I precetti generali della Chiesa

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Che cosa sono i precetti generali della Chiesa? I precetti generali della Chiesa sono leggi con le quali essa, applicando i comandamenti di Dio, prescrive ai fedeli alcuni atti di religione e determinate astinenze.

Gesù Cristo diede alla Chiesa il potere di governare la sua società di battezzati, in modo che essi praticassero quanto Egli aveva insegnato. Per questo, la Chiesa emana leggi e norme che indicano quanto è necessario fare e omettere per obbedire alla legge di Cristo. Le leggi della Chiesa sono state raccolte e riassunte nel Codice di Diritto Canonico e nei libri liturgici. Tra queste leggi, ve ne sono cinque generali.

Le leggi della Chiesa si basano sul Decalogo, perciò sono studiate apposta per eseguire la legge di Dio.

Le leggi ecclesiastiche riguardano solo i battezzati, perché sugli infedeli la Chiesa non ha nessun potere diretto. Invece i divini comandamenti riguardano tutti gli uomini, perché sono la codificazione della legge naturale.

Con i suoi cinque precetti generali, la Chiesa prescrive in particolare alcuni atti di religione e determinate penitenze per osservare i divini comandamenti. Con il primo precetto, la Chiesa determina in che modo obbedire al primo e terzo comandamento imponendo gli atti di culto necessari. Gli atti di culto comportano che vi siano anche i luoghi, gli edifici e i ministri necessari per eseguirli, perciò con il quarto precetto la Chiesa indica gli obblighi dei fedeli per venire incontro alle esigenze degli edifici e dei ministri. Il sesto e nono comandamento comportano rinuncia e penitenza; la Chiesa con il secondo precetto prescrive delle mortificazioni necessarie per esercitarci a dominare i nostri sensi, per ottenere da Dio aiuto e grazia, per preservare la purezza interna ed esterna, per scontare le pene dovute ai peccati commessi. Nel quinto precetto la Chiesa proibisce di celebrare le nozze nei tempi di penitenza, perché sarebbe disdicevole fare festa in un periodo di mortificazione. Infine, non è possibile osservare tutti i comandamenti di Dio senza una grazia abbondante; il secondo precetto prescrive di accostarsi all'Eucarestia almeno a Pasqua, e alla Penitenza almeno una volta all'anno.

RIFLETTO:

Grazie ai precetti della Chiesa, è più facile capire in che modo obbedire ai divini comandamenti!

ESEMPIO:

Ad alcuni amici che, per riguardo alla sua vecchiaia, lo esortavano a mitigare le penitenze e i digiuni, il cardinal Stanislao Osio rispose: “Osservando la quaresima e i digiuni prescritti dalla Chiesa procuro il mio bene. Faccio questo per vivere lungamente. Il quarto comandamento impone: Onora il padre e la madre, perché tu viva lungamente sulla terra. Il mio Padre è Dio in cielo, la mia madre è la Chiesa sulla terra. Ora Dio mi ha prescritto di mortificarmi e di digiunare, e la Chiesa ha determinato i giorni in cui devo farlo. Io obbedisco volentieri a tutti e due, e spero di ricevere in premio la vita beata, che non perirà mai”.

Come ha la Chiesa autorità di far leggi e precetti? La Chiesa ha l'autorità di far leggi e precetti, perché l'ha ricevuta nella persona degli Apostoli da Gesù Cristo, l'Uomo-Dio; e perciò chi disubbidisce alla Chiesa, disubbidisce a Dio medesimo.

Dio è il sovrano universale e assoluto di tutto il creato. Gesù Cristo è l'Uomo-Dio, ed Egli diede a Pietro il potere magistrale di pascere gli agnelli e le pecorelle, di legare e sciogliere, d'insegnare, di santificare, di governare. Lo stesso potere ricevettero gli altri Apostoli in dipendenza da Pietro. Il triplice potere di insegnare, governare e santificare si trasmise dagli Apostoli ai loro successori nella Chiesa, la quale ha perciò ricevuto da Gesù il potere di fare leggi e precetti conformi alla legge di Cristo. Perciò chi ubbidisce alla Chiesa ubbidisce a Cristo, e chi le disubbidisce, disubbidisce a Cristo.

Nella Chiesa chi può far leggi e precetti? Nella Chiesa possono far leggi e precetti il Papa e i Vescovi come successori degli Apostoli, ai quali Gesù Cristo disse: “Chi ascolta voi, ascolta Me; e chi disprezza voi, disprezza Me” (Lc 10, 16).

Il potere di fare leggi e precetti in materia di morale e di culto spetta alla Chiesa docente, costituita dal Papa e dai vescovi uniti con lui, poiché solamente essi sono i legittimi successori degli Apostoli, ai quali venne affidata la Chiesa.

Il Papa, come successore di Pietro, vicario di Cristo e capo visibile della Chiesa militante, ha il potere di fare leggi per tutta la Chiesa e di dare precetti per tutti i battezzati. Ogni vescovo può fare leggi e precetti per la sua diocesi. I vescovi riuniti in Concilio Ecumenico e presi collegialmente, in unione e dipendenza dal Papa, possono legiferare per tutta la Chiesa.


Veronica Tribbia - Dal Catechismo di San Pio X


Documento stampato il 19/09/2019