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La sacramentalità del matrimonio (prima parte)

La nostra catechesi ora affronta l’aspetto più bello e più grande del matrimonio cristiano. Tutti sappiamo dal catechismo che il matrimonio è un sacramento. che cosa significa questa affermazione? Che cosa vuol dire “è un sacramento”? […] .

Per capire che cosa è un sacramento, possiamo partire da un’esperienza molto comune, che tutti abbiamo vissuto. Ci sono nella nostra vita degli avvenimenti così importanti che, a regolari intervalli di tempo, sentiamo il bisogno di ricordare. […]. Facciamoci ora una domanda: esiste un avvenimento assolutamente unico nella vicenda della nostra salvezza cristiana, un avvenimento centrale? Sì, esiste: questo avvenimento unico, centrale, fondamentale è la morte e la risurrezione di Gesù (d’ora in poi useremo il termine evento pasquale). […]

Dunque, che cosa significa che l’evento pasquale è l’avvenimento centrale e fondamentale di tutta la storia umana? Semplificando un po’, possiamo dire che significa due cose.

Primo. Ciò che è accaduto in Gesù è ciò a cui ciascuno di noi è destinato. […]. Che cosa è accaduto in Gesù durante il suo evento pasquale? […] Egli diviene pienamente partecipe della nostra stirpe peccatrice. Ma questa misteriosa, incredibile condivisione aveva uno scopo ben preciso: liberare ogni uomo dal peccato, cambiare radicalmente la nostra condizione decaduta, reintrodurci nella giustizia e nella santità, nell’Alleanza col Padre. Come realizza questa trasformazione nella sua propria umanità? Egli muore in essa: questa condizione di peccato è distrutta definitivamente perché non trattenga più Cristo fuori della vera vita. Nell’immolazione del Calvario la nostra carne di peccato muore e in essa muore il peccato ed avviene il passaggio alla condizione gloriosa, cioè la risurrezione. […].

Ora, ciascuno di noi è precisamente pre-destinato da tutta l’eternità a realizzare in sé questo passaggio: il nostro destino, il nostro buon destino, è di rivivere in Cristo questo passaggio e così diventare figli del Padre nella santità, nella gloria, nella vita eterna. Ci eravamo chiesti: che cosa significa che l’evento pasquale è l’avvenimento centrale di tuta la storia umana? Significa prima di tutto questo: ognuno di noi è destinato a passare da questo mondo al Padre in Gesù e per mezzo di Gesù e con Gesù morto e risorto.

Secondo. Di conseguenza vuol dire anche un’altra cosa. Ognuno di noi, se vuole salvarsi dalla morte e dal peccato, deve in un certo senso “entrare in contatto reale” con la morte e risurrezione del Signore. Notate bene: ho detto “reale”. Vuol dire proprio fisico. Ricordate la donna che soffriva di emorragie, di cui parla il Vangelo? Ella pensava: io, se voglio guarire, lo devo in qualche modo toccare! Non è sufficiente leggere, meditare la Sacra Scrittura che racconta la Pasqua del Signore. È necessario, appunto, che noi siamo fisicamente, realmente inseriti nella morte e risurrezione del Signore.

Ma a questo punto tutti ci domandiamo: come è possibile avere un contatto reale? È semplicemente impensabile: la morte e la risurrezione del Signore sono accadute duemila anni orsono. Come è possibile, pensabile avere un contatto con ciò che è accaduto nel passato? Ciò che è impossibile all’uomo è possibile a Dio, ciò che è impensabile per la ragione umana non lo è per la Sapienza divina. I Sacramenti sono l’incredibile invenzione della potenza, della sapienza, dell’amore di Dio per rendere posibile a ciascuno di noi di “toccare realmente” il Cristo che muore e risorge e così essere trasformati come Lui, in Lui e per mezzo di Lui. Allora che cosa sono i sacramenti? Sono gli strumenti datici da Dio per inserirci nell’Evento pasquale del Signore così da essere realmente toccati, coinvolti e resi partecipi. In altre parole: perdonati e santificati. […].

Vedete, infine, come i Sacramenti sono il tesoro più grande che la Chiesa possiede: da essi dipende la sua esistenza stessa. La Chiesa può far senza di tutto, può essere spogliata di tutto. Ciò che le è assolutamente necessario sono i sacramenti poiché ciò che le è assolutamente necessario è la presenza del suo Sposo. (continua)

 

Card. Carlo Caffarra (CAFFARRA.it)

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