Il Vaticano II e la questione cruciale

Home / Chi siamo / Editoriali / Il Vaticano II e la questione cruciale

[Editoriale n.10 - agosto 2020]

 

In questo ultimo periodo si è riacceso il dibattito sul Concilio Vaticano II, sulla sua validità e sulla corretta interpretazione di un Concilio che ha voluto, come è noto, caratterizzarsi esclusivamente per il suo carattere pastorale e non dogmatico (come invece vale per tutti gli altri Concili). Va segnalato che un dibattito sul Vaticano II era già stato organizzato e realizzato qualche anno fa dai Francescani dell'Immacolata i quali, probabilmente “giocando col fuoco” nel fare emergere alcune criticità, sono finiti abbrustoliti per non dire letteralmente distrutti (la Corsia si è occupata della vicenda qui) dalle attuali autorità vaticane che di quel Concilio incarnano perfettamente lo spirito.

 

Oggi, nonostante il precedente fallimentare tentativo, la riflessione sul Vaticano II ha ripreso vigore soprattutto nel mondo cosiddetto “tradizionale”, da sempre spaccato al suo interno tra coloro che hanno rivolto una critica (talvolta feroce) in merito agli errori insiti in quel Concilio e nel post-concilio che ne è seguito, e coloro che hanno impiegato i loro sforzi a salvare nonostante tutto l'interpretazione dei testi conciliari alla luce di una sorta di continuità con la Tradizione. 

 

In realtà questo ultimo tentativo è naufragato miseramente sotto gli occhi di tutti per via del susseguirsi di scandali e clamorosi scivoloni da parte della chiesa “ufficiale” che ha smarrito ogni residua credibilità e che a distanza di più di 50 anni da quell'assise si ritrova in una posizione diametralmente opposta a quella assunta dalla Chiesa in tutta la sua storia bimillenaria.

 

Da qui prima l'intervento/denuncia di Mons.Carlo Maria Viganò e a seguire le riflesisoni di Mons.Athamasius Sneidher così come quelle di altre personalità (religiosi e laici) sulla necessità di addivenire ad una corretta e definitiva analisi sull'argomento (gli interventi significativi sono stati ripresi sulle colonne di questo sito e sono contenuti nella sezione “La verità sul Concilio Vaticano II”). 

 

Ora, posto che la Corsia è sempre stata chiara sull'argomento, ci sembra doveroso puntualizzare un concetto a nostro avviso fondamentale attorno al quale ruota tutta la questione: come approcciarsi alla realtà di una chiesa cattolica in piena crisi? Come è possibile cioè rimanere fedeli all'insegnamento di Nostro Signore (e dunque al Magistero perenne della Chiesa cattolica) quando al tempo stesso la Chiesa si trova governata da autorità che hanno smarrito la fedeltà a quell'insegnamento? 

 

Ricordando le parole di San Vincenzo di Lerins secondo cui “Ci sono Papi che Dio dona alla Chiesa, altri li tollera, altri infine li infligge”, resta il mistero di una Chiesa “occupata” da autorità (dunque finanche un pontefice) pur legittimamente elette ma profondamente corrotte.

 

Sembra ripetersi lo stesso scenario di un Governo i cui esponenti, pur riconosciuti politicamente nelle rispettive cariche, non lavorano certo nell'interesse dei cittadini e del bene comune in quanto traviati dai loro vizi, dalla loro sete di potere e, ciò che è ancora più preoccupante, dalla loro avversione alla legge naturale che è legge di Dio.

 

Tornando alla chiesa ufficiale attuale, è ormai chiaro che al fedele che intende rimanere realmente cattolico si impone una scelta, sicuramente drammatica: ubbidire alla Chiesa “di sempre” disobbedendo alle autorità attuali e ai loro controversi pronunciamenti oppure seguire le autorità attuali e i loro nuovi dettami rinnegando l'insegnamento della Chiesa di 2000 anni.

 

Il problema sta tutto qua.

 

Perciò ben venga una riflessione critica sul Concilio Vaticano II e ben venga – finalmente – che tale riflessione cominci a provenire pubblicamente non solo dal mondo laico ma anche da esponenti autorevoli del clero, ben venga soprattutto la consapevolezza che il problema non può essere circoscritto solo all'attuale pontefice Bergoglio ma comprende tutti i Papi che si sono riconosciuti in tutto e per tutto nel Vaticano II i cui atti, per loro stessa ammissione, hanno tratto origine esplicitamente da quel Concilio...

 

Dunque è certamente positivo questo risveglio delle menti e delle coscienze ma occorre prendere altresì consapevolezza che in tutto il tempo in cui si è rimasti in letargo o non si è voluto vedere la realtà per quello che è sempre stata, i danni atomici prodotti dal Concilio Vaticano II si sono nel frattempo propagati come una metastasi in ogni angolo del tessuto cattolico, radicandosi così fortemente in ogni luogo in cui hanno posto radici che oramai è obiettivamente impresa ardua estirpare una tal pianta velenosa.

 

Nel corso degli anni infatti le autorità della Chiesa e la maggior parte del clero, che hanno prima aderito e poi diffuso le perversità del Vaticano II, hanno di fatto realizzato una nuova chiesa all'interno della Chiesa, una sorta di nuova religione che ha preso sempre più il sopravvento su quella “di sempre”. 

 

Siamo tutti convinti che esista una e una sola Chiesa di Gesù Cristo: la Chiesa cattolica romana. Tuttavia si è infiltrata e diffusa al suo interno quella filosofia di pensiero che i Papi pre-conciliari hanno additato come la sintesi di tutte le eresie - ossia il modernismo, veicolato per mezzo del Concilio Vaticano II – le cui idee sono rese concrete, da chi le fa proprie, mediante l'instaurazione di una vera e propria nuova chiesa con una nuova messa, con una nuova morale, con un nuovo “insegnamento”.

 

Tale nuova chiesa, che identifichiamo col termine “conciliare”, è in definitiva una contro-chiesa, una chiesa cioè che dice e fa l'opposto di quello che la Chiesa ha sempre detto e fatto. 

 

Prendiamo per esempio la questione della creazione: negli incontri di “catechesi” della chiesa conciliare è vietato sostenere ciò che è chiaramente scritto nella Bibbia e cioè che l'umanità deriva da una coppia originaria. Si sentirà invece sostenere che tutta la Genesi è in realtà un racconto eziologico. Tutto nella Bibbia è eziologico, parolina magica per dire in buona sostanza che di quanto è scritto non è vero niente e che tutto va interpretato alla luce delle attuali conoscenze scientifiche (evoluzionismo?) o di chissà cos'altro. Ma questo non è forse negare la Verità? Quanti sono oggi i sacerdoti che spiegano chiaramente questa questione? Quanti quelli che sanno spiegare il significato dell'esistenza? Quanti quelli che raccomandano le finalità della vita terrena? Quanti parlano più di cosa sia il peccato e della sua relazione con l'uomo? Quanti credono ai miracoli descritti nel Vangelo e a quello che accade sull'altare con la transustanziazione? Quanti quelli che richiamano le parole inequivocabili di San Paolo sull'omosessualità? 

 

Potremmo continuare a lungo talmente risulta evidente che i fedeli sono al cospetto di un clero la cui maggior parte è in piena e terrificante apostasia. Si è smarrito ciò che è più prezioso al mondo, più prezioso persino della vita terrena: la Fede.

 

E se i pastori non hanno più fede e avvelenano il gregge con le loro idiozie, quale sarà il risultato? Esattamente quello davanti ai nostri occhi: di un clero che veste i panni di Giuda Iscariota e di una moltitudine di fedeli che non conosce nemmeno più l'abc della propria religione e che perciò ha perso ogni capacità intellettiva prima ancora che morale. San Pio X parlava di ciechi a guida di ciechi: sintesi perfetta. 

 

Resta allora l'amara costatazione che mentre oggi si sta ancora discettando se il Concilio Vaticano II abbia o meno prodotto frutti marci, la realtà ci vede proiettati già da tempo in una sorta di non ritorno di un post-concilio Vaticano III dove la realizzazione delle ambiguità e del “non detto” contenuto nel Concilio Vaticano II sta portando la Chiesa alle estreme conseguenze: alla già apostasia del clero, ora anche all'apostasia del gregge. 

 

Davanti ad uno scenario così terribile il vero cattolico non può comunque dimenticare che tutto rimane nelle mani di Dio e tutto concorre ai Suoi disegni. La Provvidenza non cesserà di aiutare chi sceglierà la fedeltà a Nostro Signore Gesù Cristo alla prepotenza di un clero apostata. Che la Fede ci illumini e ci sorregga in questa lunga notte buia in cui la Chiesa di Cristo è in agonia come accadde a Gesù nel Getsemani. 

 


Documento stampato il 20/10/2021