Gli esercizi spirituali di S.Ignazio. Due ragazze raccontano...

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Come consuetudine, il Priorato di Montalenghe (TO) della FSSPX nel periodo estivo è luogo di ritrovo per svolgere gli esercizi spirituali di S.Ignazio di Loyola.

Questi esercizi sono, come scrive la Fraternità, “ricchi di doni spirituali, di grazie, di consolazioni, di rivelazioni, di aiuti soprannaturali”.

Proprio la scorsa settimana, il Priorato ospitava il gruppo delle donne; a questo, si sono aggiunte due giovani ragazze, desiderose di dedicare cinque giorni al silenzio e alla preghiera, sulle orme di S.Ignazio. Finita la settimana, abbiamo chiesto loro un breve commento circa questa straordinaria esperienza.


Gli esercizi spirituali sono un'ottima occasione per conoscere, approfondire e riflettere sulla vita del cattolico. Questa visione l'ho maturata nel corso degli esercizi, visto che sono partita con la semplice idea di estraniarmi dal mondo. Questa è senza dubbio una grande grazia in partenza, perché oggi come oggi è pressoché impossibile trovare un attimo di pace per meditare e pregare senza influenze esterne.

Ma gli esercizi spirituali sono molto di più: se fatti bene, con impegno, fiducia e serenità, forniscono tutte le grazie necessarie per "ricominciare a vivere". È quella che viene definita "l'infallibilità" degli esercizi: essi stimolano le potenze dell'anima affinché con sentimenti di contrizione e affidamento, riusciamo veramente ad instaurare un rapporto a tu per tu con Dio fondato sul vero amore cristiano.

Veramente in questo periodo discendono numerose grazie utilissime per affrontare con coraggio il mondo, soprattutto oggi, e conseguire al meglio il fine per noi voluto da Dio: la salvezza dell'anima.

Le giornate non sono pesanti e non lasciano niente in preda all'ozio, c'è il silenzio, molta meditazione, molta preghiera, la S. Messa tutti i giorni e la direzione dei sacerdoti. Su quest'ultimo punto devo esprimere tutta la mia gioia e gratitudine in quanto il sacerdote aiuta a fare al meglio la meditazione ed esamina l'operato di ciascuno. Sono veramente dei padri, hanno veramente cura delle anime e ogni volta danno il coraggio di fare tutto bene a maggior gloria di Dio.

L'ultimo giorno ero euforica, mi ero completamente rigenerata l'anima e il solo pensiero di dover lasciare quel luogo e quelle persone meravigliose e tornare nell'obbrobrio del mondo mi dava una tristezza grandissima, ma d'altra parte ci tocca, volenti o nolenti.

Sicuramente tornerò a farli, non basta farli una sola volta nella vita, quello è il minimo sindacale, ma per progredire giorno dopo giorno nella vita spirituale non bisognerebbe mai abbandonarli. Non si finisce mai di imparare! Li consiglio, per non dire prescrivo, assolutamente a tutti, sono l'antibiotico contro la “mondanite acuta” del ventunesimo secolo.

Elisabetta Tribbia


Ho avuto la grazia di poter partecipare per la prima volta agli Esercizi Spirituali, dettati dalla Vergine Santissima a S. Ignazio di Loyola. Il fatto di potervi partecipare è già la prima grande grazia che si riceve. Questa consapevolezza aiuta ad affrontare con lo spirito giusto gli Esercizi.

Personalmente non sapevo cosa aspettarmi. Sapevo della preghiera, delle meditazioni, del silenzio questo sì… ma cos’altro? Ebbene, in realtà anche se ancora non me ne rendevo conto, sapevo già abbastanza.

Cinque giorni di profondo silenzio, di preghiera e meditazioni sono per l’anima un’esigenza più che un’opportunità. Per cinque giorni si è da soli di fronte a Dio, si resta in ascolto, Egli parla interiormente, “Si fa sentire dentro di noi senza altisonanti parole”, esattamente come descritto nell’Imitazione.

Nel grande silenzio per cinque giorni lo sguardo rimane basso e mortificato, ma gli occhi si elevano verso Dio e restano fissi nelle cose del cielo.

In questi giorni si ha l’opportunità di comprendere ed approfondire senza timore le questioni esistenziali più importanti, sostenuti dall’abbondare della grazia, dalla Santa Messa quotidiana, dalla preghiera e dal consiglio dei sacerdoti. Una cosa è conoscere, credere in modo speculativo alle verità di fede, tutt’altra cosa invece è comprenderle, sperimentare la loro portata sul piano personale. Per esempio, Dio è buono e misericordioso ok, tutti lo sanno. Ma cosa vuol dire che Dio è stato misericordioso con me? Cosa vuol dire che per strapparmi dall’Inferno ha voluto soffrire e morire in Croce? Dio lo fa proprio capire chiaramente cosa vuol dire, senza mezzi termini.

Certamente non sono giorni privi di difficoltà e desolazioni ma, se ben fatti, gli Esercizi sono infallibili. Dio non premia il risultato bensì lo sforzo. Anche se apparentemente non sembra, si può stare certi che la grazia lavora dentro l’anima e questo diviene chiaro soprattutto una volta finiti gli Esercizi, una volta tornati nel mondo. Il mondo è sempre lo stesso (anzi, forse è peggiorato) ma l’anima non è più la stessa, non è più disposta ad accettare compromessi. Si esce e si è davvero dei veri soldati di Cristo, disposti a tutto per Lui.

Il contrasto fra la calma e la pace silenziosa degli Esercizi e l’orrore del mondo è abissale. Bastano pochi istanti una volta usciti per provarne nausea e ripugnanza. Nonostante questo, la serenità, la quiete che si respirava durante gli Esercizi permangono nell’anima, anche in mezzo all’empietà del mondo.

Ogni uomo di buona volontà dovrebbe accostarsi con umiltà e fiducia agli Esercizi, necessari per dare un po’ di tregua e respiro all’anima in mezzo alla bolgia satanica del mondo moderno.

A nulla valgono le scuse di chi dice di non aver tempo a causa dello studio, del lavoro o di chissà cos’altro. Più che il tempo manca la volontà. Si dubita forse del soccorso della Provvidenza Divina? Basta la retta e ferma volontà, qualche preghiera e le circostanze per potervi partecipare si creeranno da sé.

È estate, il mondo ci dice che è tempo di rinnovamento, nuove esperienze, nuovi incontri, di forti emozioni. Niente di meglio degli Esercizi Spirituali quindi per rinnovare se stessi ed incontrare il Re dei Re.

Elisa Carminati


Documento stampato il 19/09/2019