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Novena a Maria Santissima d'Oropa

ISTRUZIONE

Fra tutti i santuari d'Italia, uno dei primi è quello di Oropa, presso Biella in Piemonte. Nel IV secolo, fu S. Eusebio Vescovo di Vercelli, esiliato dagli Armeni, che scoprì in Oriente tre statue rappresentanti Maria Santissima col Bambino in braccio, scolpite in legno di cedro dall'Evangelista S. Luca.

Dopo la morte del persecutore Costanzo, S. Eusebio poté ritornare nella sua sede vescovile e donò la prima di queste statue ad Oropa, la seconda a Crea e la terza a Cagliari.

Il santuario d'Oropa fu dai Sommi Pontefici elevato al grado di Basilica, ed ai Cristiani, che visitavano la Vergine Santissima e le dodici cappelle lì esistenti, sono concesse molte Indulgenze, anche Plenarie, purché confessati e comunicati preghino, ecc.

La statua è alta 1 metro e 32 centimetri, e rappresenta la presentazione del Bambino al Tempio: infatti, il Bambino tiene in mano la colomba mentre la Madonna porge la moneta dell'offerta (il prezioso pomo d'oro sormontato dalla preziosa croce è stato aggiunto in seguito).

E' risaputo che i volti di Maria e di Gesù non si coprono mai di polvere: per secoli, quando si pulivano i sacri volti con un fazzoletto bianco, questo rimaneva immacolato, e lo stesso succede fino ad oggi, dove la statua è conservata in una teca di vetro.

La statua inoltre non presenta segni di usura, nonostante i due millenni ormai trascorsi.
Nel 1621, quando si tentò di trasferire la statua dal santuario in un luogo più vicino a Biella, successe per due volte lo stesso miracolo: la statua diventò improvvisamente così pesante da non poter essere trasportata.

A crescere sempre di più la venerazione verso un così insigne Santuario, nel 1858 fu dal Santo Padre Pio IX accordata una nuova apposita ufficiatura.


PREGHIERA

Alla benedetta fedeltà e singolare vostra custodia, o Maria Santissima, mia Signora, io raccomando ora e sempre e molto più nell'estremo della mia vita, l'anima ed il corpo mio, e tutto mi abbandono in seno della vostra misericordia: ripongo in voi ogni mia speranza e conforto nelle angustie e miserie di questa terra, in voi mi affido in vita e nel punto della morte; affinché, mediante la vostra santissima intercessione ed i meriti vostri, ogni mia cosa sia diretta ed ordinata secondo la vostra volontà e quella del vostro Figlio. Così sia.

(Ind. di 200 giorni una volta al giorno – Leone XIII, 1890)

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