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La Fortezza

*Che cos'è la fortezza? La fortezza è la virtù che fa affrontare senza temerità e senza timidezza qualunque difficoltà o pericolo, e anche la morte, per il servizio di Dio e per il bene del prossimo.

La fortezza tiene a freno e regola le passioni che provengono dall'appetito irascibile (ira, audacia, timore, speranza, disperazione), ci fa resistere alle tentazioni, fa vincere il rispetto umano e, quand'è necessario, fa affrontare le derisioni, le persecuzioni, la morte ed anche il martirio.

Senza la virtù della fortezza, non è possibile superare le tentazioni del demonio, del mondo e delle passioni; e non è neppure possibile praticare a lungo e con costanza la virtù, in special modo la penitenza e la mortificazione.

La fortezza è attiva quando affronta difficoltà e pericoli; è passiva quando sopporta senza lamenti e con animo sereno le sofferenze permesse da Dio per la nostra santificazione.

Le parti integranti e potenziali della fortezza sono:

a) la sicurezza, che infonde la fiducia di superare i mali imminenti;

b) la magnificenza, che inclina a compiere opere grandi e possibili, anche con grandi spese, per il servizio di Dio;

c) la pazienza, che sopporta i mali presenti senza rattristarsi irragionevolmente;

d) la perseveranza, che fa persistere nell'esercizio della virtù e nel superare le difficoltà che provengono dalla stanchezza;

e) la magnanimità, che rende pronti a compiere opere grandi ed eccelse di qualsiasi genere.

ESEMPIO:

San Francesco di Sales racconta che, quando era studente a Padova, fu ucciso un giovane e che l'uccisore per non essere linciato dalla folla si rifugiò nella casa più vicina, supplicando di essere aiutato e nascosto. All'assassino tennero dietro coloro che portavano il cadavere dell'ucciso. La padrona di casa si vide così davanti l'assassino e il cadavere di suo figlio. Accortosi di ciò, l'assassino supplicava di essere consegnato alla giustizia, non osando chiedere grazia e perdono. Ma la pia signora, con lo schianto nel cuore, non solo perdonò, ma si rifiutò di consegnare il colpevole alla giustizia, dicendo: “Io ti perdono e così Dio perdoni me”. Dio ricompensò la madre eroica rivelandole che il suo atto di carità aveva immediatamente liberato l'anima del figlio dalle fiamme del Purgatorio.

I principali mezzi con cui perfezionare la virtù della fortezza sono i seguenti:

1. Chiederla incessantemente a Dio. Sicuramente questo è un mezzo generico che si applica a tutte le virtù, poiché ogni dono soprannaturale viene da Dio, tuttavia in merito alla fortezza abbiamo bisogno in particolar modo dell'aiuto divino, perché la natura umana è debole e ferita dal peccato.

2. Prevedere le difficoltà che incontreremo sulla via della virtù e accettarle anticipatamente. San Tommaso d'Aquino dice che questa cosa è utile a tutte le virtù, ma specialmente all'acquisto della virtù della fortezza, perché in tal modo si perderà poco per volta il timore e quando di fatto sopraggiungeranno le difficoltà, esse si potranno superare con coraggio, avendole già previste.

3. Abbracciare con generosità le piccole molestie della vita quotidiana per fortificare il nostro spirito contro il dolore. Diversamente, non si potrà mai progredire nella fortezza cristiana.

4. Guardare frequentemente Gesù Crocifisso. Nelle sofferenze dell'anima e del corpo, innalzare gli occhi al Crocifisso ci darà la forza per sopportarle senza lamenti né amarezze, poiché non vi è nulla che noi potremmo soffrire paragonabile alla più piccola delle sofferenze di Gesù Cristo. Allo stesso modo, anche la meditazione sui dolori della Santissima Vergine è una fonte inesauribile di consolazione e di fortezza.

5. Intensificare il nostro amore verso Dio. L'amore è una forza irrefrenabile e non retrocede davanti a nulla pur di far felice l'amato. Quando si ama veramente Dio, le difficoltà nel suo servizio non esistono e la debolezza stessa dell'anima diventa un motivo in più per sperare tutto da Lui: questo eroismo è già frutto della fortezza.


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X