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Il modernista apologista

L'apologista secondo i modernisti è anch'esso, come per lo storico, dipendente dal filosofo: indirettamente, perché accetta la storia scritta secondo i criteri filosofici; direttamente, perché accetta dal filosofo dogmi e giudizi. Ma vediamo in pratica come espone la propria apologia un modernista.

Il fine che si è prefisso è di condurre l'uomo privo di fede a raggiungere l'esperienza della religione cattolica, perché l'esperienza, come si è detto nelle precedenti catechesi, è per i modernisti l'unico fondamento della fede. Il cammino che deve percorrere l'uomo è duplice, oggettivo e soggettivo.

Analizziamo gli argomenti oggettivi.

Innanzitutto, da perfetto agnostico, l'uomo deve dimostrare che nella religione si nasconde qualcosa di “misterioso”. Il modernista affermerà che la religione cattolica al presente è assolutamente la stessa fondata da Cristo, essa non è altro che lo sviluppo successivo del germe recato da Cristo. E tale germe è riassunto in questa formula: “Cristo aveva annunciato la venuta del regno di Dio; tale regno si sarebbe realizzato in breve tempo, ed egli stesso ne sarebbe stato il Messia, cioè l'esecutore e l'ordinatore mandato da Dio”.

Dopodiché, il modernista deve dimostrare che il germe, sempre immanente e permanente, a poco a poco si sia sviluppato e adattato alle circostanze della storia, assimilando ciò che gli era vitalmente utile, come forme dottrinali, culturali ed ecclesiastiche, e sopravvivendo a tutte le persecuzioni e a tutte le lotte.

Dopo queste dimostrazioni che corrispondono appieno alle leggi dell'evoluzione, i modernisti considerano che tutti gli avvenimenti della storia della Chiesa non sono sufficienti a spiegarla pienamente, perché vi rimarrà sempre l'”incognito”.

[La definizione del germe primitivo è solamente frutto della presa di posizione agnostica ed evoluzionistica dei modernisti, ed è confacente alla loro causa]

Mentre gli apologisti modernisti si sforzano di sostenere a modo loro la religione cattolica, nello stesso momento dichiarano che in essa vi sono molti errori e contraddizioni. Affermano infatti che nei libri sacri sono molti gli errori scientifici e storici perché in tali libri non si tratta di scienza o storia, ma solamente di religione e morale; concludono quindi che la scienza e la storia contenuti in quei libri sono solamente “involucri” che servono a propagare la religione e la morale in modo più facile al popolo, non preparato ad una scienza o storia perfetta.

Ma vanno oltre. Gli apologisti modernisti affermano che i libri sacri hanno una propria verità e logica diverse dalla verità e logica razionale: verità cioè di comparazione e proporzione sia riguardo all'ambiente in cui si vive, sia riguardo al fine per cui si vive. Questo ragionamento vale a legittimare gli errori dal momento che rispondono alle necessità dell'adattamento vitale.

Sfortunatamente per i modernisti, non è lecito ammettere una tale legittimazione dell'errore nei nostri libri sacri. I libri sacri sono stati scritti sotto l'ispirazione dello Spirito Santo, perciò hanno Dio per autore: assecondando i ragionamenti dei modernisti, sarebbe come attribuire a Dio la menzogna di utilità o ufficiosa, e ciò non è possibile.

[“Ammessa una volta sola in una così alta autorità qualche bugia ufficiosa, non resterà nessuna particella di quei libri che secondo la stessa perniciosissima regola non venga attribuita a consiglio e vantaggio dell'autore che mente”, diceva sant'Agostino, dal che deriva: “In essi ciascuno crederà quello che vuole, non crederà quello che non vuole”.]

I modernisti affermano anche che alcuni errori dei Libri Sacri siano dovuti alla mancanza di un fondamento razionale, per esempio per ciò che riguarda le profezie. Anzi, asseriscono che Gesù stesso abbia sbagliato nell'indicare il tempo della venuta del Regno di Dio, e al tempo stesso giustificano questo errore dicendo che anch'Egli era sottoposto alle leggi della vita.

Passiamo agli argomenti soggettivi dei modernisti. Essi si rifanno alla dottrina dell'immanenza, e cercano così di convincere l'uomo che dentro di sé si celano il desiderio e il bisogno della religione cattolica, che è necessaria al perfetto sviluppo della vita. Questo, almeno, quanto credono i modernisti più moderati. Il modernista integralista afferma in più che l'uomo non ancora credente ha in sé lo stesso germe che fu nella coscienza di Cristo, e che fu da Lui trasmesso agli uomini.

[Tanti cattolici, pur non conoscendo la dottrina modernista dell'immanenza, credono la medesima cosa dell'apologista modernista moderato...]

Così è descritto brevemente il metodo del modernista apologista; un metodo buono per lo sconvolgimento totale di qualsiasi religione.


Veronica Tribbia - dal Catechismo sul modernismo secondo l’enciclica “Pascendi” di papa S. Pio X - Editrice Ichthys