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Vade retro, satana (7)

Bisognerebbe far violenza al Vangelo, agli Atti degli Apostoli, alle Epistole ed anche all'Apocalisse per far dire loro che l'autorità e la gerarchia non sono essenziali alla Chiesa fondata da Nostro Signore. La parola gerarchia può non avere una risonanza particolarmente mistica; può essere irritante non soltanto per il nostro orgoglio, ma per il nostro sentimento dell'onestà, tanto siamo ormai saturi degli abusi di potere o dell'incapacità dei capi; il termine gerarchia può sembrarci, di primo acchito, poco compatibile con il termine santità.

Resta nondimeno che il Vangelo, essenzialmente mistico, perché, fra le altre meraviglie, ci rivela che cos'è la vita della creatura umana quando è realmente penetrata nei misteri di Dio, in Cristo Gesù, il Vangelo, dunque, la Rivelazione piena della santità è inscindibilmente Rivelazione piena di una certa autorità, un genere di autorità, che ha dei poteri in sintonia con la santità: poteri di amministrare i Sacramenti e potere di annunciare in maniera infallibile quelle specie di verità che è il segreto di Dio, cioè i misteri soprannaturali; potere infine di ordinare dei sacerdoti che, in virtù del sacramento dell'Ordine, e secondo una determinata giurisdizione, saranno a loro volta capaci di predicare i misteri, di amministrare i Sacramenti.

Eliminate dal Vangelo la scelta dei dodici, il primato di Pietro su di loro, l'ordinazione dei soli Apostoli per consacrare il pane ed il vino in Corpo e Sangue del Figlio di Dio immolato per noi, l'istituzione cioè di una gerarchia rigorosamente costituita, e avrete soppresso il Vangelo; lo sottoporreste ad una tale amputazione, che non sarebbe più riconoscibile e che non si reggerebbe più.

I protestanti ci hanno provato. Ma altrettante volte è stata dimostrata la falsità d'una tesi, che vuol mantenere la mistica e la santità del Vangelo, sopprimendo però l'autorità e la gerarchia. Se leggessimo il Vangelo com'è scritto, se cercassimo anzitutto di vedere ciò che è, nonostante i fastidi e i tormenti che ne dovessimo provare, saremmo obbligati a dire: la realtà della Chiesa è affermata dal Vangelo; e a sua volta la Chiesa, la cui esistenza e costituzione ci è garantita dal Vangelo, è una società gerarchica della vita soprannaturale; o, meglio, una società sia soprannaturale che gerarchica della vita con Dio. 

Da quando però Pietro stesso fu biasimato da Gesù, sappiamo che nella Chiesa, la Chiesa Santa, i detentori dell'autorità non sono tutti dei santi. E forse abbiamo anche fatto spessissimo l'esperienza della sconcertante verità del rimprovero di Gesù al Capo degli Apostoli: “Vade post me, Satana” (vattene, Satana). Succede non soltanto che i detentori dell'autorità, cioè i Sacerdoti, i Vescovi, il Papa – ognuno al proprio livello – commettono, nascondendoli dietro maschere convenienti o anche sublimi, peccati orribili di tirannia, di orgoglio, di gelosia, di vigliaccheria, di lussuria, ma possono arrivare anche, e ne abbiamo le prove sotto i nostri occhi, fino a tentare di sovvertire la forma di autorità stabilita dal Signore. 

Il Signore ha voluto nella sua Chiesa l'autorità personale e l'ha istituita personale. Invece, dopo il Concilio (Vaticano II, ndr), assistiamo ad un gigantesco tentativo di spersonalizzazione dell'autorità: da personale quale essa è per diritto divino, la vediamo parlamentarizzarsi, collegializzarsi, si potrebbe dire sovietizzarsi.

Mi spiego. Potete girare e rigirare ogni pagina del Vangelo e non troverete mai che l'insegnamento della Fede sia passato a qualche commissione sottratta di fatto alla gerarchia e della quale Vescovi e sacerdoti non siano che mandatari ed esecutori. Non esagero. E, se non è così nella nuova Chiesa che il Vaticano Ii ha cercato di mettere su, spiegatemi perché un tale “buon” Vescovo, che insegna un catechismo cattolico ai suoi nipoti – con Maria sempre Vergine, il Santo Sacrificio della Messa, il peccato originale e gli Angeli santi – impone, nonostante ciò, a decine di miglialia di ragazzi della sua diocesi un catechismo nato da commissioni, nel quale tutti questi dogmi sono negati o confusi o non discernibili. Perché? Perché questo “buon” Vescovo è spodestato del suo potere di Vescovo dalla collegialità e tenta, in privato e come zio, di rifarsi e di far tacere i sopportabili rimorsi della sua coscienza di Vescovo. Medesima constatazione per il Vescovo “passabile”, il quale sarebbe certamente spaventato all'idea che la sua giovane cugina, che ha appena sposato, non esiti a ricorrere alla pillola, ma che non trova invece orribile autorizzare coma capo della diocesi, per decine di migliaia di ragazze e spose, i diabolici prodotti contraccettivi. 

Il Signore Gesù, vero Dio e vero Uomo, ha fatto una Chiesa santa, una società al livello dei misteri e della santità del Dio unico in tre persone: “Et societas nostra sit cum Padre et cum Filio eius, Jesu Chirsto”. Egli ha munito questa Chiesa di poteri particolari in vista della santità.

Questi poteri sono gerarchici, assistiti, personali; essendo gerarchici, comportano dei gradi, un ordinamento reciproco, un diritto di comandare, un dovere di obbedire; essendo assistiti, questi poteri sono garantiti dall'azione dello Spirito Santo contro l'eresia dogmatica e l'invalidità sacramentale; essendo personali, questi poteri sono detenuti da una determinata persona (volgare o nobile, santa o mediocre); in ogni caso una persona personalmente responsabile; questi poteri non possono essere trasferiti a nessuna di quelle molteplici varietà di organizzazioni del genere rousseauiano e massonico, nelle quali il potere reale è occulto e mascherato, mentre la persona che detiene ufficialmente il potere è in realtà priva di ogni potere reale e trasformata in agente di esecuzione. 

La falsa Chiesa, che si rivela a noi a partire dallo strano Concilio Vaticano II, si allontana visibilmente, anno dopo anno, dalla Chiesa fondata da Gesù Cristo.

La falsa Chiesa postconciliare si distingue sempre più dalla Santa Chiesa, che salva le anime da ormai venti secoli (e per di più illumina e sostiene la società).

La pseudo-Chiesa in costruzione si distingue sempre più dalla vera Chiesa, dalla sola Chiesa di Cristo, per le più strane innovazioni sia nella costituzione gerarchica sia nell'insegnamento e nei costumi.

 

Padre R.T. Calmel 

 

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