Verità che ognuno deve sapere (Capo 1)

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Dice S. Paolo, che senza la Fede è impossibile piacere a Dio. Noi, per grazia del Signore, avendo ricevuto il dono della Fede, siamo con questo obbligati di credere in Dio, a tutte le verità che Egli ci ha rivelato e chi fa conoscere per mezzo della santa Chiesa. La Fede poi ci insegna la strada, che mena al Paradiso e si riduce a questo: Fare il bene e fuggire il male.

ARTICOLO I

Le verità da credersi di necessità di mezzo sono: 1° I due Misteri principali di nostra Fede. - 2° Che Dio premia i buoni e castiga i cattivi. Riguardo ai due misteri principali di nostra Fede ogni cristiano deve sapere che essi sono: 1° Unità e Trinità di Dio. - 2° Incarnazione, Passione, Morte, Resurrezione di Nostro Signore Gesù Cristo.

Noi pertanto dobbiamo credere che vi è un Dio solo; il quale, principio e fine di tutte le cose, è uno spirito perfettissimo, perché, essendo Egli infinita bontà e bellezza, possiede tutte le virtù e perfezioni. Dio può fare ogni cosa, e niente gli è impossibile, perciò si dice che è onnipotente. Egli è sommamente buono non solo in Se stesso, perché è il sommo Bene, ma anche verso le sue creature, mentre esse hanno ricevuto tutto da Dio. Egli sa e vede ogni cosa, il passato, il presente e l'avvenire, conosce fin anche i più nascosti pensieri, perciò si chiama onnisciente. Dio infine vuole ed ama il bene ed aborrisce il male, cioè ogni ingiustizia, ogni peccato e per questo si dice che è infinitamentesanto.

Noi dobbiamo ancora credere che in Dio vi sono tre Persone realmente distinte e perfettamente uguali fra loro, Padre cioè, Figliuolo e Spirito Santo; che queste tre Persone, quantunque abbiano la stessa natura, la stessa essenza, la stessa Divinità, non sono però tre dèi, ma un Dio solo. Questo è il Mistero dell'Unità e Trinità di Dio, che professiamo di credere ogni volta che facciamo il Segno della Santa Croce.

Il Cristiano deve pur credere, come la seconda Persona della SS. Trinità, il Figliuol di Dio, si è fatto uomo, prendendo un corpo ed un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine, per opera dello Spirito Santo; patì e morì sulla Croce per liberarci dall'inferno e farci eternamente salvi.

Per il peccato originale commesso dai nostri primi padri Adamo ed Eva, noi siamo venuti al mondo coll'anima macchiata di colpa. Il Figliuol di Dio col suo preziosissimo Sangue ha soddisfatto pienamente alla divina giustizia e ci ha ottenuto il perdono. Per i meriti e dolori sofferti da Gesù Cristo ci sono perdonati anche i peccati attuali (purché adempiamo alle volute condizioni), ci vien ridonata la grazia santificante da noi perduta, e ci sono altresì date le grazie attuali necessarie per poter fare opere meritorie di vita eterna ed ottenere il Paradiso.

Per quanto poi riguarda l'ultima verità da credersi di necessità di mezzo, il Cristiano deve fermamente credere che Iddio è giustissimo giudice, il quale premia i buoni col Paradiso e castiga i cattivi con l'Inferno. Dopo la morte noi dovremo comparire al tribunale di Dio per rendere stretto conto di quanto abbiamo fatto in vita nostra; e così essere premiati se avremo operato il bene, oppure castigati se malamente saremo vissuti e morti col peccato. Oltre a questo cosiddetto giudizio particolare, dalla santa Fede siamo ammaestrati che alla fine del mondo avrà luogo il giudizio universale, e tutti gli uomini vi dovranno comparire coi loro corpi resuscitati; i quali pure prenderanno poi parte al premio o al castigo che ciascuno avrà meritato, e questo per tutta l'eternità.

ARTICOLO II

Le cose da sapersi di necessità di precetto sono quattro: 1° Il Credo. 2° Il Pater noster. 3° I Comandamenti di Dio e della Chiesa. 4° I Sacramenti.

Il Credo.

Il Cristiano deve sapere che gli Apostoli, immediatamente mandati dal divino Maestro Gesù, cogli insegnamenti di Lui stabilirono una regola di fede, chiamata Credo: Simbolo che la S. Chiesa, nostra maestra infallibile, ci propone a credere. Ora tutte le verità contenute nel Simbolo bisogna crederle fermamente, tenerle per vere, per certe, più che se le vedessimo coi nostri occhi, le toccassimo colle mani: perché rivelate da Dio, eterna verità e sapienza infinita, che non può ingannare né essere ingannato. Piuttosto che negar fede a queste verità, o solo dubitarne, dobbiamo esser pronti a dar la vita stessa, come hanno fatto i Martiri.

Il Pater noster

Iddio nostro Padre, conoscendo la grande nostra miseria, venne in nostro aiuto con insegnarci che per ottenere le grazie necessarie a conseguire il nostro ultimo fine, bisogna ricorrere a Lui colla preghiera, esercitando così la virtù della Speranza. Quanto è buono e misericordioso il nostro Signore! Che per mezzo del suo Divin Figlio ci ha fatto conoscere la preghiera a Lui più gradita; essendosi degnato il nostro amante Gesù di insegnarci la più eccellente orazione, il Pater Noster.

Siccome però, nel presentarci per ottenere da un re della terra qualche grazia, siamo soliti di ricorrere a qualche personaggio che possa aiutarci, così lo stesso si deve fare dai buoni Cristiani, ricorrendo alla Vergine SS. colla recita dell'Ave Maria, all'Angelo Custode colla preghiera dell'Angele Dei, ai Santi del Paradiso, specialmente ai nostri Avvocati e Protettori, colle preghiere che ci suggerisce la nostra devozione.

I Comandamenti di Dio e della Chiesa

Non basta, per salvarsi, aver la Fede nel credere a Dio, aver la Speranza ed esercitarla coll'orazione, ma è necessario avere anche la Carità. Questa virtù sarà in noi, quando osserveremo esattamente i Comandamenti di Dio. Ora coll'osservanza dei Divini Precetti, noi veniamo a praticare i doveri che abbiamo verso Dio, verso il nostro prossimo e verso noi stessi, ed in tal modo riusciremo a salvar l'anima nostra, secondo la risposta data da Gesù ad un dottore della legge: Fa questo e vivrai. Avendoci inoltre il nostro Divin Salvatore data per Madre e Maestra la Chiesa, è ben giusto che noi ascoltiamo ed osserviamo i suoi ordini, il che faremo quando da noi si osserveranno pure esattamente i Comandamenti della Chiesa.

I Sacramenti

Che se il fine, per cui Dio ci ha creati, è nobile e altissimo, e le nostre forze sono assai deboli, non dobbiamo perderci di coraggio, mentre la fede ci insegna che Gesù Cristo istituì a nostro spirituale vantaggio i Santi Sacramenti, che sono altrettante fonti e canali di grazie. Di questi Sacramenti ve ne sono due che si chiamano dei morti, istituiti a vantaggio di quelli che sono morti alla grazia, cioè il Battesimo e la Penitenza, ossia Confessione. Gli altri cinque, ossia la Cresima, l'Eucaristia, l'Estrema Unzione, l'Ordine ed il Matrimonio, si dicono dei vivi, perché chi li riceve deve già esser vivo alla grazia, la qual grazia viene poi con questi Sacramenti aumentata.


Manuale di Filotea


Documento stampato il 19/11/2019