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S. Margherita regina di Scozia

La vita

Margherita nacque verso l’anno 1048 da Edoardo figlio di Edmondo II re d’Inghilterra e da Agata nipote di re Stefano d’Ungheria. Sin da piccola Margherita si distinse per il suo cuore retto, lo spirito vivo e una naturale dolcezza; cogli anni emersero la sua purezza dei costumi e la sua modestia ed era una donna molto operosa, nel lavoro manuale e nella meditazione. Margherita era molto devota sia alla Vergine che a Gesù, per il quale passava le notti davanti al Santissimo sull’altare.

Era solita dire a coloro che la giudicavano per l’eccessiva modestia, che una fanciulla non doveva adornarsi delle ricchezze e vanità, ma solo delle più belle virtù.

In giovane età ella dovette affrontare la morte del padre Edoardo, che la spinse a ritirarsi in un qualche monastero, ma lo zio Edoardo III, salito al trono d’Inghilterra, fece richiamare a sé i nipoti Edoardo, Margherita e Caterina. Quando Margherita si presentò a corte, capitò che Malcolmo, re di Scozia, s’invaghì delle sue doti e della sua singolare personalità tanto da chiederla in sposa. Margherita accettò il volere dello zio e divenne regina, regnando con giustizia e fervore religioso. Il matrimonio fu benedetto da Dio con una famiglia numerosa composta da sei maschi e due femmine. Matilde, la prima figlia, divenne sposa di Arrigo I e Maria, la seconda, divenne sposa di Eustachio conte di Bologna. Margherita non seguì l’usanza di lasciare i propri figli ai tutori, ma se ne occupò lei stessa, li istruì con grande cura nello spirito, tanto che la famiglia divenne un esempio di cristianità e santità: i principi vennero educati nella purezza dei costumi e nelle maniere nobili, le figlie facevano sempre compagnia alla madre negli esercizi spirituali e nel lavoro.

Le splendide virtù della regina indussero Malcolmo a volerla all’amministrazione dello stato e alla direzione degli affari, che riguardavano soprattutto la polizia dello stato, il riposo e la felicità dei popoli, la prosperità della religione: molti infatti erano gli abusi nel regno, quali l’abito trascurato del sacerdote che si mescolava col laico, il digiuno trascurato, l’uso dei sacramenti e della penitenza, la domenica profanata, il vizio, la scostumatezza regnava ovunque. Margherita provvide a risistemare l’ordine facendo venire anche da luoghi lontani santi e zelanti predicatori, obbligò i vescovi ad accertarsi che le parrocchie fossero affidate a pastori dotti e moderati, la disciplina venne ripristinata e la religione consolidata in tutta la Scozia. Lo zelo ardente di Margherita venne ammirato e appoggiato dalle varie signorie, che fecero bandire il lavoro nei giorni di festa, le simonie, le bestemmie, le usure, i concubinati, i matrimoni impuri e altri disordini.

Il re, estasiato dalle azioni meravigliose della propria regina, le affidò anche l’erario del regno. Margherita se ne servì per adornare le chiese dei dovuti addobbi, fondò conventi per le vergini, costruì molti ospedali per i bisognosi e quando l’erario rimaneva vuoto, si affidava alle elemosine. Il suo più grande impegno era però verso i poveri, gli orfani, le vedove, i miserabili: non passava giorno che ella non portasse loro da mangiare, li servisse, li andasse a trovare negli ospedali.

In mezzo a tutto ciò, non mancava mai il tempo per Dio, la preghiera, le penitenze. Anzi, era così scarso il suo cibo, e così tante le mortificazioni, che venne costretta a stare a letto e a prepararsi alla morte. Prima di morire però, Margherita subì una grave perdita: il marito era impegnato in guerra contro Guglielmo re d’Inghilterra per riprendersi la contea di Cumberland, ma rimase ucciso insieme al figlio Edoardo nel 1093; il dolore non poteva che essere confortato dall’abbandono alla volontà di Dio, e poco tempo dopo morì anche lei in seguito all’aggravarsi della febbre.

Le lacrime, i sospiri, i gemiti dei sudditi provenivano specialmente dai poveri, dei quali la regina era divenuta una madre. Il suo corpo venne seppellito nella cappella della chiesa della SS. Trinità; il numero strepitoso dei miracoli avvenuti dopo la sua morte costrinsero papa Innocenzo IV a canonizzarla nel 1251.

Curiosità

Le sue reliquie sono sparse in Spagna e in altri luoghi che ricordano questa Principessa saggia, modesta, cristiana, umile, esempio delle varie figure di madre, regina, moglie che fanno tacere le tante dame e principesse di oggi. Quante sono quelle che oggi si possono chiamare imitatrici di Santa Margherita? Si possono chiamare veramente dame cristiane, queste dame odierne? Eppure non sono anch’esse cristiane, non seguono anch’esse lo stesso Vangelo, la stessa morale? Come mai nelle loro famiglie non regna lo stesso spirito di pietà, la stessa pace? Semplice: perché una madre mondana non può disprezzare il mondo e amare Gesù Cristo. Non è forse vero che i figli di oggi ricevono esempi esclusivamente mondani? E allora perché domandarsi di come il mondo sia giunto ad estirpare lo spirito religioso nei nostri figli? Osservate bene la condotta di S. Margherita, il modo con cui ha educato i propri figli, e vedrete le benedizioni del Cielo scendere sulle vostre famiglie.


Elisabetta Tribbia

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