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Scampata all'aborto... La mia testimonianza

Prima che io nascessi, il medico propose a mia mamma di abortire. Se mia mamma non avesse dato ascolto al suo cuore materno e avesse acconsentito al consiglio, adesso ci sarebbe una consacrata in meno sulla terra. 

Subito dopo la mia nascita, i miei genitori mi consacrarono alla Madonna del Rosario di Pompei e da allora la sua protezione non mi ha mai abbandonato. 
Sin da bambina ho frequentato la chiesa con i miei genitori, anche se non ne capivo l’importanza. Ringrazio i miei genitori che, nonostante io ne provassi noia, mi portavano in chiesa perché è stato proprio lì che, a poco a poco, ho imparato a conoscere e ad amare la Madonna. Conoscendola ed amandola, non provavo più noia a frequentare la chiesa e a recitare il Rosario. Ricordo che imparai tante canzoncine mariane: quella che preferivo era Andrò a vederla un dì, ricordo che la canticchiavo spesso e al ritornello, alle parole «al ciel, al ciel, al ciel...», pensavo al Paradiso e a quanto sarebbe stato bello essere con Lei, la mia dolcissima Mamma del Cielo.

Fu così che cominciai a sentire i primi avvisi della chiamata divina. Ma non sapevo cosa fosse e mi chiedevo cosa significasse “avere la vocazione”.
Crescendo però non ci pensai più, anche se non lasciai la frequenza ai Sacramenti, perché spinta dai miei genitori e in particolare da mia mamma. Feci anche la consacrazione all’Immacolata, misi la Medaglia miracolosa e ogni tanto, in particolare nel mese di maggio, recitavo il Santo Rosario. Verso i sedici anni andai in pellegrinaggio a Lourdes con mia mamma, e lì il mio amore per la Madonna divenne ancora più forte e le promisi di recitare più Rosari. 
L’anno dopo, però, in seguito ad una bocciatura a scuola, pensai che era la Medaglia miracolosa che avevo al collo che mi “portava male” e così la tolsi. Da allora non avevo più pace, niente mi dava gioia e cominciai a divenire sempre più triste. In questo periodo cominciai a sentire in me una voce che con dolcezza e forza mi chiamava a seguire Gesù e a lasciare tutto; ma piangendo pregavo Gesù di non chiamarmi. Così andò avanti per un anno. 
Giunta a diciotto anni, stando sempre così male, mi capitò di parlare con un sacerdote, che dopo avermi ascoltata mi disse di chiedere a Gesù cosa voleva da me e che solo allora sarei stata finalmente contenta. Feci una bella Confessione generale e mi sentii come sollevata da un peso che fino ad allora mi opprimeva, rimisi la Medaglia miracolosa e cominciai a chiedere insistentemente a Gesù di farmi capire qual era la sua Volontà su di me. 

Dopo un paio di mesi andai con i miei genitori al Santuario della Madonna del Buon Consiglio, in provincia di Avellino. Lì per la prima volta vidi delle suore vestite di azzurro, sorridenti e modeste, e ne rimasi incantata. Mi venne allora un forte desiderio di fare un ritiro presso di loro, ma non rivelai a nessuno questo mio desiderio. Solo chiesi alla Madonna che se era sua volontà mi avesse aperto Lei le strade senza che io chiedessi nulla.
Subito mi venne il desiderio di parlare con un sacerdote che avevo visto in Santuario. Stranamente, dopo avergli parlato, mi invitò, senza che io avessi detto niente, a fare un ritiro presso le Suore Francescane dell’Immacolata. Chi gli aveva parlato, chi gli aveva rivelato il mio desiderio? La Madonna, che vegliava maternamente su di me, glielo aveva svelato. Feci proprio come aveva detto questo Padre. Tornai a casa e dopo qualche settimana decisi di ritornare in quel luogo per alcuni giorni di ritiro.

Avvertivo che qualcosa in me stava cambiando. Stando in ritiro presso le Suore, rimasi così colpita dalla loro semplicità, povertà e letizia, espressa anche esternamente dal sorriso, che in seguito mi recai da loro ogni mese per qualche giorno. 
Cominciai anche a comprendere l’importanza di avere una guida spirituale che potesse aiutarmi in questa scelta così importante che sentivo ormai di dover fare. La Madonna mi conduceva per mano in ogni cosa e mi suggeriva cosa fare, servendosi soprattutto della voce e dei consigli del sacerdote conosciuto, che intanto avevo scelto come padre spirituale. Dopo un anno entrai nell’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata.
È solo Lui, Gesù, che dà la gioia, quella vera e non quella che dà il mondo, perché quella del mondo dura pochi attimi mentre quella di Dio è eterna. Venite e vedete quindi! La Vergine Santa sia la vostra guida nella scelta della vostra vita. 

 

Testimonianza di una Suora Francescana dell'Immacolata (dalla rivista IL SETTIMANALE DI PADRE PIO)

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