Cavalleria. Una via sempre aperta.

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Essere Cavalieri, oggi, non significa prendere il cavallo e partire per la guerra con spada e corazza, ma semplicemente raccogliere l'eredità dei veri cattolici che ci hanno preceduti e continuare a viverne lo spirito. Certo, basterebbe il Vangelo. Lo sappiamo, ma occorre che questo venga predicato nella sua verità e integrità. Lo spirito della Cavalleria non inventa nulla di nuovo, ma rinvigorisce e purifica un ideale di vita cristiana che sembra essersi perso nel mare dei compromessi, degli accomodamenti, dei mescolamenti con la mondanità. Recuperare lo "spirito" della Cavalleria è possibile, perché la Cavalleria è una Via sempre aperta. Oggi più che mai vuol dire affrontare la vita sociale con una virile tempra che sia finalmente cristiana in maniera integra. 


 (Estratto - Cap.IV Il Cavaliere Cristiano) Le Sante Scritture definiscono la vita dell'uomo sulla terra “una milizia”, un combattimento; il Sacramento della Cresima ci ricorda, appunto, questo aspetto del cristianesimo e il cristiano, nel suo pellegrinaggio terreno, è cosciente di vivere in esilio, proiettato alla vera patria, il Paradiso. 

Ora vive nel tempo combattendo con tre nemici:

- il demonio, che odia Dio e l'uomo;

- il mondo, che è nelle mani del maligno;

- la propria carne, (nemico domestico) che guerreggia contro lo spirito.

I maestri spirituali spiegano il combattimento interiore (la grande guerra) nell'attuazione concreta e quotidiana di questi tre verbi: sustine, abstine, age, cioè:

- sostieni, sopporta (tentazioni, croci, avversità);

- astieniti, cioè fuggi le occasioni remote e prossime di peccato;

- agisci, cioè costruisci nell'ordine la tua vita di uomo e di cristiano.

Ecco qui in atto la milizia cristiana. Il Cavaliere Cristiano, per una chiamata speciale di Dio, vive con umiltà, fierezza, coraggio la sua fede.

Comprende il valore insostituibile della fede quale risposta esauriente e definitiva agli interrogativi della retta ragione. Sa bene che l'atto di fede non nasce dal sentimento ma dell'intelletto che cerca la fede, come afferma Sant'Agostino.

È convinto che la fede cattolica è una ragione che crede. Con l'ascesi ordina e lotta contro i vizi e le disordinate passioni, ed acquisisce le virtù.

Quindi agisce usando prima di tutto i mezzi soprannaturali, i Sacramenti, la Liturgia Eucaristica e di Lode e la preghiera personale, quali alimenti della sua vita spirituale e respiro dell'anima.

Si istruisce con impegno sui contenuti della fede, perché non si ama ciò che non si conosce.

Sa che questi mezzi sono indispensabili per un esercizio retto ed efficace della carità.

Conosce bene che se vuole veramente amare e beneficare i fratelli, deve essere di Cristo e della Sua Chiesa, restando sempre una coppa colma di vita interiore il cui trabocco è l'apostolato.

L'approfondimento della verità religiosa gli insegna che l'unica vera carità per il suo bene individuale e sociale è vivere l'ordine naturale cristiano; che la vera carità è far conoscere e proporre la verità.

Sa che la verità è regina e che la carità è ancella della medesima, sa che la verità e la virtù sono il premio dell'uso retto della libertà.

Nel corso dei secoli il Cavaliere ha impugnato le armi a difesa della fede, della giustizia, del debole.

Senza le vittorie cristiane di Belgrado con S. Giovanni da Capestrano ed il generale Unniadi, senza Lepanto con S. Pio V e Don Giovanni d'Austria, senza Vienna col B. Marco d'Aviano e Giovanni Sobieschi, che ne sarebbe stato dell'Europa?

Ma il tempo attuale è tutt'altro che un tempo di pace; da secoli in occidente è in atto una guerra delle idee che minacciano la fede, la morale, la vita sociale e l'uomo come persona.

Il Cavaliere Cristiano fa il contrattacco difendendo e vivendo l'ordine soprannaturale e il deposito della fede.

Conosce che ogni errore sociale scaturisce da un errore teologico. Contrattacca ancora difendendo l'ordine naturale, pensando rettamente per agire rettamente.

In questo modo diventa assertore dell'ordine sociale cristiano che è l'unico ordine che difende e valorizza l'uomo.

Proprio perché innamorato della giustizia, della probità, della lealtà, esercita la carità fattiva in diverse forme, arrecando un contributo valido alla Chiesa la cui missione è salvare le anime e beneficare l'umanità.


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Documento stampato il 19/09/2019