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S. Marta di Betania

La vita

Santa Marta, donna ebrea, cittadina di Bettania, fu la figlia primogenita di Siro ed Eucheria, genitori molto distinti per la loro nobiltà e per le loro ricchezze. Alla morte dei genitori la vergine Marta passò alla direzione e all’economia della famiglia; la sua saggezza e modestia le acquistarono una stima singolare da parte degli ebrei, ed una particolare venerazione per la sua virtù del governo della casa.

Solo la sorella di Marta, Maddalena, non potendo sopportare le amorose correzioni della sorella, che voleva tener a freno il suo spirito vivace, si divise per qualche tempo dal fratello Lazzaro e da Marta per vivere a suo piacimento. Marta, rimasta nella paterna casa, divenne presto una di quelle sante donne che seguiva il Redentore, ed una delle sue discepole più privilegiale e distinte.

La sua premura di ascoltare Gesù, la sua docilità nel seguire i suoi consigli, la sua fedeltà nel metter in pratica le sue lezioni, lamore, lossequio, la pietà verso il suo caro Maestro, contribuì ad innalzarla in poco tempo alla più eminente santità. Le istruzioni sublimi, e gli elogi ammirabili, che sentiva sovente uscire dalla bocca del Redentore circa la verginità, fecero capire a Marta di non avere altro sposo che quello delle vergini. Lontana dai divertimenti del tempo, ella amava il ritiro, lorazione e loccupazione domestica; ricordevole della sorella, che qual peccatrice viveva da essa lontana, usò ogni mezzo per convertirla e fece tanto, che in fine col divino favore operò la conversione.

La casa, col ritorno di Maddalena pentita, era diventata un picciolo monastero. Sotto la cura di Marta tutto era ordinato. L’orazione, la lettura, la fatica delle mani, le opere di carità impiegavano tutto il tempo; così la casa di Marta divenne ben presto il luogo di riposo del Salvatore nei suoi viaggi.

Un giorno Gesù ritornava da una delle sue missioni, e passò per la casa di Marta. Ella lo seppe, e andata ad incontrarlo lo supplicò di alloggiare nella sua casa. Egli acconsentì. Non si può esprimere la felicità della famiglia all'ingresso dell’Ospite. Marta, dopo aver esibito tutti gli onori a Gesù, volle preparare da mangiare al caro Maestro; Maddalena invece, allincontro, famelica di ascoltare la Sua parola, si sedette ai Suoi piedi per non perdersi nulla, tanto era il piacere che provava nellascoltarlo. Marta, per servire il suo divino Maestro nei migliori dei modi, scorreva qua e là dando ordini, e preparando o una cosa o un’altra ea causa delle molte faccende, si mostrò infastidita nel vedere la sorella oziosa; il desiderio che aveva che non mancasse nulla al banchetto la costrinse a lamentarsi così con Gesù: “Mio Signore, non vedete che mia sorella mi lascia qui sola, e la fatica è tutta sopra di me? Vi prego, ditele di venirmi ad aiutare”.

Il Maestro le rispose dolcemente: “Marta, Marta, vi preoccupate troppo. Io lodo la vostra premura per me, ma disapprovo la vostra sollecitudine: tutto ciò che turba l’anima la distrae, e la distrazione del cuore e della mente mi dispiace: bisogna servirmi con fervore, ma non bisogna mai perdere la pace del cuore nel mio servizio; voi volete far troppo, tante cose per un banchetto, ma basta una sola pietanza. Vostra sorella è occupata meglio di voi; se non si affatica con la mano, il suo spirito non è ozioso. Ha ascoltato una porzione di verità di cui godrà eternamente; si nutrirà per sempre della mia parola, e questa non le sarà mai tolta da nessuno.” Marta capì la lezione, e animò con una più pura intenzione l’ospitalità verso il Salvatore: volle aver lonore di servirlo anche alla mensa, ed ebbe la consolazione di udire la Sua santa parola. Tutte le volte che Gesù passava per la Betania, stava nella casa di Marta.

Riguardo a questa reciproca amicizia, ammalatosi Lazzaro, le due sorelle spedirono un messaggio per avvisare Gesù, affinché Egli venisse prima della sua vicina morte. Il Signore rimandò uno o due giorni la partenza dalla Galilea, e arrivò quattro giorni dopo che Lazzaro era stato sepolto. Molti amici e parenti erano venuti a consolare Marta e Maddalena, e a piangere con loro la morte del fratello. Appena Marta percepì l’arrivo di Gesù, lasciata la sorella e l’altra gente, gli andò incontro. Subito, che Lo vide gli disse piangendo: “Signore, se foste stato qui mio fratello non sarebbe morto, ma non dispero ancora di vederlo rivivere, perché so che Dio non vi negherà nulla di quanto gli domanderete.”

Gesù rispose: “Siate certa che vostro fratello risusciterà.” Non dubito replicò Marta che, nell’ultimo giorno in cui seguirà la risurrezione universale, egli non risusciti insieme a tutti gli altri.” Soggiunse Gesù: Io sono la risurrezione e la vita. Coloro che credono in Me, vivranno per sempre. Marta credete voi tutto ciò?” “Sì, disse ella, si Signore, credo a quanto dite, perché sono convinta che voi siete l’unico Figlio di Dio vivo e vero, che noi aspettiamo.”

Mosso Gesù per una tal confessione, andò al sepolcro di Lazzaro e, alzata la pietra che chiudeva il sepolcro, ordinò a Lazzaro di uscire dalla tomba, e in quell'istante ci fu il miracolo. È facile capire la gioia delle due sorelle, e lo stupore della gente nel vedere risorto Lazzaro, dopo quattro giorni. Così pure si può comprendere l’affetto di quella famiglia verso il Signore: per questo si videro queste due sante donne seguirLo nella sua dolorosa passione, e assistere con servigio Sua madre Maria. Maddalena e Marta mentre erano al sepolcro per pregare, furono le prime che ebbero la consolazione di vederLo risorto.

La persecuzione insorta nella Giudea, dopo la discesa dello Spirito Santo sopra gli apostoli, contro i seguaci del Nazzareno, e masse contro Lazzaro risorto, visibile e certo testimonio della divinità di colui che avevano fatto morire, avvolse ancora questa illustre famiglia.

Per ordine dei principali della sinagoga furono tutti e tre, insieme a Massimiano, altro discepolo, posti in un vascello senza alberi, vele e timone, non dubitando che l’esporli in tal modo nel mare fosse il mezzo sicuro per farli naufragare. Ma il loro disegno fallì e la Divina Provvidenza li condusse a Marsiglia. E' antica tradizione che Marta sia stata la prima ad annunciare a quel popolo la fede cristiana, comprovandola con miracoli.

Un giorno, narrava al popolo di Avignone il Vangelo, quando un ragazzo desideroso di sentirla, si mise a passare a nuoto il Rodano, ma annegò a causa della rapidità delle acque. Marta ne fu messa al corrente e fatto pescare il cadavere, dopo una breve preghiera lo resuscitò. Gli abitanti di Tarasco, i quali si vantano di aver per loro come gran protettrice S.Marta, conservano le sue reliquie.

Ci fu l’attacco di un dragone che divorava gli uomini e spopolava la campagna. Fu pregata la santa a porvi rimedio, e piena di fiducia in Dio, ella passò il fiume Durance, ed entrata nel bosco trovò il dragone. Gli oppose subito il segno della croce, e gli gettò in faccia alcune gocce di acqua benedetta, lo legò con la sua cintura e come un cagnolino lo condusse in città. Accorse il popolo al miracolo, e ottenuto dalla santa il permesso di ucciderlo a colpi di bastoni e di sassi, morì esangue la bestia.

I cittadini si gettarono ai piedi della santa e la pregarono di fermarsi da loro e di non abbandonarli. Marta accettò e, dato che era desiderosa di vivere il rimanente dei suoi giorni in ritiro, fondò un monastero di vergini, a cui ben presto corsero moltissime giovani di Iresco convertite e si vide un coro di caste spose dì Gesù Cristo vivere come angeli sotto la direzione della Santa.

Dio, per ricompensare la fedeltà della sua sposa dopo averla provata per un anno intero con una lenta febbre, conosciuta l’ora della morte, si fece stendere sopra la terra nella cenere, e dopo aver consolato le sue figlie spirituali ad una fedeltà costante delle regole ad esse prescritte, passò tranquillamente al consorzio dei giusti all’età di 75 anni.

Curiosiotà

Il luogo sotterraneo nel quale si vede anche ai giorni nostri il suo sepolcro era la cappella del suo monastero. La chiesa di sopra è piena di tavolette e di moltissimi voti doro e dargento, testimoni sinceri dell’intercessione della santa, e i lunghi e devoti pellegrinaggi che da lontani, e da vicini paesi continuamente si fanno al sepolcro della santa, testificano i miracoli da Dio operati a favore dei devoti di essa. Presso al suo sepolcro c'è un pozzo, le cui acque guariscono dalle febbri. Santa Marta è protettrice e avvocata particolarmente di quelle persone che sono impegnate nei ministeri esteriori e travagliano nei loro Uffizi.


Elena Milani