La Passione di Gesù Cristo

Home / Attualità / Archivio anno 2021 / La Passione di Gesù Cristo

Il 2 aprile 1912, padre Pio, che si trovava a Pietrelcina, perché costretto da una strana malattia a vivere fuori dal convento, scrisse al suo direttore spirituale, padre Agostino da San Marco in Lamis, raccontando quanto tormento gli procurava il demonio: “Raccomandatemi anche voi al Signore, acciocchè non mi faccia rimanere vittima di questo nostro comune nemiso”. Poi aggiunse che era contento più che mai di soffrire, concludendo con queste parole: “Se non ascoltassi che la voce del cuore, chiederei a Gesù che mi desse tutte le tristezze degli uomini”.

Inoltre, ringraziò il suo padre spirituale per i libri che aveva richiesto, in particolar modo per “Pensieri ed affetti sopra la Passione di Gesù Cristo per ogni giorno dell'anno”, scritto dal cappuccino padre Gaetano da Bergamo.


Padre Gaetano Maria da Bergamo, al secolo Marco Migliorini, nacque a Bergamo il 25 febbraio 1672. a diciotto anni, diplomatosi brillantemente in retorica, logica, filosofia e diritto, scelse la vita religiosa nell'Ordine dei frati minori cappuccini e il 3 maggio 1691, in occasione della vestizione, assunse il nome di Gaetano Maria.

Studiò filosofia, teologia e apologetica e nel 1697 fu ordinato sacerdote. Nel 1701 ricevette l'autorizzazione per la predicazione, che per vent'anni fu la sua attività principale, svolta quasi sempre nell'ambito del territorio della propria diocesi.

Padre Gaetano Maria fu oratore, scrittore ascetico e teologo. Egli predicò la “vita ordinaria della perfezione”, da percorrersi con l'aiuto dell'umiltà, della carità e della pietà del cuore, in tre fasi: la meditazione sui propri peccati e il pentimento, l'imitazione di Cristo con la pratica delle virtù, il raggiungimento dell'unione con Lui attraverso l'esercizio della vera e propria santità.

In teologia, egli era avverso al rigorismo giansenista e aderì a un moderato probabilismo, in nome della povertà francescana, inoltre, si schierò contro l'usura e gli interessi sul denaro, ma, di fronte a questo come agli altri peccati, insieme alla radicalità del giudizio negativo sull'atto, raccomandava sempre la dolcezza dei modi e la comprensione verso il penitente.

I libri di padre Gaetano Maria ebbero uno straordinario successo: fino alla prima metà del secolo XX se ne contavano ben 397 edizioni. I titoli più importanti sono: “L'uomo apostolico istruito nella sua vocazione al confessionario”; “L'uomo apostolico istruito nella sua vocazione al pulpito”; “Riflessioni sopra l'opinione probabile”; “La morale evangelica predicata”; “Pensieri ed affetti sopra la Passione di Gesù Cristo per ogni giorno dell'anno”. Di quest'ultima, che è la sua opera più nota, ne sono state stampate ben 66 edizioni.

Padre Gaetano da Bergamo, La Passione di Gesù Cristo - Edizioni Piane


(estratto dal libro, capitolo I)

Gesù predice la sua Passione

Punto I - Più volte Gesù Cristo predice agli apostoli la sua amara Passione. ne parla dopo che Pietro l'ha dichiarato Figlio di Dio, allo scopo di eccitare tutti ad imitarlo nel portare pazientemente la croce, poiché non potrà godere con Lui nella gloria chi ora non vuole patire con Lui in terra. Ma Pietro gli si oppone, forse per il suo tenero amore, affermando che una Passione così disonorevole non conviene al vero e immortale Figlio di Dio.

Ritornando dalla Galilea a Gerusalemme, Gesù parla un'altra volta agli apostoli della sua Passione e mostra loro le disonoranti pene che Egli dovrà soffrire, affinché essi imparino dalle umiliazioni di un Dio ad essere umili. Ma che accade invece? Giacomo e Giovanni si lasciano cogliere dall'ambizione di salire in dignità, per cui bisogna che il Salvatore li riprenda e faccia loro comprendere che il suo regno è destinato soltanto agli umili.

Riflessione - Lo stesso accade anche a noi. Ma se gli apostoli potevano essere scusati per non aver ancora compreso il mistero della croce, quale scusa possiamo addurre noi, se non ricaviamo profitto dalla meditazione della Passione? Nella meditazione anche io propongo di mortificarmi ed umiliarmi, ma poi spesso, per opera del mio amor proprio o per quella del demonio, mi ribello alla mortificazione e all'umiltà. Ogni attimo della Passione di Gesù Cristo dice al mio cuore di imparare da Lui ad essere umile, eppure quanto spesso sono gonfio di amor proprio, pieno di vanità, di pretese, di puntigli!

Colloquio - Redentore dell'anima mia, riempitemi del vostro spirito, affinché io superi e vinca la ripugnanza che ho per i patimenti.  Quando si tratta di rinnegare una mia inclinazione troppo umana, conosco il mio dovere, ma d'altra parte mi sento debole e vile e per un nonnulla rifuggo dall'eseguire ciò che Voi mi ispirate. Quanto è grande la mia superbia! Eppure, quanti lumi e quanti stimoli a praticare l'umiltà mi vengono dalla vostra santa Passione! Gesù dolcissimo, Gesù amatissimo, maestro della vera pazienza e della vera umiltà, datemi queste virtù che vi siete degnato di insegnarmi. Non permettete che la vostra Passione sia infruttuosa per me. Io mi prostro ai piedi della vostra maestà e vi prego di darmi la grazia di meditarla con frutto.

Pratica - Imprimerò nel mio cuore questa massima: senza umiltà e senza pazienza non mi salverò. Sarò paziente, se sarò umile e sarò umile se rientrerò sovente in me stesso per ben conoscere le mie miserie.

 


Documento stampato il 02/03/2021