Le virtù morali

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*Che cos'è la virtù morale? La virtù morale è l'abito di fare il bene, acquistato ripetendo atti buoni.

Le virtù che hanno per oggetto e per motivo Dio, si chiamano virtù teologali. Quelle virtù che hanno il compito di togliere gli ostacoli per fare il bene e vivere secondo la legge di Dio, si chiamano virtù morali.

Nel Battesimo, viene infusa la capacità di compiere atti soprannaturali e virtuosi, ma la facilità a farli si acquista col tempo, ripetendo spesso gli atti buoni. Perciò le virtù morali sono inclinazioni buone, abitudini di fare atti buoni, acquistate con l'esercizio.

ESEMPIO:

In un convento che ospitava trecento monaci, si presentò un cittadino di Alessandria, di nome Isidoro, che domandò di essere accolto tra i religiosi. Il superiore gli domandò se fosse disposto all'obbedienza in tutto, ed egli rispose: “Padre mio, voglio essere nelle vostre mani come un pezzo di ferro nelle mani del fabbro”. L'abate allora lo ricevette e gli assegnò l'ufficio di portinaio, ingiungendogli inoltre che si prostrasse ai piedi di chiunque si presentava, dicendo: “Fatemi la carità di pregare per me, che sono un povero peccatore!”. Per sette anni Isidoro esercitò quell'ufficio. Dapprima, gli costò molto sacrificio, come confessò egli stesso, perché si sentiva come uno schiavo condannato alla catena per i suoi peccati. Ma poi, ripetendo quegli atti di obbedienza imposti, a poco a poco li trovò meno difficili, finché gli venne facile obbedire, e provava gioia nel fare tutto quello che il superiore gli comandava. Isidoro giunse così a tal grado di perfezione, che l'abate non riuscì a convincerlo a ricevere gli ordini sacri, poiché l'umiltà di Isidoro era diventata tale da domandare al superiore, come grandissimo favore, di continuare a fare il portinaio.

*Quali sono le principali virtù morali? Le principali virtù morali sono: la religione, che ci fa rendere a Dio il culto dovuto, e le quattro virtù cardinali, che ci fanno onesti nel vivere.

Le virtù morali sono molte, alcune sono più importanti, altre meno. Quelle però che hanno maggiore importanza per un cristiano e che regolano i suoi costumi rendendoli onesti e conformi alla legge divina, sono le quattro virtù cardinali, che sono il fondamento e la base per tutte le altre, e sono: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. E tra le virtù dipendenti dalla giustizia, ha particolare importanza la virtù della religione, che il catechismo considera prima tra le virtù morali. La religione regola i nostri rapporti con Dio, conforme agli obblighi che ci derivano dai primi tre Comandamenti.

Le virtù cardinali regolano i nostri costumi di modo che possiamo esercitare le virtù teologali e aderire a Dio con tutto il nostro essere. Tutte le virtù morali dipendono dalle quattro virtù cardinali, o come loro parti soggettive (aspetti particolari di esse) o come parti integranti (che le completano e perfezionano, aiutandole nel loro esercizio) o come parti potenziali (annesse o derivate, che stanno in relazione con la loro virtù cardinale ma non ne hanno tutta la forza o sono ordinate soltanto ad atti secondari).

RIFLETTO:

Le quattro virtù cardinali sono rappresentate da quattro bellissime fanciulle. La prudenza è seduta e tiene in mano un serpente di cui imita gli istinti per schivare i pericoli, ricordando l'ammonimento del Salvatore, che raccomanda di essere semplici come colombe e prudenti come serpenti. Nell'altra mano la prudenza regge uno specchio, simbolo delle virtù teologali, nelle quali tiene sempre fissi gli occhi. La giustizia sta in piedi e tiene in mano una bilancia e una spada, perché pesa e soddisfa i diritti di ciascuno e vendica l'innocenza conculcata. La fortezza è in piedi, appoggiata a una colonna e stringe la spada: è forte come una colonna nelle avversità, soffre e combatte fino alla morte. La temperanza è seduta e regge un freno e un globo terrestre. Significa che l'uomo temperante tiene a freno le passioni, domina se stesso ed è come il padrone del mondo: i mansueti posseggono la terra. Può anche essere rappresentata nell'atto di versare l'acqua nel vino, per temperarlo.

*Perché le virtù cardinali sono così chiamate? Le virtù cardinali sono così chiamate, perché sono il cardine, cioè il sostegno delle altre virtù morali.

I cardini sorreggono le imposte delle finestre e i battenti delle porte. Le virtù cardinali sorreggono tutte le altre virtù morali, che poggiano tutte quante sulla prudenza, sulla giustizia, sulla fortezza e sulla temperanza e dipendono da esse o come parti soggettive, o come parti integranti o come parti potenziali.

Le virtù morali sono molteplici e si distinguono dall'oggetto cui inclinano, cioè dalla specie di bene che ci fanno compiere, e secondo le facoltà umane che perfezionano e regolano nei loro atti.

I principi interni dai quali dipendono tutti i nostri atti sono quattro: intelletto, volontà, appetito concupiscibile e appetito irascibile. Ognuna delle quattro virtù cardinali regola uno di questi principi delle nostre azioni.

La prudenza regola e perfeziona l'intelletto quando agisce riferendosi alla moralità e ai costumi. La giustizia governa la volontà e ne dirige gli atti di modo da dare a tutti (Dio, se stessi, il prossimo) ciò che gli è dovuto. La fortezza regola l'appetito irascibile, facendo sì che le passioni che da esso procedono (ira, audacia, timore, speranza, disperazione) non trascinino la volontà al male, ma la spingano alla scelta del bene. Infine, la temperanza regola l'appetito irascibile, di modo da spingere le passioni (amore, odio, gaudio, desiderio, tristezza) al bene.

ESEMPIO:

Dalla prudenza, dipendono virtù quali: memoria del passato, intelligenza del presente, docilità, sagacità, ragione, provvidenza, circospezione, precauzione, buon consiglio, buon senso pratico, giudizio perspicace. Dalla giustizia, dipendono: religione, pietà, osservanza, dulia, obbedienza, gratitudine, vendetta o giusto castigo, verità, affabilitò, liberalità, equità. Dalla fortezza, dipendono virtù come: fermezza nell'operare, decisione, valore, coraggio, costanza. Dalla temperanza, dipendono le seguenti virtù: vergogna, onestà, continenza, mansuetudine, clemenza, modestia, umiltà.


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X 

 


Documento stampato il 23/04/2021