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Origine e caduta dell'uomo/2

Com’è libero l’uomo? L’uomo è libero in quanto può fare una cosa o non farla, o farne una piuttosto che un’altra, come sentiamo bene in noi stessi. 

A un giovane che domandava cosa dovesse fare per entrare nella vita eterna, Gesù rispose: Se vuoi entrare nella vita eterna, osserva i comandamenti... Se vuoi essere perfetto, va, vendi quello che hai, dallo ai poveri... poi vieni, seguimi. (Mt 19, 16-26). 
Gesù gli dice: “Se vuoi...”. Il giovane infatti con la sua libera volontà poteva osservare i divini comandamenti o non osservarli; praticare il consiglio di Gesù distaccandosi da tutto o non praticarlo. 
Quando il giovane disse che aveva sempre osservato i Comandamenti, indicò il buon uso che fino ad allora aveva fatto della sua libertà; trascurando il consiglio di lasciare tutto per unirsi in modo perfetto al Maestro dimostrò ancora di essere libero, rifiutando di fare una cosa migliore. 

La libertà è una dote o capacità della nostra volontà, per cui possiamo volere una cosa o non volerla, senza che nessuna forza interna o esterna possa piegarci a volere il contrario. 

Noi abbiamo la chiara coscienza di essere padroni dei nostri atti. Sentiamo che quello che stiamo facendo lo facciamo di nostra spontanea volontà, e che se altri tentassero di indurci a fare altro, potremmo rifiutarci. Anche se ci forzassero materialmente, resterebbe comunque la libertà del nostro volere, e nessuna forza al mondo può far sì che noi vogliamo o non vogliamo quello che è contrario alla nostra volontà. 
Grazie a questa libertà possiamo fare il male o il bene, non fare l’una o l’altra cosa. Per via della libertà noi siamo responsabili dei nostri atti.

Se non fossimo liberi, non si potrebbe parlare di premio o castigo per il bene o il male che facciamo, anzi, non vi sarebbe né bene né male morale relativamente a noi. 

RIFLETTO

La libertà e l’intelligenza sono il maggior dono che abbiamo ricevuto da Dio. Facciamone buon uso! 

Se l’uomo è libero può fare anche il male? L’uomo può, ossia è capace di fare anche il male; ma non lo deve fare, appunto perché è male; la libertà deve usarsi solo per il bene. 

La vera e perfetta libertà consiste nel fare spontaneamente il bene, senza alcuna costrizione. Tale era la libertà dell’uomo prima del peccato; tale è la libertà dei beati e degli angeli in Cielo; tale è la libertà di Dio. 
Col peccato originale la libertà dell’uomo venne ferita, indebolita e resa imperfetta, così l’uomo divenne capace di fare anche il male, preferendolo al bene voluto da Dio, e divenne più incline a fare il male che il bene. 
La capacità di volere e fare il male è un’imperfezione e una debolezza della vera, perfetta libertà. 

Avere la possibilità di fare il male piuttosto che il bene, non significa averne anche la capacità morale, per cui possiamo fare il male lecitamente! La libertà deve essere usata solo per fare il bene comandato dalla legge naturale e divina. 

Infatti la libertà ci fu data da Dio perché possiamo scegliere liberamente il bene, fare senza costrizioni la divina volontà, amare Dio e meritarci il premio eterno. Senza libertà, non vi sarebbe merito nel fare il bene. 

RIFLETTO

Maria Santissima è la creatura che più di tutte le altre ha fatto buon uso della libertà. 

ESEMPIO

Lo storico Teodoreto narra che un principe libertino s’inoltrò nel fitto bosco che san Macedonio aveva liberamente scelto per dedicarsi ad una vita più perfetta. Visto il santo, il principe gli domandò: -Che cosa fate in questo bosco selvaggio? - E voi che siete venuto a fare? - Io vado a caccia, ed è questo il divertimento che preferisco. - Anch’io vado a caccia, ma di cose più perfette. Non vado dietro la selvaggina, né cerco di soddisfare le mie passioni con i piaceri di questo mondo. Cerco di conseguire il mio ultimo fine, di servire liberamente Dio e di guadagnarmi il Paradiso. - 
Il principe arrossì e pensò che fino a quel giorno aveva usato assai male la sua libertà, cercando unicamente di soddisfare le sue passioni, mentre il vecchio solitario usava assai meglio la sua libertà e il tempo datogli da Dio. 


Chi furono i primi uomini? I primi uomini furono Adamo ed Eva, creati immediatamente da Dio: tutti gli altri discendono da essi, che perciò sono chiamati i progenitori degli uomini. 

La scienza umana non ci sa dire nulla riguardo ai primi uomini. Grazie alla rivelazione possiamo sapere con certezza che la persona dei nostri progenitori non ha avuto origine per evoluzione spontanea da esseri inferiori, come dicono gli evoluzionisti, ma furono creati immediatamente da Dio, che modellò il loro corpo modificando la materia preesistente e creò direttamente la loro anima, infondendola nel corpo plasmato dalle sue mani. 

ORIGINE DELL’UOMO 

Quando il mondo fu pronto a ricevere l’uomo, che doveva esserne il re visibile, le tre Persone divine dissero tra loro: “Facciamo l’uomo a nostra immagine e somiglianza, che presieda ai pesci del mare, e ai volatili del cielo, e alle bestie, e ai rettili, che si muovono sopra la terra.” E Dio creò l’uomo a sua immagine. (Gn 1, 26-27). Il Signore Iddio dunque formò l’uomo di fango della terra; e gli inspirò in faccia un soffio di vita: e l’uomo fu fatto persona vivente (Gn 2, 7). Il primo uomo fu chiamato Adamo, che significa “uomo” o “terra rossa”, dalla quale Dio lo aveva formato. Ma non si trovava per Adamo un aiuto che somigliasse a lui. Il Signore Iddio mandò dunque un sonno profondo; e mentre era addormentato gli tolse una delle sue costole; e mise della carne in luogo di essa. E dalla costola che aveva tolto ad Adamo il Signore Iddio ne fabbricò una donna, e la condusse ad Adamo. E Adamo disse: “Ecco l’osso delle mie ossa, la carne della mia carne. Ella avrà il nome dall’uomo, perché è stata tratta dall’uomo. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e si unirà alla sua moglie; e i due saranno una sola carne (Gn 2, 20-24). La prima donna fu chiamata Eva, che significa “madre di tutti i viventi” o “sorgente della vita”. 

La divina rivelazione ci dice ancora che prima di Adamo non c’era nessun uomo che lavorasse la terra (Gn 2, 5). Da Adamo ed Eva nacquero Caino, Abele, Seth e molti altri figli e figlie, che furono i capostipiti dell’intera umanità. Tutti gli uomini discendono da Adamo ed Eva, progenitori di tutto il genere umano. Infatti Dio ha derivato da uno solo tutta la progenie degli uomini (At 17, 26). 

RIFLETTO

Tutti gli uomini sono figli di uno stesso padre e di una stessa madre. Perciò è ingiusto, irragionevole, inumano fare distinzioni di razze superiori e razze inferiori. Le differenze che si notano tra le cosiddette razze umane sono accidentali, e dovute soltanto a influssi di clima, di alimentazione, di ambiente, di abitudini, etc. 

L’uomo fu creato debole e misero come ora siamo noi? No, l’uomo non fu creato debole e misero, ma in uno stato felice, con destino e doni superiori alla natura umana. 

L’uomo, nell’attuale condizione, è debole e misero: la volontà, che dovrebbe essere la regina incontrastata di tutte le altre facoltà, è debole ed esautorata, spesso assediata e sopraffatta dalle passioni della superbia, invidia, lussuria, dalle tentazioni del demonio e del mondo; l’intelligenza è debole e incerta, nei primi anni incapace di capire e di pensare, poi aprendosi alla verità fatica ad imparare le molte nozioni e infine si accorge di conoscere ancora così poco! Anche il corpo è misero e debole, sempre soggetto a mille indisposizioni e necessità, bisognoso di riguardi e di rimedi, di precauzioni e di previdenze per evitare malattie, etc. 

Dio però non creò i nostri progenitori in questo stato di estrema miseria. Adamo ed Eva furono creati in uno stato felice, con destino e doni superiori alla natura umana... 

 


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X