Doveri del cristiano (Capo 4)

Home / Corsia Giovani / Istruzioni per il buon cristiano / Doveri del cristiano (Capo 4)

La Chiesa fondata dal Divin Salvatore, come depositaria e maestra di quello che noi dobbiamo sapere, credere e praticare per ottenere l'eterna salute, vuole che ogni cristiano: 1° Conosca i caratteri della sola vera Chiesa di Gesù Cristo; 2° Consideri, come detti caratteri mancano nelle chiese degli Eretici; 3° Sappia ancora, quali pene spirituali siano inflitte a giusta ragione dalla Chiesa cattolica contro gli Eretici; 4° Prenda efficaci risoluzioni, e le metta in pratica.

I. Caratteri della vera Chiesa di Gesù Cristo

La Chiesa cattolica, nella quale noi per somma grazia e misericordia divina siamo nati e diventati figli di Dio per il Santo Battesimo, è la sola vera Chiesa fondata dal Redentore del mondo: essa è la società di tutti i fedeli che professano la fede e la legge di Gesù Cristo sotto la condotta dei legittimi Pastori uniti al loro capo, il Sommo Pontefice. Il Papa è infallibile nel giudicare delle cose riguardanti alla fede ed ai costumi, cioè non può cadere in errore quando parla come Maestro della Chiesa universale. Noi siamo obbligati a sottometterci alla Chiesa, perché così ha ordinato Gesù Cristo; e chi non riconoscesse per capo della Chiesa il Sommo Pontefice, sarebbe fuori della vera Chiesa e quindi non potrebbe salvarsi.

Affinché poi l'uomo non sbagliasse nel conoscere la vera Chiesa, fu necessario che essa avesse tali caratteri, che la distinguessero fra tutte le false. Ed appunto a questo fine Gesù Cristo le impresse indelebilmente quattro luminosi caratteri; ella è Una, Santa, Cattolica e Apostolica.

Una, perché uno è il suo capo invisibile Gesù Cristo medesimo, uno il suo capo visibile, il Sommo Pontefice, ed una è la sua dottrina, che non ha mutato e non muterà mai, perché è quella stessa del nostro divin Salvatore.

Santa, perché santo è il suo capo e fondatore Gesù Cristo, santa la dottrina, santi i Sacramenti, santi molti dei suoi membri, e finalmente perché essa sola possiede tutti i mezzi necessari alla santificazione delle anime.

Cattolica, perché si estende a tutti i tempi ed a tutti i luoghi; perché per la promessa del Redentore risale sino al primo uomo Adamo, e da Adamo per mezzo dei Patriarchi, dei Profeti e di tutti i giusti dell'antico Testamento che si salvarono per la fede nel venturo Messia, arriva fino allo stesso Messia, Gesù Cristo, e da Lui per mezzo degli Apostoli e dei Sommi Pontefici è giunta sino a noi e da noi dovrà ancora estendersi e propagarsi sino alla fine del mondo; perché la vera fede, ch'ella insegna, fu e sarà predicata in tutte le parti del mondo.

Apostolica, perché fondata da Gesù Cristo, è stata propagata e governata specialmente dai dodici Apostoli, e continua e continuerà sempre ad essere governata dai Sommi Pontefici, che sono legittimi successori di S. Pietro, e dai Vescovi successori degli altri Apostoli.

La vera Chiesa inoltre dicesi visibile e romana.

Visibile, perché Gesù Cristo, che è il suo Capo, la governa dal Cielo col mezzo del Sommo Pontefice suo Vicario, e dei Vescovi e di tutta l'ecclesiastica gerarchia che è visibile; perché sono pure visibili i fedeli che ne sono le membra, e visibile è pure il culto con cui i fedeli manifestano la loro fede.

Romana finalmente si dice la Chiesa, perché essendo S. Pietro morto a Roma, i Vescovi di Roma furono e saranno sempre i soli capi della vera Chiesa di Gesù Cristo; e chiunque non ha la Chiesa veramente per madre, non potrà mai avere Gesù Cristo per padre.

II. Le chiese degli Eretici non hanno i caratteri della vera Chiesa di Gesù Cristo

Per poco che uno pensi, facilmente potrà conoscere che le chiese dei Protestanti, Valdesi ed altri Eretici non possono avere e non hanno i caratteri della vera Chiesa.

Non hanno il carattere dell'Unità, perché non hanno la medesima fede, né la medesima dottrina, né uno stesso capo. Anzi è difficile trovar due ministri di una medesima setta eretica, i quali vadano d'accordo sopra i punti principali di loro credenza. Quindi ne avvengono continue divisioni in cose di massima importanza. La sola Chiesa protestante, non molto dopo la sua fondazione, era già divisa in più di duecento sette. In esse alcuni ammettono la Messa, ed altri la disprezzano; alcuni accettano sei sacramenti, altri cinque, chi tre, chi due e chi nessuno. Dove in mezzo a tante contraddizioni si può avere unità di fede?

Non sono Sante, perché rigettano tutto od in parte i sacramenti da cui solo deriva la vera santità; professano più cose contrarie al Vangelo, ripugnanti a Dio medesimo. In tutte le vite degli eretici, degli increduli, degli apostati, non si può citare un santo e neppure un miracolo. Che anzi i principali autori delle sette si macchiarono con vizi o delitti. Calvino e Lutero asserivano fin dai loro tempi, che i Cattolici erano assai migliori dei Protestanti. Erasmo, caldo promotore del Protestantesimo, ebbe a dire che tutti gli uomini illustri della Riforma, ben lungi dal far miracoli, non hanno nemmeno potuto far guarire un cavallo zoppo. Inoltre non vi fu mai Cristiano che in punto di morte siasi pentito di esser nato e vissuto in seno della Santa Chiesa Cattolica; quanti invece infedeli ed eretici sia in vita sia in morte rinunciarono agli errori della loro religione per abbracciare la nostra Santa Fede?

Non sono Cattoliche, perciò sono ristrette ad alcuni luoghi, ed in questi luoghi medesimi cambiano la loro dottrina a seconda dei tempi. Neppure sono cattoliche riguardo al tempo, poiché paragonate alla Religione Cattolica contano pochi secoli d'esistenza. Prima di Enrico VIII non si era mai parlato di Anglicanesimo; prima di Pietro Valdo nessuno mai nominò i Valdesi; prima di Calvino o Lutero non si era mai menzionato Protestantesimo o Riforma. Tutte le eresia cominciarono assai tardi; nessuna si estende fino a Gesù Cristo.

Non sono Apostoliche, perché non professano, anzi rigettano molte cose dagli Apostoli credute ed insegnate. Nessuna delle sette eretiche può far risalire i suoi pastori fino agli Apostoli. Finalmente non sono unite al Romano Pontefice, successore di San Pietro.

III. Pene spirituali inflitte dalla Chiesa cattolica contro gli Eretici

La Chiesa Cattolica, vera sposa di Gesù Cristo, desidera la salute eterna di noi tutti, suoi figli per il Santo Battesimo; e quale madre tenerissima ed affettuosa vuole che stiamo ben lontani da chi cerca di farci perdere la fede, perciò ha inflitto pene gravissime contro gli eretici e contro chi loro aderisce o crede ai loro errori.

Prima di tutto riteniamo, essere eretico il cristiano che nega scientemente e con ostinazione anche un solo articolo di fede dalla Chiesa proposto per tale, o che con piena avvertenza dubita di qualunque verità di fede. Ma sentiamo ora, secondo i santi Padri, qual nome meritano gli eretici. San Giovanni Crisostomo, fra gli altri, li chiama serpenti, e ne dà questa ragione. “Siccome i serpenti sono di diversi colori nel loro corpo, così gli eretici sono varianti nei loro errori; il serpente cammina sopra il ventre, gli eretici fanno ogni cosa per impinguare il ventre loro, e per amore di vanagloria; il serpente si ciba di terra, e gli eretici cercano di associarsi coloro che sono attaccati alla terra, cioè gli uomini carnali. Non solamente sono serpenti, ma sono vipere, le quali vuolsi che nascano lacerando le viscere delle loro madri; così gli eretici, propagando le loro eresie, corrompono la fede e lacerano barbaramente le viscere materne della Chiesa cattolica”. San Tommaso poi dice, che siccome gli uomini virtuosi si chiamano angeli, così gli eretici si appellano demoni per la loro diabolica malizia.

Ciò posto, ecco le pene inflitte dalla Chiesa al presente riguardo:

1°. Tutti gli apostati, e gli eretici formali di qualunque nome e setta incorrono per il solo fatto la scomunica specialmente riservata al Papa.

2°. Incorrono pure la scomunica specialmente riservata al Papa coloro che ricettano gli apostati ed eretici suddetti, che loro credono, che li aiutano e li difendono affinché possano impunemente propagare i loro errori; coloro che scientemente leggono senza la licenza della Sede Apostolica i libri degli stessi apostati ed eretici, nei quali si propugna l'eresia, ed i libri di qualunque autore nominatamente proibiti da Lettere Apostoliche; coloro che ritengono, stampano e difendono questi medesimi libri.

Si avverte infine che ogni comunicazione, ossia conversazione, commercio e comunella con gli eretici, da cui possa derivarne pericolo di pervertimento nella fede e nei costumi, è proibita ai cattolici sotto peccato grave; come pure è proibito sotto pena di peccato leggere, ritenere, imprestare certi giornali e libri irreligiosi, o scandalosi, che sono di gran danno spirituale e temporale alle famiglia ed ai paesi. Poiché l'Apostolo, scrivendo a Tito, così dice precisamente: Fuggi l'uomo eretico, sapendo che questo tale è pervertitore; e nell'Ecclesiastico al capo 3 si legge: Chi ama il pericolo, perirà in esso.

IV. Risoluzioni da prendersi dal Cristiano

Tutti noi riconoscenti al Signore, che per sua infinita misericordia ci ha fatto nascere nel seno della Chiesa, a preferenza di tanti altri che privi del dono della Fede si trovano fuori dell'arca di salute, prendiamo le seguenti risoluzioni, e mettiamole in pratica.

1°. Per esser veri figli della Chiesa ci studieremo di arrivare alla santità, osservando fedelmente la legge di Dio e della Chiesa, e ricevendo debitamente i Ss. Sacramenti.

2°. Se noi non viviamo santamente, benché siamo nella vera Chiesa, saremo giudicati da Dio con molto maggior rigore degli infedeli, mentre noi abbiamo tanti mezzi di santificarci, che essi non hanno.

3°. Noi avremo somma venerazione per il Papa, credendo a tutte le verità che egli ci propone a credere e mostrandoci sempre a lui obbedienti e fedeli; perché il Papa è il vicario di Gesù Cristo, il successore di S. Pietro, il capo infallibile della Chiesa.

[NDR: Il fatto che essere sottomessi al Papa è necessario alla salvezza è senza ombra di dubbio una verità di fede. Non si tratta tuttavia di una sottomissione indiscriminata a qualsiasi volontà o parola della persona rivestita del Supremo Pontificato; non si tratta certamente di aderire alle opinioni erronee del Papa, per quanto pubblicamente espresse, in contrasto con l'insegnamento già definito della Chiesa. Come spiega S. Tommaso de Vio: “Se qualcuno, per un motivo ragionevole, ritiene sospetta la persona del Papa e rifiuta la sua presenza e anche la sua giurisdizione, non commette il delitto di scisma, né un altro qualunque, ammesso che sia pronto ad accettare il Papa se non fosse sospetto. Va da sé che si ha il diritto di evitare ciò che è dannoso e di prevenire i pericoli. Difatti, può accadere che il Papa governi in modo tirannico, e ciò è tanto più facile quanto più è potente e non teme sulla terra nessun castigo da parte altrui”.]


Manuale di Filotea


Documento stampato il 08/12/2019