre e isole innumerevoli; Lo vedo come un gigante che si carica sulle spalle monti, mari, soli, mondi senza sentirne il peso; Lo vedo come un occhio infinito che abbraccia tutte le creature; come una mano smisurata che tutti ci sostiene; come un cuore che palpita in tutte le sue opere, dalle più grandi alle più piccole! 

Ogni persona della Santissima Trinità è Dio? Sì, ogni Persona della Santissima Trinità è Dio. 

Comprendiamo noi come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un solo Dio? No, noi non possiamo comprendere come le tre Persone divine, benché realmente distinte, sono un unico Dio: è un mistero. 

Nessuna intelligenza creata umana e angelica può comprendere come può esistere un solo Dio, e come in un solo Dio vi siano tre Persone, come ogni Persona sia Dio e come tutte e tre le Persone siano un solo e unico Dio, e non tre dei. Comprendiamo come uno non sia tre, e tre non siano uno, ma non come Dio possa essere tre Persone, ogni persona sia Dio e tutte e tre un unico Dio. E’ un grande mistero che solo Dio può capire. Nessuno - dice Gesù - conosce il Figlio tranne il Padre, e nessuno conosce il Padre eccetto il Figlio e colui al quale il Figlio volle farlo conoscere (Mt 11, 27). 

Anche se non lo possiamo comprendere, tale mistero non è assurdo, cioè impossibile in se stesso e contrario alla ragione. E’ superiore alla ragione, non contrario ad essa. 

RIFLETTO: 

Ancorché non possiamo capire e spiegare il mistero trinitario, possiamo tuttavia servirci di esempi, immagini, paragoni, per farci un’idea sempre incompleta e insufficiente del grande mistero. 
Tertulliano paragona Dio al sole: “Nel sole si distinguono tre cose: il sole, i raggi, il calore. Il sole genera i raggi luminosi; i raggi sono generati dal sole; il calore deriva dal sole e dai raggi insieme.” 
Sant’Agostino scopre un’immagine della Trinità nella nostra anima. “L’anima è una sola, ma vi si trovano tre cose realmente distinte: l’intelletto che genera il pensiero ed è immagine del Padre che genera il Figlio; il pensiero generato dall’intelletto, immagine del Figlio che è generato dal Padre; l’amore, che in un certo modo deriva dal pensiero e dall’intelletto insieme, immagine dello Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio per la spirazione di amore.”

 


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X

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