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Il fine dell'uomo

Chi ci ha creato? Ci ha creato Dio. 

Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza”. (Gn 1, 26). Il Signore Dio formò l’uomo dal fango della terra e soffiò sulla faccia di lui il soffio della vita e l’uomo diventò persona vivente (ivi, 2, 7). Disse anche il Signore: “Non è bene che l’uomo sia solo: facciamogli un altro simile a lui” (ivi, 2, 18). Dio mandò in Adamo (il primo uomo) il sopore, ... tolse una costola di lui ... fece crescere al suo posto la carne ... trasformò la costola che aveva tolto da Adamo in donna (ivi, 2, 21-22). Adamo diede alla sua moglie il nome di Eva, perché era la madre di tutti i viventi (ivi, 3, 20). 

Da questo racconto della Sacra Scrittura, divinamente ispirata, apprendiamo con certezza che Dio creò direttamente Adamo ed Eva, i progenitori del genere umano, del quale Egli è il principio, la via (modello) e il fine ultimo. Dio creò l’anima di Adamo ed Eva e formò il loro corpo; degli altri uomini crea direttamente l’anima e forma il corpo per via dei genitori. 

DICE LA CHIESA CATTOLICA: 

Nel racconto della Genesi (capitoli 1-3) ci sono molti elementi che devono essere correttamente intesi, poiché sono scritti con uno stile peculiare ed unico, che racconta fatti veri, ma con un linguaggio adatto alla mentalità dei suoi primi destinatari (pertanto in un senso storico che non risponde ai canoni della storia a cui siamo abituati oggigiorno). Non si tratta certamente di favole prese dalla mitologia e dalla cosmogonia dei popoli antichi e adattate, dall’autore sacro, alla dottrina monoteista per eliminare anzitutto l’errore del politeismo; non si tratta nemmeno di allegorie e simboli privi di fondamento oggettivo e reale, proposti sotto la forma storica, per inculcare verità religiose e filosofiche; nemmeno si tratta di leggende in parte storiche e in parte fittizie, composte liberamente per l’istruzione e l’edificazione degli ascoltatori e dei lettori. 

I primi undici capitoli della Genesi non concordano con il metodo storico utilizzato dai migliori autori greci e latini o dai competenti del nostro tempo, tuttavia appartengono al genere storico in un vero senso, che però deve essere maggiormente studiato e determinato dagli esegeti (Humani Generis, n.31). 
Quali sono dunque gli elementi che si devono comprendere nel senso letterale storico? 

1. La creazione di tutte le cose da parte di Dio.

2. La peculiare creazione dell’uomo*

3. La formazione della prima donna a partire dal primo uomo

4. L’unità del ceppo umano

5. La felicità originale dei primi genitori nello stato di giustizia, integrità e immortalità

6. Il comandamento imposto da Dio per provare l’obbedienza

7. La trasgressione, a causa della persuasione del diavolo

8. La perdita dello stato primitivo di innocenza 

9. La promessa di un futuro Redentore

(* già solo per questo motivo, la teoria evoluzionista di Darwin non può essere accettata!) 

Per quale fine Dio ci ha creati? Dio ci ha creati per conoscerLo, amarLo e servirLo in questa vita, e per goderLo poi nell’altra in Paradiso. 

Per amare bisogna prima conoscere. L’amore nasce dalla conoscenza dell’oggetto amato e porta a servire la persona amata. A uno scriba che chiedeva quale fosse il primo comandamento, Gesù rispose essere quello che impone di amare Dio con tutto noi stessi. (Mr 12, 28-32). 

1. CONOSCERLO : L’uomo è superiore a tutti gli esseri visibili per la sua intelligenza, che gli è data prima di tutto perché possa conoscere Dio, le sue opere e la sua volontà. A noi battezzati, Dio ha dato oltre l’intelligenza il dono immensamente superiore della fede, che ce Lo fa conoscere così come si è rivelato e ci fa credere ai divini misteri.

2. AMARLO : Dalla conoscenza naturale e soprannaturale di Dio, delle sue opere e delle sue perfezioni, nasce in noi l’amore verso di Dio, via che ci guida nell’osservare liberamente la legge divina.

3. SERVIRLO : L’amore divino ci porta a servire Dio nel modo che ci è indicato dalla sua volontà espressa nei divini comandamenti, via e guida oggettiva della nostra condotta.

4. GODERLO POI IN PARADISO: Dio non ci costringe a fare la sua volontà. A chi Lo ama e serve fedelmente in questa vita terrena, Egli darà il premio della felicità eterna in cielo, la meta preparata da Dio a chi cammina nella fede, nell’amore e nel servizio divino.

Il cappellano di Corsia Giovani, Padre Konrad, scrive: 

Lo scopo della vita umana è la gloria di Dio. Nel creato si trovano vari gradi di perfezione tramite cui Dio viene glorificato: l’intero universo, non avendo anima né razionalità, glorifica il suo Creatore in virtù della sua mera esistenza e delle altre perfezioni di Dio a cui partecipa, poiché Dio è la somma di ogni Perfezione. Il creato Lo glorifica dunque tramite la sua esistenza, la sua bellezza, la sua vita (quando si tratta di un essere vivente). Gli angeli e gli uomini, invece, essendo dotati di anima e razionalità, glorificano Dio in modo più completo e perfetto, perché imitano la conoscenza e l’amore di Dio. 
Sappiamo infatti che Dio conosce e ama se stesso: nella SS. Trinità: il Padre conosce e ama il Figlio proprio come il Figlio conosce e ama il Padre, e lo Spirito Santo è il loro amore reciproco. Dio è un mistero di conoscenza e di amore, dunque, e per gli uomini il modo migliore di glorificare Dio, Essere razionale come noi, è imitarne la conoscenza e l’amore tramite la fede e la carità. La fede e la carità sono necessarie per amare Dio in modo giusto, in modo sovrannaturale. Sono tutte e due determinanti per la nostra Vita Eterna, anche se quaggiù la fede serve piuttosto come condizione necessaria della carità. Di questa, la più grande virtù dice S. Giovanni della Croce, “Alla sera della nostra vita saremo esaminati nella carità”. 
Ora, La perfezione della carità è la santità. Ogni persona può santificarsi in questo mondo. 
La Chiesa specifica che esistono due tipi particolari di vita in cui una persona si santifica: la vita matrimoniale o la vita consacrata. Queste due scelte di vita sono considerate dalla Chiesa la completezza della vita umana, per cui le persone né sposate né consacrate non si sono realizzate pienamente nella visione della Chiesa. (...) 
 

RIFLETTO: 

Il buon cristiano agisce sempre conforme al fine per il quale è stato creato! 
Il santo Curato d’Ars (san Giovanni Vianney), mentre passeggiava con un amico per i campi, si fermò ad ascoltare il canto degli uccelli ed esclamò: “O uccelli, voi siete creati per cantare e cantate. L’uomo è creato per amare Dio e non Lo ama!” 
Un missionario domandò a un povero pagano cinese perché era sulla terra. “Per mangiare riso.” rispose. 
Quanti, anche tra i cristiani, ad una simile domanda risponderebbero che sono sulla terra per mangiare, bere, godere! 

 


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X