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Sotto il sole di satana (1)

Sviati dalla chimera di voler scoprire i mezzi agevoli ed infallibili per realizzare finalmente l'unità religiosa del genere umano, alcuni prelati che occupano le cariche più importanti lavorano ad inventare una Chiesa senza frontiere, nella quale tutti gli uomini, dispensati in anticipo dal rinunciare al mondo e a Satana, non tarderebbero a ritrovarsi nella libertà e nella fraternità. 

Dogmi, riti, gerarchia, persino ascesi, se ci si tiene, tutto sussisterebbe della Chiesa precedente, ma tutto sprovvisto delle dovute protezioni volute dal Signore e precisate dalla Tradizione e, per ciò stesso, tutto privato della linfa cattolica, cioè della grazia e della santità. 

Gli adepti delle confessioni religiose più eteroclite e anche coloro che rifiutano ogni confessione religiosa, non avrebbero allora difficoltà ad entrare in questa Chiesa, ma entrerebbero agevolmente in una Chiesa-miraggio. 

È questo il tentativo odierno del supremo Maestro della menzogna e delle illusioni. Ecco la grande opera, d'ispirazione massonica, alla quale egli fa lavorare i suoi ministri: preti senza Fede, promossi “teologi eminenti”, Vescovi incoscienti o traditori, se non apostati camuffati, assurti rapidamente al vertice degli onori, investiti delle più alte cariche. Essi consumano la loro vita e perdono le loro anime per edificare una Chiesa postconciliare, sotto il sole di Satana. 

I dogmi, decisamente relativizzati dalla nuova pastorale che non condanna nessuna eresia, non propongono più un oggetto preciso e soprannaturale; d'altronde per accertarli, supponendo che la parola abbia in tal caso ancora un senso, non occorre né piegare l'intelligenza né purificare il cuore. 

I Sacramenti sono messi alla portata di coloro che non credono; quasi più niente impedisce che vi accostino gli increduli e gli indegni, a tal segno i nuovi riti ecclesiastici sono divenuti estranei, a motivo della loro instabilità e mobilità, al segno sacramentale di per sé efficace, divinamente fissato dal Salvatore una volta per sempre e finché Egli non torni. 

La gerarchia si dissolve insensibilmente nel popolo di Dio, del quale tende a divenire un'emanazione democratica, eletta a suffragio universale per una funzione provvisoria. 

Ci si rallegra di aver abbattuto, grazie a queste innovazioni senza precedenti, le barriere che trattenevano fuori della Chiesa chi ancora ieri, nel vicinissimo periodo preconciliare, rigettava i dogmi, rifiutava i Sacramenti e non si sottometteva alla gerarchia. 

Certo, così com'erano intesi prima del Concilio [Vaticano II - ndr], dogmi, Sacramenti, governo, esigenza di conversione interiore davano alla Chiesa l'aspetto di una città fortificata […] con porte ben custodite e bastioni inespugnabili. Nessuno che non fosse convertito era ammesso ad oltrepassarne la soglia divina. Oggi, invece, le cose cambiano sotto i nostri occhi: dottrine, riti, vita interiore sono sottoposti ad un processo di liquefazione universale così radicale e così perfezionato che non permettono più di distinguere tra cattolici e non cattolici. 

Poiché il sì e il no, il definito e il definitivo sono considerati sorpassati, ci si domanda che cosa impedisca alle religioni non cristiane di far parte anche loro della nuova Chiesa universale, continuamente aggiornata dalle interpretazioni ecumeniche. 

Ce lo si domanda, se almeno si accetta il punto di vista che si lasciarono imporre tanti e tanti Padri circuìti dal Vaticano II: forgiare un sistema prima sconosciuto ed un apparato ancora inedito per guadagnare il mondo della Chiesa senza esporsi alla scacco né soffrire persecuzioni, cominciando col relativizzare il soprannaturale. 

Tutto questo però non ha senso. Da una parte, infatti, Gesù ha detto: “Il discepolo non è da più del Maestro: se hanno perseguitato Me, perseguiteranno anche voi: se hanno ascoltato la mia parola, ascolteranno anche la vostra” (Gv 15, 20); d'altra parte il soprannaturale non si può ne volatilizzare, né modificare: esso è fermo e preciso; ha un volto determinato, una configurazione completa e definitiva: dopo l'Incarnazione del Verbo, dopo la Croce redentrice e la discesa dello Spirito Santo, il solo soprannaturale che esiste è cristiano e cattolico. Esso è reale solo in Christo Jesu et Virgine Maria et Ecclesia Christi. 

Perciò se ancora si conserva nel proprio animo il punto di vista del Vangelo di Gesù Cristo, si vede con tutta chiarezza ciò che ricaccia nel niente la chimera dell'unità ecumenica: l'obbligo di piegare il ginocchio davanti al Figlio dell'Uomo, autore e dispensatore sovrano della salvezza, sì, ma unicamente nell'unica Chiesa da Lui fondata.

 

Padre R.T. Calmel  

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