Le sacre stimmate di santa Veronica Giuliani

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Ebbi un'ora di agonia, che pensavo di spirare. Mi si rappresentò davanti il calice e la croce. Parmi in quel punto che il Signore facessemi provare e penetrare tutti i patimenti mai immaginabili. Sentivo la parte inferiore tutta ripugnante a questo, ma lo spirito pronto a quanto Iddio voleva. Così ricordai di quelle parole che disse Gesù nell'orto ed io le replicavo più sovente che potevo. In un subito mi parve che mi venisse come un rapimento, ed il Signore fecemi capire che era arrivata l'ora della bramata grazia, cioè di essere crocefissa con Lui.

Io ero rassegnata in tutto al suo santo volere, e Lo pregai che non mi desse segni esteriori, se voleva fare per la sua carità. Così Esso fecemi intendere che in questo non ci pensassi, perché voleva che anco esteriormente fossero palesi i segni per il bene di molte anime, e per rinnovare la fede e la memoria della sua Passione. Mi rimisi in tutto al suo volere, e quello che era di più gloria sua. […]

In un subito parvemi di sentire un rumore come di tuono e vento gagliardo: la nostra cella divenne tutta uno splendore. Come si fosse non so: restai fuor de' sensi. In questo punto ebbi la visione di Gesù Crocefisso, il quale era di sì maestoso aspetto e risplendente, che non potevo mirarlo... Ai piedi di quella Croce, in quella conformità che stava sul monte Calvario, era la Beata Vergine Addolorata. Frattanto mi tirava a sé, ma non so come. In un subito diedemi conoscimento intimo del mio niente, e dell'amore suo infinito. Mi pare che anco mi desse dolore intimo di tutte le commesse colpe, e facevami intendere che Lui medesimo aveva pagato a costo del suo Sangue tutti i miei debiti fatti contro S.D.M. con le colpe commesse in tutto il tempo di mia vita. Qui diedemi comunicazione di più e più cose. In specie mi ricordo che mi fece comprendere e vedere tutti i benefici e grazie concesse a quest'anima, e di più mi fece conoscere che per anco non aveva fatto niente a quello che voleva fare, ma che voleva che io colla cooperazione operassi colle operazioni sue. Così voleva, e per segno di ciò, voleva anco segnarmi coi sigilli delle sue sante piaghe, acciò fossi sua vera sposa...

Rivolta alla SS. Vergine, tutta confidenza in Lei, ho detto: “Eccomi pronta a tutto. Vergine SS., in persona mia, offrite voi medesima con tutti i vostri meriti, pene e dolori che patiste sotto la Croce, e nel tempo della SS. Passione. Chiedete perdono e pietà per me al vostro Figlio. Io non posso niente; vedete la mia insufficienza e chi sono. Disponetevi voi a questa grande grazia”.

La Vergine si è posta davanti, ai piedi del suo figlio, ed ha fatto tutto, in un istante. Mentre Ella ha pregato per me, mi è venuto un lume e conoscimento sopra il mio niente; e questo lume facevami penetrare e conoscere che tutto ciò erano opere di Dio. Qui mi faceva vedere con che amore Esso ama le anime, ed, in particolare, le ingrate come la mia. E qui, più all'intimo, mi faceva vedere la mia impotenza, la mia ingratitudine, e restavo nel proprio nulla. O Dio! Di questo non posso dichiarare niente. Solo produceva in me una ferma speranza in Dio, uno spoglio da me stessa e da tutto. Dio solo e l'anima sola. Oh! Qui sì che io ebbi una comunicazione intima, ed il Signore fecemi intendere che voleva darmi il modo del vivere, dell'operare; come devo, ed in tutto, portarmi per l'avvenire. E di nuovo mi ha detto: “Io sono venuto per farti simile a Me. Ti voglio crocifiggere”. Non posso parlare di quanto penetrò l'anima mia!

Mentre il Signore così diceva, ha tirato a sé quest'anima, all'unione amorosa con Lui; e. per quanto ho potuto conoscere, è stato nuovo rapimento al raccoglimento che avevo. In questo istante mi è venuta gran brama di essere crocefissa col Signore. Così, rivolta alla SS. Vergine, io Le dicevo: “O Madre di pietà, di misericordia, impetrami questa grazia di essere crocefissa col Crocefisso mio sposo”. Ed Ella, rivolta al suo Figlio, gli diceva: “Su presto: crocefiggete quest'anima”. E il Signore diceva: “Avrà la grazia”.

E di nuovo, addimandava a me: “Che brami? Che vuoi?”. Io gli ho detto: “Lo sapete, Signore mio, quel che io bramo”. Ed Esso rispose: “Io voglio sentire da te che cosa brami”. “L'adempimento del vostro volere”. Allora il Signore mi disse: “Qui ti volevo, ed ora ti confermerò con mio volere, e ti trasformerò tutta in Me. Dimmi: che brami?”. O Dio! Così dicendomi, io risposi: “O sommo mio Bene, più non tardate: crocefiggetemi con voi”.

In questo atto, mi venne una gran contrizione di tutte le offese fatte a Dio, di cuore ne chiedevo il perdono. Offerivo il suo Sangue, le sue pene e dolori, in particolare, le sue SS. Piaghe; e sentivo un dolore intimo di tutto quello che avevo commesso in tempo di mia vita. Il Signore mi ha detto: “Io ti perdono, ma voglio fedeltà per l'avvenire; e per mezzo di queste mie piaghe, Io ti faccio questa grazia. E per segno di ciò, ora porrò i detti sigilli anco a te”.

In un istante, io vidi uscire dalle sue SS. Piaghe cinque raggi risplendenti, e tutti vennero alla volta mia. Ed io vedevo i detti raggi divenire come piccole fiamme. In quattro vi erano i chiodi, ed in uno vi era la lancia, come d'oro, tutta infuocata, e mi passò il cuore, da banda a banda, e i chiodi passarono le mani e i piedi. Io sentii gran dolore; ma, nel medesimo dolore, mi vedevo e mi sentivo tutta trasformare in Dio. Tosto che fui ferita, quelle fiamme, di nuovo, ritornarono nei raggi risplendenti, e li vidi posare nelle mani e piedi e costato del Crocefisso. Il Signore mi confermò per sua sposa, mi consegnò alla sua Madre, mi dedicò, per sempre, sotto la sua custodia, e, di nuovo, mi consegnò al mio angelo custode, e poi mi disse: “Io sono tutto per te; chiedimi che grazia vuoi, che ti contenterò”. Io risposi: “Di mai più separarmi da voi”. In un subito, disparve tutto.


Il Diario di S. Veronica Giuliani


Documento stampato il 24/04/2019