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Chi sono queste speciali creature celesti

La parola angelo viene dal greco e significaambasciatore od inviato, non serve dunque per se stesso nel farci conoscere la natura di quelli ai quali si dona, ma indica solamente il loro ufficio, il ministero  che è loro confidato. Così, a tale scopo, la Scrittura lo impiega sia parlando degli uomini sia degli Spiriti celesti. Ma, nel linguaggio corrente odierno, essa designa delle sostanze spirituali interamente distaccate dalla materia, superiori all'uomo ed inferiori a Dio.

Per evitare ogni confusione, bisogna notare che il nome di angeli è preso in due sensi differenti: 1° Lo si impiega in un'accezione generale, quando si chiamano angeli tutti i Beati Spiriti senza distinzione. 2° Lo si impiega in un'accezione speciale, quando ce ne serviamo per designare gli Spiriti beati che compongono l'ultimo ordine della terza Gerarchia.

E' nel primo di questi due sensi, cioè nell'accezione generale della parola, che noi utilizziamo abitualmente il nome di angeli. Gli angeli considerati in se stessi, ed indipendentemente dal ministero che compiono, essendo, come abbiamo detto, delle sostanze spirituali, senza miscuglio od unione con la materia, occupano il più alto grado della scala delle nature create, come mirabilmente lo spiega Bossuet..

“Dio, egli dice, essendo Luce infinita, raccoglie nell’unità semplice ed indivisibile della sua Essenza tutte le diverse perfezioni che sono disperse qua e là nel mondo: tutte le cose s'incontrano in Lui d'un modo molto eminente, ed è in questa sorgente che la bellezza e la grazia sono derivate nelle creature; tanto più che questa prima Bellezza ha lasciato cadere sulle sue creature un bagliore ed un raggio di se stesso. Vediamo bene, tuttavia, ch'essa non si è gettata in un luogo, ma che si è sparsa a diversi gradi, discendendo poco a poco dagli ordini superiori fino all'ultimo piano della natura. Ciò che noi osserviamo facilmente se osserviamo che al di sopra delle cose insensibili ed inanimate. Dio ha stabilito la vita vegetale, e, un poco più sopra, il sentimento, al di sopra del quale noi vediamo presiedere la ragione umana d'un immortale vigore, legata, nondimeno, ad un corpo mortale. Così bene che il nostro grande Dio, per completare l'universo, dopo aver fatto sulla Terra un'anima spirituale in degli organi materiali, ha creato anche in Cielo degli Spiriti distaccati da ogni materia che vivono e si nutrono d'una pura contemplazione. Sono quelli che noi chiamiamo angeli.

Dopo ciò, che è necessario che io vi faccia vedere con dei lunghi discorsi la dignità della loro natura? Se Dio è la sovrana perfezione, non è una verità molto costante che le cose sono più o meno perfette, a seconda se si avvicinano più o meno da questa Essenza infinita? E gli Angeli non sono in mezzo a tutte le creature quelle che sembrano toccare più da vicino alla maestà divina?

Poiché Dio li ha stabiliti nell'ordine supremo delle creature per essere come la sua corte ed i suoi domestici, è una cosa sicura che i doni naturali di cui noi abbiamo ricevuto qualche piccola parte, la munificenza divina li ha sparsi, come con mano aperta su queste belle intelligenze. Ed anche che quello che ci sembra talvolta così sottile e così inventivo negli animali non è che un'ombra delle operazioni immortali dell’intelligenza degli uomini; così, possiamo dire in qualche modo che le conoscenze umane non sono che un raggio imperfetto della scienza di questi Spiriti puri la cui vita non è che ragione ed intelligenza”.  (BOSSUET: Sermone sui demoni). 

Gli Angeli non sono sempre esistiti, ma sarebbe inutile chiedere in quale epoca precisa essi siano stati creati, poiché non è piaciuto a Dio rivelarcelo; tutto quello che noi sappiamo, dalla storia della tentazione alla quale soccombettero i nostri progenitori, è che allora gli Angeli esistevano e che già aveva avuto luogo la prova che separò questi puri Spiriti in due classi che si chiamano i buoni ed i cattivi Angeli, o semplicemente: gli Angeli ed i demoni.

Dio dunque che aveva dotato gli Angeli, creandoli, di tante belle qualità di natura e di grazia, volle che, dalla fedeltà ai suoi Comandamenti, dipendesse l'acquisizione della felicità suprema che Egli riservava loro nella visione intuitiva della sua divina Essenza.

Quale comando fece loro? La Sacra Scrittura non ce lo insegna, ma San Bonaventura ed altri teologi dicono che, dopo la creazione degli Angeli, Dio manifestò loro il mistero così profondo della futura Incarnazione del Verbo nella natura umana ed ordinò loro, a tutti, di adorare e di riconoscere per loro sovrano Signore e Dio, l'umanità di suo Figlio. 

Lucifero, non volendo sottomettersi ad una creatura da lui ritenuta inferiore, trascina nella sua rivolta un gran numero di questi Spiriti orgogliosi che non vollero affatto riconoscere il loro proprio niente e la loro assoluta dipendenza da Dio, ma la maggior parte degli Angeli, con San Michele alla loro testa, rimase fedele e, in ricompensa di questa fedeltà, Dio li confermò in grazia, li rese impeccabili e li ammise alla gioia ed alla gloria del Cielo.

Noi non abbiamo nella Sacra Scrittura alcun indizio del numero esatto degli Angeli. Daniele, nella sua visione, vide l'Eterno assistito e servito da milioni di questi Spiriti celesti. "Miriadi di miriadi eseguivano i suoi ordini: e diecimila volte centomila stavano in sua presenza" (Dn.7, 10).

 

Don Marcello Stanzione