Home / Approfondimenti / Teresa Neumann, grande mistica del nostro tempo / Le visioni di Pasqua

Le visioni di Pasqua

LE VISIONI DI PASQUA

Le visioni della passione sono già state dettagliatamente riferite. Vediamo ora invece le visioni gioiose della risurrezione, che Teresa aveva ogni anno a Pasqua.

La risurrezione La visione inizia la domenica di Pasqua alle cinque del mattino. Teresa, che praticamente dorme dal venerdì santo (dopo aver rivissuto con particolare intensità la passione di Cristo), si sveglia all'improvviso. Nella visione si trova davanti al sepolcro di Gesù a Gerusalemme, davanti al quale stanno di guardia i soldati romani, piuttosto stanchi e insonnoliti. E’ una mattinata radiosa, il sole sta per sorgere. Teresa ha un attimo di spavento, guarda verso l'alto e poi appare radiosa di gioia. E’ successo questo: la terra ha tremato e il Salvatore è apparso col corpo trasfigurato fuori della parete rocciosa; la pietra davanti alla tomba è caduta, toccata da un « uomo luminoso » (un angelo); un secondo uomo luminoso è nella tomba stessa, un altro ancora è seduto sulla pietra tombale. Le guardie cadono a terra, soltanto una riesce a sostenersi alla sua lancia: è quella che ha ferito Gesù al costato. Teresa Neumann vede il Salvatore librarsi nell'aria e raggiungere il luogo della crocifissione. Lì sua madre, seguendo un intuizione interiore, è andata di primo mattino. Teresa segue il Salvatore e assiste all'incontro con la madre, che mentre si trova immersa nel suo grande dolore scorge all'improvviso il Salvatore trasfigurato. Egli dice alcune parole a sua madre, che lo guarda con immenso stupore e con gioia, e poi sparisce. Rispondendo alle domande di padre Naber, Teresa precisò che tutto era avvenuto contemporaneamente: terremoto, apparizione del Salvatore che esce dalla parete rocciosa, spostamento della pietra. Teresa precisò anche che il Salvatore emanava una grandissima luminosità, sembrava fatto di luce vivente e tuttavia era di carne; in particolare rilucevano le sue ferite. Anche la veste era fatta di luce; attraverso la veste si vedeva risplendere anche la ferita al cuore. « Com'era tutto bello e potente! L'uomo luminoso ha spostato la pietra come se fosse stata di carta! ».

Le pie donne alla tomba vuota La seconda visione di Pasqua si svolgeva in questo modo: Teresa si trova di nuovo davanti alla tomba; le guardie sono ancora distese per terra, quella che è rimasta in piedi è come impietrita. Arrivano la « ragazza » (così Teresa chiamava la Maddalena) e altre tre donne, tutte si spaventano di quello che si offre al loro sguardo: gli uomini per terra e la tomba aperta. Teresa nota anche che l'uomo luminoso che stava seduto sulla pietra non c'è più. Le donne non osano avvicinarsi; poi Maddalena e un'altra (una « alta », dice Resl) si fanno coraggio, si accostano alla tomba e guardano dentro. Maddalena fa un paio di passi nel sepolcro, non vede il Salvatore, vede invece un uomo luminoso che le dice alcune parole. Lei corre fuori tutta eccitata, chiama le altre donne, le fa entrare perché vedano anche loro, poi esce e si mette a correre più forte che può per raggiungere la casa dove si sono rinserrati « gli uomini del Salvatore ». Teresa nella visione segue la Maddalena. Giunta alla casa, Maddalena deve battere più volte alla porta e chiamare; finalmente le apre Giovanni, poi viene anche Pietro. Lei racconta loro quello che ha visto, ma loro non le credono. Allora Pietro e Giovanni escono e si avviano anche loro di corsa verso il sepolcro.

Pietro e Giovanni al sepolcro Questa è la terza visione di Pasqua. Teresa è ancora una volta davanti alla tomba. L'uomo che ha colpito il Salvatore al costato e poi ha aiutato a portare il suo cadavere nel sepolcro entra nella tomba. Non vede l'uomo luminoso, si stupisce grandemente che la tomba sia vuota, tocca le bende abbandonate, poi esce e fa entrare le donne. Loro vedono due uomini luminosi accanto al luogo in cui il Salvatore era stato disteso. Gli angeli parlano loro brevemente e le donne, evidentemente spaventate, si affrettano ad uscire. Poco dopo arriva Giovanni, che è più veloce di Pietro. Le guardie sono ancora distese a terra come morte, l'altro soldato non si vede. Giovanni guarda dentro la tomba vuota senza entrarvi. Quando arriva Pietro, gli appare brevemente il Salvatore, senza parlare, e lo fissa in volto. Poi Pietro raggiunge Giovanni e insieme entrano nella tomba. Pietro tocca i teli e si convince che sono vuoti: essi non sono gettati per terra uno sull'altro, ma sistemati come se chi vi era stato avvolto fosse scivolato via senza spostarli. Soltanto il telo nel quale era avvolta la testa è da una parte, per conto suo. Pietro raccoglie i teli e li nasconde sotto il suo mantello. Gli uomini luminosi non si vedono. Pietro racconta a Giovanni dell'apparizione del Salvatore, e Giovanni esce nel giardino e si guarda attorno con attenzione per vedere se il Salvatore c e ancora. Poi i due si affrettano a tornare dagli altri apostoli: non passano però per la porta grande della città, ma per quella piccola. Si presume che in seguito se ne vadano anche le guardie, perché nelle visioni successive Teresa non le vede più.

Gesù appare alla Maddalena e alle donne Quarta visione. Maddalena, dopo aver avvisato altre persone (e forse anche la madre di Gesù), torna indietro, piange e guarda ancora una volta dentro al sepolcro. Qui vede di nuovo i due uomini luminosi, e uno le parla. Lei esce molto triste e piange nuovamente. Intanto si guarda intorno e cerca: e nella luce del sole vede un uomo dalla veste chiara venirle incontro. Maddalena non lo conosce (neppure Teresa lo riconosce), gli fa delle domande, poi si copre il viso piangendo e quando toglie le mani si trova davanti il Salvatore, bello e radioso come è uscito dal sepolcro. Il Salvatore chiama la Maddalena e lei cade in ginocchio esclamando « Rabboni! ». Maddalena vuole avvicinarsi al Salvatore, ma lui alza le mani facendole capire di non farlo, poi guarda verso il cielo e le dice alcune buone parole. Teresa sente la parola « Abba », e subito dopo il Salvatore sparisce. Maddalena torna dalle altre donne, che sono ancora nel giardino che è intorno al sepolcro, guarda ancora una volta dentro alla tomba e poi corre via verso la città. Quinta visione. Ora le altre donne cercano in giardino. All'improvviso il Salvatore è davanti a loro, non posa i piedi per terra, ma è più in alto, come librato nell'aria. Le donne cadono a terra e vogliono abbracciargli i piedi, ma il Salvatore le trattiene con un gesto della mano. Poi dice qualcosa di buono alle donne e sparisce. Teresa non si stanca di ripetere quanto fosse bello e luminoso il Salvatore; le ferite sono guarite, di loro resta soltanto un segno lucente. Anche a lei in quel giorno le stigmate non fanno male: questa situazione in genere continuava per tutta la settimana di Pasqua. Queste cinque visioni erano quelle della mattina di Pasqua. Verso mezzogiorno Teresa Neumann si vedeva in genere trasportata a Roma, dove assisteva alla benedizione « urbi et orbi» del Papa. Nei giorni successivi alla Pasqua Teresa aveva altre visioni di Gesù risorto: l'apparizione agli apostoli, a Tommaso, sul lago Tiberiade e sui monti di Galilea. In questa sede dobbiamo tuttavia limitarci alla descrizione di una particolare apparizione, di cui i vangeli non parlano e che è quindi sorprendente e molto commovente.

Gesù appare alla madre e a Giovanni Questa visione avveniva in genere durante la settimana di Pasqua. Gesù vede sua madre e Giovanni percorrere la via per Gerusalemme, quella che aveva dovuto fare con la croce. I due camminano tristemente, ricordando quanto era successo commentano fra di loro i tristi avvenimenti e in un certo senso fanno la prima Via Crucis. Baciano anche il suolo nei punti in cui Gesù è caduto. Ed ecco che improvvisamente appare loro il Salvatore, in tutto lo splendore della risurrezione: li guarda con amore e parla loro. Sul viso di Maria e di Giovanni si riflette una grandissima gioia; gioia che (a giudizio di tutti i testimoni) traspariva anche dal volto della veggente.

GESÙ SALE AL CIELO

Questa visione commuoveva sempre profondamente Teresa, che appeùa entrava nello stato di quiete cominciava a raccontare che il momento più bello era stato quando Gesù aveva preso congedo da sua madre: era stata lei l'ultima persona con cui aveva parlato. Le visioni erano più d'una, separate come sempre da momenti di quiete in cui Teresa raccontava quello che aveva visto. Prima visione. Sono le quattro del mattino, gli apostoli e la madre di Gesù si trovano nella grande casa dove era stata tenuta la cena. Anche altn uomini e donne sono presenti in casa, ma in altre stanze. E’ il momento della colazione, sono accese le lampade. Le porte sono chiuse, ma all'improvviso il Salvatore appare in mezzo a loro. Tutti in un primo momento si spaventano, poi parlano, gli offrono qualcosa da mangiare, e lui ne prende un poco. Poi parla a lungo con loro. Seconda visione. Teresa vede il Salvatore uscire dalla casa insieme a tutti gli altri; si sono aggiunte anche altre persone. Arrivano a un ruscello, poi vanno in direzione della casa di Lazzaro (quindi verso Betania). Non arrivano però alla casa. Dopo un poco infatti voltano a sinistra, salendo su un monte. Il Salvatore indossa una veste bianca radiosa. Tutti sono scalzi. Anche il Salvatore cammina, non è librato in aria, e camminando parla con tutti. Terza visione. Giunti in cima al monte il Salvatore parla ancora una volta a tutti; poi parla agli apostoli e infine a sua madre, alla quale rivolge uno sguardo particolarmente amoroso. Poi solleva le mani verso l'alto, si alza da terra e si libra in direzione di oriente. Teresa aggiunse che in quel momento il sole sorgeva dietro alle sue spalle, era uno spettacolo meraviglioso, gli abiti scintillavano come neve al sole. Alzandosi da terra il Salvatore aveva guardato con amore anche Teresa, la quale raccontava queste cose piangendo di commozione. All'improvviso erano apparsi due uomini luminosi, che avevano detto a tutti parole liete; poi erano spariti. Tra le persone presenti, Teresa citava (oltre alla madre di Gesù, agli apostoli e alla Maddalena) anche una serie di persone che aveva già visto in altre visioni: la moglie di Pilato (« quella che voleva aiutare il Salvatore »), la guardia che aveva ferito Gesù al costato, Lazzaro. Soprattutto Teresa non si stancava di ripetere quanto fosse bello il Salvatore mentre si alzava verso il cielo col sole sorgente alle spalle.

LA MADRE DI GESÙ DOPO L'ASCENSIONE DEL REDENTORE

Teresa Neumann ebbe molte visioni relative alla madre di Gesù dopo che questi era salito al cielo. Ella dunque trascorse alcuni anni a Gerusalemme con Giovanni, che operava in questa città e negli immediati dintorni. Poi entrambi si trasferirono ad Efeso. Dopo alcuni anni, durante i quali si cominciò a diffondere la Chiesa primitiva, ricevettero in dono una bella casa poco distante dalla città, a sud, dove vissero a lungo. Maria un giorno seppe per rivelazione che non le restava più molto da vivere, ed espresse a Giovanni il desiderio di tornare a Gerusalemme per visitare ancora una volta i luoghi dove Gesù era vissuto ed era morto. Giovanni fu subito d'accordo e i due si misero in viaggio. A Gerusalemme incontrarono gli altri apostoli, che vi erano convenuti proprio in quei giorni. A giudizio del pastore Naber (Teresa evidentemente non ebbe rivelazioni su questo punto), essi erano venuti a Gerusalemme per il concilio degli apostoli (avvenuto verso il 50 d.C.); oppure il Salvatore nella sua bontà aveva voluto dare agli apostoli ancora una volta la possibilità di incontrare la madre per assistere alla sua morte e agli eventi straordinari che poi avvennero.

LA MORTE DI MARIA

Nella prima visione relativa a questo evento Teresa vede Maria e gli apostoli riuniti in una sala: è la stessa sala che ha già visto in altre visioni, quella adiacente alla grande sala dell'ultima cena, nella quale quella sera stavano le donne. Tutti sono molto invecchiati, ma Teresa non fatica a riconoscerli uno per uno. Manca Giacomo (fatto decapitare da Erode anni prima) e manca anche Tommaso. C'è invece Paolo, che Teresa conosce per averlo visto in altre visioni, e un altro uomo che gli apostoli trattano come un loro pari ma che Teresa non riconosce. Il pastore Naber ritiene che potrebbe essersi trattato di san Barnaba. Gli apostoli sono tutti intorno a Maria, riposano e fanno piccoli lavori. Più lontano Teresa vede riunite anche persone, uomini e donne, che non conosce. Mentre parlano tutti insieme di Gesù, Maria viene colta da un desiderio ardente di lui, dalla nostalgia di vederlo. All'improvviso si sente stanca, diviene pallida e si accascia. Giovanni la sostiene e lei muore tra le sue braccia, il capo reclinato sul petto di quello che considerava il suo secondo figlio. Appena Maria è spirata, Teresa vede la sua anima uscire dal corpo come figura luminosa incorporea; appare anche il Salvatore sorridente, che accoglie l'anima di sua madre; poi scompaiono insieme. Gli apostoli restano tristemente accanto al corpo senza vita di Maria; Giovanni le chiude gli occhi e la bacia sulla fronte, sulla guancia destra e sulla bocca, cosa che fanno anche gli apostoli. Tutti piangono, Teresa ha le lacrime che le scorrono sulle guance.

Sepoltura Il corpo di Maria viene preparato per la sepoltura dalle donne: viene cosparso di unguenti aromatici e avvolto in lini. Teresa avverte il profumo degli aromi. Pietro e un altro apostolo vanno nella valle del fiume Cedron a cercare una tomba in cui deporre il corpo di Maria. Viene scelta una tomba contro una collina, simile alla tomba di Lazzaro. Per entrare nel sepolcro bisogna scendere alcuni scalini; non c'è vestibolo. Maria viene posta nella tomba lo stesso giorno della morte, un sabato; la morte era avvenuta la mattina di buon'ora, la sepoltura la sera.

ASSUNZIONE DI MARIA

Teresa viene trasportata nella visione davanti alla tomba di Maria. E’ domenica mattina presto, intorno non c e nessuno. All'improvviso appare in alto una luce: due angeli scendono dal cielo con l'anima di Maria. Teresa riconosce l'angelo che aveva dato l'annuncio a Maria (l'arcangelo Gabriele), l'altro non lo conosce: nello stato di quiete disse però che si trattava dell'angelo custode di Maria. Le tre figure luminose entrano nel sepolcro senza che la porta chiusa impedisca loro il passaggio. Subito dopo riappaiono, ma Maria non è più una figura luminosa trasparente, bensì un corpo vivente trasfigurato, luminoso, rivestito di una veste di luce. Teresa dice di non riuscire a descrivere bene ciò che vede, l'immagine più vicina è quella della neve al sole, però non è abbastanza aderente alla realtà. Teresa dimostra una grande felicità, è radiosa. Gli angeli sostengono Maria, la mano sotto il suo braccio, e la conducono verso l'alto. Lo sguardo di Teresa segue le figure che salgono in cielo, poi sul suo viso appare una gioia sconfinata: le è apparso il Redentore in tutto il suo splendore, con la corte celeste di angeli e santi. C'è anche Giuseppe, incorporeo ma riconoscibile. Il Redentore e Giuseppe prendono il posto degli angeli a fianco di Maria; Teresa sente musiche ineffabili mentre Maria, regina del cielo e della terra, ascende col Salvatore. I testimoni di queste visioni hanno affermato che Teresa in uno slancio d'amore esclamava: « Con te, con te! »; tendeva le braccia verso le figure che salivano in cielo e si alzava sulle punte dei piedi. Parecchi testimoni attendibili hanno affermato che in più occasioni Teresa si alzò effettivamente dal suolo di alcune decine di centimetri.

GLI APOSTOLI ALLA TOMBA VUOTA

Tommaso, che era assente quando Maria era spirata, arriva intanto a Gerusalemme; è lunedì. È addolorato di essere arrivato così tardi e vuole vedere Maria per l'ultima volta almeno nella tomba. Si mette quindi d'accordo con gli apostoli per andare insieme a loro alla tomba della madre di Gesù. Teresa li vede giungere alla tomba e controllare i sigilli intatti (è martedì mattina presto). Tolgono i sigilli, aprono la tomba e poi si guardano con immenso stupore: il corpo è sparito. Al posto dove hanno deposto Maria, sono rimaste soltanto le bende, che hanno conservato la forma di un corpo. Le bende infatti erano impregnate di unguenti e sono quindi molto rigide e sostenute. Gli apostoli notano che nella tomba aleggia un profumo non terreno, che anche Teresa mostra di sentire. Dopo qualche tempo gli apostoli lasciano lietamente la tomba, convinti che Maria sia stata assunta in cielo. Nei limiti di questo libro non è naturalmente possibile riferire tutte le altre visioni di Teresa Neumann: basti dire che alla loro descrizione il dottor Johannes Steiner ha dedicato due volumi di trecento pagine ognuno. Noi ci siamo necessariamente limitati a riportare in parte il nucleo centrale delle visioni, quelle relative alla vita e alla morte di Gesù, alla sua risurrezione e assunzione in cielo, alla morte e assunzione di Maria. Teresa Neumann tuttavia ebbe visioni relative anche ai personaggi che ruotarono intorno a Gesù: Anna, Elisabetta, Giovanni Battista, gli apostoli, Lazzaro, Maria Maddalena, Marta, Paolo, Stefano e altri ancora. Ebbe inoltre visioni che si riferiscono a santi vissuti dopo Cristo: Agnese, Aloisio, Antonio di Padova, Barbara, Bernadette Soubirous, Francesco d'Assisi, Francesco di Sales, Sebastiano, Teresa d'Avila, Teresa di Lisieux. Ebbe inoltre visioni relative al mondo angelico.

IL SIGNIFICATO DELLE VISIONI

La vita di Teresa Neumann e i segni straordinari di cui ella fu oggetto per tanti anni hanno avuto e hanno un profondo significato. Il grande amore di Teresa per il Salvatore, il suo rivivere settimanalmente la sua passione e morte, le visioni di Gesù risorto e trasfigurato hanno certamente contribuito a far rivivere e crescere in tutti coloro che l'hanno avvicinata, sia laici che ecclesiastici, la fede in Gesù Cristo buon pastore e signore dell'universo. Lo dimostrano le tantissime testimonianze che vengono vagliate in vista del processo di beatificazione. I molti carismi di Teresa, le stigmate e il digiuno durato trentasei anni sono segni della potenza del Salvatore, che ancora una volta dà testimonianza di sé in Teresa, sua devota e messaggera. Il digiuno in particolare testimonia del valore del sacramento dell'amore, l'eucaristia, che è in grado di sostenere la vita umana senza bisogno di alcun sostentamento terreno. Infine le sofferenze cristianamente sopportate e accettate da Teresa devono indurre a riflettere sul significato e la necessità del dolore nel piano di salvezza di Dio. Tale il messaggio di Konnersreuth. Quanto al significato delle tantissime visioni che Teresa ebbe per tutta la vita e di cui abbiamo riportato qui il nucleo centralea titolo di esempio, ci sembra giusto inquadrarle e definirle con le parole del dottor Carl Stràter, già più volte citato. Egli scrive infatti: «Dato che Dio nella sua eternità vede contemporaneamente tutto ciò che avviene, non deve essere considerato impossibile che egli faccia partecipare qualcuno in modo particolare di questa divina conoscenza, e per esempio faccia vedere a questa persona la passione di Cristo nella sua attualità (e non soltanto per immagini). Io ritengo le visioni di Teresa Neumann essenzialmente soprannaturali e ritengo quindi che non sia possibile dimostrare in termini positivi la possibilità di tali visioni; basti ricordare che non è però neppure possibile dimostrarne l'impossibilità. Dato che Teresa, quando cominciò ad avere le visioni, aveva già dentro di sé pensieri, impressioni e immagini, è possibile che questi elementi soggettivi abbiano avuto un ruolo nelle visioni stesse. E’ molto difficile separare nettamente gli elementi soggettivi da quelli oggettivi, e non è neppure necessario farlo. Tali grazie non vengono certo date per promuovere la ricerca scientifica. Ci si può chiedere se in questo modo si può spiegare il fatto che certe visioni lasciano un'impressione di maggior oggettività di altre. Si potrebbe forse rispondere così: dove l'influenza divina è stata più forte, gli elementi soggettivi tendono a scomparire. E l'influsso divino era più forte che mai quando la Resl veniva immessa nel mistero centrale della redenzione della passione del Signore ». (Contina) 

 

(Fonte: ENTRAEVEDI.org)

Share |