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Fenomeni straordinari nella sua vita

La vita di Teresa Neumann fu piena di fenomeni straordinari e miracolosi. Delle guarigioni, della stigmatizzazione, del digiuno e delle visioni abbiamo già detto; c e pero una lunghissima serie di altri fenomeni che deve essere riferita, perché altrimenti il quadro della vita di questa mistica non sarebbe completo. Si tratta difatti rari ed eccezionali: comunione mistica, chiaroveggenza e telepatia, levitazione, bilocazione, rapporti con le anime dei trapassati, riconoscimento di reliquie e oggetti consacrati; senza contare le innumerevoli conversioni e i ritorni alla fede avvenuti grazie a lei. Vediamo dunque, almeno in parte, gli altri eventi straordinari della vita di Teresa Neumann.

Comunione mistica

Come abbiamo visto, Teresa viveva, per sua stessa ammissione, « del Salvatore » e ne avvertiva dentro di sé la presenza. Quando l'ostia consacrata si dissolveva dentro di lei (fu dimostrato dai medici che occorreva un giorno intero), Teresa veniva colta da una infinita nostalgia di Gesù, che la tormentava fino alla comunione successiva. Quando il sacerdote le porgeva l'ostia, lei entrava in stato di estasi e vedeva Gesù stesso (nelle sembianze di bambino nel periodo natalizio) venire verso di lei per darle la comunione. Ciò era già avvenuto quando Teresa, da bambina, aveva fatto la Prima Comunione. L'ha raccontato lei stessa con queste parole: « Alla mia Prima Comunione, quando il sacerdote mi porse l'ostia, non vidi il sacerdote, ma Gesù bambino trasfigurato; non pensai però che fosse qualcosa di insolito, anzi credetti che tutti avessero quella stessa visione. Padre Ebel, il parroco, notò il mio atteggiamento durante la santa comunione, lo attribuì a distrazione e il giorno dopo mi rimproverò e mi punì davanti a tutti gli altri bambini.

Dalla mia Prima Comùnione (primavera del 1909) si destò in me l'amore per il Salvatore nel sacramento e il desiderio di comunioni frequenti. Il parroco Ebel non consentiva però a noi bambini di comunicarci più di quattro volte l'anno e ci invitava ad essere presenti al sacramento e a fare la comunione spirituale. In queste occasioni, mentre ero inginocchiata sul mio banco, capitò due o tre volte, o forse più, che la santa ostia venisse dal tabernacolo verso di me, si posasse sulla mia lingua dopo che io avevo aperto la bocca, così che io potevo godere della comunione. Una volta la mia amica Theres Dòhla fu testimone di tutto il fatto e si meravigliò che a lei non capitasse. Nel settembre 1909 divenne parroco padre Naber, che consentì a noi bambini di comunicarci più spesso...». Capitava spesso che l'ostia entrasse in Teresa senza bisogno di essere inghiottita: appena le veniva posata sulla lingua spariva immediatamente. Il fatto fu constatato innumerevoli volte da padre Naber e da altri sacerdoti e laici che ebbero occasione di essere presenti. Il dottor Fritz Gerlich, protestante, direttore di un importante quotidiano di Monaco, che andò a Konnersreuth convinto che il caso di Teresa Neumann fosse una mistificazione e rimase invece tanto colpito da ciò che vide da convertirsi al cattolicesimo, descrive in questo modo la comunione di Teresa: «Quando padre Naber apparve col ciborio all'angolo dell'altare, Teresa entrò in estasi e dimostrò un incontenibile desiderio di andare incontro al Salvatore; ne era però impedita dall'inginocchiatoio. Il suo volto era raggiante, gli occhi lucenti, le mani tese in avanti, il corpo quasi sospeso. Il parroco mi fece cenno di inginocchiarmi accanto a lei, in modo da poter vedere la sua bocca. Il sacerdote posò l'ostia sulla punta della lingua di Teresa e si ritrasse... D'improvviso l'ostia scomparve: la bocca era ancora aperta come all'inizio e non c' era stato alcun movimento di deglutizione... Aggiungo che ero ben preparato a guardare e la chiesa era ben illuminata». Capitò anche in più occasioni che Teresa, in assenza del sacerdote e per il gran desiderio di accogliere in sé il Salvatore, ricevesse l'ostia consacrata direttamente: la particola cioè andava dal tabernacolo da sola verso di lei, come era avvenuto anche quando era ragazzina, placando così la sua nostalgia e mettendola in uno stato di estasi.

Ecco due testimonianze a questo proposito, una del pastore Naber e l'altra del fratello Ferdinand. Scrive il parroco nel suo Diario l'8 novembre 1932: « Questa mattina sono stato a confessare a Waldsassen e al mio ritorno, verso le undici, è venuta Teresa per la comunione: ne aveva un infinito desiderio. Andai con lei in sagrestia, indossai la stola e feci per andare verso l'altare. Quando le passai davanti (lei era seduta su una sedia) notai che era già in stato di estasi, come le accade dopo la comunione. Alla mia domanda, rispose che la sua nostalgia del Salvatore era così grande che il suo cuore aveva cessato di battere. Per impedire che morisse, il Salvatore stesso era sceso dal tabernacolo ed era andato da Teresa senza bisogno del sacerdote. Potei allora rendermi conto con quanta rapidità Teresa sarebbe potuta morire. In stato normale Teresa ricordava soltanto di essere svenuta e di avere improvvisamente visto il Salvatore davanti a sé». Ferdinand Neumann racconta quest'altro episodio: «Quando facevo il ginnasio e abitavo presso il professor Wutz, gli servivo la Messa nella sua cappella privata. Un giorno, come al solito, preparai l'ostia grande per il sacerdote e tre piccole destinate a mia sorella Ottilia (che era governante di Wutz), a mio fratello Hans e a me. Quando il professore distribuì la comunione, c'erano soltanto due ostie piccole. Pensammo che la terza fosse caduta e ci affannammo a cercarla, ma invano. Io ero certo di averne preparate tre e anche il professor Wutz ricordava bene di averne consacrate tre. Qualche ora dopo telefonò Resl da Konnersreuth e disse che quella mattina, essendo assente il parroco, per la sua struggente nostalgia del Salvatore aveva avuto la grazia di assistere alla nostra Messa ad Eichstàtt, e immediatamente dopo il "Domine, non sum dignus"l'ostia era entrata in lei. Per dimostrare che era stata presente nello stato visionario, ci descrisse con precisione l'addobbo dell'altare. Rimanemmo molto sorpresi, ma ci sentimmo liberati dalla preoccupazione che provavamo per l'ostia smarrita ». Nel libro che ha dedicato a Konnersreuth, il cappellano Fahsel racconta un altro caso del genere: « Non molto tempo dopo fui io stesso testimone di un simile fenomeno. Il venerdì 26 giugno 1931, verso le 10.30, Teresa era venuta alla casa parrocchiale. Aveva l'aspetto terribilmente abbattuto e si sentiva debole. Sapemmo che poco prima aveva sofferto per un moribondo. Pregò il parroco di amministrarle la comunione, che aveva ricevuto per l'ultima volta il giorno precedente. L'accompagnammo subito in sagrestia... e vacillando Teresa si recò alla sua sedia posta dietro l'altare. Il parroco mi pregò allora di amministrarle la comunione. Io acconsentii e ci recammo ambedue all'altare. Quando mi avvicinai a Teresa ed elevai l'ostia per recitare le ultime preghiere, notai con stupore ch'ella non si voltava né si protendeva verso di me, bensì rimaneva seduta tranquilla, rivolta verso la parte posteriore del tabernacolo. Le braccia erano incrociate sul petto, la bocca e gli occhi erano chiusi: stava nella stessa posizione che soleva prendere ogni volta dopo la comunione. Meravigliato guardai il parroco, ma lui mi fece un gesto energico come per impedirmi di avvicinarmi. Io però non capii e pensai: forse aspetta che le spezzi una piccola particola dell'ostia. In quel periodo infatti allo stato normale non era in grado di inghiottire un'ostia intera. In quello stesso momento però notai un movimento nella sua persona. Si voltò verso di me con gli occhi aperti, alzò un tantino il capo e apri la bocca: sulla sua lingua era posata un'ostfa, bianca e chiara. Allora capii che aveva già ricevuto il santissimo sacramento. Lasciai ricadere nella pisside l'ostia che tenevo tra le dita e ritornai all'altare, accompagnato dal parroco».

Nel 1963 questo fatto è stato confermato da padre Naber. Ancora con le parole di padre Naber la descrizione dell'ultima comunione di Teresa Neumann, poco prima di morire, il 18 settembre 1962. «Ricordo l'ultima comunione della Resl. Mi aveva pregato di venire a portargliela a mezzogiorno, ma alle undici mi mandò a chiamare dicendo che desiderava comunicarsi allora. Gliel'ho portata subito e l'ho trovata molto debole. Rivolta a Maria (la sorella), chiese di portarle un poco d'acqua, sentendosi la bocca troppo arsa. Dal 1927 non aveva piu preso neanche una goccia d'acqua e rimanemmo molto stupiti a sentircela chiedere. Malgrado ciò né Maria né io avemmo la percezione della fine, perché già tante volte era stata in condizioni altrettanto pietose. Presi un cucchiaio con qualche goccia d'acqua e posai la particola santa sulla punta, portandola alla sua bocca. Ma appena mi avvicinai col cucchiaio, l'ostia sparì senza che lei l'inghiottisse... Fino alla fine dunque la comunione di Teresa Neumann presentò carattenstiche di eccezionalità, osservate e constatate da numerosi testimoni attendibili e degni di fede.

Un 'esperienza giovanile: salvata da un toro

Il fatto che segue avvenne quando Teresa aveva dodici anni e fu narrato da Teresa stessa molti anni dopo, sotto giuramento, a una commissione incaricata dal vescovo di Eichstàtt di indagare sulle prime esperienze straordinarie della veggente. Era il 1953 e la commissione era costituita da docenti universitari che erano anche sacerdoti. Ecco dunque il fatto, con le parole stesse di Teresa: « Un altro fatto sorprendente mi capitò durante il mio settimo anno di scuola, quando custodivo il bestiame nel podere Fockelfeld. Un pomeriggio durante il mio lavoro recitavo il rosario quando un operaio mi aggredì, mi tappò la bocca col suo fazzoletto sporco e puzzolente, mi legò le mani col suo grembiule, mi gettò a terra e mi alzò la gonna. In quel momento arrivò al galoppo il toro che faceva parte del bestiame e cacciò l'operaio con le corna. Poi venne anche verso di me, ma non mi fece alcun male, come io invece temevo: aspettò con pazienza che mi liberassi le mani e la bocca, poi chinò la testa verso di me, che me ne stavo li tremante e priva di forze. Io mi aggrappai alle sue corna e lui mi sollevò lentamente. Attese poi che mi riprendessi dallo spavento, appoggiata a lui ». Un episodio, questo, che ricorda molto da vicino altri fatti straordinari con animali vissuti dai santi: in particolare da san Francesco e sant'Antonio.

Telepatia, chiaroveggenza, precognizione

Teresa Neumann aveva uno straordinario potere di penetrazione nell'animo altrui: quando parlava a tu per tu con qualcuno entrava in stato estatico e gli leggeva veramente nell'anima. Oggi parleremmo di telepatia e chiaroveggenza. In seguito Teresa ricordava ben poco di quello che gli aveva detto. Il fratello Ferdinand racconta per esempio questo episodio di cui fu diretto testimone: « Molta gente veniva da lei e ne riceveva consigli senza che lei, come persona, se ne rendesse conto. Dopo infatti non ricordava. La prima volta che me ne resi conto fu questa: lavoravo fuori Konnersreuth e un giorno tornai a casa portando con me un collega, un buon cattolico che voleva parlare con Teresa. Lei quel giorno aveva poco tempo e disse che poteva dedicargli soltanto pochi minuti. Invece non uscivano più dalla stanza in cui si erano ritirati. Dopo quasi un’ora lui uscì in lacrime, profondamente scosso. Sulla via del ritorno mi disse che Resl gli aveva parlato di tutta la sua vita, detto cose sconvolgenti, privatissime, dato consigli. La cosa mi interessò tanto che quando la volta successiva tornai a casa chiesi a mia sorella cosa gli avesse detto in tutto quel tempo, e lei disse che avevano parlato sempre di coltivazione di rose perché lui ne era appassionato ed era molto esperto. Non conservava alcun ricordo di altri argomenti di conversazione. In seguito mi resi conto che ogni volta che aveva colloqui privati con qualcuno succedeva la stessa cosa: non capitava mai che lei ne fosse consapevole, era come se qualcuno parlasse per lei! ». L'arcivescovo Joseph Teodorowicz di Salisburgo, che a Teresa Neumann ha dedicato studi approfonditi, cita molti episodi a proposito di questo dono di conoscenza di Teresa: «Io stesso ho assistito al seguente episodio: nella camera di Resl c'erano solo poche persone. Lei era nello stato di visione estatica (era venerdì mattina verso le 9). D'improvviso cominciò a lamentarsi. Padre Naber le chiese cosa fosse successo e lei rispose ad alta voce: "Qui dentro c'è un rinnegato che ha tradito il Salvatore". "Sarà vero?" pensai tra me. "Chi lo potrà dimostrare?". E’ il mio accompagnatore, il vescovo Lisowski, mi sussurrò sorridendo e scherzoso: "Qui non mi sento al sicuro. Ognuno di noi può finire per fare una figuraccia! ". Nello stesso istante si avvicinò un sacerdote e confermò le parole della Resl, assicurandoci che un sacerdote che aveva gettato la talare e che era venuto con lui a Konnersreuth era uscito poco prima dalla camera. Perfino la miscredenza mascherata da buona fede è riconosciuta da Teresa!».

Un altro episodio, sempre citato dall'arcivescovo Teodorowicz: «Una suora di Marienbad, avendo saputo che mi recavo a Konnersreuth, mi pregò di consegnare a Teresa Neumann una lettera. Io non conoscevo la suora e ignoravo il contenuto della lettera. La consegnai a Teresa, mentre era nello stato di rapimento, e al solo tatto lei conobbe subito il contenuto; anzi sapeva molto di più di chi avesse letto la lettera stessa, perché aveva capito ciò che era celato nell'anima della scrivente. Spiegò che si trattava di una persona degna di compassione, sintetizzando in queste parole la vita spirituale di quella suora. Naturalmente volli scoprire se ciò fosse vero e appena tornato a casa chiesi alla suora il contenuto della lettera. Lei mi disse di aver solo chiesto a Teresa di pregare per lei, perché voleva prepararsi bene agli esercizi spirituali. Alle mie insistenze, e solo dopo che le ebbi riferito le parole di Teresa, finì per ammettere: "E’ proprio così! Ho delle dure lotte interiori e mi trovo appunto nella situazione spirituale individuata da Teresa!". E si decise a parlarmene diffusamente ». Un altro episodio tratto dal Diario di padre Naber: «La scorsa settimana sono andato per una faccenda urgente a Berlino. Ci andavo malvolentieri, ma Teresa, nello stato estatico, mi aveva predetto che sarei tornato soddisfatto, come infatti del tutto inaspettatamente avvenne. Per due volte, in stato di rapimento, ella seguì la mia Messa a Berlino. Al mio ritorno me la raccontò. Benché non conoscesse la chiesa nella quale avevo celebrato né da illustrazioni né da descrizioni, mi parlò con estrema precisione della sua grandezza, dell'arredamento, e in particolare dell'addobbo dell'altare. Disse anche che una volta non ero riuscito ad aprire il tabernacolo e il chierichetto era dovuto venire in mio aiuto e che la seconda volta era stato il parroco a servirmi la Messa. Tutto era esatto, sia la difficoltà ad aprire il tabernacolo e l'aiuto del chierichetto che l'assistenza del parroco alla Messa, non essendoci alcun chierichetto a disposizione».

Un altro episodio narrato da padre Fahsel, che un giorno aveva condotto a Konnersreuth una persona che si era poi convertita. Dopo essersi comunicato, quest'uomo andò da Teresa, che era immersa nello stato di quiete che seguiva le visioni. Chinatosi su di lei udì, con somma sorpresa, enumerare due peccati della sua vita passata. In quel momento non ci pensava affatto, eppure se li sentì descrivere in modo concreto. Credette allora di non averli confessati abbastanza bene, ma dalla bocca di Teresa udì: «Lascia perdere, ora. Non guardare alle tue spalle. Ti è stato condonato tutto. Ma devi sapere che tutto è noto!».

Un episodio di precognizione riportato da Anni Spiegì di Eichstàtt, che fu per molti anni amica intima di Teresa. Sia Teresa che Anni e il gruppo degli amici di Eichstàtt erano contrari al nazismo e una volta Anni aveva preparato dei volantini da distribuire: i volantini, che si esprimevano in maniera ostile al terzo Reich, erano stati nascosti nella lavandena della casa del professor Wutz, dove spesso Teresa era ospite e dove incontrava gli amici. « Ero seduta nella stanza da lavoro con Teresa e altre persone », scrive la Spiegì nel suo libro, « e Teresa improvvisamente ebbe una visione della vita della Madonna. Subito dopo disse rivolta a me: "Quello che volete fare stanotte, non lo fate, un pericolo vi minaccia!". Allora bruciammo i volantini, cosa che mi dispiacque molto, perché erano costati molto lavoro e ce ne aspettavamo un bel successo. Quando alle sei di mattina andai al mio negozio, arrivò la Gestapo. Una lettera anonima li aveva avvertiti che stavamo preparando un'azione denigratoria attraverso volantini...». Ancora Anni Spiegì racconta questo significativo episodio: « Un giorno il pastore Naber ricevette una lettera da uno sconosciuto. Costui scriveva che il parroco doveva mandargli subito cinquecento marchi, che potevano evitare una disgrazia. Assicurava che gli avrebbe restituito il denaro. Cinquecento marchi erano allora una grossa somma, e il pastore Naber non ne disponeva. Dopo la santa comunione chiese allora alla Resl che cosa dovesse fare. Lei rispose: "Spedire il denaro". E aggiunse che, come promesso, i soldi sarebbero stati restituiti: qualcuno li avrebbe portati alla casa parrocchiale dentro una busta azzurra. Il che puntualmente avvenne ».

Bilocazione

Come è capitato ad altri mistici e santi, anche Teresa Neumann fu vista in due luoghi contemporaneamente. Dal Diario di padre Naber ricaviamo questi due episodi: « Un individuo completamente sconosciuto mi raccontò ieri che sabato scorso, in seguito a gravi dissesti economici e in preda a depressione, era stato in procinto di togliersi la vita. D'improvviso si vide davanti Teresa Neumann, che ammonendolo lo salvò dal suicidio». Di tutto questo Teresa ricordava soltanto di essersi sentita quel giorno piuttosto agitata. In stato di rapimento ebbe in seguito a dire al parroco che era stato il suo angelo custode a prendere le sue sembianze per salvare quell'uomo, che in precedenza più volte aveva difeso Teresa stessa a Konnersreuth e si era detto convinto che lì fosse all'opera il Salvatore stesso. Padre Naber aggiunge che Teresa riceveva spesso lettere di persone che affermavano di averla vista in un dato posto, e riporta ancora questo episodio: « Un sacerdote le scrisse confessando di essere stato troppo indifferente nel dire la Messa, di essersi appropriato illegittimamente degli oboli e di aver avuto rapporti peccaminosi con una maestra. Un giorno, voltandosi dopo la comunione, aveva visto Teresa seduta davanti a lui che si asciugava le lacrime e sulla mano scoperta si vedevano le stigmate. Impressionato, era dovuto andare in fretta in sagrestia senza poter recitare le ultime preghiere né dare la benedizione. Da quel momento aveva deciso di troncare con la vita fino ad allora condotta».

Riconoscimento delle reliquie autentiche da quelle false

Più volte Teresa Neumann ebbe occasione di riconoscàre le reliquie vere da quelle false. Ecco una testimonianza del cardinale Kaspar di Praga, che visitò più volte Konnersreuth. Un venerdì, mentre Teresa riviveva dolorosamente e angosciosamente la scena del Calvario, qualcuno l'aveva sfiorata con una reliquia non autentica. Lei non aveva reagito. « Allora », scrive il cardinale, « le metto in mano il mio pastorale nel quale è inserito un pezzetto della croce. Subito lei prova un dolore acutissimo, si lamenta, alza la mano, tanto che mi rimprovero di aver fatto quella prova. Di nuovo lei sospira: "Salvatore, volentieri!". In seguito, nello stato di rapimento, Teresa spiegò che quello che aveva procurato dolore al Salvatore faceva soffrire anche lei » Un altro caso è narrato dal professor Wutz, sacerdote e orientalista: « Un sacerdote venne a Konnersreuth con diverse reliquie, che le furono mostrate nello stato di rapimento. Lei riconobbe quelle autentiche, quelle che avevano solo toccato le autentiche e quelle decisamente false. In seguito fu deciso di mandare un altro sacerdote con le stesse reliquie per vedere se la reazione sarebbe stata uguale. Mentre un venerdì costui stava dietro la porta in attesa di entrare con altra gente, Teresa disse: "Là fuori c'è qualcuno che vuoi sottoporre oggetti già esaminati". E rivolta a padre Naber che era presente: "Digli che il Salvatore non si lascia sperimentare". Padre Naber, che conosceva quel sacerdote, lo vide fuori dalla porta e gli chiese se avesse con sé delle reliquie; avutane conferma, gli riferì quanto sopra. Ciò impressionò sia il sacerdote presente che quello venuto la prima volta ».

Pene di espiazione e di sostituzione

Il dolore fu la caratteristica dominante della vita di Teresa Neumann. Alle sofferenze dovute al precario stato di salute, alle visioni del venerdì e alle stigmate costantemente dolenti, si aggiungevano le cosiddette «pene di espiazione», cioè dolori che Resl volontariamente si assumeva per espiare colpe altrui, e le «pene di sostituzione , ossia sofferenze che passavano a lei mentre la persona interessata ne veniva liberata. Teresa sopportava spesso pene di espiazione per sacerdoti, per implorare per loro la grazia sacerdotale: soffrì per esempio di un grave avvelenamento del sangue per un sacerdote che non riusciva a smettere di bere e aveva implorato il suo aiuto. Quanto alle pene di sostituzione abbiamo varie testimonianze, tra cui anche quella di padre Naber: «In seguito a una infreddatura, ebbi ultimamente forti dolori reumatici che mi impedivano ogni movimento. Con lo zelo e la capacità della migliore infermiera diplomata, Teresa ha cercato di combattere il malanno con ogni mezzo naturale. Di sera si recava in chiesa e offriva al Salvatore di assumersi i miei dolori e prometteva in cambio di essere eccezionalmente gentile con i forestieri nel prossimo mese di giugno. La mattina dopo non poteva quasi alzarsi per i grandi dolori. Li aveva proprio nei punti dove a me erano scomparsi, mentre io ne ero del tutto libero e normale».

Alla testimonianza di Anni Spiegì dobbiamo il racconto di altri due casi: « Teresa sapeva che il compito della sua vita era la sofferenza. Quando suo padre si ammalò gravemente di reumatismi al punto da non poter più lavorare, ella pregò Dio di mandare a lei la malattia e di liberarne suo padre. E così avvenne. Il padre guari, ma Teresa soffri a lungo di forti dolori reumatici. Queste sofferenze di sostituzione sono state frequenti nella sua vita ». Il caso seguente riguarda uno studente di teologia che si ammalò di una forma di tubercolosi alla gola, fatto che metteva in discussione la possibilità che diventasse sacerdote. « Quando Teresa lo venne a sapere », scrive Anni Spiegì, « ebbe compassione di lui e pregò il Salvatore di mandare a lei il male, affinché quel giovane potesse diventare sacerdote. Poco dopo Teresa si ammalò di un grave male alla gola, che la tormentò a lungo. Lo studente di teologia guarì e fu consacrato sacerdote. Mentre celebrava la sua Prima Messa, Teresa fu liberata dal suo male al collo ». Il dottor Fritz Gerlich scrive nel libro che ha dedicato a Teresa Neumann, della quale fu un accuratissimo biografo: « Sentivo il bisogno di chiederle, nello stato di quiete soprannaturale, chiarimenti a proposito delle pene di espiazione, concetto per me assolutamente nuovo e difficile a comprendersi. Le dichiarai apertamente che non capivo in cosa consistessero. Lei allora mi rispose: "Vedi, il Salvatore è giusto, perciò deve punire. Egli però è anche buono, perciò vuoi aiutare. Il peccato commesso deve essere punito, ma se un altro vuole assumere la pena, la giustizia viene rispettata e il Salvatore può esplicare la sua bontà". Questo discorso mi indusse a chiederle quale rapporto avesse lei col dolore. Credevo infatti di aver osservato che ne avesse paura e si sforzasse di sopportano solo con grande forza d'animo e per obbedienza alla disposizione divina che le aveva imposto questa croce. Lei rispose alla mia domanda: "Il dolore non può piacere, non piace neanche a me. Nessun essere vivente ama soffrire e io sono un essere vivente come gli atri. Amo però il volere del Signore e quando lui mi manda una sofferenza l'accetto perché lui lo vuole. Ma il dolore non mi piace». Nel dolore inteso come completamento dei dolori di Gesù per contribuire alla salvezza dell'umanità, Teresa Neumann riconobbe la propria missione. Fin dal 1927 aveva scritto infatti alla sua amica suora: ... Le sofferenze occupano gran parte del mio tempo. Questa è ormai la mia professione. Non mi è stato concesso di operare nelle missioni all'estero conquistando anime al mio diletto Salvatore, ma posso farlo qui, a casa mia. Fa lo stesso il posto dove si opera; siamo dovunque a casa nostra, finché non giungeremo alla nostra vera dimora verso la quale aneliamo con nostalgia...».

Rapporti con i trapassati e con l'angelo custode

Nello stato di estasi e in quello successivo all'estasi, Teresa vedeva i trapassati e l'angelo custode. Del suo angelo ella percepiva la presenza: lo vedeva alla propria destra come « uomo luminoso »; vedeva anche l'angelo dei suoi visitatori. Teresa riteneva che il suo angelo la proteggesse dal demonio, la sostituisse nei casi di bilocazione (come abbiamo già avuto occasione di vedere nelle pagine precedenti), l'aiutasse nelle difficoltà. Quanto ai trapassati, ella aveva il dono di vederli e di intrattenersi con loro. Quando veniva chiamata alletto di un morente, ogni volta era spettatrice del passaggio e del giudizio che avviene subito dopo la morte. Su quanto avvenne alla morte di sua sorella Ottilia nel 1958, abbiamo la preziosa testimonianza di Anni Spiegi, che così scrive: « Ottilia si ammalò gravemente nel 1958 e fu operata. Dopo un breve miglioramento, si ammalò di nuovo. Morì all'età di 56 anni all'ospedale di Eichstàtt. Era una persona di straordinaria bontà, profondamente devota, disponibile e umana, e Teresa aveva con lei un bellissimo rapporto. Quando si ammalò, rimase per settimane con lei ad Eichstatt. Spesso mi diceva: "Questo sacrificio il Salvatore non può chiedermelo. Lo pregherò finché non me la restituirà". Pregava di notte per ore nella cappella, andava a letto solo alle due o anche alle tre. Fino all'ultimo sperò che non morisse. Ottilia invece sapeva di dover morire e si preparò al passaggio. Quando giunse il momento, io ero in fondo alletto, ai suoi piedi, e Teresa al suo fianco. Nello stesso momento in cui Ottilia spirò, Resl ebbe una visione: il suo viso era così sereno e trasfigurato che capii che stava assistendo a qualcosa di grande. Alla fine guardava verso l'alto e diceva: "Con voi, con voi", e sembrava volersi sollevare. Nello stato di quiete che seguiva le visioni, chiesi a Resl che cosa avesse visto. Lei raccontò: la sua defunta madre, suo fratello Engelbert, che era morto a 45 anni nel 1949, il suo fratellino e l'angelo custode di Ottilia erano venuti a prendere Ottilia. Poi aveva visto il Salvatore, che era arrivato improvvisamente e aveva guardato con dolcezza Ottilia. Tutti insieme erano scomparsi in una luce chiara, e Resi avrebbe voluto seguirli. Quando si riprese e si rese conto che Ottilia era morta, disse con grande forza d'animo: "Tutto è compiuto, non dobbiamo essere tristi perché Ottilia è in cielo!". Infatti non pianse e fu subito in grado di provvedere alle necessità del momento...». In quello stesso anno mori anche il padre di Teresa e al suo capezzale avvenne quanto era avvenuto per Ottilia. E ancora Anni Spiegì che racconta: «Anche questa volta Resl vide venire i trapassati della sua famiglia, la madre, Engelbert, il frateilino, Ottilia e l'angelo custode del padre. Vide anche il Salvatore. Poi il piccolo gruppo spari nella luce, lasciando indietro il padre, da solo. Lui guardava tristemente e con nostalgia gli altri che si allontanavano. Nel successivo stato di quiete Resl ebbe parole di rimprovero per Ottilia: "Perché non ha portato con sé il papà? Io non l'avrei fatto, l'avrei portato con me!". Papà Neumann ebbe comunque un purgatorio molto breve. Già a Natale Teresa lo vide in cielo».

Anni Spiegì aggiunge poi un' osservazione molto interessante: «Ben di rado Teresa parlava dell'inferno e non ebbe mai visioni di questo luogo di pena eterna. Io ho soltanto saputo da Ottilia che Resl non aveva visto né in cielo né in purgatorio un uomo che conosceva bene: egli era vissuto male fino alla morte e non aveva creduto in niente». Non di rado capitava che Resl venisse informata nelle sue visioni della morte di qualche persona. Per esempio nel 1939, il giorno di Ognissanti, ebbe come al solito la visione dei santi in cielo; subito dopo disse: «Il maestro Widmann deve essere morto ad Eichstàtt!». Widmann era musicista, maestro di cappella e buon amico di Resl. In effetti mentre Teresa aveva la sua visione, Widmann veniva sepolto ad Eichstàtt. Teresa Neumann pati spesso pene di espiazione per liberare i defunti dal purgatorio: capitava anche che fossero i defunti stessi a presentarsi a lei nelle visioni per chiederle di pregare per loro. Ciò avvenne con sacerdoti, parenti e amici. E’ bene ricordare che le pene espiatorie della Neumann non costituiscono certo un fatto unico nella storia della mistica. Scrive infatti l'arcivescovo Teodorowicz: «Le pene espiatorie hanno un posto preminente nella storia della mistica. Santa Caterina da Siena patì per suo padre, Caterina Ricci pati terribilmente per quaranta giorni per la conversione e l'espiazione del famoso Medici. Ugualmente soffrirono la beata Caterina da Racconigi e la stigmatizzata Veronica Giuliani... Sono anzi proprio gli stigmatizzati a portare più spesso il peso delle pene espiatorie».

Levitazione

In base a parecchie testimonianze, risulta che Teresa Neumann ebbe anche esperienze di levitazione. La badessa Benedikta von Spiegei del convento di S. Walburg ad Eichstàtt osservò che una volta Teresa durante una visione si alzò dal suolo di una trentina di centimetri. E nel 1938, mentre Teresa si trovava nel convento di Tirschenreuth, ebbe la visione dell'assunzione di Maria alla presenza di parecchie persone, le quali hanno concordemente dichiarato che nel momento più gioioso della visione, quando Maria accede al cielo accompagnata dal Salvatore, da san Giuseppe e da schiere di angeli, Teresa partecipò alla festa celeste alzando le braccia verso l'alto ed esclamando: "Con te! Con te!". In questo momento Teresa si era sollevata dal pavimento di 15/20 cm, restando in stato di levitazione per qualche minuto. Il fatto è narrato da Johannes Steiner nel suo libro. Come si è potuto constatare, Teresa Neumann presentò una gamma vastissima di fenomeni preternaturali di assoluta eccezionalità. Gli eventi straordinari di cui per decenni fu protagonista non le impedirono di partecipare alla vita quotidiana di familiari e amici, di godere della bellezza del creato, in una parola di essere « anche » una creatura come tutte le altre, debolezze comprese. (Continua) 

 

(Fonte: ENTRAEVEDI.org) 

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